RASSEGNATI STAMPA - CAPELLO BIANCO PER NARCISI BABBIONI - BAGNOLI, UN «SITO DI TRASFERENZA» VERSO LA "MUNNEZZA" - IL GRAN PIGNOLO FA LE PULCI AD OLGHINA.
1 - FINI TINTI
Natalia Aspesi per La Repubblica
E se anche Fini si tingesse i capelli? La stessa insinuazione di alto valore politico era stata fatta per Prodi, che offeso, aveva categoricamente smentito. Smentirà anche il vice premier la cui bella e composta pettinatura si è improvvisamente opacizzata?
I severi uomini di potere che tanto tengono all´immagine giovanilististica, dovrebbero notare che attualmente i capelli grigi stanno tornando di gran moda: basta vedere con quanto fascino due nostri attori, Placido e Bentivoglio, esibiscono una bella testa argentata nei loro film in uscita ("L´odore del sangue", "L´amore ritorna").
Esibiscono anche il corpo nudo, (Placido continuamente) con civetteria di pre e post cinquantenni che probabilmente si sottopongono a strenui sacrifici fisici per conservare il ventre piatto e il didietro sodo, e tengono a mostrare i frutti della loro fatica. Si teme un´invasione estiva di narcisi di mezza età molto svestiti e non così ben conservati. Né si vorrebbe che avvicinandosi le elezioni, i nostri politici disposti a tutto, dopo essere diventati malinconicamente canterini pur di mostrarsi alla grande audience di Sanremo, decidano, oltre che a mummificarsi con tinture e lifting, anche a denudarsi in qualche reality show tipo "La Talpa".
2 - COPPA MUNNEZZA
Massimo Gramellini per La Stampa
Napoli, la sede scartata della Coppa America, ospita dall'altra notte quaranta camionate di rifiuti solidi senza fissa dimora, scaricate a luci spente come fossero refurtiva, affinché fraternizzino con le scorie d'amianto che risiedono in zona fin dai tempi dell'Italsider. Il quartiere di Bagnoli è uno dei tanti emblemi del declino italiano e ne indica con chiarezza il responsabile principale: la mediocrità tragicomica delle classi dirigenti. Era uno degli scorci di mare più belli di Napoli, quindi del mondo. Poi intervenne la politica, con il suo contorno di tribuni retorici e sociologi presuntuosi, e invece degli stabilimenti balneari si costruirono quelli siderurgici, che non portarono ricchezza ma tumori.
Ora che finalmente ci si è decisi ad assecondare la natura, i fondi stanziati per estirpare i cascami tossici non arrivano e i progetti di riconversione turistica, già mortificati dalla decisione svizzera di puntare le vele su Valencia, si piegano alla scelta irridente di usare il futuro paradiso come una discarica, sia pure provvisoria: aggettivo che da noi ha il respiro dell'eternità.
Il sindaco Iervolino ha detto ai cittadini in trincea di non preoccuparsi: per i rifiuti Bagnoli è solo «un sito di trasferenza». Non ne saremmo così sicuri. Mentre è certo che, dopo questa pubblicità-progresso, lo diventerà per i potenziali turisti. Un «sito di trasferenza» verso altre sponde del Mediterraneo, meno incantevoli ma amministrate con più decenza.
3 - IL GRAN PIGNOLO FA LE PULCI AD OLGHINA
Mauro della Porta Raffo per Il Foglio
Venerdì 19 marzo, Olghina di Robilant, in un noto sito di pettegolezzi via web, si occupa di Nicole Kidman e del suo supposto nuovo amore, il banchiere Jacob Rotschild. Nel testo, leggiamo che i due si sono conosciuti "a una festa organizzata da Fiona Fox, moglie del produttore Robert Fox che produsse il film 'The hours' (quello in cui Nicole Kidman e Tom Cruise si concedono noiosissime e interminabili scene d'amore)". Per il vero, e per la storia del cinema, il film citato, come ognun sa, non vede fra gli interpreti Tom Cruise. Di tutta evidenza, di Robilant confonde "The Hours" - che, fra l'altro, va scritto con la acca maiuscola - con "Eyes Wide Shut", del grande Stanley Kubrick.
Robert Fox, comunque, non ha prodotto da solo la pellicola nella quale la Kidman impersonava magnificamente Virginia Woolf. Con lui, anche Scott Rudin. A proposito di "Eyes Wide Shut", va segnalato che, navigando su Internet (laddove gli errori e le imprecisioni sui più diversi argomenti sono milioni), si trovano moltissime schede e recensioni nelle quali si afferma che la sceneggiatura del film si deve anche ad Arthur Schnitzler, autore del bel racconto dal quale l'opera è tratta. Fa piacere scoprire che a decenni di distanza dalla propria dipartita (lo scrittore austriaco è morto il 21 ottobre 1931) si può tranquillamente lavorare alla stesura di una sceneggiatura.
Il Venerdì di Repubblica in edicola il 12 marzo, ricordando il grande Nereo Rocco, propone un'interessante intervista, a firma Antonio Dipollina, a Gianni Mura. In un riquadro, si legge: "Quelli che inventarono 'Quelli che. '. Dalla comicità di Rocco alle invenzioni di Beppe Viola. Giornalista sportivo Rai e umorista, coniò con Enzo Iannacci il detto 'Quelli che. '". Ora, come tutti (ma proprio tutti) sanno, l'espressione di cui si parla non è affatto farina del sacco del compianto Beppe Viola o di Enzo Iannacci visto che risale addirittura al 1931, quando né l'uno né l'altro erano ancora nati. Il primo a usarla fu, appunto nel 1931, Jacques Prévert nel testo "Tentativo di descrizione d'un banchetto a Parigi (Francia)" che inizia e si conclude con una lunghissima serie di "Quelli che.": "Ceux qui pieusement. Ceux qui copieusement. Ceux qui tricolorent.
Ceux qui inaugurent. Ceux qui croient.
Ceux qui croient croire. " eccetera eccetera eccetera.
Dagospia 26 Marzo 2004
Natalia Aspesi per La Repubblica
E se anche Fini si tingesse i capelli? La stessa insinuazione di alto valore politico era stata fatta per Prodi, che offeso, aveva categoricamente smentito. Smentirà anche il vice premier la cui bella e composta pettinatura si è improvvisamente opacizzata?
I severi uomini di potere che tanto tengono all´immagine giovanilististica, dovrebbero notare che attualmente i capelli grigi stanno tornando di gran moda: basta vedere con quanto fascino due nostri attori, Placido e Bentivoglio, esibiscono una bella testa argentata nei loro film in uscita ("L´odore del sangue", "L´amore ritorna").
Esibiscono anche il corpo nudo, (Placido continuamente) con civetteria di pre e post cinquantenni che probabilmente si sottopongono a strenui sacrifici fisici per conservare il ventre piatto e il didietro sodo, e tengono a mostrare i frutti della loro fatica. Si teme un´invasione estiva di narcisi di mezza età molto svestiti e non così ben conservati. Né si vorrebbe che avvicinandosi le elezioni, i nostri politici disposti a tutto, dopo essere diventati malinconicamente canterini pur di mostrarsi alla grande audience di Sanremo, decidano, oltre che a mummificarsi con tinture e lifting, anche a denudarsi in qualche reality show tipo "La Talpa".
2 - COPPA MUNNEZZA
Massimo Gramellini per La Stampa
Napoli, la sede scartata della Coppa America, ospita dall'altra notte quaranta camionate di rifiuti solidi senza fissa dimora, scaricate a luci spente come fossero refurtiva, affinché fraternizzino con le scorie d'amianto che risiedono in zona fin dai tempi dell'Italsider. Il quartiere di Bagnoli è uno dei tanti emblemi del declino italiano e ne indica con chiarezza il responsabile principale: la mediocrità tragicomica delle classi dirigenti. Era uno degli scorci di mare più belli di Napoli, quindi del mondo. Poi intervenne la politica, con il suo contorno di tribuni retorici e sociologi presuntuosi, e invece degli stabilimenti balneari si costruirono quelli siderurgici, che non portarono ricchezza ma tumori.
Ora che finalmente ci si è decisi ad assecondare la natura, i fondi stanziati per estirpare i cascami tossici non arrivano e i progetti di riconversione turistica, già mortificati dalla decisione svizzera di puntare le vele su Valencia, si piegano alla scelta irridente di usare il futuro paradiso come una discarica, sia pure provvisoria: aggettivo che da noi ha il respiro dell'eternità.
Il sindaco Iervolino ha detto ai cittadini in trincea di non preoccuparsi: per i rifiuti Bagnoli è solo «un sito di trasferenza». Non ne saremmo così sicuri. Mentre è certo che, dopo questa pubblicità-progresso, lo diventerà per i potenziali turisti. Un «sito di trasferenza» verso altre sponde del Mediterraneo, meno incantevoli ma amministrate con più decenza.
3 - IL GRAN PIGNOLO FA LE PULCI AD OLGHINA
Mauro della Porta Raffo per Il Foglio
Venerdì 19 marzo, Olghina di Robilant, in un noto sito di pettegolezzi via web, si occupa di Nicole Kidman e del suo supposto nuovo amore, il banchiere Jacob Rotschild. Nel testo, leggiamo che i due si sono conosciuti "a una festa organizzata da Fiona Fox, moglie del produttore Robert Fox che produsse il film 'The hours' (quello in cui Nicole Kidman e Tom Cruise si concedono noiosissime e interminabili scene d'amore)". Per il vero, e per la storia del cinema, il film citato, come ognun sa, non vede fra gli interpreti Tom Cruise. Di tutta evidenza, di Robilant confonde "The Hours" - che, fra l'altro, va scritto con la acca maiuscola - con "Eyes Wide Shut", del grande Stanley Kubrick.
Robert Fox, comunque, non ha prodotto da solo la pellicola nella quale la Kidman impersonava magnificamente Virginia Woolf. Con lui, anche Scott Rudin. A proposito di "Eyes Wide Shut", va segnalato che, navigando su Internet (laddove gli errori e le imprecisioni sui più diversi argomenti sono milioni), si trovano moltissime schede e recensioni nelle quali si afferma che la sceneggiatura del film si deve anche ad Arthur Schnitzler, autore del bel racconto dal quale l'opera è tratta. Fa piacere scoprire che a decenni di distanza dalla propria dipartita (lo scrittore austriaco è morto il 21 ottobre 1931) si può tranquillamente lavorare alla stesura di una sceneggiatura.
Il Venerdì di Repubblica in edicola il 12 marzo, ricordando il grande Nereo Rocco, propone un'interessante intervista, a firma Antonio Dipollina, a Gianni Mura. In un riquadro, si legge: "Quelli che inventarono 'Quelli che. '. Dalla comicità di Rocco alle invenzioni di Beppe Viola. Giornalista sportivo Rai e umorista, coniò con Enzo Iannacci il detto 'Quelli che. '". Ora, come tutti (ma proprio tutti) sanno, l'espressione di cui si parla non è affatto farina del sacco del compianto Beppe Viola o di Enzo Iannacci visto che risale addirittura al 1931, quando né l'uno né l'altro erano ancora nati. Il primo a usarla fu, appunto nel 1931, Jacques Prévert nel testo "Tentativo di descrizione d'un banchetto a Parigi (Francia)" che inizia e si conclude con una lunghissima serie di "Quelli che.": "Ceux qui pieusement. Ceux qui copieusement. Ceux qui tricolorent.
Ceux qui inaugurent. Ceux qui croient.
Ceux qui croient croire. " eccetera eccetera eccetera.
Dagospia 26 Marzo 2004