ronaldo iuliano

RONALDO, “IL VERO RONALDO”, ACCENDE JUVE-INTER: "NEL ’98 FU UNA VERGOGNA, LO DISSI GIÀ QUEL GIORNO E NON SAPEVO ANCORA TUTTO IL RESTO, MA ERANO ANCHE ALTRI TEMPI PER IL CALCIO ITALIANO. ORA LE COSE VANNO MEGLIO" – IL PARAGONE CON CR7?  MI DIVERTE MA NON HA SENSO SIAMO DIVERSI – STASERA SUPERSFIDA ALLO "STADIUM" - VIDEO

 

Andrea Elefante per gazzetta.it

 

RONALDO IULIANO JUVE INTER 1998

Al telefono, per di più dal Messico, sarebbe difficile leggere la sua faccia, se non fosse che quando si tocca quell’argomento è sempre la stessa. Fra i tanti sorrisi che Ronaldo ama far nascere sul suo faccione, uno dei più luminosi è quando si parla di lui con specifica: “Ronaldo. Il vero Ronaldo”. Non è autocompiacimento, semmai una carezza al suo naturale senso per l’autostima.

 

Il distinguo fra Luiz Nazario e Cristiano, i due fenomeni (e qui la maiuscola non c’entra) che portano lo stesso cognome, è nato ormai molti anni fa: diciamo almeno una decina, quando Cristiano iniziava la sua scalata verso le vette che si sanno e la carriera del Fenomeno iniziava a conoscere invece l’irreversibilità del declino. Eppure ancora oggi c’è quel “il vero” che continua ad accompagnare il brasiliano: più un omaggio alla sua unicità che un monumento alla memoria.

 

Fenomeno, ma ha senso parlare di vero Ronaldo?

“E’ una cosa che mi ha sempre divertito, ma dico no: non ha senso. Siamo così diversi, io e lui”.

Facciamo un elenco di differenze?

“L’età, anzitutto. Nove anni di differenza, differenti gli anni in cui abbiamo giocato. Il calcio è cambiato in fretta recentemente, e cambia sempre più in fretta. Non voglio dire che ai ‘miei tempi’ fosse più difficile: però abbiamo affrontato situazioni molto diverse e con squadre diverse”.

Un’altra?

“L’impatto con il campionato italiano. Io avevo vent’anni, avevo già detto abbastanza con il Psv e il Barcellona, ma non tantissimo, sicuramente non tutto: ero ancora un progetto di campione, o perlomeno così mi sentivo. Cristiano è arrivato in Italia a 33 anni, nel pieno della sua maturità di giocatore. Anzi, di campione fatto e finito”.

iuliano ronaldo

 

E in una Juventus piena di campioni e di gloria.

“Ecco, appunto. Cristiano per la Juve è un enorme valore aggiunto, ma non avrebbe mai scelto la Juve se non avesse calcolato di arrivare in una delle squadre più forti d’Europa. Io quando scelsi l’Inter avevo una missione molto meno immediata di quella di provare a vincere subito la Champions. Me la diede Moratti: far diventare l’Inter una grande squadra, aiutarla a tornare ai livelli della squadra di suo padre. E un po’ più grande, soprattutto a livello di immagine, era diventata”.

 

Anche se era tutt’altro che uno squadrone

“Io di quell’Inter ho solo ricordi molto nostalgici: bellissimo gruppo, ci divertivamo. Però sarei ipocrita se dicessi che, dal punto di vista puramente tecnico, appena arrivato era una squadra di un livello paragonabile a quello della Juve di oggi”.

Gli infortuni, rispetto a Cristiano Ronaldo, non la aiutarono.

“Il peso della sfortuna sulla carriera di un giocatore non è quantificabile. Però, bisogna dare a Cristiano quello che è di Cristiano: se è arrivato a 33 anni così non è sicuramente un caso, un semplice dono di natura. Credo ci siano pochi giocatori al mondo ad avere una simile attenzione per la cura del proprio fisico, una voglia così feroce di migliorare anche grazie all’autodisciplina”

iuliano ronaldo

 

Sta facendo autocritica?

“Non è la prima volta. Le nostre concezioni dell’importanza dell’allenamento, della centralità del lavoro sono non dico opposte, ma sicuramente differenti. Io mi allenavo perché dovevo, lui si allena perché ama farlo: l’avessi fatto quanto lui... Non credo che tutto quello che posta su Instagram dei suoi allenamenti personali sia solo facciata, autopubblicità. E quello che raccontano i suoi compagni fa fede, non mi pare ruffianeria”.

Quindi siete molto più diversi che uguali?

“Direi di sì: pure per il ruolo e il modo di recitarlo, anche se lui ora gioca molto più in mezzo e molto più vicino alla porta. Ma ha un altro modo di avvicinarla, di arrivarci, anche se lo scopo ultimo è lo stesso. Forse in passato un assist lo appagava quanto un gol, adesso non credo. Ecco: per la voglia di gol siamo abbastanza uguali, sì”.

 

Premiazione del Pallone d’Oro: da secondo, sarebbe comunque andato a Parigi?

“Domanda provocatoria, e faccio il furbo: ognuno si regola come crede, non sono fatti miei”.

Ok: trova così anomalo che quest’anno sia stato dato a Modric e non a Ronaldo?

cristiano ronaldo

“Noi giocatori l’abbiamo sempre saputo, lo sanno tutti: è un premio influenzato anche dai risultati e al Mondiale la Croazia di Modric ha fatto meglio del Portogallo di Cristiano”.

Lei anche grazie a un Mondiale lo vinse nel 2002.

“Ma proprio per questo, quello del 1997 per me ha un valore assoluto molto grande: con il Barcellona avevo vinto la Coppa delle Coppe e la Copa del Rey, ma l’ho sempre considerato un riconoscimento molto ‘personale’”.

 

Ricorda che partita c’era a San Siro quando lo mostrò al pubblico nerazzurro?

“Non mi ricordo neanche cosa ho mangiato oggi...”.

Ok, rifà il furbo: 4 gennaio 1998, Inter-Juventus 1-0, gol di Djorkaeff su assist di Ronaldo.

“Un giorno che ricordo con emozione, anche perché quella fu la prima sfida contro la Juve vinta da Moratti. Ed era molto emozionato anche lui”.

Da quando è di proprietà Suning, l’Inter ha già battuto la Juve. Ma se dovesse succedere domani sarebbe la prima di Zhang junior presidente...

cristiano ronaldo 8

“Non facile per l’Inter, e non c’è bisogno che lo dica io. La Juve è molto forte, più forte di tutte le altre, e sta succedendo quello che era prevedibile già a inizio campionato. Anche se non immaginavo una fuga così già a dicembre”.

 

Ma pensa anche lei che la Juve sia così irraggiungibile in tempi brevi?

“L’Inter sta recuperando un po’ di terreno, ma piano piano. Quando sarà definitivamente fuori dal financial fair play, potrà accelerare. Un paragone Moratti-Zhang non ha senso, hanno per forza un modo di vivere l’Inter diverso, ma in una cosa sono sicuramente uguali: Suning non ha meno voglia di vincere”.

 

Quanto aiuterebbe l’Inter fare bene stasera?

spalletti zhang

“Juve-Inter è una di quelle partite che ad una squadra possono dare molta più forza che punti in classifica. In questo, solo in questo, mi ricorda Juve-Inter del ‘98: lì eravamo in corsa per lo scudetto, mentre questa Inter realmente non lo è, ma andandoli a sfidare con quel coraggio cercavamo la certificazione della nostra crescita. Ecco, l’Inter di Spalletti deve andare a Torino con quel coraggio. Poi andrà come andrà”.

L’Inter si augura che non finisca come quella volta sotto tutti i punti di vista.

“E’ passato così tanto tempo e ne abbiamo parlato talmente tante volte... Vent’anni giusti, già: una vita. Fu una vergogna, lo dissi già quel giorno e non sapevo ancora tutto il resto, ma erano anche altri tempi per il calcio italiano: vigilare per farsi rispettare è giusto, fare le vittime no. E poi mi sembra che le cose in Italia stiano andando meglio, no?”.

 

Anche se c’è ancora qualcuno che non digerisce la Var.

“Se l’hanno usata al Mondiale e hanno deciso di utilizzarla anche in Champions vuol dire che non è una cosa così sbagliata. Piuttosto, non mi meraviglia che l’Italia sia stata scelta per sperimentarla: ora va meglio, ma evidentemente prima qualche problemino c’era...”.

allegri agnelli marotta

 

Ultimi Dagoreport

giuseppe conte vladimir putin marco travaglio elly schlein beppe grillo

DAGOREPORT – CARO CONTE... MA PERCHÉ NON TE NE VAI A FARE IN CULO?! - NEL PARTITO DEMOCRATICO CRESCE UNA FRONDA SOTTERRANEA DI CHI VUOLE MOLLARE PEPPINIELLO AL SUO DESTINO DI “RAS-PUTIN” – AL NAZARENO, NONOSTANTE LA LINEA “TESTARDAMENTE UNITARIA” (SENZA M5S NON SI VINCE) DI ELLY SCHLEIN, MOLTI VORREBBERO ANDARE A VEDERE IL BLUFF DELL’EX PREMIER: SE VUOLE INTESTARDIRSI SU POSIZIONI FILO-RUSSE E ANTI-EUROPEE (NO AL FONDO SAFE PER LA DIFESA), FACCIA PURE, MA SAPPIA CHE ANDARE DA SOLO AL VOTO NON CONVIENE AL M5S NE' ALLA SUA OSSESSIONE DI TORNARE A PALAZZO CHIGI (CONTE METTERÀ SEMPRE IL VETO A CHIUNQUE NON SI CHIAMI CONTE) - A CONDIZIONARE IL LEADER M5S NON È DI DI BATTISTA, MA LA LINEA INTRANSIGENTE DI TRAVAGLIO, VERO IDEOLOGO DELLA GALASSIA PENTASTELLATA - LE CHIAMATE DI BEPPE GRILLO AI PIDDINI PER SABOTARE IL "CAMALEONTE CON LA POCHETTE'' - AMORALE DELLA FAVA: ORA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI È PRONTA A PERDERE, IL CENTROSINISTRA NON È PRONTO A VINCERE. 'STO "CAMPO LARGO" A PALAZZO CHIGI DIVENTA CAMPO SANTO IN SEI MESI... - VIDEO

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - LE ULTIME SPERANZE DELL’IRRIDUCIBILE LUIGI LOVAGLIO DI SALVARE MPS DALL’OPAS DI INTESA SONO APPESE ALLA FUSIONE CON MEDIOBANCA, CHE INGLOBEREBBE L’OGGETTO DEL DESIDERIO DI TUTTI I PROTAGONISTI DEL RISIKONE: IL 13% DI GENERALI - OLTRE ALLA DELFIN DI MILLERI, A DAGOSPIA RISULTA IN GRAN MOVIMENTO IL CEO DEL LEONE DI TRIESTE, PHILIPPE DONNET, PRESSO I FONDI DI INVESTIMENTO, COME GIÀ SUCCESSE CON LA RESURREZIONE DI LOVAGLIO PER SBARRARE LA STRADA A CALTAGIRONE - SE FALLISSE LA FUSIONE MPS-MEDIOBANCA, A PIAZZA AFFARI C’È CHI IPOTIZZA UN’OPA SU PIAZZETTA CUCCIA, CHI CONGETTURA OPERAZIONI CHE COINVOLGEREBBERO BANCA GENERALI - UNA COSA È CERTA: PIÙ SI ANDRÀ AVANTI E PIÙ L’ASTICELLA DEL RISIKO SI IMPENNERÀ, PERCHÉ SOCI E GRANDI FONDI DOVRANNO SCEGLIERE: MESSINA O DONNET? BANCA INTESA CHE PRENDE LA LEVA DI COMANDO DI GENERALI (SALVO PROBLEMI CON L'ANTITRUST) O TRASFORMARE IL LEONE DI TRIESTE IN UNA VERA PUBLIC-COMPANY?

giuseppe conte donald trump mario draghi joe biden sergio mattarella matteo renzi gennaro vecchione william barr

DAGOREPORT – LA STORIA MAI RACCONTATA DELL'''ASTIO SPUMANTE'' DI GIUSEPPE CONTE VERSO MARIO DRAGHI - IL "TRASFORMISMO DAL VOLTO UMANO" NON HA MAI METABOLIZZATO LA CACCIATA DA PALAZZO CHIGI DEL 2021, DETRONIZZATO DA "SUPERMARIO" PER LA GIOIA DI ANGELA MERKEL, CONTRARIA A FAR GESTIRE I 200 MILIARDI DEL PNRR AL POPULISMO 5STELLE - I TWEET D'AMORE DI TRUMP A "GIUSEPPI" CHE PORTO' IL PREMIER CONTE AD AUTORIZZARE L'INSOSTENIBILE INCONTRO A ROMA DEI VERTICI DEI SERVIZI SEGRETI CON IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA DEGLI STATI UNITI, A CACCIA DI "MAIL IMBARAZZANTI SU HILLARY CLINTON IN POSSESSO DEI RUSSI" - DESTINO VOLLE CHE DOPO SEI GIORNI DAL GIURAMENTO DI BIDEN, LA FAVOLA DI "GIUSEPPI" FINI' ED INIZIO' LA VENDETTA CONTRO "DRAGHI, L'USURPATORE" (OGGI, A PAGARNE LE CONSEGUENZE, E' L'EX SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DI "MARIOPIO", FRANCO GABRIELLI) - VIDEO

la repubblica urbano cairo enrico mentana stefano cappellini theodore kyriakou

DAGOREPORT - SI ACCAVALLANO LE VOCI SUL CORTEGGIAMENTO A ENRICO MENTANA DELL’EDITORE DI ‘’REPUBBLICA’’, THEO KYRIAKOU, CHE INTENDE LANCIARE UNA RETE ALL NEWS-CNN, DIRETTA DAL CONDUTTORE DEL TG LA7 - S’AVANZA ANCHE L’IPOTESI DI UN ''DOPPIO MENTANA'': TV E DIRETTORE EDITORIALE DI “REPUBBLICA” - COSÌ IL MAGNATE GRECO SALVEREBBE CAPRA E CAPPELLINI (ALL’80% CONFERMATO ALLA DIREZIONE) - TRA MENTANA E IL PROPRIETARIO DI "ANTENNA GROUP", CI SAREBBE IL MACIGNO DELLA CLAUSOLA DI NON CONCORRENZA CHE RISCHIA DI TENERLO LONTANO DA UN ALTRO INCARICO PER UN ANNO E MEZZO - CHICCO DICE CHE QUESTA CLAUSOLA “NON C’È” - BENE, SE ‘’NON C’È’’, ALLORA NON SI COMPRENDE LA STIZZA RABBIOSA DELLA SUA LETTERA INVIATA AL “FOGLIO”, CONTRO L’EDITORE DE LA7, URBANETTO CAIRO… - VIDEO