DAGOGAMES BY FEDERICO ERCOLE - “MONSTER HUNTER STORIES 3 TWISTED REFLECTION” È UNA BESTIALE CHIMERA TRA “LEGEND OF ZELDA BREATH OF THE WILD” PER LA MAESTOSA VASTITÀ DEI PANORAMI, L’EPICA E LA LIRICA DI UN “FINAL FANTASY” E IL COLLEZIONISMO MOSTRUOSO DI POKÉMON. IL TERZO SPIN-OFF DELLA FAMOSA SAGA DI CAPCOM È UN GIOCO DI RUOLO CON COMBATTIMENTI A TURNI CHE SI ESPLORA CON PASSIONE E MERAVIGLIA MENTRE RACCONTA DELL’EQUILIBRIO SEMPRE A RISCHIO TRA ESSERI UMANI E NATURA... - VIDEO

Federico Ercole per Dagospia

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Con il trascorrere dei decenni, i mostri di Monster Hunter stanno acquisendo una dimensione sempre meno mostruosa e più animalesca, permanendo comunque in un’ecologia favolosa di bestie fantastiche.

 

Non si tratta di abitudine, una consuetudine con le forme ferine di queste creature acquisita attraverso innumerevoli, lunghissimi videogiochi, ma dell’evoluzione continua dell’idea e del disegno dell’habitat che le contiene, di ecosistemi sempre più complessi che negano l’innaturale del mostro e confermano invece il loro essere “viventi”, parte costituente di un mondo.

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Ma non perdono il loro carisma, le maestose e terrificanti bestie e bestioni di Capcom, al limite solo l’artificio dell’impossibile, continuando a comporre uno straordinario bestiario fantastico secondo solo a quello dei Pokémon, sebbene in Monster Hunter ci sia una sanguigna, terrena (anche quando aerea o acquatica) fisicità di forme e corpi che non c’è nelle invenzioni di Satoshi Tajiri e compagnia.

 

Ecco dunque, dopo la grandezza e bellezza per lo più sottovalutate e incomprese di Monster Hunter Wilds, con il suo profondo discorso ecologico forse troppo esemplare e popolare quindi universale per essere apprezzato, un nuovo esemplare della serie, sebbene sia un cosiddetto “spin-off”.

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Si tratta di Monster Hunter Stories 3 Twisted Reflection, nuovo capitolo di una deriva nel gioco di ruolo (giapponese) della saga venatoria di Capcom, sebbene qui come nei due precedenti non si tratti di caccia, ma di addomesticare gli animali e cavalcarli, nel nobile tentativo di vivere in armonia con la natura. Ovviamente si combatte, per limitare i danni all’ecosistema che la supremazia di quello o dell’altro predatore può provocare all’ambiente, tuttavia lo si fa a turni e con strategia.

 

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NON ORDINARIE STORIE DI DISASTRO

Sta succedendo qualcosa di strano nelle terre boscose di Azuria, squilibri ecologici e anomalie. Nei panni sempre mutevoli a seconda dell’armatura indossata, principe o principessa (a voi la scelta) del reame, si comincia un lungo viaggio per scoprire la causa del crescente disastro, che provoca inoltre una guerra con il regno confinante, assai più afflitto dalla sciagura che Azuria.

 

Come negli altri Stories non siamo cacciatori ma appunto Rider, educatori di “mostri” che vivono con essi una utile ma comunque affettuosa simbiosi. Il racconto è illustrato attraverso lunghi e notevoli filmati che non risultano mai prolissi per una loro lirica e spettacolare potenza, ma ciò che meraviglia più del gioco è l’esplorazione, questa volta di spazi naturali assai più vasti e sofisticati, la cui bellezza panoramica può ricordare la profondità e l’ampiezza di quelli di Legend of Zelda Breath of The Wild e Tears of The Kingdom.

 

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Non si tratta solo di un fascino ambientale scenico, perché le terre di Monster Hunter Stories 3 palpitano di una vita vegetale e animale che illude di una sua realtà e spesso capita di fermarsi per ammirare da lontano e al sicuro i panorami e le esistenze ferine che vi trascorrono. C’è un costante sentimento di meraviglia viaggiando per le regioni di Monster Hunter Stories 3, il fremito della scoperta che sorge anche dalle possibilità offerte dagli animali che si cavalcano poiché alcuni volano, altri possono arrampicarsi, nuotare, scavare…

 

Tanta vastità alimenta il senso di avventura e il desiderio di andare oltre, anche solo per trovare uno degli innumerevoli e buffi maialini fuggiti e dispersi per il mondo, mentre i suoni di natura dell’altrove si fondono alla musica usata con parsimonia per creare suggestivi, wagneriani “mormorii”.

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LOTTE TRA BESTIE

I combattimenti a turni di Moster Hunter Stories rendono possibile la contemplazione tattica ed estetica delle creature, senza l’inevitabile frenesia d’azione della serie principale. Le decine di animali fantastici del gioco sono illustrati e animati con arte e cura. Si controlla una delle proprie creature, in battaglia -se ne possono portare dietro sei- selezionandole in base alle caratteristiche degli avversari, e il protagonista armato di spadone o arco o lancia, o Katana o insomma delle classiche armi della serie.

 

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Ci sono sempre (o quasi) con noi degli alleati, componenti un affascinante gruppo di Rider, ma come in passato i loro attacchi sono automatici e il giocatore non li gestisce se non in minima parte, forse un peccato, ma ci si abitua alla loro più che necessaria compagnia anche perché i combattimenti sono tutto fuorché elementari con quella dinamica “sasso, foglia, carta” che rimanda a Fire Emblem. Ogni compagno e compagna del protagonista ha una sua propria e interessante storia da scoprire tramite missioni secondarie.

 

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La parte più “pokemoniana” di Monster Hunter Stories 3 è quella della collezione crescente delle bestie, le cui uova di devono prelevare nelle varie tane diffuse un po’ ovunque. Ci sono “mostri” più rari, alcuni rarissimi e altri in via di estinzione che dovremo liberare per ripopolare l’ambiente.

 

Ancora più riuscito e appassionante dei due notevoli giochi precedenti, Monster Hunter Stories 3 per Switch 2, PlayStation e XBox, è un nuovo gioiello ludico della prolifica Capcom dopo il recente trionfo di quel “quasi” capolavoro di Resident Evil Requiem, nell’attesa del prossimo e fantascientifico Pragmata e del nuovo Onimusha con il protagonista samurai dalle fattezze di Toshiro Mifune.

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Monster Hunter Stories 3 Twisted Reflection è un’esperienza fondamentale e più che coinvolgente, persino educativa, per i milioni di appassionati di Monster Hunter inteso come mondo e non solo come possibilità virtuosa di performance in multiplayer, sebbene per fortuna la serie principale fino ad ora può essere ancora giocata sconnessi e da cacciatori solitari.

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