VIDEO-CAFONALINO - RENATO ZERO CELEBRA UN MIRACOLO, LA “CITTÀ DEI RAGAZZI”, DOVE E’ CRESCIUTO IL FIGLIO-ADOTTIVO ROBERTO

Video di Veronica Del Soldà per Dagospia

Foto di Luciano Di Bacco per Dagospia


Chiara Ingrosso per "il Fatto Quotidiano"

‘'Ognuno di noi è un suo piccolo miracolo". Così Roberto Fiacchini Anselmi definisce i 4 mila giovani che sono stati aiutati da Monsignor John Patrick Carroll-Abbing, fondatore della "Città dei Ragazzi" scomparso nel 2001. Fiacchini gli dedica la mostra fotografica La mia città. Una palestra di responsabilizzazione, arricchita da laboratori e incontri, presso il centro culturale Elsa Morante di Roma fino al 22 maggio.

All'inaugurazione di giovedì scorso era presente anche Renato Zero, padre adottivo di Roberto. La mostra ha un numero ricorrente: 53 come l'anno in cui fu posata la prima pietra della "Città dei Ragazzi", 53 come l'armadietto assegnato a Roberto quando a quattordici anni entrò a far parte della comunità, e come R53, l'associazione fondata da Fiacchini proprio per gestire progetti che diano "valore a quella che continua ad essere la grande opera di carità del Monsignore".

Arrivato a Roma nel 1930, John Patrick Carroll-Abbing diventa subito uomo di riferimento per gli aiuti umanitari durante la Seconda Guerra Mondiale, poi nominato Direttore dei Soccorsi Americani per l'Italia dall'ambasciatore statunitense presso la Santa Sede.

L'immagine di un bambino di appena tre anni che piange vicino ai cadaveri dei genitori rimasti uccisi dai bombardamenti su Albano Laziale lo spinge a dedicare la sua vita agli orfani e ai profughi. Non solo assistenzialismo, ma una autentica ed efficace opera di responsabilizzazione tramite il sistema dell'Autogoverno. Prima un alloggio in uno scantinato vicino la stazione Termini, poi la costruzione della "Città".

Carroll-Abbing affida ai ragazzi dei compiti che ricompensa con noccioli di pesche, poi convertiti in lire. Grazie alle donazioni di cittadini statunitensi, italiani e alla collaborazione con la Santa Sede, il Monsignore riesce ad educare i suoi "tantissimi figli", preparandoli al lavoro con corsi professionali di panetteria, vetreria, ceramica e meccanica. Ma anche alla democrazia: i ragazzi eleggono sindaco con relativa giunta, organizzano assemblee, usano una moneta corrente e si abituano alla partecipazione sociale.

Con l'intensificarsi delle ondate migratorie verso l'Italia, la comunità è diventata un riferimento multiculturale. Al momento il sindaco è un ragazzo dalla pelle scura che viene dal Bangladesh, parla un italiano dall'accento romanesco e "amministra i tre condomini in cui è suddivisa la città", spiega il direttore educativo Carmine Pisacane, impegnato in questo ruolo da 17 anni.

L'esperienza è servita a Mauro Caruso, italo-somalo, primo sindaco meticcio della Città per tre legislature, ora candidato consigliere comunale del Psi alle prossime elezioni amministrative di Roma. Molti i riconoscimenti italiani ed esteri ricevuti in vita da Monsignor Carroll- Abbing, dalla medaglia d'oro del Ministero della Pubblica Istruzione, al Cavalierato di Gran Croce dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana e dell'Ordine di Malta, fino alla candidatura, nel 1988, per il premio Nobel per la Pace.

Ma Roberto Fiacchini non è soddisfatto: "Ho ancora tanti progetti per ‘mio padre' Carroll-Abbing, tra cui la realizzazione di una fiction sulla sua vita. Vorrei che il Vaticano lo rendesse venerabile, se non beato. A tutti noi ha dato una possibilità, questo dimostra che i miracoli si fanno prima di tutto in terra".

 

 

Tiziano Buccarello Sebastiano Somma Vincenzo Cantatore Roberto Ciufoli Sorcini Sebastiano Somma Sorcina Sebastiano Somma e la sorcina Angela Sandra e Viviana Roberto Fiacchini intervistato Renato Zero inaugura la Mostra

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