elisabetta pellegrini luca zaia matteo salvini

ALTRA “ZARINA”, ALTRI GUAI – DOPO I PASTICCI DI GIUSI BARTOLOZZI ALLA GIUSTIZIA, SCOPPIA IL CASO DI ELISABETTA PELLEGRINI, POTENTE DIRIGENTE DEL MINISTERO DEI TRASPORTI, BRACCIO OPERATIVO DI SALVINI, INDAGATA PER TURBATIVA D’ASTA NELLA REALIZZAZIONE DELLA CABINOVIA A CORTINA PER LE OLIMPIADI INVERNALI – IL MINISTRO LA “BLINDA” (“SI È DISTINTA PER IMPEGNO E LABORIOSITÀ”), MA È UN NUOVO DURO COLPO PER IL LEADER LEGHISTA, DOPO L’INCHIESTA SUL PONTE SULLO STRETTO DI MESSINA – PASSATA DAGLI INCARICHI CON LA REGIONE VENETO AL MIT, LA SUPERBUROCRATE PELLEGRINI HA CONQUISTATO LA FIDUCIA PRIMA DI ZAIA E POI DI SALVINI. HA GESTITO I DOSSIER DELLE OPERE PUBBLICHE CHE CONTANO DI PIÙ PER LA LEGA: SU TUTTE LA PEDEMONTANA. AL MINISTERO C’È CHI SI LAMENTA: “FA DI TESTA SUA”

1. IL PONTE E LE OLIMPIADI. IL MINISTERO DI SALVINI TRAVOLTO DALLE INCHIESTE

Estratto dell’articolo di Enrica Riera e Nello Trocchia per “Domani”

 

elisabetta pellegrini e matteo salvini

Le nubi cariche di guai giudiziari si addensano sopra il cielo del  ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture guidato da Matteo Salvini. Dopo lo scandalo sui fedelissimi coinvolti nell’inchiesta sul ponte sullo stretto di Messina, da Belluno arriva un’altra bufera. A essere indagata è Elisabetta Pellegrini, dirigente del Mit e braccio operativo del leader del Carroccio, che, dopo la notizia del procedimento a carico della sua “zarina”, è immediatamente intervenuto.

 

«Pellegrini si è distinta per impegno e laboriosità», ha detto Salvini. La dirigente è coinvolta nell’inchiesta per turbativa d’asta sulle presunte irregolarità nella realizzazione della cabinovia Apollonio Socrepes a Cortina d’Ampezzo.

 

Elisabetta Pellegrini

[…]  Il fatto è che proprio i progetti su cui ha puntato (Olimpiadi Milano-Cortina, fino alla grande infrastruttura che dovrà unire la Calabria alla Sicilia) mostrano crepe e criticità sotto la lente dei magistrati.

 

Il minimo comune denominatore tra l’inchiesta veneta e quella romana sta proprio nel coinvolgimento dei sodali del ministro. Pellegrini da un lato. L’ex commissario della Lega nella Punta dello Stivale, Giacomo Francesco Saccomanno, dall’altro. Quest’ultimo, nel ruolo, all’epoca, di membro del cda della Stretto di Messina spa, insieme all’imprenditore Vincenzo Virgiglio, avrebbe fornito «utilità» al presidente aggiunto della Corte dei conti, Tommaso Miele, per ottenere aiuti sull’iter di approvazione del progetto faraonico. […]

 

2. L'INGEGNERA DELLA PEDEMONTANA DIVENTATA LA ZARINA DEL DICASTERO

Estratto dell’articolo di Giuseppe Colombo per "La Repubblica"

 

ELISABETTA PELLEGRINI - FOTO LAPRESSE

È l'ingegnera della Lega. La super tecnica che ha in mano i dossier più cari a Matteo Salvini. Non solo le Olimpiadi di Milano Cortina e il ponte sullo Stretto. Sulla scrivania di Elisabetta Pellegrini, la coordinatrice della Struttura tecnica di missione del Mit indagata nell'ambito dell'inchiesta della procura di Belluno sui Giochi invernali, ci sono anche le carte delle opere pubbliche che contano di più per il Carroccio. Tutte al Nord.

 

In testa c'è la Pedemontana veneta. Una passione storica per la «zarina», come la chiamano al ministero di Porta Pia. Lo sa bene anche Luca Zaia: l'ex governatore leghista è stato il primo "sponsor" di Pellegrini.

 

Nel 2017 fu lui a volerla nella task force creata per tirare la superstrada a pedaggio fuori dalle secche. Con il trasferimento al Mit, nel 2022, il testimone è passato nelle mani di Salvini. Il leader del Carroccio considera Pellegrini una sua fedelissima. Intoccabile.

 

matteo salvini e elisabetta pellegrini

Dal Veneto a Roma, dunque. Con la Pedemontana, appunto, a fare da filo rosso. Pellegrini lavora a stretto contatto con la giunta Zaia. Con un incarico di peso: direttore del Dipartimento infrastrutture e trasporti della Regione Veneto. […]

 

 È anche direttore della struttura di progetto della Pedemontana veneta. Quando prende in mano il dossier, il progetto è incagliato. Problemi finanziari, ma soprattutto interlocuzioni burrascose con la Corte dei conti e l'Anac. Si rischia lo stop. Alla fine viene rimodulato il contratto con l'impresa concessionaria dei lavori.

 

 

luca zaia salvini

Poi si accende la "scintilla" professionale con Salvini. I due si incontrano proprio all'inaugurazione di un cantiere della Pedemontana. Appena arrivato al Mit, il leader della Lega cerca un super tecnico di fiducia.

 

Detto, fatto. A novembre del 2022, Pellegrini trasloca a Roma (dal lunedì al venerdì). E prende subito confidenza con il dicastero. Ma anche con palazzo Chigi: per lei arriva anche un incarico da consigliera «per le questioni infrastrutturali» del vicepremier.

 

Elisabetta Pellegrini

Al ministero passa da lei la sorveglianza sul Ponte. E le concessioni. È lei la regista della società autostradale unica del Nordest. Obiettivo: salvare la Pedemontana. Perché l'opera è ora alle prese con un buco finanziario. Ecco lo stratagemma: creare una holding per mischiare incassi e debiti delle opere. Dentro il gran contenitore c'è anche il tratto Brescia-Padova dell'A4. Non a caso.

 

Grazie all'affidamento diretto alla società Concessioni autostradali venete (Cav), gli utili di questa opera saranno utilizzati per coprire i debiti della Pedemontana. Ignorando la segnalazione dell'Anac, che il primo aprile ha scritto al Mit.

 

Matteo Salvini e Luca Zaia

Così: la scadenza della concessione della tratta dell'A4 a fine dicembre «impone l'immediata indizione delle citate procedure». Ma Pellegrini non ha ottemperato all'indicazione. «Fa di testa sua», spifferano dal Mit.

 

 Ora il coinvolgimento nell'inchiesta sulle Olimpiadi. Salvini la blinda. Ma non tutti la pensano come il titolare. L'ingegnera si è fatta diversi nemici al ministero.

 

Elisabetta Pellegrini

L'accentramento non piace a molti. A quelli che stanno con il capo di gabinetto Alfredo Storto e con Elena Griglio, la dirigente che guida l'ufficio legislativo. I rapporti con Pellegrini sono tutt'altro che idilliaci. Le rimproverano di essere "troppo" ingegnere e "poco" giurista. Anche un modo per dire troppo morbida con la politica.

autostrada pedemontana Elisabetta Pellegrini

Ultimi Dagoreport

tajani meloni salvini

DAGOREPORT – CHE SUCCEDERA' ALLA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE QUANDO VERRA' RIPRESENTATA ALLA CAMERA, CON IL TERRIBILE VOTO SEGRETO, ALL'INIZIO DI SETTEMBRE? - SE LA LEGA E' SCOPPIATA, FORZA ITALIA E' ALLO SBANDO, CON SALVINI E TAJANI CHE NON CONTROLLANO PIÙ I LORO PARLAMENTARI, ANCHE GIORGIA MELONI HA QUALCHE PROBLEMUCCIO: ALL'INTERNO DEL SUO PARTITO UN COACERVO DI SERPI E' PRONTA A MORDERLA SE NON SARANNO RICANDIDATI ALLE POLITICHE DEL 2027 – IL BOOM DI FDI DEL 2022 FU TALMENTE INASPETTATO CHE ARRIVARONO IN PARLAMENTO TANTI TIZI E TROPPI CAIETTI UN PO’ IMPROVVISATI O INADEGUATI O SEMPLICEMENTE FANCAZZISTI, CHE SANNO BENISSIMO CHE SARANNO SPAZZATI VIA DALLA RAMAZZA DELLA DUCETTA. E NON VEDONO L’ORA DI CONSUMARE LA VENDETTA…

francesco guccini con angela signorini e la figlia teresa

DAGOREPORT - E’ ACCADUTO RARAMENTE CHE FRANCESCO GUCCINI ABBIA CANTATO LA SUA VITA SENTIMENTALE MA QUANDO È ACCADUTO, HA DATO VITA A UNA DEI BRANI PIÙ INTENSI E STRAZIANTI DELLA STORIA DELLA CANZONE ITALIANA - ACCADDE NEL 1996, CON “QUATTRO STRACCI”, IN CUI IL RISERVATISSIMO GUCCINI DI COLPO LASCIA TUTTI BASITI METTENDO DAVVERO IN PIAZZA GLI STRACCI DELLA SUA LUNGA STORIA CON ANGELA SIGNORINI, DA CUI EBBE NEL 1978 L'UNICA FIGLIA, TERESA - DOPO AVERLA INCHIODATA COME UNA SIGNORA "CASTA CHE SOGNA D'ESSER PUTTANA / QUANDO SEI DENTRO VUOI ESSER FUORI / CERCANDO SEMPRE I PASSATI AMORI / ED HAI ANNULLATO TUTTI FUORI CHE TE”, IL DOLORE DI GUCCINI PER L'ABBANDONO DEFLAGRA IN RABBIA SPREZZANTE: "OGNUNO VADA DOVE VUOL ANDARE, OGNUNO INVECCHI COME GLI PARE, MA NON RACCONTARE A ME COS'È LA LIBERTÀ. LA LIBERTÀ DELLE TUE POSIZIONI YOGA, DI ERBE, DI PSICHE E DI OMEOPATIA; DI MANUALI CONTRO LE FRUSTRAZIONI, LE INIBIZIONI CHE PROVAVI QUI A CASA MIA…’’ - VIDEO

giuseppe conte vladimir putin marco travaglio elly schlein beppe grillo

DAGOREPORT – CARO CONTE... MA PERCHÉ NON TE NE VAI A FARE IN CULO?! - NEL PARTITO DEMOCRATICO CRESCE UNA FRONDA SOTTERRANEA DI CHI VUOLE MOLLARE PEPPINIELLO AL SUO DESTINO DI “RAS-PUTIN” – AL NAZARENO, NONOSTANTE LA LINEA “TESTARDAMENTE UNITARIA” (SENZA M5S NON SI VINCE) DI ELLY SCHLEIN, MOLTI VORREBBERO ANDARE A VEDERE IL BLUFF DELL’EX PREMIER: SE VUOLE INTESTARDIRSI SU POSIZIONI FILO-RUSSE E ANTI-EUROPEE (NO AL FONDO SAFE PER LA DIFESA), FACCIA PURE, MA SAPPIA CHE ANDARE DA SOLO AL VOTO NON CONVIENE AL M5S NE' ALLA SUA OSSESSIONE DI TORNARE A PALAZZO CHIGI (CONTE METTERÀ SEMPRE IL VETO A CHIUNQUE NON SI CHIAMI CONTE) - A CONDIZIONARE IL LEADER M5S NON È DI DI BATTISTA, MA LA LINEA INTRANSIGENTE DI TRAVAGLIO, VERO IDEOLOGO DELLA GALASSIA PENTASTELLATA - LE CHIAMATE DI BEPPE GRILLO AI PIDDINI PER SABOTARE IL "CAMALEONTE CON LA POCHETTE'' - AMORALE DELLA FAVA: ORA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI È PRONTA A PERDERE, IL CENTROSINISTRA NON È PRONTO A VINCERE. 'STO "CAMPO LARGO" A PALAZZO CHIGI DIVENTA CAMPO SANTO IN SEI MESI... - VIDEO

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - LE ULTIME SPERANZE DELL’IRRIDUCIBILE LUIGI LOVAGLIO DI SALVARE MPS DALL’OPAS DI INTESA SONO APPESE ALLA FUSIONE CON MEDIOBANCA, CHE INGLOBEREBBE L’OGGETTO DEL DESIDERIO DI TUTTI I PROTAGONISTI DEL RISIKONE: IL 13% DI GENERALI - OLTRE ALLA DELFIN DI MILLERI, A DAGOSPIA RISULTA IN GRAN MOVIMENTO IL CEO DEL LEONE DI TRIESTE, PHILIPPE DONNET, PRESSO I FONDI DI INVESTIMENTO, COME GIÀ SUCCESSE CON LA RESURREZIONE DI LOVAGLIO PER SBARRARE LA STRADA A CALTAGIRONE - SE FALLISSE LA FUSIONE MPS-MEDIOBANCA, A PIAZZA AFFARI C’È CHI IPOTIZZA UN’OPA SU PIAZZETTA CUCCIA, CHI CONGETTURA OPERAZIONI CHE COINVOLGEREBBERO BANCA GENERALI - UNA COSA È CERTA: PIÙ SI ANDRÀ AVANTI E PIÙ L’ASTICELLA DEL RISIKO SI IMPENNERÀ, PERCHÉ SOCI E GRANDI FONDI DOVRANNO SCEGLIERE: MESSINA O DONNET? BANCA INTESA CHE PRENDE LA LEVA DI COMANDO DI GENERALI (SALVO PROBLEMI CON L'ANTITRUST) O TRASFORMARE IL LEONE DI TRIESTE IN UNA VERA PUBLIC-COMPANY?

giuseppe conte donald trump mario draghi joe biden sergio mattarella matteo renzi gennaro vecchione william barr

DAGOREPORT – LA STORIA MAI RACCONTATA DELL'''ASTIO SPUMANTE'' DI GIUSEPPE CONTE VERSO MARIO DRAGHI - IL "TRASFORMISMO DAL VOLTO UMANO" NON HA MAI METABOLIZZATO LA CACCIATA DA PALAZZO CHIGI DEL 2021, DETRONIZZATO DA "SUPERMARIO" PER LA GIOIA DI ANGELA MERKEL, CONTRARIA A FAR GESTIRE I 200 MILIARDI DEL PNRR AL POPULISMO 5STELLE - I TWEET D'AMORE DI TRUMP A "GIUSEPPI" CHE PORTO' IL PREMIER CONTE AD AUTORIZZARE L'INSOSTENIBILE INCONTRO A ROMA DEI VERTICI DEI SERVIZI SEGRETI CON IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA DEGLI STATI UNITI, A CACCIA DI "MAIL IMBARAZZANTI SU HILLARY CLINTON IN POSSESSO DEI RUSSI" - DESTINO VOLLE CHE DOPO SEI GIORNI DAL GIURAMENTO DI BIDEN, LA FAVOLA DI "GIUSEPPI" FINI' ED INIZIO' LA VENDETTA CONTRO "DRAGHI, L'USURPATORE" (OGGI, A PAGARNE LE CONSEGUENZE, E' L'EX SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DI "MARIOPIO", FRANCO GABRIELLI) - VIDEO