"GRANDE PUNTO, ZERO CASSA?" - L'ULTIMO SHOW DI LUCHINO DI MONTEPARIOLI
SIRCANA SALVA-PRODI (DA RICKY LEVI) - TRENI DI ZECCHE ALLA STAZIONE PARASSITI
AUCHI CHI? IL CUGINO DI SADDAM TELEFONA WIND - GIANNI LETTA A PALAZZO KOCH
SIRCANA SALVA-PRODI (DA RICKY LEVI) - TRENI DI ZECCHE ALLA STAZIONE PARASSITI
AUCHI CHI? IL CUGINO DI SADDAM TELEFONA WIND - GIANNI LETTA A PALAZZO KOCH
1 - "GRANDE PUNTO, ZERO CASSA?"
Il più elegante è stato quel gran signore di Franzo Grande Stevens che quando li ha visti ha tirato giù il finestrino e con le mani leggermente rovinate dal fruscìo delle sue parcelle ha preso il volantino e l'ha messo in tasca. Gli operai della Fiat che son rimasti fuori dal PalaVela di Torino, quasi piangevano per la gioia. Eh, sì, perché - come spiega "La Stampa" ("la busiarda" per i torinesi), i due leader sindacali Pezzotta (in odore di Senato) e Angeletti (sotto tutela di Larizza) manco si sono accorti del gruppone di sfigati con lo striscione "Grande Punto, zero cassa?". Poi alla festa di Famiglia dal tono molto provinciale, sono arrivati tutti i cloni di Gianni Agnelli (Susanna, Maria Sole, Jaki-Jaki, Lapo-Lapo), i 110 camerieri, la solitaria Christillin, l'emaciato Chiamparino e mezza-sola Barrichello. Ah, dimenticavamo, c'era anche Luchino di Montezemolo, il vero show-man della serata.
2 - TRENI DI ZECCHE ALLA STAZIONE PARASSITI
Non c'era Roberto Testore alla kermesse Fiat di ieri sera per la presentazione della nuova Punto. L'amministratore delegato di Trenitalia è alle prese con un gravissimo problema che lo terrà occupato oggi pomeriggio in un vertice al ministero dei Trasporti con il sottosegretario Tassone. Oggetto della riunione sono le zecche, gli animaletti fastidiosi che a migliaia hanno morsicato i passeggeri dell'Intercity Reggio Calabria-Torino. Le denunce dei testimoni sono tali da infastidire non poco l'elegante manager delle Ferrovie. Si parla di polvere, capelli sparsi, sudiciume, urina animale, e di zecche, fetenti parassiti portatori di batteri. L'ex-uomo Fiat dovrà andare presto a Torino dove con un fascicolo aperto lo aspetta il tremendo Guariniello.
3 - PASCALE FOUNDATION
Doveva tenersi oggi pomeriggio la prima riunione indetta da don Vito Gamberale per un progetto che gli sta molto a cuore, ma è stata rinviata di una settimana. Il manager di Autostrade ha diramato una manciata di inviti "riservati" agli uomini che sono stati più vicini a Ernesto Pascale, l'ex-capo della Stet deceduto a metà di giugno. L'idea di Gamberale e di Michele Tedeschi, che all'inizio di agosto ha scritto un ritratto di Pascale per il "Sole 24 Ore", è di creare una Fondazione intitolata allo scomparso. L'invito è stato esteso a Tronchetti Provera che ha designato a rappresentarlo il suo collaboratore Giancarlo Rocco di Torrepadula.
4 - SIRCANA SALVA-PRODI
Due cuori, un solo leader. Tra pochi giorni Silvio Sircana e Ricky Levi dovranno convivere nelle stanze di piazza SS. Apostoli dove si trova il quartier generale di Romano Prodi. Non sarà facile. La strana coppia è fatta da due uomini con storie, temperamenti e ambizioni molto diverse. Ricky Levi è un ex-giornalista che viaggia verso i 60 anni, si piace molto (due matrimoni, 5 figli), usa toni arroganti e a Bruxelles si è convinto di essere un gran politico. Non ha problemi di soldi (i suoi interessi arrivano in Sudamerica), ha voglia di potere (la sua ambizione è diventare il Gianni Letta del prossimo governo) e dal modo con cui alcuni ex-ministri gli leccano la poltrona dà l'impressione (sbagliata) di essere l'estensore della lista dell'esecutivo-Prodi. Di tutt'altra pasta è Silvio Sircana, il "pierre" delle Ferrovie che ha superato da poco i 50 anni e ha vissuto sulla pelle il primo successo di Prodi nel '95. Magro come un Fassino, pallido e appiccicato alle sigarette, Sircana potrebbe essere scambiato per l'ultimo esemplare di una classe operaia in estinzione. Il potere gli scivola addosso e il lavoro è un faticoso divertimento. Prodi gli ha promesso di farlo portavoce a Palazzo Chigi. Per adesso deve mettere un po' di ordine nella comunicazione, sorreggere il povero Rodolfo Brancoli, valorizzare il pullman giallo, tenere a bada le smanie di Ricky Levi, e la "banda" dei bolognesi che di Roma non capiscono un cazzo.
5 - IL GENERALE CUSTER-FAZIO NELLA VALLATA DI LITTLE BIG KOCH
La storia rivisitata. "Il generale Custer vide gli indiani arrivare da tutte le parti nella vallata di Little Big Koch. Era il momento di dare loro una lezione severa (così gli intimava la coscienza). Fece un segnale al trombettiere De Mattia, un uomo disciplinato e volenteroso, poco amato dai soldati. Il tenente Frasca e i sottotenenti Clementi e Castaldi, rimasero perplessi e si guardarono intorno, la vallata era piena di nemici. "Trombettiere!", ordinò il generale Custer, mentre le pallottole fischiavano vicino alle orecchie, "tornate indietro al galoppo, raggiungete il senatore Grillo, gli economisti Brunetta, Vaciago, Baldassarri, il cardinal Re e Pippo Corigliano, svegliate Desario, e fate rinsavire Cossiga!". "Signorsì!", rispose il trombettiere De Mattia. Girò il cavallo indietro per scappare verso sinistra. E Custer rimase solo".
6 - LUCHINO PROVVISORIO
Sono almeno tre mesi che Dagospia scrive sulla volontà di Enrico Salza di mandare a casa il presidente della Fiat, Luchino di Montezemolo. Adesso arriva dalle colonne del Messaggero la conferma che Luca-Luca ha terminato la sua missione. Con una strana precisazione: quello di Salza sarebbe praticamente l'ultimo assenso a una disponibilità (a licenziare Luca) già conclusa dagli altri banchieri del convertendo. L'ultimo?, mettiamo il punto, anzi un Grande Punto al posto giusto perché in realtà le cose stanno in modo un po' diverso. Enrico Salza e il S.Paolo (nel quale Franzo Stevens è presidente della Fondazione), sono stati i primi, non gli ultimi, a sollevare il problema e a considerare la prestazione di Luca "provvisoria". Va detto inoltre che lo stesso Luca (al quale non difetta la voglia di presidenze) ha sempre considerato quello della Fiat "un sacrificio chiesto dalla Famiglia Agnelli, al quale non potevo sottrarmi". Punto, Grande Punto. A capo.
7 - AUCHI CHI? IL CUGINO DI SADDAM TELEFONA WIND
L'ombra di Saddam appare dietro i telefonini di Wind e la misteriosa scalata del faraone egiziano Al Sawiris. Accanto al magnate che è spuntato dal cilindro di Berlusconi e di Paoletto Scaroni e minaccia sfracelli nel management, spunta la figura di un supermiliardario iracheno con nazionalità inglese di nome Auchi (attenzione: Auchi, non Auci che è il petalo delicato e profumato della Fiat). Costui, già arrestato a Londra per uno scandalo petrolifero, sarebbe uno dei forti finanziatori di Al Sawiris che ha un fottuto bisogno di rastrellare 9.3 miliardi di euro per completare l'acquisizione di Wind. Su il "Foglio" appare un ritratto ben informato dell'iracheno Auchi, cugino di Saddam e sotto osservazione dagli Usa che cercano di capire se nella vittoria per la rete telefonica dell'Iraq c'è stato un giro di bustarelle.
8 - GIANNI LETTA A PALAZZO KOCH
(Apcom) - Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta si è recato nella tarda mattinata di oggi a palazzo Koch per un incontro con il Governatore. Un incontro che sarebbe stato abbastanza breve: Letta, a quanto si apprende, si sarebbe intrattenuto con Antonio Fazio per circa mezz'ora.
Dagospia 06 Settembre 2005
Il più elegante è stato quel gran signore di Franzo Grande Stevens che quando li ha visti ha tirato giù il finestrino e con le mani leggermente rovinate dal fruscìo delle sue parcelle ha preso il volantino e l'ha messo in tasca. Gli operai della Fiat che son rimasti fuori dal PalaVela di Torino, quasi piangevano per la gioia. Eh, sì, perché - come spiega "La Stampa" ("la busiarda" per i torinesi), i due leader sindacali Pezzotta (in odore di Senato) e Angeletti (sotto tutela di Larizza) manco si sono accorti del gruppone di sfigati con lo striscione "Grande Punto, zero cassa?". Poi alla festa di Famiglia dal tono molto provinciale, sono arrivati tutti i cloni di Gianni Agnelli (Susanna, Maria Sole, Jaki-Jaki, Lapo-Lapo), i 110 camerieri, la solitaria Christillin, l'emaciato Chiamparino e mezza-sola Barrichello. Ah, dimenticavamo, c'era anche Luchino di Montezemolo, il vero show-man della serata.
2 - TRENI DI ZECCHE ALLA STAZIONE PARASSITI
Non c'era Roberto Testore alla kermesse Fiat di ieri sera per la presentazione della nuova Punto. L'amministratore delegato di Trenitalia è alle prese con un gravissimo problema che lo terrà occupato oggi pomeriggio in un vertice al ministero dei Trasporti con il sottosegretario Tassone. Oggetto della riunione sono le zecche, gli animaletti fastidiosi che a migliaia hanno morsicato i passeggeri dell'Intercity Reggio Calabria-Torino. Le denunce dei testimoni sono tali da infastidire non poco l'elegante manager delle Ferrovie. Si parla di polvere, capelli sparsi, sudiciume, urina animale, e di zecche, fetenti parassiti portatori di batteri. L'ex-uomo Fiat dovrà andare presto a Torino dove con un fascicolo aperto lo aspetta il tremendo Guariniello.
3 - PASCALE FOUNDATION
Doveva tenersi oggi pomeriggio la prima riunione indetta da don Vito Gamberale per un progetto che gli sta molto a cuore, ma è stata rinviata di una settimana. Il manager di Autostrade ha diramato una manciata di inviti "riservati" agli uomini che sono stati più vicini a Ernesto Pascale, l'ex-capo della Stet deceduto a metà di giugno. L'idea di Gamberale e di Michele Tedeschi, che all'inizio di agosto ha scritto un ritratto di Pascale per il "Sole 24 Ore", è di creare una Fondazione intitolata allo scomparso. L'invito è stato esteso a Tronchetti Provera che ha designato a rappresentarlo il suo collaboratore Giancarlo Rocco di Torrepadula.
4 - SIRCANA SALVA-PRODI
Due cuori, un solo leader. Tra pochi giorni Silvio Sircana e Ricky Levi dovranno convivere nelle stanze di piazza SS. Apostoli dove si trova il quartier generale di Romano Prodi. Non sarà facile. La strana coppia è fatta da due uomini con storie, temperamenti e ambizioni molto diverse. Ricky Levi è un ex-giornalista che viaggia verso i 60 anni, si piace molto (due matrimoni, 5 figli), usa toni arroganti e a Bruxelles si è convinto di essere un gran politico. Non ha problemi di soldi (i suoi interessi arrivano in Sudamerica), ha voglia di potere (la sua ambizione è diventare il Gianni Letta del prossimo governo) e dal modo con cui alcuni ex-ministri gli leccano la poltrona dà l'impressione (sbagliata) di essere l'estensore della lista dell'esecutivo-Prodi. Di tutt'altra pasta è Silvio Sircana, il "pierre" delle Ferrovie che ha superato da poco i 50 anni e ha vissuto sulla pelle il primo successo di Prodi nel '95. Magro come un Fassino, pallido e appiccicato alle sigarette, Sircana potrebbe essere scambiato per l'ultimo esemplare di una classe operaia in estinzione. Il potere gli scivola addosso e il lavoro è un faticoso divertimento. Prodi gli ha promesso di farlo portavoce a Palazzo Chigi. Per adesso deve mettere un po' di ordine nella comunicazione, sorreggere il povero Rodolfo Brancoli, valorizzare il pullman giallo, tenere a bada le smanie di Ricky Levi, e la "banda" dei bolognesi che di Roma non capiscono un cazzo.
5 - IL GENERALE CUSTER-FAZIO NELLA VALLATA DI LITTLE BIG KOCH
La storia rivisitata. "Il generale Custer vide gli indiani arrivare da tutte le parti nella vallata di Little Big Koch. Era il momento di dare loro una lezione severa (così gli intimava la coscienza). Fece un segnale al trombettiere De Mattia, un uomo disciplinato e volenteroso, poco amato dai soldati. Il tenente Frasca e i sottotenenti Clementi e Castaldi, rimasero perplessi e si guardarono intorno, la vallata era piena di nemici. "Trombettiere!", ordinò il generale Custer, mentre le pallottole fischiavano vicino alle orecchie, "tornate indietro al galoppo, raggiungete il senatore Grillo, gli economisti Brunetta, Vaciago, Baldassarri, il cardinal Re e Pippo Corigliano, svegliate Desario, e fate rinsavire Cossiga!". "Signorsì!", rispose il trombettiere De Mattia. Girò il cavallo indietro per scappare verso sinistra. E Custer rimase solo".
6 - LUCHINO PROVVISORIO
Sono almeno tre mesi che Dagospia scrive sulla volontà di Enrico Salza di mandare a casa il presidente della Fiat, Luchino di Montezemolo. Adesso arriva dalle colonne del Messaggero la conferma che Luca-Luca ha terminato la sua missione. Con una strana precisazione: quello di Salza sarebbe praticamente l'ultimo assenso a una disponibilità (a licenziare Luca) già conclusa dagli altri banchieri del convertendo. L'ultimo?, mettiamo il punto, anzi un Grande Punto al posto giusto perché in realtà le cose stanno in modo un po' diverso. Enrico Salza e il S.Paolo (nel quale Franzo Stevens è presidente della Fondazione), sono stati i primi, non gli ultimi, a sollevare il problema e a considerare la prestazione di Luca "provvisoria". Va detto inoltre che lo stesso Luca (al quale non difetta la voglia di presidenze) ha sempre considerato quello della Fiat "un sacrificio chiesto dalla Famiglia Agnelli, al quale non potevo sottrarmi". Punto, Grande Punto. A capo.
7 - AUCHI CHI? IL CUGINO DI SADDAM TELEFONA WIND
L'ombra di Saddam appare dietro i telefonini di Wind e la misteriosa scalata del faraone egiziano Al Sawiris. Accanto al magnate che è spuntato dal cilindro di Berlusconi e di Paoletto Scaroni e minaccia sfracelli nel management, spunta la figura di un supermiliardario iracheno con nazionalità inglese di nome Auchi (attenzione: Auchi, non Auci che è il petalo delicato e profumato della Fiat). Costui, già arrestato a Londra per uno scandalo petrolifero, sarebbe uno dei forti finanziatori di Al Sawiris che ha un fottuto bisogno di rastrellare 9.3 miliardi di euro per completare l'acquisizione di Wind. Su il "Foglio" appare un ritratto ben informato dell'iracheno Auchi, cugino di Saddam e sotto osservazione dagli Usa che cercano di capire se nella vittoria per la rete telefonica dell'Iraq c'è stato un giro di bustarelle.
8 - GIANNI LETTA A PALAZZO KOCH
(Apcom) - Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta si è recato nella tarda mattinata di oggi a palazzo Koch per un incontro con il Governatore. Un incontro che sarebbe stato abbastanza breve: Letta, a quanto si apprende, si sarebbe intrattenuto con Antonio Fazio per circa mezz'ora.
Dagospia 06 Settembre 2005