mbappe mbappè vinicius bellingham real madrid

TROPPI GALLI NEL POLLAIO DI ANCELOTTI – NELLA VITTORIA SULL’ATLETICO NEL DERBY CHAMPIONS È EMERSA COMUNQUE LA “GUERRA” STRISCIANTE TRA LE STELLE DEL REAL MADRID – IL RIGORE SBAGLIATO DA VINICIUS, LA REAZIONE RABBIOSA DI BELLINGHAM VERSO IL BRASILIANO, LO STUPORE DI MBAPPÈ –– SULLO SFONDO DELLE TENSIONI C’È LA SFIDA PER IL PROSSIMO PALLONE D’ORO – PAOLO CONDÒ: “AL REAL È SEMPRE UNA STORIA DI SUPEREGO FRAGOROSAMENTE SVILUPPATI. DI CERTO MBAPPÉ NON HA PIÙ INTENZIONE DI FARSI DI LATO, COME GLI È SUCCESSO NEGLI ANNI PARIGINI CON NEYMAR E MESSI…” – VIDEO

 

 

Estratto dell’articolo di Paolo Condò per www.corriere.it

 

atletico madrid real madrid

Tre momenti definiscono il derby di Vinicius. Il primo è il rigore calciato male al 68’: tutti si sono chiesti perché non l’abbia tirato Mbappé, che se l’era guadagnato, senza sapere che il brasiliano al Real non ne aveva ancora sbagliato uno. Sette su sette.

 

Il secondo è la reazione rabbiosa che Bellingham gli dedica — lui ne sente gli improperi ed evita di guardarlo — al minuto 105, dopo un gran recupero su Llorente, entrato facilmente dalla fascia mal presidiata appunto da Vinicius. Il terzo è l’uscita dal campo al 110’, quando ormai si profila la soluzione ai rigori e Ancelotti, con la sua infinita conoscenza del gioco e degli uomini, capisce che il brasiliano non potrebbe esimersi dal tirarne uno, e che l’animo in subbuglio potrebbe farglielo nuovamente sbagliare.

 

atletico madrid real madrid

Così Mbappé reclama la responsabilità del primo rigore e lo trasforma, Bellingham fa altrettanto con il secondo… e alla fine Vinicius festeggia con gli altri lo scampato pericolo. Ma sul suo viso c’è un’ombra: nella guerra sotterranea per la leadership del Real, mercoledì ha perso terreno.

 

Lo scorso 28 ottobre Florentino Perez, una volta appreso che il Pallone d’oro era stato vinto da Rodri e non da Vinicius come invece pensava, ordinò la ritirata totale del Real da un premio che pure aveva vinto nella categoria squadra e in quella allenatore, mentre nell’individuale i suoi uomini si erano piazzati al secondo, terzo e quarto posto.

 

vinicius junior 7

[...] Una follia dettata dal desiderio di compiacere Vinicius col massimo premio riconosciuto — la gran parte dei calciatori si fa pagare per qualsiasi comparsata, tranne il Pallone d’oro: per quello andrebbero tutti a Parigi a piedi — nella previsione che da quest’anno il candidato di punta del Real Madrid diventerà Mbappé, che gode di una considerazione da miglior giocatore del mondo ma a 26 anni non ha ancora alzato il trofeo che lo decreta.

 

Florentino voleva portarsi avanti con Vinicius per assecondarne l’orgoglio, al Real è sempre una storia di superego fragorosamente sviluppati: montando il teatro della sdegnosa rinuncia, gli ha dato almeno dimostrazione di portarlo nel cuore, cosa che peraltro non impedisce al brasiliano di flirtare con i sauditi.

 

jude bellingham

Di certo Mbappé non ha più intenzione di farsi di lato, come gli è successo al Mondiale 2018 con Griezmann o negli anni parigini con Neymar e Messi. Vuole il ruolo di primattore, il Pallone d’oro che lo rappresenta e lo spazio in campo per ottenerli. E dunque parte dalla posizione di centravanti richiesta per svicolare sulla sinistra, lì dove ci sono le zolle di Vinicius. Domenica col Rayo i due hanno segnato reti quasi identiche: fanno a turno, senza amarsi né boicottarsi. Durerà?

 

real madrid manchester city

Jude Bellingham è il terzo incomodo, quello che ha più leadership — gli viene dall’aiuto che dà in copertura — e che presto entrerà in lizza per il trofeo individuale. I tre candidati (almeno) sono un vizio storico del Real Madrid, ma negli anni 10 il carisma superiore di Cristiano Ronaldo placava ogni discussione: ne vinse quattro (più uno allo United), Benzema dovette attenderne la partenza per guadagnare il suo, Modric fece il colpo nel 2018 grazie alla Croazia, e comunque Ronaldo secondo non ne fu felicissimo. [...]

real atletico madrid

 

Ultimi Dagoreport

francesco milleri andrea orcel carlo messina nagel donnet generali caltagirone

DAGOREPORT - COSA FRULLA NELLA TESTA DI FRANCESCO MILLERI, GRAN TIMONIERE DEGLI AFFARI DELLA LITIGIOSA DINASTIA DEL VECCHIO? RISPETTO ALLO SPARTITO CHE LO VEDE DA ANNI AL GUINZAGLIO DI UN CALTAGIRONE SEMPRE PIÙ POSSEDUTO DAL SOGNO ALLUCINATORIO DI CONQUISTARE GENERALI, IL CEO DI DELFIN HA CAMBIATO PAROLE E MUSICA - INTERPELLATO SULL’OPS LANCIATA DA MEDIOBANCA SU BANCA GENERALI, MILLERI HA SORPRESO TUTTI RILASCIANDO ESPLICITI SEGNALI DI APERTURA AL “NEMICO” ALBERTO NAGEL: “ALCUNE COSE LE HA FATTE… LUI STA CERCANDO DI CAMBIARE IL RUOLO DI MEDIOBANCA, C’È DA APPREZZARLO… SE QUESTA È UN’OPERAZIONE CHE PORTA VALORE, ALLORA CI VEDRÀ SICURAMENTE A FAVORE” – UN SEGNALE DI DISPONIBILITÀ, QUELLO DI MILLERI, CHE SI AGGIUNGE AGLI APPLAUSI DELL’ALTRO ALLEATO DI CALTARICCONE, IL CEO DI MPS, FRANCESCO LOVAGLIO - AL PARI DELLA DIVERSITÀ DI INTERESSI BANCARI CHE DIVIDE LEGA E FRATELLI D’ITALIA (SI VEDA L’OPS DI UNICREDIT SU BPM), UNA DIFFORMITÀ DI OBIETTIVI ECONOMICI POTREBBE BENISSIMO STARCI ANCHE TRA GLI EREDI DELLA FAMIGLIA DEL VECCHIO RISPETTO AL PIANO DEI “CALTAGIRONESI’’ DEI PALAZZI ROMANI…

sergio mattarella quirinale

DAGOREPORT - DIRE CHE SERGIO MATTARELLA SIA IRRITATO, È UN EUFEMISMO. E QUESTA VOLTA NON È IMBUFALITO PER I ‘’COLPI DI FEZ’’ DEL GOVERNO MELONI. A FAR SOBBALZARE LA PRESSIONE ARTERIOSA DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA SONO STATI I SUOI CONSIGLIERI QUIRINALIZI - QUANDO HA LETTO SUI GIORNALI IL SUO INTERVENTO A LATINA IN OCCASIONE DEL PRIMO MAGGIO, CON LA SEGUENTE FRASE: “TANTE FAMIGLIE NON REGGONO L'AUMENTO DEL COSTO DELLA VITA. SALARI INSUFFICIENTI SONO UNA GRANDE QUESTIONE PER L'ITALIA”, A SERGIONE È PARTITO L’EMBOLO, NON AVENDOLE MAI PRONUNCIATE – PER EVITARE L’ENNESIMO SCONTRO CON IL GOVERNO DUCIONI, MATTARELLA AVEVA SOSTITUITO AL VOLO ALCUNI PASSI. PECCATO CHE IL TESTO DELL’INTERVENTO DIFFUSO ALLA STAMPA NON FOSSE STATO CORRETTO DALLO STAFF DEL COLLE, COMPOSTO DA CONSIGLIERI TUTTI DI AREA DEM CHE NON RICORDANO PIU’ L’IRA DI MATTARELLA PER LA LINEA POLITICA DI ELLY SCHLEIN… - VIDEO

andrea orcel gaetano caltagirone carlo messina francesco milleri philippe 
donnet nagel generali

DAGOREPORT - BUM! ECCO LA RISPOSTA DI CALTAGIRONE ALLA MOSSA DI NAGEL CHE GLI HA DISINNESCATO LA CONQUISTA DI GENERALI - L’EX PALAZZINARO STA STUDIANDO UNA CONTROMOSSA LEGALE APPELLANDOSI AL CONFLITTO DI INTERESSI: È LEGITTIMO CHE SIA IL CDA DI GENERALI, APPENA RINNOVATO CON DIECI CONSIGLIERI (SU TREDICI) IN QUOTA MEDIOBANCA, A DECIDERE SULLA CESSIONE, PROPRIO A PIAZZETTA CUCCIA, DI BANCA GENERALI? - LA PROVA CHE IL SANGUE DI CALTARICCONE SI SIA TRASFORMATO IN BILE È NELL’EDITORIALE SUL “GIORNALE” DEL SUO EX DIPENDENTE AL “MESSAGGERO”, OSVALDO DE PAOLINI – ECCO PERCHÉ ORCEL HA VOTATO A FAVORE DI CALTARICCONE: DONNET L’HA INFINOCCHIATO SU BANCA GENERALI. QUANDO I FONDI AZIONISTI DI GENERALI SI SONO SCHIERATI A FAVORE DEL FRANCESE (DETESTANDO IL DECRETO CAPITALI DI CUI CALTA È STATO GRANDE ISPIRATORE CON FAZZOLARI), NON HA AVUTO PIU' BISOGNO DEL CEO DI UNICREDIT – LA BRUCIANTE SCONFITTA DI ASSOGESTIONI: E' SCESO IL GELO TRA I GRANDI FONDI DI INVESTIMENTO E INTESA SANPAOLO? (MAGARI NON SI SENTONO PIÙ TUTELATI DALLA “BANCA DI SISTEMA” CHE NON SI SCHIERERÀ MAI CONTRO IL GOVERNO MELONI)

giorgia meloni intervista corriere della sera

DAGOREPORT - GRAN PARTE DEL GIORNALISMO ITALICO SI PUÒ RIASSUMERE BENE CON L’IMMORTALE FRASE DELL’IMMAGINIFICO GIGI MARZULLO: “SI FACCIA UNA DOMANDA E SI DIA UNA RISPOSTA” -L’INTERVISTA SUL “CORRIERE DELLA SERA” DI OGGI A GIORGIA MELONI, FIRMATA DA PAOLA DI CARO, ENTRA IMPERIOSAMENTE NELLA TOP PARADE DELLE PIU' IMMAGINIFICHE MARZULLATE - PICCATISSIMA DI ESSERE STATA IGNORATA DAI MEDIA ALL’INDOMANI DELLE ESEQUIE PAPALINE, L’EGO ESPANSO DELL’UNDERDOG DELLA GARBATELLA, DIPLOMATA ALL’ISTITUTO PROFESSIONALE AMERIGO VESPUCCI, È ESPLOSO E HA RICHIESTO AL PRIMO QUOTIDIANO ITALIANO DUE PAGINE DI ‘’RIPARAZIONE’’ DOVE SE LA SUONA E SE LA CANTA - IL SUO EGO ESPANSO NON HA PIÙ PARETI QUANDO SI AUTOINCORONA “MEDIATRICE” TRA TRUMP E L'EUROPA: “QUESTO SÌ ME LO CONCEDO: QUALCHE MERITO PENSO DI POTER DIRE CHE LO AVRÒ AVUTO COMUNQUE...” (CIAO CORE!)

alessandro giuli bruno vespa andrea carandini

DAGOREPORT – CHI MEGLIO DI ANDREA CARANDINI E BRUNO VESPA, GLI INOSSIDABILI DELL’ARCHEOLOGIA E DEL GIORNALISMO, UNA ARCHEOLOGIA LORO STESSI, POTEVANO PRESENTARE UN LIBRO SULL’ANTICO SCRITTO DAL MINISTRO GIULI? – “BRU-NEO” PORTA CON SÉ L’IDEA DI AMOVIBILITÀ DELL’ANTICO MENTRE CARANDINI L’ANTICO L’HA DAVVERO STUDIATO E CERCA ANCORA DI METTERLO A FRUTTO – CON LA SUA PROSTRAZIONE “BACIAPANTOFOLA”, VESPA NELLA PUNTATA DI IERI DI “5 MINUTI” HA INANELLATO DOMANDE FICCANTI COME: “E’ DIFFICILE PER UN UOMO DI DESTRA FARE IL MINISTRO DELLA CULTURA? GIOCA FUORI CASA?”. SIC TRANSIT GLORIA MUNDI – VIDEO