IL VERO VOLPONE E' CESARE ROMITI
INCASSA MOLTO DENARO, RESTA LEADER DEL PATTO E ORA VUOLE
CONVINCERE/COSTRINGERE LE BANCHE AD ENTRARE IN IMPREGILO.
GALATERI MONTEZEMOLATO: "L'ULTIMO CHE GLI PARLA LO CONVINCE"

John Law per Economy, in edicola domani


"Ci hanno provato, ma gli è andata male, e adesso fanno finta di niente": la battuta, feroce, è di uno dei grandi soci di Mediobanca. I destinatari sono i nuovi «lorsignori», un gruppo di soggetti riconducibili al pluripresidentissimo Luca di Montezemolo (Fiat, Confindustria, Ferrari, anche la Fiera di Bologna...).

Il tentativo respinto sarebbe stato quello di Banca Intesa, Pirelli e Italmobiliare di incrementare sensibilmente l'influenza su Rcs- Corriere della sera. Rilevando non solo le azioni ex Romiti/Gemina di loro spettanza pro quota in base alla composizione del patto di sindacato, ma anche l'inoptato, circa il 3,5% che verrà lasciato sul tavolo da Fiat, Lucchini, Bertazzoni ed Edison. «La poltrona di Rcs è ancora calda dei magnanimi lombi di Cesare Romiti e già, come nella favola del re Travicello, le rane dello stagno litigano in piena anarchia» chiosa un amico del presidente uscente.

GALATERI NON VUOLE L'INOPTATO.
Ma andiamo con ordine. Il 21 giugno nella riunione del patto di sindacato Rcs MediaGroup che dà il via libera al sontuoso accordo con Romiti per la cessione del suo 8% Mediobanca è rappresentata al massimo livello: il presidente Gabriele Galateri di Genola. Uomo mite e incline alla mediazione, dice che Mediobanca dovrà acquistare la quota di sua competenza delle azioni Gemina ma non partecipare al riparto dell'inoptato.

Aggiunge subito, però, di non avere i poteri per decidere e che la decisione verrà presa dal consiglio di amministrazione. Dove però, cinque giorni dopo, il suo orientamento viene ribaltato con biasimo dai grandi soci, capitanati da Cesare Geronzi, i quali decidono che Mediobanca dovrà acquistare anche la sua parte di inoptato. Galateri incassa e i tre soci di Rcs sollevati dall'incombenza fanno buon viso: due, forse - Pirelli e Pesenti, azionisti anche di Mediobanca - più sinceri del terzo, Intesa, che a Piazzetta Cuccia non siede.

DUE IPOTESI PER UN RIBALTONE.
Sull'imprevisto ribaltone, le interpretazioni divergono. Pirelli e Pesenti vestono una livrea cerchiobottista, mentre il vertice di Intesa è di stretta identità ulivista. Bazoli tenta il blitz pro Prodi per contare di più sul Corriere con l'appoggio di Galateri ma viene stoppato da Geronzi e dagli altri soci filoberlusconiani di Mediobanca?



C'è anche un'altra chiave di lettura, forse più vera. Mediobanca è per Capitalia e Unicredit il veicolo per influenzare Rcs, dove Intesa è invece presente direttamente. Un ridimensionamento di Mediobanca in Rcs non poteva insomma far piacere né a Geronzi né a Profumo. Inoltre, la nomina di Galateri, operata per «non decidere», sta mostrando le sue controindicazioni, prima fra tutte l'indecisione.

«È una persona influenzabile, l'ultimo che gli parla lo convince» afferma con affettuosa ferocia uno dei suoi elettori. «Se poi a parlargli è l'amico Montezemolo, lo convince d'ufficio» aggiunge. E così dietro l'offerta/ richiesta fatta da Galateri a Intesa, Pirelli e Pesenti di rilevare da soli l'inoptato Rcs ci sarebbe più un giro lobbistico torinese che una connection politica.

Dietro le quinte, continua a muoversi il vero vincitore del match, l'immarcescibile Cesare Romiti. Strapagato per la cessione Rcs, sta per compiere il suo capolavoro convincendo-costringendo le banche creditrici della sua Impregilo a convertire il megabond di prossima scadenza diventando socie e sanando la posizione debitoria del gruppo Gemina.

Non pago, Romiti - che ha ottenuto di restare con l'1% nel patto Rcs - continuerà a fungervi da leader ideologico e garante politico. Ad esempio garantendo che, sia pur con tempi diversi per ragioni tecniche anti Opa, i nuovi soci Rcs che attendono di entrare nel patto (il polista Ligresti e gli ulivisti Della Valle e Merloni) siano accolti a braccia aperte.



Dagospia 01 Luglio 2004