sword of the sea

DAGOGAMES BY FEDERICO ERCOLE - “SWORD OF THE SEA” È UNO SLANCIO DELL’ANIMA ATTRAVERSO IL CONTROLLER: RILASSA, ESALTA E MUOVE UNA CONTINUA MERAVIGLIA - LA SPADA NON È UN’ARMA, MA UN SURF O UNO SKATEBOARD PER PERCORRERE LE TERRE DISSECCATE DI UNO STRANO MONDO. L’OBIETTIVO È QUELLO DI DISSETARE LA TERRA, IMPRESA NOBILE E BELLISSIMA, NON SOLO COME SIMBOLO DI UNA LIBERAZIONE MA COME PURA ESTETICA. DA GIOCARE PER RIMUOVERE IL FRACASSO DEL MONDO CHE SPARA... - VIDEO

 

Federico Ercole per Dagospia

 

sword of the sea 8

Terra, fuoco, aria e acqua. In Sword of The Sea i quattro elementi stabiliti dai filosofi presocratici si mischiano e si confondono, perdono la loro identità e la ritrovano sebbene mutata, definita così come indefinibile. Si tratta dell’ultima opera di Giant Squid, o sarebbe meglio definirla “operetta” in un’accezione non offensiva ma encomiastica per l’esemplare e consueta concisione che è propria dei lavori di questo team di sviluppo già responsabile dell’ abissale Abzu e di Pathless.

 

Fondato da Matt Nava, già direttore artistico di Flower e Journey, capolavori del gioco come esperienza estetica, diversa e contemplativa, Giant Squid riunisce diversi membri provenienti proprio da Thatgamecompany, responsabile di quei videogame.

sword of the sea 1

 

È facilissimo pensare proprio al viaggio indimenticabile di Journey cominciando Sword of The Sea, osservando la sabbia scintillante di una landa desertica dominata dalla vetta di una remota montagna, tuttavia è una corrispondenza momentanea, transitoria. E questo si deve alla “spada” del titolo, una grande lama che non si usa come arma ma come la tavola di uno skateboard, di uno snowboard o di un surf.

 

sword of the sea 2

Così il lento progredire del pellegrinaggio di Journey è annullato dalla velocità, da un viaggiare acrobatico che non nega comunque l’osservazione estatica e riflessiva dei panorami, l’intimismo di un percorso spirituale e avventuroso al contempo, neppure un’urgenza interiore che è soggettiva e universale. Ci vogliono dalle due alle sei ore per giungere alla conclusione di questo viaggio così intenso da negare la percezione del tempo nella vastità dei suoi spazi, ma può lasciare più ricordi di tanti giochi da decine di ore.

sword of the sea 7

 

PESCI CHE VOLANO

Uscito per PC e PlayStation 5 (dove è anche disponibile con l’abbonamento Premium), Sword of The Sea è ambientato in un mondo disfatto da un’antica guerra, una terra vuota e disseccata, ghiacciata o bruciata. Sebbene possa sembrare un racconto ermetico in realtà non lo è e ci sono molte tracce scritte e chiare del passato di queste lande di elementi in conflitto.

 

sword of the sea 6

“Gli spettri del fuoco rosso furono estinti, ma il mare si fece arido, polvere. Tutte le battaglie sono funeste, ma non tutte le guerre hanno vincitori”. L’obiettivo di chi gioca è quello di dissetare la terra e riportarvi l’acqua, impresa nobile e bellissima, non solo come simbolo di una liberazione ma come pura estetica.

 

Così durante il fluire del protagonista, esplorando e risolvendo elementari enigmi ambientali fondati più sulla scoperta che sull’elucubrazione, ecco che si affranca l’acqua dalla sua prigione e questa comincia a scorrere in una celebrazione di se stessa che sfida la gravità, mentre pesci di ogni tipo levitano, volano, si tuffano e si elevano. Branchi di piccoli esemplari multicolore, balene, orche, delfini o squali.

sword of the sea 5

 

Così procediamo oltre il deserto per giungere tra i ruderi di città non più abitate o attraverso strani e nebbiosi ghiacci dove si elevano statue di guerrieri colossali per portarvi sempre questa vitale, acquatica bellezza, mentre risuonano le musiche quiete e sublimi, a tratti dolcemente trionfali, di Austin Wintory.

 

Quest’ultimo ha affermato di essersi ispirato a quel maestro di un cinema unico e viaggiante dentro e fuori dall’essere umano che è Werner Herzog e alle sue immagini di skateboard sublimate da cori di monaci. A questo proposito mi vengono in mente anche i salti sugli sci de “La grande estasi dell’intagliatore Walter Steiner”.

 

sword of the sea 3

ESTASI

Sì c’è davvero un estasi “herzoghiana” in questo gioco, una vertigine e un’ebbrezza che nascono da un gesto atletico trasfigurato dall’arte e dal panorama. Si possono apprendere nuove acrobazie durante il gioco, assolutamente fini a se ste stesse, un puro gesto estetico.

 

Ci sono anche rare e opzionali sfide a tempo per provare questi aggraziati volteggi. Ma l’obiettivo della fluidità di questa magnifica corsa è quello salvifico ed è giusto che non vi sia violenza e aggressione in tutto il gioco, ma solo le loro ombre sciagurate, purificate dalle azioni del protagonista, lavate via nella gioia condivisa degli elementi.

 

sword of the sea 4

Si può a tratti pensare che le reminiscenze con il passato creativo e simbolico di Giant Squid e Thatgamecompany siano troppe, ma non è così, perché Sword of The Sea risulta invece essere un loro sunto magistrale e persino commosso.

 

Ogni gioco, brutto o stupendo che sia, è sempre un’esperienza e Sword of The Sea lo è come tutti. Ma è un’esperienza diversa, un breve frammento di vita alternativa in un altrove che si incide nella coscienza con una potenza ludica ed extraludica, uno slancio dell’anima attraverso il controller che rilassa, esalta e muove una continua meraviglia. Da giocare per rimuovere il fracasso del mondo che spara, per rifugiarsi in un tempio che ammonisce e insieme cura dal presente.

sword of the sea 9

Ultimi Dagoreport

luca zaia giorgia meloni matteo salvini

DAGOREPORT - MAI VISTA L’ARMATA BRANCAMELONI BRANCOLARE NEL BUIO COME PER LE REGIONALI IN VENETO - SENZA QUEL 40% DI VOTI DELLA LISTA ZAIA SIGNIFICHEREBBE LA PROBABILE SCONFITTA PER IL CENTRODESTRA. E DATO CHE IN VENETO SI VOTERÀ A NOVEMBRE, DUE MESI DOPO LE MARCHE, DOVE IL MELONIANO ACQUAROLI È SOTTO DI DUE PUNTI AL CANDIDATO DEL CENTROSINISTRA RICCI, PER IL GOVERNO MELONI PERDERE DUE REGIONI IN DUE MESI SAREBBE UNO SMACCO MICIDIALE CHE RADDRIZZEREBBE LE SPERANZE DELL’OPPOSIZIONE DI RIMANDARLA AL COLLE OPPIO A LEGGERE TOLKIEN - LA DUCETTA HA DOVUTO COSÌ INGOIARE IL PRIMO ROSPONE: IL CANDIDATO DI FDI, LUCA DE CARLO, È MISERAMENTE FINITO IN SOFFITTA – MA PER DISINNESCARE ZAIA, URGE BEN ALTRO DI UN CANDIDATO CIVICO: OCCORRE TROVARGLI UN POSTO DA MINISTRO O MAGARI LA PRESIDENZA DELL’ENI NEL 2026 - SE LA DUCETTA È RABBIOSA, SALVINI NON STA MEJO: I TRE GOVERNATORI DELLA LEGA HANNO DICHIARATO GUERRA ALLA SUA SVOLTA ULTRA-DESTRORSA, ZAVORRATA DAL POST-FASCIO VANNACCI - IL PASTICCIACCIO BRUTTO DEL VENETO DEVE ESSERE COMUNQUE RISOLTO ENTRO IL 23 OTTOBRE, ULTIMA DATA PER PRESENTARE LISTE E CANDIDATI…

peter thiel donald trump

SE SIETE CURIOSI DI SAPERE DOVRÀ ANDRÀ A PARARE IL DELIRIO DI ONNIPOTENZA TRUMPIANA, È INTERESSANTE SEGUIRE LE MOSSE DELLA SUA ‘’EMINENZA NERA’’, IL MILIARDARIO PETER THIEL - PUR NON COMPARENDO MAI IN PUBBLICO, ATTRAVERSO PALANTIR TECHNOLOGIES, UNO TRA I POCHI COLOSSI HI-TECH CHE COLLABORA CON LE AGENZIE MILITARI E DI INTELLIGENCE USA, THIEL HA CREATO UNA VERA E PROPRIA INFRASTRUTTURA DI POTERE CHE NON SOLO SOSTIENE IL TRUMPONE, MA CONTRIBUISCE A DEFINIRNE L’IDENTITÀ, LE PRIORITÀ E LA DIREZIONE FUTURA - LA SVOLTA AUTORITARIA DI TRUMP, CHE IN SEI MESI DI PRESIDENZA HA CAPOVOLTO I PARADIGMI DELLO STATO DI DIRITTO, HA LE SUE RADICI IN UN SAGGIO IN CUI THIEL SOSTIENE APERTAMENTE CHE ‘’LIBERTÀ E DEMOCRAZIA SONO INCOMPATIBILI’’ PERCHÉ IL POTERE SI COLLOCA “OLTRE LA LEGGE” – OLTRE A INTERMINABILI TELEFONATE CON L'IDIOTA DELLA CASA BIANCA, THIEL GODE DI OTTIMI RAPPORTI CON LA POTENTE CAPOGABINETTO DEL PRESIDENTE, SUSIE WILES, E COL SEGRETARIO AL TESORO, SCOTT BESSENT, CON CUI ORDISCE LE TRAME ECONOMICHE - SE MEZZO MONDO È FINITO A GAMBE ALL’ARIA, IL FUTURO DELLA MENTE STRATEGICA DEL TRUMPISMO SEMBRA TINTO DI “VERDONI”: LE AZIONI DI PALANTIR SONO QUINTUPLICATE NEGLI ULTIMI 12 MESI, E NON SOLO GRAZIE ALLE COMMESSE DI STATO MA ANCHE PER GLI STRETTI INTERESSI CON L’INTELLIGENCE ISRAELIANA (UNO DEI MOTIVI PER CUI TRUMP NON ROMPE CON NETANYAHU...)

roberto vannacci matteo salvini giorgia meloni

DAGOREPORT - C’ERA UNA VOLTA LA LEGA DI SALVINI - GETTATO ALLE ORTICHE CIÒ CHE RESTAVA DEI TEMI PIÙ IDENTITARI DEL CARROCCIO, DECISO A RIFONDARLO NEL PARTITO NAZIONALE DELLA DESTRA, SENZA ACCORGERSI CHE LO SPAZIO ERA GIÀ OCCUPATO DALLE FALANGI DELLA STATISTA DELLA SGARBATELLA, HA PERSO IL LUME DELLA RAGIONE: UNA FURIA ICONOCLASTA DI NAZIONALISMO, SOVRANISMO, IMPREGNATA DI RAZZISMO, XENOFOBIA, MASCHILISMO E VIOLENZA VERBALE - SECONDO I CALCOLI DEI SONDAGGISTI OGGI QUASI LA METÀ DEI CONSENSI DELLA LEGA (8,8%) APPARTIENE AI CAMERATI DEL GENERALISSIMO VANNACCI CHE MICA SI ACCONTENTA DI ESSERE NOMINATO VICESEGRETARIO DEL CARROCCIO: CONSAPEVOLE CHE L’ELETTORATO DI ESTREMA DESTRA, AL SURROGATO, PREFERISCE L’ORIGINALE, SI È TRASFORMATO NEL VERO AVVERSARIO ALLA LEADERSHIP DEL CAPITONE, GIÀ CAPITANO - OGGI SALVINI, STRETTO TRA L’INCUDINE DELL'EX GENERALE DELLA FOLGORE E IL MARTELLO DI MELONI, È UN ANIMALE FERITO, QUINDI PERICOLOSISSIMO, CAPACE DI TUTTO, ANCHE DI GETTARE IL BAMBINO CON L'ACQUA SPORCA...

giorgia meloni nicola fratoianni giuseppe conte elly schlein matteo ricci

DAGOREPORT – BUONE NOTIZIE! IL PRIMO SONDAGGIO SULLO STATO DI SALUTE DEI PARTITI, EFFETTUATO DOPO LA SETTIMANA DI FERRAGOSTO, REGISTRA UN CALO DI 6 PUNTI PER FRATELLI D'ITALIA RISPETTO ALLE EUROPEE 2024 (IL PARTITO DELLA MELONI, DAL 29% PASSEREBBE AL 23) - A PESARE È LA SITUAZIONE ECONOMICA DEL PAESE, DALLA PRODUTTIVITÀ CALANTE DELLE IMPRESE A UN POTERE D’ACQUISTO AZZERATO DAI SALARI DA FAME - IL TEST DELLE REGIONALI D’AUTUNNO, CHE CHIAMA ALLE URNE 17 MILIONI DI CITTADINI,   POTREBBE DIVENTARE UN SEGNALE D'ALLARME, SE NON LA PRIMA SCONFITTA DELL’ARMATA BRANCAMELONI - A PARTIRE DALLE PERDITA DELLE MARCHE: IL GOVERNATORE RICANDIDATO DI FDI, FRANCESCO ACQUAROLI, È SOTTO DI DUE PUNTI RISPETTO AL CANDIDATO DEL CAMPOLARGO, IL PIDDINO MATTEO RICCI - LA POSSIBILITÀ DI UN 4-1 PER IL CENTROSINISTRA ALLE REGIONALI, MESSO INSIEME ALLA PERDITA DI CONSENSI ALL'INTERNO DELL'ELETTORATO DI FDI, MANDEREBBE IN ORBITA GLI OTOLITI DELLA DUCETTA. NEL CONTEMPO, DAREBBE UN GROSSO SUSSULTO AI PARTITI DI OPPOSIZIONE, SPINGENDOLI AD ALLEARSI PER LE POLITICHE 2027. E MAGARI FRA DUE ANNI LA "GIORGIA DEI DUE MONDI" SARÀ RICORDATA SOLO COME UN INCUBO...

meloni giorgetti fazzolari caltagirone nagel donnet orcel castagna

DAGOREPORT - GENERALI, MEDIOBANCA, MPS, BPM: NESSUN GOVERNO HA MAI AVUTO UN POTERE SIMILE SUL SISTEMA FINANZIARIO ITALIANO - MA LA VITTORIA DI OGGI DEI CALTA-MELONI PUÒ DIVENTARE LA SCONFITTA DI DOMANI: “SENZA UN AZIONARIATO DI CONTROLLO STABILE IN GENERALI, NON BASTERÀ LA SBILENCA CONQUISTA DI MEDIOBANCA PER METTERE AL SICURO LA GESTIONE DEL RICCO RISPARMIO ITALIANO (800 MLD) CHE TUTTI VORREBBERO RAZZIARE” - L’ULTIMA, DISPERATA, SPERANZA DI NAGEL GIACE TRA I FALDONI DELLA PROCURA DI MILANO PER L'INCHIESTA SULLA TORBIDA VENDITA DEL 15% DI MPS DA PARTE DEL MEF A CALTA-MILLERI-BPM – UNA SGRADITA SORPRESA POTREBBE ARRIVARE DAGLI 8 EREDI DEL VECCHIO - PIAZZA AFFARI? SI È FATTA GLI AFFARI SUOI: METTERSI CONTRO PALAZZO CHIGI PUÒ NUOCERE ALLA SALUTE DI UNICREDIT, BENETTON, MEDIOLANUM, FERRERO, LUCCHINI, UNIPOL, ENTI PREVIDENZIALI, ETC. – L’ERRORE DI NAGEL E GLI ''ORRORI'' DI DONNET: DA NATIXIS AL NO ALLO SCAMBIO DELLA QUOTA MEDIOBANCA CON BANCA GENERALI…

donald trump vladimir putin giorgia meloni

DAGOREPORT - IL VERTICE DELLA CASA BIANCA È STATO IL PIÙ  SURREALE E “MALATO” DELLA STORIA POLITICA INTERNAZIONALE, CON I LEADER EUROPEI E ZELENSKY IN GINOCCHIO DA TRUMP PER CONVINCERLO A NON ABBANDONARE L’UCRAINA – LA REGIA TRUMPIANA: MELONI ALLA SINISTRA DEL "PADRINO", NEL RUOLO DI “PON-PON GIRL”, E MACRON, NEMICO NUMERO UNO, A DESTRA. MERZ, STARMER E URSULA, SBATTUTI AI MARGINI – IL COLMO?QUANDO TRUMP È SCOMPARSO PER 40-MINUTI-40 PER “AGGIORNARE” PUTIN ED È TORNATO RIMANGIANDOSI IL CESSATE IL FUOCO (MEJO LA TRATTATIVA PER LA PACE, COSÌ I RUSSI CONTINUANO A BOMBARDARE E AVANZARE) – QUANDO MERZ HA PROVATO A INSISTERE SULLA TREGUA, CI HA PENSATO LA TRUMPISTA DELLA GARBATELLA A “COMMENTARE” CON OCCHI SPACCANTI E ROTEANTI: MA COME SI PERMETTE ST'IMBECILLE DI CONTRADDIRE "THE GREAT DONALD"? - CILIEGINA SULLA TORTA MARCIA DELLA CASA BIANCA: È STATA PROPRIO LA TRUMPETTA, CHE SE NE FOTTE DELLE REGOLE DEMOCRATICHE, A SUGGERIRE ALL'IDIOTA IN CHIEF DI EVITARE LE DOMANDE DEI GIORNALISTI... - VIDEO