"PANORAMA" CON VISTA - DA MENTANA A MINOLI, DA ANNA LA ROSA A MANCA, RITORNA IL GIORNALISMO AL GAROFANO - ROMITI ABBANDONA LA CORSA PER WIND - CASINI AL PROFUMO DI MIELE - ESPRESSO RINGRAZIA CALTA.
1 - ROMITI ABBANDONA LA CORSA PER WIND
Cesare Romiti esce dalla corsa per Wind (che Enel mette in vendita), abbandonando la cordata che insieme a capitali italiani vede il coinvolgimento dell'uomo d'affari egiziano Naguib Sawiris, fortissimo nel settore della telefonia, del francese Philippe Nguyen, che ha coinvolto la Cassa Depositi e Prestiti parigina, e il finanziere americano Wilbur Ross. Coinvolto in prima persona nel salvataggio dell'Impregilo, guidata dal figlio Piergiorgio, Romiti ha capito che occorrono tempo e denaro in abbondanza per gestire un'offerta da 6 miliardi di euro (cui se ne aggiungono 7 di debito Wind), e ha comunicato ad Alessandro Benedetti, il professionista che con lo studio legale Dewey Ballantine gestisce la cordata, che cuore e portafoglio lo spingono da un'altra parte.
2 - PICCOLI CRAXI PER GRANDI FIRME
Una volta vicini a Bettino Craxi, ora per un giorno con il figlio Bobo e Gianni De Michelis. Tutti i bei nomi del giornalismo che ruotava attorno al Garofano sono stati chiamati a raccolta dal Nuovo Psi al convegno sui nuovi scenari della comunicazione che si terrà alla Camera (Sala delle Colonne) l'8 marzo. Da Giovanni Minoli ad Enrico Manca ed Enrico Mentana, da Anna La Rosa a Giuliana Del Bufalo e Piero Vigorelli, il parterre, messo insieme dalla responsabile comunicazione del Nuovo Psi Gabriella Cims, darà suggerimenti sulle nuove frontiere del digitale. Parteciperà il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Paolo Bonaiuti, pure lui un tempo vicino al Psi. Ma ci saranno anche presenze non socialiste come il ministro delle comunicazioni Maurizio Gasparri e l'ex direttore di Rai due Carlo Freccero. (P.S.)
3 - ESPRESSO RINGRAZIA E PUNTA SU ATHESIS
Francesco Gaetano Caltagirone non lo sa, ma comprando il Gazzettino ha fatto un piacere a Carlo De Benedetti e Carlo Caracciolo. Infatti, prima della sua irruzione sulla scena veneziana, Gilberto Benetton stava trattando con i vertici del gruppo Athesis (Arena di Verona, Giornale di Vicenza, Bresciaoggi) per aggregare il Gazzettino con gli altri giornali veneti. Ora Benetton si è ritirato dalla difficile trattativa, fatta con i presidenti degli industriali di Vicenza e Verona, Massimo Calearo e Alessandro Niello (le due associazioni di Confindustria hanno il 58 per cento di Athesis). E così il gruppo l'Espresso ha potuto reinserirsi nel gioco, presentando un'offerta per tutta Athesis che qualcuno ha definito «irrifiutabile».
4 - CASINI AL PROFUMO DI MIELE
Lo spirito con il quale è arrivato a Bologna lo ha chiarito lui stesso all'ingresso del teatro comunale. «La mia presenza qui è un grande segno di amicizia», ha sottolineato Pier Ferdinando Casini poco prima di stringere la mano al padrone di casa, Alessandro Profumo, amministratore delegato di Unicredit. In effetti, di questi tempi, non sono molti i convegni che possono vantare una relazione di chiusura del presidente della Camera. Dopo aver ascoltato gli interventi dell'ex ministro dell'industria Enrico Letta e di Adolfo Urso, viceministro per il Commercio estero, Casini ha avuto parole al miele verso Profumo e l'istituto di piazza Cordusio per la sua politica di espansione nell'est Europa. Infine, per uscire dalla «stucchevole disputa tra ottimisti e pessimisti», Casini ha invitato a guardare proprio al rapporto di Unicredit: «una iniziativa che va nella direzione giusta».
Dagospia 03 Marzo 2005
Cesare Romiti esce dalla corsa per Wind (che Enel mette in vendita), abbandonando la cordata che insieme a capitali italiani vede il coinvolgimento dell'uomo d'affari egiziano Naguib Sawiris, fortissimo nel settore della telefonia, del francese Philippe Nguyen, che ha coinvolto la Cassa Depositi e Prestiti parigina, e il finanziere americano Wilbur Ross. Coinvolto in prima persona nel salvataggio dell'Impregilo, guidata dal figlio Piergiorgio, Romiti ha capito che occorrono tempo e denaro in abbondanza per gestire un'offerta da 6 miliardi di euro (cui se ne aggiungono 7 di debito Wind), e ha comunicato ad Alessandro Benedetti, il professionista che con lo studio legale Dewey Ballantine gestisce la cordata, che cuore e portafoglio lo spingono da un'altra parte.
2 - PICCOLI CRAXI PER GRANDI FIRME
Una volta vicini a Bettino Craxi, ora per un giorno con il figlio Bobo e Gianni De Michelis. Tutti i bei nomi del giornalismo che ruotava attorno al Garofano sono stati chiamati a raccolta dal Nuovo Psi al convegno sui nuovi scenari della comunicazione che si terrà alla Camera (Sala delle Colonne) l'8 marzo. Da Giovanni Minoli ad Enrico Manca ed Enrico Mentana, da Anna La Rosa a Giuliana Del Bufalo e Piero Vigorelli, il parterre, messo insieme dalla responsabile comunicazione del Nuovo Psi Gabriella Cims, darà suggerimenti sulle nuove frontiere del digitale. Parteciperà il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Paolo Bonaiuti, pure lui un tempo vicino al Psi. Ma ci saranno anche presenze non socialiste come il ministro delle comunicazioni Maurizio Gasparri e l'ex direttore di Rai due Carlo Freccero. (P.S.)
3 - ESPRESSO RINGRAZIA E PUNTA SU ATHESIS
Francesco Gaetano Caltagirone non lo sa, ma comprando il Gazzettino ha fatto un piacere a Carlo De Benedetti e Carlo Caracciolo. Infatti, prima della sua irruzione sulla scena veneziana, Gilberto Benetton stava trattando con i vertici del gruppo Athesis (Arena di Verona, Giornale di Vicenza, Bresciaoggi) per aggregare il Gazzettino con gli altri giornali veneti. Ora Benetton si è ritirato dalla difficile trattativa, fatta con i presidenti degli industriali di Vicenza e Verona, Massimo Calearo e Alessandro Niello (le due associazioni di Confindustria hanno il 58 per cento di Athesis). E così il gruppo l'Espresso ha potuto reinserirsi nel gioco, presentando un'offerta per tutta Athesis che qualcuno ha definito «irrifiutabile».
4 - CASINI AL PROFUMO DI MIELE
Lo spirito con il quale è arrivato a Bologna lo ha chiarito lui stesso all'ingresso del teatro comunale. «La mia presenza qui è un grande segno di amicizia», ha sottolineato Pier Ferdinando Casini poco prima di stringere la mano al padrone di casa, Alessandro Profumo, amministratore delegato di Unicredit. In effetti, di questi tempi, non sono molti i convegni che possono vantare una relazione di chiusura del presidente della Camera. Dopo aver ascoltato gli interventi dell'ex ministro dell'industria Enrico Letta e di Adolfo Urso, viceministro per il Commercio estero, Casini ha avuto parole al miele verso Profumo e l'istituto di piazza Cordusio per la sua politica di espansione nell'est Europa. Infine, per uscire dalla «stucchevole disputa tra ottimisti e pessimisti», Casini ha invitato a guardare proprio al rapporto di Unicredit: «una iniziativa che va nella direzione giusta».
Dagospia 03 Marzo 2005