andrea agnelli aurelio de laurentiis

“SE GIOCHIAMO RISCHIANO ANCHE I GIOCATORI DELLA JUVE” – AURELIO DE LAURENTIIS HA CHIAMATO ANDREA AGNELLI PER CAPIRE LE INTENZIONI DEI BIANCONERI, A MENO DI 48 ORE DALLA PARTITA CHE POTREBBE TRASFORMARSI IN UN CLUSTER – MA A RIGOR DI PROTOCOLLO, PER NON GIOCARE IL NAPOLI DOVREBBE AVERE ALTRI NOVE POSITIVI – STRETTA DI CONTE SULLE APERTURE NEGLI STADI: NIENTE DEROGHE REGIONALI AL LIMITE DI PUBBLICO

 

 

andrea agnelli de laurentiis

1 – DE LAURENTIIS TELEFONA AD AGNELLI: «SE GIOCHIAMO, RISCHIANO ANCHE I GIOCATORI DELLA JUVENTUS»

Da www.ilnapolista.it

 

Aurelio De Laurentiis ha chiamato Andrea Agnelli per capire le intenzioni della Juventus a 48 ore dalla sfida dello Stadium. Lo ha fatto nel pomeriggio della positività di Zielinski. Per non giocare, il Napoli deve avere altri nove positivi. Il Corriere dello Sport scrive che

 

ZIELINSKI

ieri De Laurentiis ha preso il cellulare e ha chiamato Andrea Agnelli. Il senso del suo discorso è stato semplice: giocando domenica ci può essere un rischio contrarre il Covid anche per i calciatori della Juve perché non è sicuro al 100% che il terzo giro di tamponi riesca a individuare tutte le positività.

 

Dipende se la positività sia stata contratta durante Napoli-Genoa oppure, ad esempio, durante i successivi allenamenti del Napoli.

 

napoli genoa

Insomma secondo De Laurentiis con la Champions alle porte, giocare non sarebbe il massimo neppure i bianconeri. De Laurentiis ha verificato anche la posizione delle autorità sanitarie e della Protezione civile. L’obiettivo era capire se fosse sicuro spostare da Napoli a Torino un gruppo di calciatori con tre tamponi negativi ma anche con quel “tarlo” che ti lascia un virus capace di manifestarsi dopo 5 o più giorni. I sondaggi effettuati non hanno evidenziato margini per un “ribaltone” e Juve-Napoli resta così programmata per domani sera.

 

sarri de laurentiis agnelli

 

2 – SERIE A SENZA PACE: DUE POSITIVI AL NAPOLI E CONTE PREPARA LA STRETTA SULLO SPORT

Nino Materi per “il Giornale”

 

Non basta un cartellino rosso per espellere il Covid dalla serie A; lui rimane a giocare e di abbandonare gli stadi non ci pensa affatto. Lo stanno verificando, sulla propria pelle, giocatori e dirigenti di Genoa (al momento 16 contagiati, di cui 12 calciatori) e Napoli (da ieri 2 positivi: il centrocampista Piotr Zielinski e un collaboratore dello staff biancoceleste).

 

spadafora conte

Quello di lunedì prossimo doveva essere - per lo sport in generale e per il calcio in particolare - il Consiglio dei ministri dell'«apertura graduale» al pubblico. Non si sarebbe arrivati al «liberi tutti», ma in programma c'era un «mirato ampliamento» della presenza del pubblico alle partite, pari a un terzo della capienza degli impianti.

 

Ciò significa che negli stadi delle grandi città sarebbero potuti entrare fino a 20-25 mila spettatori, un bel passo avanti rispetto al numero-beffa dei «1.000 tifosi» (su invito? su base clientelare? o su sorteggio frutto della ruota della fortuna?). Invece il premier Conte, tra circa 48 ore, interverrà in Aula per annunciare il nuovo dpcm che prolungherà lo stato d'emergenza fino al 31 gennaio.

NAPOLI GENOA

 

Inevitabili le ricadute anche sul mondo del pallone che, se i nuovi casi di Coronavirus non dovessero arrestarsi, rischia seriamente di essere bloccato. E questa volta in maniera definitiva. Insomma, se la curva delle infezioni «calcistiche» non si normalizzerà, è molto probabile che passi la linea «chiusurista» del ministro della Salute, Roberto Speranza, il quale non ha certo visto di buon occhio (a differenza del suo vice, Pierpaolo Sileri e del quantomai confusionario ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora) né la ripresa della serie A né la riammissione - se pur parzialissima - dei famigerati «mille tifosi».

 

PIERPAOLO SILERI GIUSEPPE CONTE ROBERTO SPERANZA

Ma ora, in vista della «nuova stretta», anche questo manipolo di raccomandati o amici degli amici potrebbe trovarsi senza seggiolino. Certo è che Conte lunedì prossimo e Speranza il giorno successivo intimeranno un brusco stop alle velleità «aperturiste» di quelle regioni che di recente avevano compiuto un «passo avanti» costringendo il governo poi a uniformare le regole per l'intero territorio nazionale.

 

Dopo l'intervento in Parlamento di Conte e Speranza, il dpcm del dietrofront sarà pubblicato mercoledì sulla Gazzetta ufficiale. L'ennesimo decreto firmato dal presidente del Consiglio ristabilirà dunque «il divieto di assembramento consentendo la presenza di massimo 1000 persone all'aperto (negli stadi) e 200 al chiuso (che siano palazzetti, cinema o teatri)», però «limitando la responsabilità e la possibilità di intervento delle Regioni che avevano consentito deroghe» (Lombardia, Emilia Romagna, Veneto, Piemonte, Liguria, Marche, Abruzzo e Basilicata).

giuseppe conte palleggia

 

Una frenata inevitabile dopo che in serie A il contagio si è ulteriormente allargato. Il Napoli ha annunciato infatti la positività al Covid di due suoi tesserati, diretta conseguenza dei contatti avuti domenica scorsa al San Paolo contro un Genoa ignaro di avere mezza squadra già contagiata. Considerata la situazione, non può ritenersi scontata la prossima trasferta della squadra di Gattuso attesa a Torino per il match contro la Juve.

 

Tra i napoletani Zielinski è stato messo subito in isolamento, ma nei giorni scorsi aveva lavorato regolarmente con i suoi compagni, non essendo prevista dal protocollo la quarantena in attesa dell'esito degli esami. Intanto il Consiglio direttivo della Lega di serie A ha rinviato Genoa-Torino in programma oggi a causa del focolaio-Covid nella squadra rossoblù. E se dovesse partire l'effetto-domino, altro che stadi blindati. Sarebbe l'addio campionato. Con tanto di triplice fischio.

 

zielinski con la moglie

 

zielinski

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