antonella di ielsi e sara di vita ricina

CHI HA UCCISO ANTONELLA DI IELSI E SARA DI VITA? – LE INDAGINI SUI DECESSI DI MAMMA E FIGLIA, MORTE IN PROVINCIA DI CAMPOBASSO PER “UN’INTOSSICAZIONE ACUTA” DA RICINA, SI CONCENTRANO SULLA FAMIGLIA – GIANNI, MARITO E PADRE DELLE VITTIME, HA DETTO DI ESSERSI SENTITO MALE DOPO LA CENA INCRIMINATA (IL 23 DICEMBRE), MA LE ANALISI HANNO ACCERTATO LA SUA NEGATIVITÀ AL VELENO. L’ALTRA FIGLIA, ALICE, ERA ASSENTE QUELLA SERA – LE VOCI SUL DIVORZIO DI GIANNI DI VITA E ANTONELLA DI IELSI, L’INFERMIERE CHE HA SOMMINISTRATO LE FLEBO IDRATANTI ALLE DUE E I MEDICI CHE  LIQUIDARONO LE DUE PENSANDO CHE FOSSERO IN PREDA A UN’INTOSSICAZIONE ALIMENTARE…

Estratto dell’articolo di Alessandro Fulloni per il "Corriere della Sera"

 

la famiglia di vita

«Gianni? I medici gli avevano appena detto che sua figlia era morta e lui era disperato, piangeva, lì in Rianimazione. Al che l’ho portato fuori per farlo respirare. Tra mille dubbi, si chiedeva se avesse fatto tutto il possibile per aiutare la sua Sara. L’ho tranquillizzato e poi siamo rientrati».

 

Notte del 27 dicembre scorso, ospedale Cardarelli di Campobasso. Chi descrive quegli istanti è Giampiero Mastrogiorgio, infermiere, caro amico di Gianni Di Vita, il marito di Antonella, 50 anni, e papà di Sara, 15, morte per «un’intossicazione acuta» da ricina, letale proteina.

 

Frasi riportate nella relazione, scrupolosissima, sull’autopsia firmata dal medico legale Benedetta Pia De Luca incaricata dell’esame da Elvira Antonelli, la procuratrice di Larino che coordina l’inchiesta per duplice omicidio premeditato. […] L’assunzione sarebbe avvenuta, visto che i primi sintomi si manifestarono al mattino di Natale, nei pasti «tra il 23 e il 24 dicembre».

sara di vita

 

IL POSSIBILE MOVENTE

Le 830 pagine contengono i verbali mai letti delle audizioni — quelle di Gianni, della primogenita 18enne Alice e altri — rese quando ancora l’indagine, affidata alla Mobile diretta da Marco Graziano, aveva messo nel mirino solo i 5 dottori indagati per omicidio colposo che, tra Pronto soccorso e Guardia medica, si erano occupati di Sara e Antonella. Testimonianze che moltiplicano le incertezze su questo giallo il cui movente (tra gelosie e vecchi rancori) e colpevoli starebbero, per gli investigatori, nella folta famiglia dei Di Vita.

 

Gianni, commercialista ed ex sindaco di Pietracatella — seguito da uno psichiatra da 15 anni per questione legate all’ansia dovuta al lavoro, si legge nelle carte — ripete più volte di essersi sentito male in quei giorni.

 

«Quando ho portato mia figlia Sara in ospedale, poiché i suoi sintomi non passavano, mi sono fatto visitare anch’io, dato che cominciavo a stare male, con conati» mette a verbale il 28 dicembre, subito dopo la morte della moglie che lavorava nello studio con lui e che, secondo quanto poi raccontato da un’amica comune indagata per favoreggiamento, pensava al divorzio già dal 2019.

 

ALICE E GIANNI DI VITA

Ma dopo le analisi allo Spallanzani di Roma — dove fu ricoverato con Alice a scopo cautelativo — è stata accertata la sua «negatività» alla ricina. Verdetto forse dovuto all’estrema volatilità della sostanza o alla presenza di eventuali anticorpi sviluppati da Gianni.

 

[…] L’inchiesta ruota attorno ai cibi. «Il 23 a pranzo ho cucinato io, per me, papà e Sara, con cui ero in grande intimità. Ho fatto la pasta al pomodoro, l’abbiamo mangiata tutti e tre» verbalizza agli agenti Alice. […]

 

Per cena non è casa e «purtroppo non so nulla di cosa abbiano mangiato». Esce nel pomeriggio per la scuola-guida, dopo è al pub con la comitiva e rincasa dopo l’1 e 30, con un’amica e il padre di lei. Poi il pranzo a casa degli zii materni. […] A cena si bissa a casa della nonna paterna, con «polpette di tonno fatte da mamma, antipasti al salmone miei e di zia Simona... Sono sicura che sono stati assaggiati da tutti».

ricina

 

IN OSPEDALE

 Al mattino di Natale Antonella e Sara accusano i primi sintomi e scatta l’andirivieni con il Pronto Soccorso. Tutto precipita il 27 quando «papà mi ha sveglia alle 7: “Io, Sara e mamma stiamo malissimo”». Al che «sono scesa per accudirli chiamando la guardia medica». Poi, visto che la sorella «non connetteva», ha telefonato pure a Mastrogiorgio per le flebo idratanti.

 

Verso sera, in Rianimazione, «ci hanno avvertito di Sara, morta. Papà ha detto che doveva farlo sapere a mamma (a casa, debolissima), in quanto era giusto che lo sapesse prima lei che i parenti in arrivo. Così ha fatto». Quando poi Antonella è giunta al Cardarelli, «è caduta a terra, distrutta». Sempre lì in Rianimazione, il 28 Alice saprà «della morte di mamma».

 

antonella di ielsi con il marito gianni di vita e le figlie

Sullo sfondo, il ruolo dei medici sul cui operato «sono ravvisabili — si legge nella relazione — profili di responsabilità». Visti i sintomi, sarebbe stato necessario «un più prudente» ricovero in Osservazione. Va detto che il verdetto del medico legale, e a puntualizzarlo è Pietro Terminiello, avvocato di uno dei cinque medici, stabilisce «non è possibile affermare che una diversa condotta sanitaria avrebbe impedito i due decessi».

ricinaRICINAantonella di ielsi e sara di vitaantonella di ielsi ricina

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