FORZA NANDA - LETTERA A CIAMPI: "GENTILE SIGNOR PRESIDENTE, CI PERMETTIAMO DI INDICARLE IL NOME DI FERNANDA PIVANO PER LA CARICA DI SENATRICE A VITA."



Riceviamo e pubblichiamo:

LETTERA AL PRESIDENTE CIAMPI


Gentile Signor Presidente,

approfittiamo un poco del prezioso tempo che lei, con passione ed equilibrio, dedica alla difesa dei valori costituzionali come al rilancio internazionale della nostra economia, per sottoporle una questione che ci sta molto a cuore.

Siamo un gruppo di ammiratori, sostenitori e amici di Fernanda Pivano e, proprio per questo, con sincera quanto partigiana sollecitudine, ci permettiamo di indicarle il suo nome per la carica di senatrice a vita.

La Pivano è scrittrice, giornalista, traduttrice di rilievo internazionale. Ed è, soprattutto, l'instancabile promoter culturale che, dal dopoguerra a oggi, ha contribuito in maniera determinante alla diffusione in Italia e in Europa della grande letteratura americana: da Hemingway a Fitzgerald, dagli autori della Beat Generation ai giovani narratori degli ultimi decenni. «Grazie Nanda» le ha scritto, in italiano, Jay McInerney sulle pagine del New Yorker, sottolineando il ruolo e il prestigio, culturale e umano, che le sono riconosciuti nel mondo.



A noi Fernanda ha insegnato ad amare questi autori, e insieme con loro l'America e i valori di libertà, giustizia e verità che essa rappresenta. E ci ha trasmesso quello che spesso la scuola trascura di insegnare: che leggere è piacere e divertimento, oltre che un modo per scoprire, attraverso il pensiero di altri, ciò che spesso non si riesce a vedere in se stessi.

Proprio in questi giorni è stata inaugurata a Treviso la mostra Voices 1957-1969 che lei,
Signor Presidente, ha voluto molto gentilmente fare oggetto di un suo
apprezzamento in un telegramma inviato alla Fondazione Benetton. Se vedesse l'emozione che suscita, soprattutto nei giovani, tutto questo materiale: Ungaretti che legge Ginsberg alla libreria Guida di Napoli nel 1966; oppure una delle telefonate della Pivano con Hemingway nel 1956, lei a Milano lui a Cuba, che tra l'altro sottolinea come allora una chiamata intercontinentale fosse un vero e proprio evento. Oppure, ancora, il materiale interattivo: si tocca lo schermo di un computer in cui appare una pagina dattiloscritta e si ascoltano le voci di Ginsberg e della Pivano alle prese con la scelta delle parole per la traduzione.

E tante, tante ore di registrazioni ed emozioni che ci immergono nell'immenso lavoro della Pivano, che da allora, con i suoi amici autori, ha professato concetti di poesia e non violenza assolutamente straordinari, con la passione, l'acutezza e l'ottimismo di chi crede che parole e idee possano ancora cambiare il mondo.

Siamo convinti che in tempi di logorio della parola e impoverimento linguistico -sintomi di una filosofia del fare superficiale a discapito del pensare e del progettare- la sua presenza in Senato potrebbe rappresentare, oltre che un riconoscimento a quasi sessanta anni di impegno e lavoro, un gesto simbolico e al tempo stesso concreto a favore della cultura come dialogo universale e pacifico tra i popoli.

Nel ringraziarla fin d'ora di quanto vorrà cortesemente fare per accogliere la nostra istanza, le esprimiamo i più vivi sentimenti di profonda gratitudine e alta considerazione.



Dagospia 18 Giugno 2004