marco pascolo

VE LO RICORDATE? PORTIERE ELETTRICISTA DI ORIGINI ITALIANE, IMPRESSIONO' NELLA SUA NAZIONALE MA EBBE UN IMPATTO DISASTROSO CON LA SERIE A: POCHI MESI DI PAPERE E INCERTEZZE POI A GENNAIO LA CESSIONE – ANTIDIVO NEL CALCIO DEI DIVI, DA PICCOLO GIOCAVA ATTACCANTE: "MI STANCAVO DI CORRERE E COSÌ SONO FINITO TRA I PALI…” - VIDEO

Da goal.com

 

marco pascolo

La spettacolarità non era certo fra le sue doti: Marco Pascolo era tuttavia dotato di un fisico imponente (un metro e 88 centimetri per 85 chilogrammi) ed era riuscito a fare della regolarità e della continuità di rendimento il suo punto di forza.

 

Nato a Sion il 9 marzo 1966, quello che diventerà il portiere della Svizzera ha origini italiane: suo padre infatti è un friulano emigrato in terra elvetica per cercare lavoro. Qui trova occupazione come meccanico e conosce quella che sarebbe diventata sua moglie.

 

I genitori insegnano a Marco l'importanza e la dignità del guadagnarsi da vivere svolgendo anche lavori umili. Così Pascolo, che coltiva la passione del calcio, lavora anche come elettricista.

 

Comincia a giocare da adolescente nel ruolo di attaccante, ma a 18 anni viene schierato in porta e da lì non si sposterà più.

 

"Mi stancavo di correre - dichiarerà - e così sono finito tra i pali".

 

In anni in cui il ruolo dell'estremo difensore in campo sta evolvendo, mantiene anche nel nuovo ruolo una buona confidenza nel giocare la palla con i piedi e questo sarà un suo punto di forza rispetto ad altri suoi colleghi poco avvezzi a dare del tu alla sfera. Dal 1986 al 1989 milita nella squadra della sua città, il Sion, ma colleziona appena 17 presenze in 3 stagioni.

marco pascolo

 

Nel 1989 si trasferisce così al Neuchatel Xamax, dove progressivamente riesce a dimostrare il suo valore e nel 1990 diventa il portiere titolare della squadra guidata da Roy Hodgson. Proprio nel 1990 vince il primo titolo in carriera, la Supercoppa di Svizzera.

 

L'ulteriore balzo in avanti avviene per l'estremo difensore nel 1991. Su di lui punta infatti il Servette, squadra in cui Pascolo milita per 5 stagioni con un rendimento molto elevato. Grazie alle sue prestazioni, nel 1992 Roy Hodgson, divenuto nel frattempo il Ct. elvetico, si ricorda di lui e lo sceglie infatti per difendere la porta della Nazionale svizzera. Pascolo si conferma portiere di grande affidabilità, e c'è anche lui fra i segreti della squadra che sorprende tutti nelle Qualificazioni a USA '94, strappando 4 punti all'Italia di Arrigo Sacchi e conquistando l'accesso alla fase finale del torneo dopo ben 28 anni di assenza.

 

marco pascolo cagliari

C'è lui in porta allo Stadio Sant'Elia di Cagliari quando gli elvetici spaventano gli Azzurri il 14 ottobre 1992 portandosi sul 2-0 con Ohrel e il bomber Chapuisat, non senza responsabilità del portiere italiano Marchegiani, che incappa in una serata no. Finirà 2-2 con la rimonta firmata Baggio ed Eranio, ma è in quell'occasione che l'Italia calcistica conosce Pascolo. Il portiere, grazie alle sue parate, consente alla Svizzera di strappare un punto prezioso, cui seguirà un successo di misura per 1-0 grazie a un goal di Hottiger nella partita di ritorno il 1° maggio 1993.

 

Gli elvetici chiudono comunque in 2ª posizione dietro agli Azzurri, tanto basta per staccare il pass per gli Stati Uniti. Pur essendo ormai una star calcistica del suo Paese, l'estremo difensore di origini italiane non perde la sua grande umiltà e in una celebre dichiarazione attacca la ricchezza del Mondo del pallone, e in particolare di quello italiano.

 

"Il calcio è il mio hobby: faccio l'elettricista perché solo di pallone in Svizzera non puoi vivere. Anche se al Servette ho tutto quello che desidero. I divi non mi piacciono, di quelli abbonda già la serie A italiana. Guadagnano troppo, è assurdo. Così la gente rischia di stufarsi del calcio".

 

marco pascolo

La fama di 'saracinesca' di Pascolo continua ai Mondiali del 1994, dove la Svizzera pareggia 1-1 al debutto con i padroni di casa degli Stati Uniti, poi travolge la Romania di Hagi con un pirotecnico 4-1 (doppietta di Knup e reti di Sutter e Chapuisat) e mette in cassaforte il passaggio agli ottavi di finale. La sconfitta contro la Colombia nella terza partita è indolore e la squadra di Hodgson sfida nella fase ad eliminazione diretta la Spagna.

 

Il portiere del Servette è una sicurezza, ma Le Furie Rosse si rivelano ostacolo troppo duro per gli elvetici, che sono travolti 3-0 e devono salutare il torneo. Ma il Ct. inglese si ripete nuovamente e porta la Svizzera anche alla fase finale di Euro '96. A qualificazione ottenuta, tuttavia, Hodgson approda sulla panchina dell'Inter e alla fine rinuncia al ruolo di Commissario tecnico.

 

Al suo posto subentra il portoghese Artur Jorge ma il feeling fra giocatori e allenatore è diverso e la Nazionale elvetica in Inghilterra esce al 1° Turno, chiudendo all'ultimo posto nel Gruppo A dietro i Tre Leoni, l'Olanda e la Scozia. Ciononostante Pascolo si conferma portiere di grande affidabilità ed è fra i più positivi della squadra.

 

Le sue parate non lasciano insensibile nemmeno il presidente del Cagliari, Massimo Cellino, che dopo l'addio di Oscar Washington Tabarez, passato al Milan, ha affidato la panchina rossoblù ad un altro tecnico uruguayano, Gregorio Pérez, e sogna di costruire, grazie alla sentenza Bosman, una squadra di livello europeo e multietnica.

marco pascolo

 

La campagna acquisti estiva vede così l'addio di diversi pilastri, fra cui Firicano, Oliveira e Pusceddu, passati tutti alla Fiorentina, e approdare in Sardegna numerosi volti nuovi. Dal club viola arriva l'attaccante Banchelli, dalla Lucchese vengono prelevati il terzino sinistro Bettarini e il centrocampista offensivo Ciccio Cozza, dalla Roma torna a titolo definitivo Berretta, dal Cesena arrivano i difensori Grassadonia e Scugugia.

 

Ma il pezzo forte sono i tanti stranieri: proprio il trentenne Pascolo è ingaggiato dall'imprenditore cagliaritano per raccogliere l'eredità di Valerio Fiori, con lui arrivano anche il compagno di Nazionale Ramon Vega, il sudafricano Erick Tinkler, il danese Christian Lønstrup e l'attaccante uruguayano Luis Alberto Romero, che si unisce ai confermati connazionali Dario Silva e Fabian O'Neill.

 

Cagliari 1996-97 Serie A

Il campo dimostra però che i nuovi innesti non sono all'altezza dei partenti. L'esordio è vincente: ma il 2-0 all'Atalanta con goal di Pancaro e Muzzi si rivelerà illusorio. Nelle successive 5 giornate, infatti, la squadra rossoblù racimola soltanto un punticino esterno sul campo del Verona, squadra che in quel momento era all'ultimo posto con 0 punti,  e 4 sconfitte.

 

marco pascolo

Sulla graticola finisce, fra gli altri, anche il portierone svizzero, autore di alcune prestazioni non all'altezza della sua fama. Alla 3ª giornata fa la bella statuina su Bierhoff, e dopo un colpo di testa del tedesco che sbatte sulla traversa, non ha la rapidità di recuperare il pallone e viene infilato dal suo avversario.

 

Nel turno successivo con il Verona prima incassa goffamente l'autogoal di Villa, dimostrandosi poco reativo su un tiro di Bacci deviato dal difensore rossoblù, quindi compie un'autentica papera facendosi superare da un colpo di testa di Binotto sotto misura. Il giocatore gialloblù devia debolmente, ma incredibilmente il pallone sfugge dalle mani del portiere del Cagliari e si infila alle sue spalle per il 2-2 finale.

 

cellino

Dopo aver perso 0-1 con il Parma al Sant'Elia nella 5ª giornata, la sfida successiva contro la Lazio di Zeman allo Stadio Olimpico di Roma si rivela già un crocevia importante della stagione degli isolani. La pazienza di Cellino è infatti già esaurita, e la squadra naviga in quart'ultima posizione con appena 4 punti.

 

Marchegiani al 3' esce a deviare il pallone di mano fuori dall'area per fermare Dario Silva, lanciato in contropiede, e viene subito espulso. In porta entra per l'Aquila il debuttante in Serie A Fabio Cudicini, ma la squadra biancoceleste sembra non risentire dell'inferiorità numerica.

 

Al 22' Nedved calcia da oltre 30 metri e trova l'incrocio dei pali, cogliendo del tutto impreparato il portiere svizzero. I rossoblù pervengono al pareggio con un colpo di testa di Vega, ma l'arbitro non si accorge che la palla ha oltrepassato la riga di porta e fa proseguire l'azione. È così Signori, in contropiede, a portarsi a spasso mezza difesa e a trafiggere nuovamente l'estremo difensore svizzero.

 

A nulla serve il goal di Banchelli nella ripresa per i sardi: il k.o. per 2-1 fa precipitare la squadra al terz'ultimo posto e la situazione si fa pesante. È troppo per il vulcanico patron Cellino, che decide di cambiare guida tecnica e richiama al capezzale degli isolani Carlo Mazzone, che qualche anno prima, nel 1993, aveva trascinato la squadra ad una storica qualificazione in Coppa UEFA.

cellino

 

Anche con l'arrivo del tecnico romano, tuttavia, i rossoblù stentano. Pascolo alterna buone parate ad errori grossolani. Contro la Roma all'Olimpico, il 17 novembre, le mani dell'ex Servette si piegano a un tito dalla distanza di Di Biagio, dando il la alla vittoria giallorossa.

 

L'8 dicembre, nella 12ª giornata, l'estremo difensore compie nuovamente alcuni errori gravi contro la Reggiana, anche se nel finale salva l'1-1. La gara che decide il suo destino è quella successiva in casa contro il Bologna. Il Cagliari ribalta lo svantaggio iniziale al Sant'Elia con un colpo di testa di Muzzi e un rigore di Pancaro, e va in cerca di 3 punti fondamentali in chiave salvezza, con la squadra che arriva alla partita al terz'ultimo posto.

 

Massimo Cellino Foto Mezzelani GMT04

Pascolo salva la propria porta, deviando un calcio di punizione di Kolyvanov, ma poi la fa grossa al 33': Scapolo, che è poi il suo anagramma (curioso segno del destino) tenta la sforbiciata. Il portiere svizzero si tuffa sulla sua destra, ma il pallone, dopo aver colpito il palo, rimbalza sulla sua schiena e si insacca alle sue spalle. Al Sant'Elia finisce 2-2, un risultato che fa perdere ai padroni di casa altri punti importanti in chiave salvezza.

 

Quanto visto è sufficiente a Mazzone per emettere la sua bocciatura nei confronti del portiere svizzero. L'ultima partita di Pascolo con la divisa del Cagliari è così quella del 22 dicembre al Franchi con la Fiorentina di Ranieri e dei tanti ex. Bisoli si scontra con Schwarz e si rompe tibia e perone: quella che sembra una stagione stregata per i colori rossoblù lo diventa ancora di più, con il centrocampista che dovrà star fuori tutta la stagione.

 

Pascolo fa quel che può, dice di no in un paio di occasioni a Batistuta ma al 65' una girata del centravanti, su deviazione di Villa, finisce all'incrocio. Nel finale arriva anche il 2-0 definitivo di Robbiati. Pascolo e con lui anche il connazionale Vega salutano l'isola lasciando la squadra al terzultimo posto. Ma mentre il centrale difensivo si accasa in Premier League con il Tottenham, il portiere-elettricista finisce nella First Division inglese con il Nottingham Forest. Al suo posto il Cagliari preleverà Giorgio Sterchele dalla Roma.

 

MAZZONE ASCOLI 1

Anche l'esperienza inglese sarà fallimentare per il portiere elvetico, che a quel punto farà ritorno in patria. Accetta la proposta dello Zurigo, dove milita per 4 stagioni, e ritrova una condizione accettabile, vincendo anche la Coppa di Svizzera nel 1999/2000. Nel 2001 saluta la Nazionale dopo 55 presenze, e nel 2002/03 torna al Servette, la squadra che lo aveva visto salire alla ribalta Nazionale, per poi dire basta all'età di 37 anni.

 

Smessi i panni del calciatore, Pascolo ha lavorato come preparatore dei portieri con il Sion e con la Nazionale U21 della Svizzera. A Cagliari avevano riposto su di lui grandi aspettative, ma dovettero ricredersi. La presunta saracinesca svizzera in Sardegna si era rivelata molto più simile ad una gruviera. Ancora oggi i tifosi e gli appassionati si ricordano di lui come un grande flop. I suoi errori ebbero infatti un peso importante nella retrocessione della squadra sarda.

 

Quest'ultima, nel girone di ritorno di quello sciagurato 1996/97, con gli acquisti di Minotti in difesa e Tovalieri in attacco riuscirà a risalire la china, ma costretta a giocarsi tutto nello spareggio, perderà poi al San Paolo di Napoli la gara decisiva con il Piacenza, finendo in Serie B fra l'amarezza generale.

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