gasdotto russia cina – power of siberia ii metano xi jinping vladimir putin

AMICI, MA FINO A UN CERTO PUNTO: I CINESI NON VOGLIONO MORIRE PER LA RUSSIA - XI JINPING SA DI AVERE IL COLTELLO DALLA PARTE DEL MANICO E, PUR AIUTANDO PUTIN CON FORNITURE E ADDESTRAMENTO DI SOLDATI, NON SI ESPORRÀ SUL DOSSIER UCRAINA – “MAD VLAD” SPNGE PER LA FIRMA DEL TRATTATO SUL GASDOTTO “POWER OF SIBERIA 2”, CHE XI RIMBALZA DA ANNI. ED È DIFFICILE CHE CEDA PROPRIO ORA, DOPO AVER RIFIUTATO LE RICHIESTE DI FORNIRE ALTRI 50 MILIARDI DI METRI CUBI DI METANO ALL’ANNO (NON VUOLE LEGARSI TROPPO A UN MORTO CHE CAMMINA…)

peng liyuan xi jinping vladimir putin

MEDIA, 'PECHINO HA ADDESTRATO SOLDATI RUSSI SCHIERATI IN UCRAINA'

(ANSA) - Le forze armate di Pechino hanno addestrato segretamente circa 200 militari russi in Cina alla fine dello scorso anno e alcuni di loro sono poi stati schierati nel conflitto in Ucraina. Lo scrive Reuters sul sito, che cita come fonti tre agenzie di intelligence europee.

   

Le sessioni di addestramento segrete, incentrate sull'uso di droni, si sono svolte tra la capitale e Nanchino, come previsto da un accordo russo-cinese siglato da alti ufficiali delle due parti il 2 luglio 2025, a Pechino. La Cina ha ripetutamente affermato di essere neutrale nel conflitto e continua a presentarsi come mediatore di pace tra Kiev e Mosca.

 

PUTIN SPERANZE CINESI

Estratto dell’articolo di Anna Zafesova per “La Stampa”

 

GASDOTTO RUSSIA CINA – POWER OF SIBERIA II

Un processo negoziale «per l'Ucraina e per tutta l'Europa»: Volodymyr Zelensky telefona al presidente del Consiglio europeo Antonio Costa per confermare che l'Europa dovrà sedere al tavolo delle trattative, il giorno che la guerra della Russia contro l'Ucraina si concluderà, o almeno si interromperà.

 

Una prospettiva che appare meno remota di qualche mese fa, con la Russia oggi «più debole, mentre l'Ucraina è in questo momento più forte». I raid dei droni ucraini su Mosca hanno ribaltato la percezione del conflitto, non solo agli occhi dei russi, spaventati e sconvolti dalla fine dell'illusione di invulnerabilità che Vladimir Putin gli aveva promesso.

 

vladimir putin xi jinping

I telegiornali russi hanno dedicato pochissimo spazio ai raid contro fabbriche militari e raffinerie alle porte della capitale russa, ma ovviamente il segreto è stato impossibile da nascondere, e sui social russi le battute sarcastiche si mischiano a spavento, e alla rabbia, «la contraerea è tutta concentrata intorno alle dacie di Putin, invece di difendere la città» è uno dei commenti più frequenti.

 

Perfino i dati del centro demoscopico governativo VTsIOM mostrano un aumento del 14 per cento degli scontenti della politica interna, in soli quattro mesi, superando per la prima volta – 36 per cento contro 33 – quelli «generalmente soddisfatti».

 

cina

Il numero degli scontri della politica estera del Cremlino è invece balzato di 10 punti, al 26 per cento, il record dell'era putiniana, e probabilmente aumenterà ancora dopo le ultime settimane di raffinerie in fiamme negli Urali e sul Mar Nero, e ora dei droni su Mosca.

 

È con questi numeri che Putin inizia oggi la sua visita in Cina, sulle orme ancora calde di Donald Trump. Il portavoce della presidenza Dmitry Peskov ha annunciato che il suo principale «ripone grandi speranze in questa visita», la 25ª nella biografia di Putin.

 

bandiera russa a pechino

Nonostante l'attesa firma delle solite decine di accordi, mancherà verosimilmente la conclusione del trattato più atteso, quello sul gasdotto "Potenza della Siberia 2", che Putin non riesce a ottenere da Pechino da diversi anni ormai. Il consigliere diplomatico del Cremlino Yuri Ushakov ha dichiarato ieri che «l'argomento è in agenda e verrà esaminato nel dettaglio».

 

È difficile però che Xi Jinping ceda proprio ora, dopo aver risposto più volte di no alle richieste russe di fornire altri 50 miliardi di metri cubi di metano ogni anno alla Cina, a un prezzo tutto da definire.

 

Un contratto che diventa cruciale per la sopravvivenza dell'economia russa, dopo la perdita del mercato europeo.

 

vladimir putin, xi jinping e kim jong un alla parata militare in piazza tienanmen a pechino foto lapresse

Proprio ieri si è saputo che uno degli ultimi grandi clienti di Gazprom nell'Unione europea, la Slovacchia, sta per firmare un grande accordo per la fornitura di metano con l'Azerbaigian. La visita di Robert Fico a Mosca per i festeggiamenti della vittoria sul nazismo appare in questo contesto un modo per addolcire la pillola per i russi.

 

Zelensky ieri ha quantificato la riduzione della raffinazione di petrolio in Russia, a seguito degli attacchi ucraini, in almeno il 10 per cento, e che una delle maggiori società petrolifere russe ha dovuto sigillare 400 pozzi.

 

Una situazione in cui Xi Jinping si rende conto di avere il coltello dalla parte del manico nella discussione con il presidente russo. Che per di più gli dovrà fornire spiegazioni su un drone russo che la notte di lunedì ha colpito una nave mercantile cinese al largo di Odessa. Un attacco probabilmente accidentale, […] ma che comunque non aggiunge lustro all'immagine della Russia come potenza militare, almeno agli occhi dei cinesi.

 

VLADIMIR PUTIN XI JINPING E KIM JONG UN - PARATA MILITARE IN PIAZZA TIENANMEN A PECHINO

Pechino infatti non ha comunicato di aspettarsi una discussione sul dossier ucraino, forse nascosto nella voce delle «questioni internazionali di mutuo interesse». Intanto l'alta rappresentante per la Politica estera dell'Ue Kaja Kallas ha esortato la Cina a svolgere un ruolo nel «convincere realmente Mosca a fermare la guerra».

 

La partita militare si intreccia a quella diplomatica, e mentre quella condotta da Washington appare totalmente in stallo tra Mosca e Kyiv, si intensifica quella europea, con il ritorno […] all'eventuale negoziato con Mosca. Angela Merkel ieri ha smentito di voler fare da mediatrice con il Cremlino.

 

Anzi, ritiene che l'idea stessa di un "mediatore" – Putin qualche giorno fa aveva gettato scompiglio nel dibattito politico tedesco proponendo come suo rappresentante l'ex cancelliere Gerhard Schroeder – sia completamente sbagliata. «Per parlare con Putin ci vuole volontà politica», ha detto, invitando i leader dell'Ue a «non permettere che Trump rimanga l'unico in contatto con il Cremlino».

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