"LA PASSIONE" DEI SOLDI - "CARO MEL, DACCI UNA GRATIFICA. METTERE IN SCENA TUTTE QUELLE TORTURE NON È STATO FACILE. C'ERA SANGUE SULLE NOSTRE MANI. SAREBBE ORA DI SOSTITUIRLO CON DEI SOLDI."
Un pensiero per la troupe e gli attori italiani che hanno lavorato alla "Passione", arriva sotto forma di una ironica lettera aperta del giornalista di Variety, Peter Bart a Mel Gibson.
"Dai tuoi fedelissimi cast e troupe in Italia", scrive scherzando Bart, prendendo la parte dei molti professionisti che avranno certo lavorato al minimo sindacale o poco più, pur di partecipare al lavoro auto-finanziato dalla star hollywoodiana.
"Condividere la ricchezza" è il soggetto di questa missiva, e il contenuto è ovvio e si può sintetizzare così: "visto che il film ti ha fatto guadagnare centinaia di milioni di dollari e siamo solo all'inizio, pensa a chi ti ha permesso la sua realizzazione gratificandoli con un'adeguata ricompensa".
Ma quando Bart si immedesima nella preghiera della troupe italiana (che per chi non l'avesse capito non è coinvolta nell'iniziativa!), la lettera si fa molto divertente:
"Caro Mel,
"Mentre non manchiamo di esprimerti la nostra ammirazione, vorremmo anche porti una domanda che pensiamo sia importante: cosa pensi di fare con tutti quei soldi? "Di recente hai anche comprato una casa nella Città Eterna, cosa che suggerisce un tuo legame con il popolo italiano. Confidiamo quindi che tu voglia anche riprendere i contatti con noi, che abbiamo lavorato per te fedelmente al minimo sindacale.
"Registi come George Lucas per "Guerre Stellari" e Peter Jackson per "Il Signore degli Anelli" hanno dato gratifiche per diversi milioni di dollari. Non vogliamo sembrare venali, Mel, ma non avevi soci con cui dividere i profitti o diritti da pagare, per questo film. Sappiamo che la produzione del "Signore degli Anelli", ha dovuto staccare assegni da 100 milioni di dollari a Saul Zaentz e Harvey Weinstein, che avevano i diritti sul libro di Tolkien. Ti ricordiamo che né il protagonista del tuo film, né i suoi eredi sono nei paraggi per chiederti altrettanto.
"Parliamoci chiaro, Mel: Sentiamo di meritarci una fetta della torta. Anche perché non ci sono registi che fanno a gara per scritturare Hristo Naumov Shopov dopo averlo visto come Ponzio Pilato, o Luca de Dominicis malgrado la sua ottima interpretazione di Erode. E lo stesso Jim Caviezel, ha certo avuto molta stampa per il suo Gesù, ma in fondo anche lui parla poco, e in aramaico per giunta.
"Pensaci Mel. Nessuno in passato era mai riuscito a fare dei Vangeli una macchina da soldi. Da sola, questa impresa, porta con sé una responsabilità ecumenica. Al contrario della maggioranza dei critici noi crediamo davvero che la tua intenzione fosse quella di diffondere fratellanza, non odio. Ora è venuto il momento di mettere il portafoglio dove hai messo il tuo cuore.
"Insomma, Mel, considera la possibilità di darci una gratifica. Mettere in scena tutte quelle torture non è stato facile. C'era sangue sulle nostre mani. Sarebbe ora di sostituirlo con dei soldi."
Dagospia 25 Marzo 2004
"Dai tuoi fedelissimi cast e troupe in Italia", scrive scherzando Bart, prendendo la parte dei molti professionisti che avranno certo lavorato al minimo sindacale o poco più, pur di partecipare al lavoro auto-finanziato dalla star hollywoodiana.
"Condividere la ricchezza" è il soggetto di questa missiva, e il contenuto è ovvio e si può sintetizzare così: "visto che il film ti ha fatto guadagnare centinaia di milioni di dollari e siamo solo all'inizio, pensa a chi ti ha permesso la sua realizzazione gratificandoli con un'adeguata ricompensa".
Ma quando Bart si immedesima nella preghiera della troupe italiana (che per chi non l'avesse capito non è coinvolta nell'iniziativa!), la lettera si fa molto divertente:
"Caro Mel,
"Mentre non manchiamo di esprimerti la nostra ammirazione, vorremmo anche porti una domanda che pensiamo sia importante: cosa pensi di fare con tutti quei soldi? "Di recente hai anche comprato una casa nella Città Eterna, cosa che suggerisce un tuo legame con il popolo italiano. Confidiamo quindi che tu voglia anche riprendere i contatti con noi, che abbiamo lavorato per te fedelmente al minimo sindacale.
"Registi come George Lucas per "Guerre Stellari" e Peter Jackson per "Il Signore degli Anelli" hanno dato gratifiche per diversi milioni di dollari. Non vogliamo sembrare venali, Mel, ma non avevi soci con cui dividere i profitti o diritti da pagare, per questo film. Sappiamo che la produzione del "Signore degli Anelli", ha dovuto staccare assegni da 100 milioni di dollari a Saul Zaentz e Harvey Weinstein, che avevano i diritti sul libro di Tolkien. Ti ricordiamo che né il protagonista del tuo film, né i suoi eredi sono nei paraggi per chiederti altrettanto.
"Parliamoci chiaro, Mel: Sentiamo di meritarci una fetta della torta. Anche perché non ci sono registi che fanno a gara per scritturare Hristo Naumov Shopov dopo averlo visto come Ponzio Pilato, o Luca de Dominicis malgrado la sua ottima interpretazione di Erode. E lo stesso Jim Caviezel, ha certo avuto molta stampa per il suo Gesù, ma in fondo anche lui parla poco, e in aramaico per giunta.
"Pensaci Mel. Nessuno in passato era mai riuscito a fare dei Vangeli una macchina da soldi. Da sola, questa impresa, porta con sé una responsabilità ecumenica. Al contrario della maggioranza dei critici noi crediamo davvero che la tua intenzione fosse quella di diffondere fratellanza, non odio. Ora è venuto il momento di mettere il portafoglio dove hai messo il tuo cuore.
"Insomma, Mel, considera la possibilità di darci una gratifica. Mettere in scena tutte quelle torture non è stato facile. C'era sangue sulle nostre mani. Sarebbe ora di sostituirlo con dei soldi."
Dagospia 25 Marzo 2004