NON C'E' PACE PER PIPPO - DOPO LA RAI, LICENZIATO ANCHE DA KATIA? BAUDO SAREBBE AD UN PASSO DALLA SEPARAZIONE DALLA RICCIARELLI - DOPO ALBANO & ROMINA, UN ALTRO DURISSIMO COLPO AL CUORE D'ITALIA.

Tommaso Strambi per il Quotidiano Nazionale (Il Giorno, La Nazione, Resto del Carlino)


Non c'è pace per Pippo Baudo. Ma questa volta la Rai non c'entra. Il conduttore nazional-popolare sarebbe ad un passo dalla separazioneda Katia Ricciarelli.

Tanto che, nei giorni scorsi, il celebre soprano, dopo una burrascosa lite con il marito, avrebbe addirittura traslocato dalla casa romana, portandosi dietro tutti i suoi effetti personali per rifugiarsi prima nella natia Rovigo, e poi in Calabria dove l'aspettano alcuni impegni di lavoro. Mentre Pippo si troverebbe nella villa in Sardegna in compagnia della figlia.

Che tra i due non ci fosse più l'armonia di un tempo qualcuno aveva cominciato a sospettarlo già qualche mese fa, ma nessuno immaginava che ciò avrebbe potuto portare alla rottura della loro storia d'amore.

Invece, secondo alcuni amici di Spoleto, dove la Ricciarelli ha vissuto per una ventina d'anni nella villa-castello di Sant'Orsola, «Pippo e Katia, ormai, sono ai ferri corti».

Nella cittadina umbra si segue con molta trepidazione l'evolversi di una situazione definita «molto grave», «difficilmente ricomponibile» senza peraltro che si conoscano i motivi del dissidio. Sul quale nelle ultime settimane, molto probabilmente, hanno pesato anche le tensioni provocate dal licenziamento di Baudo dalla Rai. Una vicenda che ha fatto particolarmente soffrire Pippo, che considera l'azienda di viale Mazzini la sua seconda casa.



Intanto, nel pieno di questa nuova bufera, Baudo trova la solidarietà di Mina, che sul settimanale Vanity Fair si è schierata dalla sua parte. «È la parola licenziamento che è turpe - scrive Mina -. Lui è sempre stato addirittura sentimentale nelle sue espressioni di amore e di attaccamento alla 'ditta' e per criticare la Raiona, secondo me e secondo cinquanta milioni di italiani, i suoi buoni motivi deve averli avuti».

E poi, secondo l'artista, Pippo lo si conosce da così tanti anni da essere sicuri di non ricevere sorprese.
«Dall'altra parte, invece - prosegue la sua riflessione Mina -, c'è l'Ente: con facce sconosciute che non facciamo in tempo a imparare a causa del vorticoso avvicendamento politico che pochissimo c'entra con lo spettacolo».

Per cui «in un mondo in cui chi si intende di un argomento non può gestirlo, ma deve renderne conto a chi, per definizione, non deve intendersene - insiste Mina -, le fratture sono inevitabili ».

Parole che, ovviamente, hanno fatto molto piacere a Baudo. «Ringrazio Mina per quanto scrive - commenta -. Mi piace il suo pensiero sgombro da ogni contaminazione e convenienza politica. Dal momento che le sue apparizioni, anche scritte, sono molto rare, il fatto che abbia preso carta e penna e affrontato la mia vicenda testimonia il grado di amicizia nei miei confronti, ma anche una grande sensibilità: l'aver capito che la situazione non solo del mondo dello spettacolo, ma anche della gestione culturale del Paese in genere è molto grave».

Quella sensibilità che, invece, Pippo non sembra aver trovato tra le mura domestiche.


Dagospia 12 Agosto 2004