elly schlein giuseppe conte nicola fratoianni vladimir putin angelo bonelli

“SVEGLIATEVI, IL MONDO È ‘ALTROVE’. FUORI DAL RECINTO” – ALESSANDRO DE ANGELIS ALZA LE BRACCIA DI FRONTE ALL’HARAKIRI DI SCHLEIN, CONTE E GLI ALTRI COMPRIMARI DEL CAMPO LARGO, CHE SI RIUNISCONO A NAPOLI DURANTE IL VERTICE NATO: “ANCHE QUESTA VOLTA SARÀ RIMOSSO IL TEMA DIFESA E SICUREZZA. AL PARI DEGLI ALTRI ARGOMENTI DIFFICILI, COME L’EUROPA, L’IMMIGRAZIONE E TUTTI I TEMI PIÙ DIVISIVI” – “L’ISTANTANEA RACCONTA UN ‘ALTROVE’. IL PROPRIO RECINTO IDENTITARIO. LA PRIORITÀ NON È CONQUISTARE CHI LA PENSA DIVERSAMENTE, MA LA COMPETIZIONE INTERNA SU CHI È PIÙ A SINISTRA. L’UNICO COLLANTE RESTA L’ANTI-MELONISMO, ELISIR DI LUNGA VITA PER LA PREMIER”

Estratto dell’articolo di Alessandro De Angelis per www.lastampa.it

 

NICOLA FRATOIANNI, GIUSEPPE CONTE, ELLY SCHLEIN, ANGELO BONELLI

Duemila chilometri, questa la distanza geografica tra Ankara e Napoli. Lì inizia oggi, per tre giorni, uno dei vertici Nato più importanti degli ultimi anni. Qui, in concomitanza con la sua conclusione, Conte, Schlein e gli altri, terranno una loro manifestazione. Duemila chilometri, forse anche di più è la distanza politica. Non cercate qui risposte a ciò che avverrà lì.

 

Risposte, non foto per celebrare un’unità di facciata. O comizi con qualche slogan già sentito su sanità e salario minimo e, da ultimo, sulla Rai. Anche questa volta sarà rimosso il tema difesa e sicurezza.

 

schlein fratoianni bonelli conte

Al pari degli altri argomenti difficili, come l’Europa, l’immigrazione e tutti i temi più divisivi. Peccato, sono il terreno su cui si gioca la partita vera per l’Italia. L’interesse nazionale, si sarebbe detto una volta. Che, in un mondo così confuso e così interconnesso, si difende soprattutto fuori dai confini nazionali.

 

Ciò che avverrà non è una supposizione. A completare l’harakiri comunicativo, i nostri eroi del campo largo, dopo aver scelto per l’evento un giorno buono per pagina 20 dei giornali, hanno pure fatto sapere che di programma si parlerà seriamente a ottobre. Sembra un po’ come la “rivoluzione” nella canzone di Gaber: oggi no, domani forse, dopodomani sicuramente.

 

guido crosetto e giorgia meloni alla festa dell arma dei carabinieri a reggio calabria

L’istantanea racconta un “altrove”. Come lo racconta la mancata visita a Kiev, da parte degli stessi leader, in quasi quattro anni e mezzo di conflitto, più della Prima Guerra Mondiale. Recentemente, hanno anche disertato Confindustria e l’ambasciata americana.

 

Questo “altrove” è il proprio recinto identitario. La priorità non è conquistare […] chi la pensa diversamente, ma la competizione, tutta simbolica e interna al proprio schieramento, su chi è più a sinistra, quantomeno a parole.

 

[…] l’unico collante resta solo l’anti-melonismo, elisir di lunga vita per la premier come l’antiberlusconismo lo fu per il Cavaliere. Suggerimento non richiesto: attenzione a trasformare […] le prossime elezioni, da contesa sul governo, in un referendum sulla Costituzione e su chi va al Quirinale. Se Costituzione e Quirinale diventano bandiere di parte, in caso di sconfitta, vengono trascinate nel gorgo.

 

conte putin

Tutto ciò accade nel momento di più acuta difficoltà del governo Meloni proprio sulla spese militari, tema che la destra ha a cuore: ha rinunciato ai fondi Safe – prestiti europei senza interessi – per ragioni interne al governo. E ad Ankara sarà una impresa per la premier rassicurare Trump sugli impegni presi con eccessivo entusiasmo (il famoso 5 per cento), mantenendo le esigenze di bilancio.

 

Ma davanti a tutto ciò non è sfidata, perché difesa e sicurezza per il campo largo sono un tabù. Eppure, il Safe non è “riarmo nazionale” per compiacere Trump, ma l’opposto. Costruire l’Europa della difesa è un modo per contenere Trump, che conosce solo il linguaggio della forza.

 

meme sul pranzo schlein, conte, bonelli e fratoianni by carli

Anche su Kiev il racconto del governo è più appannato. E tuttavia, anche qui: nel momento in cui Giorgia Meloni arriva a sostenere, come Sergio Mattarella, la necessità di un «inviato comune dell’Europa», dall’altra parte ci si avvita sull’invio delle armi.

 

Chissà, magari se la giocheranno ai gazebo: se vince Schlein, si mandano, ma un po’ meno, se vince Conte si mettono fiori nei cannoni. E davvero non si comprende questo doppio standard tra Gaza e Kiev, come se ci fosse una differenza tra i bambini massacrati da un autocrate (Putin) e da uno che aspira ad esserlo (Netanyahu).

 

Donald Trump Giorgia Meloni4

Facciamola breve. La madre di tutte le difficoltà si chiama Donald Trump: «Nec tecum nec sine te vivere possum». È Ovidio ma forse è anche quel che pensa Giorgia Meloni: la svolta europeista, senza Trump, le costerebbe scomuniche ben peggiori di quelle ricevute finora; l’appartenenza a quel mondo, con Trump, ha un costo, e non solo elettorale. Lo sanno bene le imprese che si sono viste cancellare il business forum di Miami.

 

schlein fratoianni bonelli conte

È una condizione di “sospensione” politica, che sarebbe messa in difficoltà da un europeismo forte, concreto, non declamatorio, anche nel rapporto con la commissione Ursula, che non brilla di iniziativa. Difficile che l’alternativa prenda corpo tra chi è ancor più sospeso rispetto al principio di realtà. E lievita da terra sospinto dalle proprie ambizioni e vanità. Svegliatevi, il mondo è “altrove”. Fuori dal recinto.

MEME SU MATTEO RENZI E LA FOTO DEL PATTO DEI CARCIOFI nicola fratoianni giuseppe conte elly schlein angelo bonelli - campo largo - vignetta by osho meme pubblicato da donald trump contro giorgia melonifratoianni schlein conte bonelli al monkGIUSEPPE CONTE - NICOLA FRATOIANNI - ELLY SCHLEIN - ANGELO BONELLI DONALD TRUMP - GIORGIA MELONI -. MEME BY 50 SFUMATURE DI CATTIVERIA NICOLA FRATOIANNI - ELLY SCHLEIN - ROBERTO FICO - GIUSEPPE CONTE - ANGELO BONELLI

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