donald trump usa ue soldi dollari

TRUMP HA 3MILA MILIARDI DI MOTIVI PER NON TRATTARE CON L’EUROPA – A CHI, COME GIORGIA MELONI, PENSA CHE SI POSSA NEGOZIARE CON IL TYCOON SUI DAZI, BISOGNEREBBE FAR PRESENTE CHE LE ENTRATE DOGANALI SERVONO AL PRESIDENTE USA PER FINANZIARE IL MAXI TAGLIO DELLE TASSE DEL “BIG BEAUTIFUL BILL”. SENZA QUEI SOLDI IN PIÙ, LE CASSE DELLO STATO AMERICANO COLLASSEREBBERO: LA LEGGE DI BILANCIO CAUSERÀ UN DISAVANZO PRIMARIO DI 300 MILIARDI L’ANNO, CIRCA L’1% DEL PIL, CHE IL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO SPERA DI RIPIANARE CON I DAZI…

Estratto dell’articolo di Roberto Perotti per “La Stampa”

 

donald trump firma il big beautiful bill

Per capire la minaccia di Trump sui dazi all’Europa bisogna partire anche dal Big Beautiful Bill. Semplificando, il BBB si compone di tre parti: circa 2,2 trilioni (migliaia di miliardi) di dollari in dieci anni per il prolungamento dei tagli di tasse del 2017 che scadevano; altrettanti nuovi tagli di tasse; e 1,3 trilioni di tagli di spesa.

 

Il disavanzo primario (la differenza tra spesa pubblica al netto degli interessi sul debito ed entrate fiscali) di almeno 3 trilioni nei prossimi dieci anni, o 300 miliardi l’anno, circa l’1 percento del Pil.

 

DONALD TRUMP E LE TASSE BY GIANBOY

Sul prolungamento dei tagli del primo Trump c’è molta ipocrisia. Da anni si sapeva che sarebbero stati prolungati, e la stessa amministrazione Biden non ha fatto niente di concreto per cambiarli […].

 

E c’è anche molta confusione riguardo ai suoi effetti. Una premessa: proprio perché il sistema impositivo americano è progressivo e molti non pagano tasse, qualsiasi intervento sulle sole tasse non può beneficiare i più poveri. Se si esclude quindi chi non paga tasse, il BBB non cambia di tanto la progressività.

 

John ha un reddito di 100 dollari e paga 10 dollari in tasse: la sua aliquota media è il 10 percento. Peter ha un reddito di 1000 dollari e paga 200 dollari in tasse: la sua aliquota media è il 20 percento, il doppio di John. Dunque l’aliquota media aumenta all’aumentare del reddito: la definizione di progressività.

 

LE ENTRATE TARIFFARIE NEGLI STATI UNITI

Se ora il governo decide di dimezzare le aliquote medie (in realtà la riduzione delle aliquote è molto inferiore, in media di 1,5 punti percentuali), dovrà tagliare le tasse di 5 dollari a John e 100 a Peter. Ovviamente Peter beneficia di più in termini assoluti, perché pagava più tasse, ma l’aliquota media di Peter rimane il doppio di quella di John: la progressività tra chi paga le tasse è invariata.

 

La seconda componente del BBB, i nuovi tagli di tasse, contiene alcune misure come il credito d’imposta per i figli condivise (magari in privato) anche da molti democratici e che si concentrano sulla classe media e medio-alta, e dunque addirittura aumentano la progressività fra chi paga le tasse.

 

Se invece si include chi non paga tasse, il BBB riduce la progressività del sistema. Ma contrariamente a quanto molti pensano il sistema americano di tassazione federale del reddito rimane estremamente progressivo, e probabilmente più progressivo di quello italiano.

 

donald trump - dazi

Poi ci sono i tagli di spesa, in particolare a Medicaid, il programma di assistenza sanitaria ai meno abbienti e ai disabili. A prima vista è un taglio economicamente e politicamente inspiegabile. Medicaid è enormemente popolare: ha il supporto del 77 percento della popolazione, e del 63 percento degli stessi elettori repubblicani.

 

Secondo alcune stime 12 milioni di persone perderanno l’assistenza sanitaria, tre quarti di quelli che l’avevano ottenuta con la riforma di Obama. Sembra una misura meschina e inutilmente punitiva […]. Due le spiegazioni possibili: dopo il fallimento di Musk e del suo DOGE rimanevano pochi giorni per coprire almeno parzialmente i tagli alle tasse con qualche taglio di spesa, e non potendo colpire capitoli ancora più sensibili politicamente come pensioni e Medicare, rimaneva Medicaid.

lo spot del big beautiful bill in stile anni ottanta 5

 

La seconda: i tagli alla fine saranno molto inferiori, perché interverranno gli stati a supplire. Benché probabilmente in gran parte indifferenti al destino di Medicaid, i repubblicani si sono spaccati sulla dimensione dei tagli alle tasse, almeno fuori dal Congresso.

 

Per i conservatori l’aumento del disavanzo e del debito causerà un aumento dei tassi di interesse che rallenterà la crescita economica. L’ala MAGA dei repubblicani si affida alla sempreverde “curva di Laffer”: quando le aliquote delle tasse scendono si stimolano gli investimenti e la crescita aumenta così tanto che le entrate fiscali aumentano nonostante le aliquote ridotte. […]

 

LETTERA DI DONALD TRUMP A URSULA VON DER LEYEN CHE ANNUNCIA DAZI AL 30% ALL UE

Ma qui il BBB incontra i dazi. Secondo alcune stime i dazi potrebbero portare nelle casse dello stato fino a 3 trilioni in dieci anni, e anche di più se attuati ai livelli minacciati in questi giorni: la stessa cifra del buco causato dal BBB .

 

«I tagli alle tasse pagati dagli stranieri che sotto Obama e Biden ci hanno sfruttato»: un vecchio slogan MAGA, e pazienza se alla fine a pagare i dazi sarà soprattutto il consumatore americano. È sempre difficile interpretare le azioni e le intenzioni di Trump e dei suoi collaboratori, ma il BBB è un motivo in più per cui noi europei saremmo imprudenti se assumessimo che Trump alla fine cederà sui dazi.

DONALD TRUMP MOSTRA LA TABELLA CON I NUOVI DAZI il voto sul big beautiful bill post della casa bianca su instagramdonald trump e i dazi sulle autoil video del ministero degli esteri cinese contro i dazi di trump 1lo spot del big beautiful bill in stile anni ottanta 2effetto dei dazi di trump sui mercatiLE TASSE DI TRUMPMIKE JOHNSON E MARJORIE TAYLOR GREENE - APPROVAZIONE BIG BEAUTIFUL BILL PARLAMENTARI REPUBBLICANI FESTEGGIANO CON MIKE JOHNSON L APPROVAZIONE DEL BIG BEAUTIFUL BILL donald trump in iowa dopo l approvazione del big beautiful bill 5MIKE JOHNSON - APPROVAZIONE BIG BEAUTIFUL BILL ALLA CAMERAkaroline leavitt con il big beautiful bill lo spot del big beautiful bill in stile anni ottanta 7lo spot del big beautiful bill in stile anni ottanta 1lo spot del big beautiful bill in stile anni ottanta 3lo spot del big beautiful bill in stile anni ottanta 6

Ultimi Dagoreport

elly schlein giorgia meloni taruffi bonafoni de luca bonaccini

LA NUOVA LEGGE ELETTORALE PROPOSTA DA MELONI HA UN COMPLICE SEGRETO: ELLY SCHLEIN - OLTRE ALL’OBBLIGO PER UNA COALIZIONE DI INDICARE IL NOME DEL CANDIDATO PREMIER (ELLY E' SICURA DI BATTERE CONTE ALLE PRIMARIE), C’È UN NODO CHE STA SPACCANDO I PARTITI: LE PREFERENZE – IL “MELONELLUM”, CHE AVEVA ELIMINATO LA PREFERENZE PER "RESTITUIRE SOVRANITÀ" AGLI ELETTORI, TOGLIENDO POTERE AI CACICCHI E A FAVORE DELLE "NOMINE DALL'ALTO" DELLE SEGRETERIE NEI LISTINI BLOCCATI, È STATO BOCCIATO DA FORZA ITALIA E LEGA! - BRUTTO SCHIAFFO PER SCHLEIN CHE HA L'AMBIZIONE SFRENATA DI RIEMPIRE LE LISTE CON CANDIDATI A SUA IMMAGINE E SOMIGLIANZA - MA I RISULTATI DELLE AMMINISTRATIVE RACCONTANO UN’ALTRA STORIA: NEI COMUNI VINCONO CANDIDATI CHE NON NASCONO CON PD-ELLY, NON PARLANO IL SUO LINGUAGGIO DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO A SINISTRA E, IN MOLTI CASI, NON APPARTENGONO NEMMENO AL PERIMETRO DEL “CAMPO LARGO” TEORIZZATO DALLA SEGRETARIA - SE IL SISTEMA DELLE "LISTE BLOCCATE" DOVESSE ANDARE IN PORTO CHI PORTERÀ I VOTI AL PD, I CARNEADI DI ELLY: BONAFONI, TARUFFI, CHIARA BRAGA?

sallusti cerno

FLASH! - ALLA NOTIZIA DELLA NOMINA DI ALESSANDRO SALLUSTI A DIRETTORE DI “LIBERO”, TOMMASO CERNO HA INIZIATO A SMANIARE: E’ ANDATO IN CRISI DI ATTENZIONI – PER OSCURARE IL RITORNO DI SALLUSTI, E RIMETTERE SE STESSO AL CENTRO DEL VILLAGGIO, QUELLA REGINA PAZZA DI CERNO HA DATO DISPOSIZIONI ALLA REDAZIONE DI "SCHIERARE" DOMANI IN PRIMA PAGINA TUTTE LE FIRME PIU’ IMPORTANTI DE "IL GIORNALE" – STRANO, PER UN DIRETTORE CHE IN REDAZIONE SI VEDE POCO E HA VIA VIA OSCURATO GLI EDITORIALI ALTRUI LASCIANDO SPAZIO SOLO A SE STESSO…

giorgia meloni carlo calenda

FLASH! - CARI FRATELLINI D’ITALIA, SMETTETELA DI CORTEGGIARE CARLETTO CALENDA: CON L’ARMATA BRANCA-MELONI, NON ANDRÀ MAI E POI MAI - CALENDA CI HA INVIATO LA SEGUENTE PRECISAZIONE: “CARO DAGO, NON HO NESSUNA INTENZIONE DI CANDIDARMI A FARE IL SINDACO DI ROMA. NON HO MAI AVUTO CONTATTI CON LA DESTRA A QUESTO PROPOSITO E SE ME LO CHIEDESSERO RISPONDEREI “NO GRAZIE”. IL LAVORO IN CUI SONO TOTALMENTE IMPEGNATO È GUIDARE AZIONE ALLE PROSSIME ELEZIONI POLITICHE” – COME SI DICE ALLA GARBATELLA: “ 'A GIO', SE VEDEMO…”

il messaggero francesco gaetano caltagirone giorgia meloni villa galleria borghese crosetto

FLASH! – DOPO LA BATOSTA BANCARIA DI MPS, L’IDILLIACO RAPPORTO TRA I FRATELLI DI MELONI E CALTAGIRONE MINACCIA DI INCRINARSI? - SBIRCIANDO “IL MESSAGGERO” DI OGGI SPICCANO DUE ARTICOLI CHE NON AVRANNO FATTO ALCUN PIACERE ALLA FIAMMA MAGICA – IL PRIMO È ADDIRITTURA UNO SCOOP, ESSENDO L’UNICO GIORNALE A RIVELARE UNA “LITE FURIBONDA A PALAZZO CHIGI” TRA LA DUCETTA E CROSETTO (CHE HA SMENTITO) – IL SECONDO È UNA PAGINATA DEDICATA ALL’AMPLIAMENTO DELLA GALLERIA BORGHESE, CARO A CALTA-RUTELLI-CHICCOTESTA, CHE IL “TIMES” DI LONDRA, IN COMPAGNIA DI FDI (FABIO RAMPELLI), HA DEFINITO “BLASFEMO”…

manfredi lefebvre d'ovidio dovidio aponte, palenzona bisignani porro scaroni cimbri costamagna brachetti peretti, caltagirone nagel jes staley nicole junkerman stella li mara carfagna

ALTA SOCIETÀ, BASSA MAREA - NON AVENDO UN CAZZO DA FARE (O MOLTI AFFARI DA CONCLUDERE), 700 PERSONAGGI ILLUSTRI SONO SALITI A BORDO DELLA "CRYSTAL SYMPHONY" PER LA ZUPPA DI NOZZE DELL’ARMATORE ITALO-MONEGASCO MANFREDI LEFEBVRE D'OVIDIO – 5-GIORNI-5 DI UN’INDICIBILE CROCIERA DA CIVITAVECCHIA A MALTA CHE HA VISTO LA PARTECIPAZIONE DI APONTE, PALENZONA, BISIGNANI, NICOLA PORRO, SCARONI, CIMBRI, COSTAMAGNA, BRACHETTI PERETTI, BERNABÈ, PASSERA, DOMPÉ, MARA CARFAGNA, MARCO CARRAI; CILIEGINA SULLA TORTA: LA GLACIALE STRETTA DI MANO TRA CALTAGIRONE E NAGEL - PIÙ PICCANTE LA PRESENZA A BORDO DI DUE PERSONAGGI CHE HANNO AVUTO A CHE FARE CON JEFFREY EPSTEIN: L'EX CEO DEL COLOSSO BANCARIO BRITANNICO "BARCLAYS", JAMES STALEY, CHE GESTIVA PERSONALMENTE IL PATRIMONIO MULTIMILIONARIO DEL FINANZIERE PORCONE. E LA SPLENDIDA NICOLE JUNKERMAN, NONCHÉ CONTESSA BRACHETTI PERETTI, CHE PER 20 LUNGHI ANNI E' STATA AMICA DEL DEFUNTO DEPRAVATO...

rocco basilico - nicoletta zampillo - leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - FERMI TUTTI! COLPO DI SCENA NELLA TRIBOLATISSIMA “SUCCESSION” DEGLI EREDI DEL VECCHIO – DAGOSPIA PUÒ RIVELARE CHE NICOLETTA ZAMPILLO, VEDOVA DEL VECCHIO, CON UNA LETTERA AL BOARD DI DELFIN, HA DECISO DI DISCONOSCERE LA CESSIONE DEL 12,5% DELLE QUOTE DELLA HOLDING AL FIGLIO ROCCO BASILICO, AVUTO DAL MATRIMONIO COL BANCHIERE PAOLO BASILICO, APPOGGIANDO L’ALTRO FIGLIO LEONARDO, AVUTO DALLE SUCCESSIVE NOZZE COL PATRIARCA DI LUXOTTICA: “L’ATTO È STATO DA ME STIPULATO A SOLI TRE GIORNI DALLA MORTE DEL MIO COMPIANTO MARITO, ERA UN MOMENTO NEL QUALE, ANCORA DEVASTATA DAL DOLORE, NON ERO IN GRADO DI VALUTARE LA PORTATA E LE CONSEGUENZE” – LA MOSSA DELLA ZAMPILLO ARRIVA DOPO CHE ROCCO BASILICO HA FATTO RICORSO ALLA CORTE DEL LUSSEMBURGO PER BLOCCARE L’OPERAZIONE CON CUI LEONARDINO HA OTTENUTO L’OK PER PRENDERSI IL 25% DELLE QUOTE DI DELFIN DAI FRATELLI LUCA E PAOLA – NELLA LETTERA LA ZAMPILLO AGGIUNGE: “CON L’AUSILIO DEI MIEI CONSULENTI HO APPRESO CHE LA VALIDITÀ GIURIDICA DI QUELL’ATTO È FORTEMENTE DUBBIA…”