IL "REGIME CHANGE" NEL PALLONE: UN TEMPO ERANO LE SQUADRE EUROPEE A “RUBARE” I TALENTI ALTRUI, ADESSO LE AFRICANE SI “RIPRENDONO” I GIOCATORI CRESCIUTI ALTROVE – LA VITTORIA DEL MAROCCO CONTRO L’OLANDA SEGNA UN PUNTO DI SVOLTA NEL CALCIO MONDIALE: LE SQUADRE DEL VECCHIO CONTINENTE NON ATTIRANO PIÙ COME UNA VOLTA E MOLTI GIOCATORI PREFERISCONO RAPPRESENTARE IL PAESE DEI LORO GENITORI – E IN MOLTI CASI NON SI TRATTA DI “PIPPONI” CHE CERCANO DI TROVARE SPAZIO IN SQUADRE MENO BLASONATE, MA DI CAMPIONI GIÀ AFFERMATI...
Estratto dell'articolo di Massimiliano Nerozzi per il "Corriere Della Sera"
È stata la rivincita di una generazione e di un continente, di una Nazionale e di una nazione — «Come fai a essere così stupido da giocare per il Marocco se sei convocabile dall’Olanda? (Marco Van Basten, nel 2016) —, mica solo una vittoria che ti manda agli ottavi del Mondiale, dopo una partita intensa e tiratissima, avvincente e spigolosa (gente con la faccia insanguinata), finita con una folle serie di rigori.
Stavolta cinici ma non bari, perché il Marocco aveva avuto più tutto: organizzazione, idee, fiato e, soprattutto, coraggio, mentre la «grande» Olanda speculava sui crampi pur di approdare alla riffa.
[…] Morale, 4-3 per i nordafricani, dopo l’1-1 graffiato dal vantaggio di Cody Gakpo, in lacrime ricordando il figlio appena perso dalla fidanzata incinta, e dal pareggio di Issa Diop, al primo minuto di recupero.
Lavoro magnifico del c.t. Mohamed Ouahbi, 49 anni, allenatore da quando ne aveva 21, prima nel settore giovanile dell’Anderlecht (è nato in Belgio da genitori marocchini) fino al trionfo nel Mondiale Under20 con il Marocco, lo scorso anno: «Adesso dobbiamo riposarci — diceva l’altra sera a Monterrey, nella notte italiana — per affrontare il Canada (sabato a Houston, ndr ). Ma dobbiamo dirci: “Nessuno ci fermerà”, perché nessuno è imbattibile».
Specie se hai una storia socioculturale che mischia l’Africa e la vecchia Europa, visto che in Olanda ci sono circa 400.000 persone di origine marocchina, la seconda comunità del Paese dopo quella turca. A un certo punto, iniziarono a fregarsi talenti — da Aissati ad Afellay, di origine marocchina e, all’epoca, speranze degli Oranje — solo che poi la Federcalcio marocchina s’è fatta furba, pressando i talenti della diaspora perché scegliessero il Paese d’origine.
[…] «Solo quelli che non sono abbastanza forti per giocare con l’Olanda scelgono il Marocco», sentenziò qualche mese fa Rafa van der Vaart, bel fantasista e pessimo opinionista. Ha concorso al patatrac Ronald Koeman, che s’era messo con una linea a cinque fatta da quattro difensori centrali: «Lo rifarei, avevamo subito troppe transizioni nelle scorse partite».
Chissà che avranno detto da lassù Rinus Michels e Johann Cruijff. È così che, già meglio nel primo tempo, nel secondo il Marocco ha schiacciato l’Olanda nella trequarti, costringendola al 21 per cento di possesso palla; dato che nei supplementari precipiterà al 17 per cento, da teatro dell’assurdo.
[…] Dall’altra parte, il collega Ouahbi era impegnato a dare una prospettiva e altre dimensioni ai giocatori. Molti di talento e già conosciuti, da Saibari, prossima star del Bayern Monaco, ad Hakimi, l’altra sera fantastico esterno d’attacco sotto mentite spoglie, ad altri ha fatto trovare l’America: come Azzedine Ounahi, 26 anni, piedi buoni e testa alta, appena retrocesso in seconda divisione con il Girona. […]
OLANDA MAROCCO
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