LA SPY STORY CHE FA TREMARE L'ATLETICA! DOPO LA MICROSPIA TROVATA NELL'UFFICIO DI ALESSANDRO LONDI, SEGRETARIO GENERALE DELLA FEDERAZIONE DI ATLETICA, SI CERCA DI CAPIRE CHI E PERCHE’ DOVREBBE SPIARLO - LA GUERRA INTERNA ALLA FEDERAZIONE, CON IL PRESIDENTE STEFANO MEI, CHE PUNTA A SOSTITUIRE LONDI, INSODDISFATTO PER LA FOLGORANTE ASCESA DI MARIA CECILIA MORANDINI, L’AVVOCATO VICINA A LONDI CHE SIEDE NEL CONSIGLIO CONI, INSIEME ALLO STESSO MEI (NELLA POLITICA SPORTIVA ITALIANA CONTA, PRATICAMENTE, PIÙ DEL PRESIDENTE DELL’ATLETICA) - IL PRESIDENTE MEI GIURA DI ESSERE TRANQUILLO: “NON ABBIAMO NIENTE DA NASCONDERE, LA MICROSPIA NON L’ABBIAMO MESSA NOI"
Marco Bonarrigo per il “Corriere della Sera” - Estratti
Melodramma, spy story, commedia all’italiana: da mesi la nostra Federazione di Atletica Leggera (Fidal) attraversa una burrasca di natura incerta che preoccupa Coni, Sport Salute e chi — dipendenti, dirigenti e tecnici di base — opera sul campo in una disciplina che vive un momento magico grazie ai vari Furlani, Iapichino, Battocletti, Crippa.
L’ultimo colpo di scena il 9 aprile scorso, quando Alessandro Londi, il segretario generale che nel 2021 ha costruito la rete di consensi che ha portato alla presidenza il suo (ex?) amico Stefano Mei, ha chiesto al 113 di intervenire con urgenza nella sede di via Flaminia.
Agli agenti, Londi ha consegnato una «cimice» ritrovata nel suo ufficio mentre era a colloquio con alcuni collaboratori manifestando ovviamente il sospetto di essere spiato.
Quello tra Mei e Londi era un rapporto idilliaco. Consulente del lavoro, Londi ha elaborato il meccanismo contrattuale che ha permesso a Mei (pensionato statale) di incrementare la sua retribuzione da 36 a circa 200 mila euro l’anno, di aumentare i compensi dei consiglieri (tutti di maggioranza) e di aver assecondato il capo nell’allargare il numero dei coordinatori di settore ai suoi uomini di fiducia senza un turnover di quelli in carica.
Chi e perché dovrebbe spiare Londi? Forse il fatto che nei suoi cinque anni in Fidal si è fatto la fama di riformatore «duro» ed efficientista anche con una serie di discussi licenziamenti in tronco?
Le indagini sono in corso, il caso Equalize con le intercettazioni ilegali commissionate da Giacomo Tortu nei confronti di Marcell Jacobs non c’entra nulla.
Cimici a parte, Londi e Mei hanno cominciato ad allontanarsi dopo la bocciatura dell’ex fondista alle elezioni per la Giunta del Coni. Londi in federazione è accusato di non pensare solo alla Fidal e ai suoi cento dipendenti, di essere invece attivo su troppi fronti.
Dalla Federazione Italiana Imprenditori Sportivi (Fiis) che presiede, all’Asc (ente della Confcommercio) di cui è stato ispiratore e vicario alla Confederazione dello Sport, al sindacato nazionale degli imprenditori di settore che ha fondato e dirige.
A scatenare la battaglia non è stato il contratto di consulenza assegnato — con il benestare di Mei — all’avvocata Maria Cecilia Morandini, che prima ricopriva il ruolo di procuratrice di giustizia ma il fatto che, a Morandini, Londi avrebbe anche proposto (ottenendone l’elezione) il ruolo di presidente dell’Asc, colosso da 930 mila tesserati con finalità in parte analoghe in parte concorrenziali a quelle della Fidal, che l’ha portata a sedere — alla pari di Mei — nel Consiglio Coni.
Morandini puntava addirittura alla Giunta ma ha ritirato la candidatura accontentandosi di essere prima donna a presiedere un ente di promozione sportiva. Insomma, Morandini nella politica sportiva italiana conta più del presidente dell’atletica.
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Il Coni è preoccupato per le possibili ricadute della guerra interna e dal fatto che la sostituzione del segretario (che Mei annuncia da tempo a chi gli sta vicino) è bloccata, pare, dalla ricerca di clausole che non penalizzino una federazione che già spende molto: Londi costa circa 130 mila euro l’anno.
Dal Consiglio Federale di sabato scorso non sarebbe ancora emerso l’affidamento pro tempore del ruolo a un interno o a un consigliere. Contattato dal Corriere , Londi spiega di «non poter rispondere alle domande» mentre alle agenzie di stampa Stefano Mei dichiara di essere tranquillo e che «trova curioso che qualcuno, nonostante io sia il rappresentante legale Fidal, abbia chiamato il 113 prima di avvertirmi.
Bonifica degli uffici? Non è stata ancora effettuata. Contatteremo i nostri avvocati».
Chissà se verrà scelta l’avvocata Morandini, primo consulente legale (con un compenso di circa 60 mila euro l’anno) e responsabile del Safeguarding interno.
2 - STEFANO MEI - LA MICROSPIA IN SEDE NON L'ABBIAMO MESSA NOI L'ATLETICA HA TANTI NEMICI
Giuliano Foschini per “la Repubblica” - Estratti
Stefano Mei giura di essere tranquillo: perché «non abbiamo niente da nascondere». Perché «da quando gareggiavo so che chi vince è sempre molto invidiato, si può dare fastidio a qualcuno». E perché è convinto che la storia della microspia trovata nella stanza del segretario generale della Federazione di atletica leggera (Fidal), Alessandro Londi, di cui Repubblica ha dato conto ieri, presto avrà uno sviluppo: «Si capirà tutto, di questo sono certo».
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«Non è possibile che sia una cosa interna, non ce n'è proprio il motivo. Comunque quello che c'è dietro questa microspia verrà fuori».
Si sarà fatto un'idea? Che storia è questa? Chi vi sta spiando?
«Primo punto: io, che sono l'unico titolato in quanto rappresentante legale della Federazione, ho saputo di tutta questa storia per caso. Nessuno mi ha avvisato. L'ho scoperto perché mi hanno detto che c'era la Polizia nella sede della Federazione».
(...) La verità è che la Fidal dà fastidio a tanti».
Restiamo su Londi: è vero che state trattando la sua buonuscita da tempo e che proprio in queste ore si dovrebbe concretizzare?
«Si dice da mesi ma poi non è stato concretizzato nulla. Noi siamo pronti ma la soluzione deve essere condivisa. Per il momento non c'è nessun accordo, vediamo cosa accadrà nelle prossime ore».
Ma perché avete litigato?
«Nessuna lite».
Però strana questa storia della microspia proprio in un momento così teso… La Fidal non è un posto qualunque.
«In che senso?».
stefano mei luciano buonfiglio ed alessandro londi foto mezzelani gmt005
La storia di Equalize con il fratello di un olimpionico, Giacomo Tortu, che rischia il processo per aver fatto spiare Marcell Jacobs, un altro compagno olimpico e suo compagno di squadra, non è bella.
«Mi sembrano due storie diverse».
Perché quella microspia?
«Non lo so. Ma lo scopriremo molto presto. Se è accaduto veramente qualcosa, tutto ciò avrà dei responsabili».
Potrebbe essere un'inchiesta dell'Autorità giudiziaria.
«Potrebbe certo. Ma, ancor più per la mia storia professionale, non posso che restare in un silenzio rispettoso».
Ma potrebbe essere anche una storia di spionaggio interno.
«Non lo credo. Ripeto: non è possibile che sia una cosa interna. Vedremo. Io dico soltanto una cosa: che, non me ne voglia Angelo Binaghi, la Federazione di atletica è la più vincente degli ultimi anni. Nessuno ha vinto come noi perché nel tennis o in altri sport ci può essere un atleta che vince, ma da noi invece sono tanti, donne e uomini, giovani e meno giovani, è la rivoluzione di un movimento. E in questi casi si attirano le invidie di tanti. Dobbiamo essere più forti. Lo saremo anche questa volta».
stefano mei luciano buonfiglio ed alessandro londi foto mezzelani gmt003





