MAI DIRE RAI - LA MONA CONSIGLIA: "CERCATE L'AMORE? FATE IL DIRETTORE GENERALE DELLA RAI" - E NELLA MEMORIA SVOLAZZANO GLI AULICI PRECEDENTI: LA PASSIONE ZACCARIA-GUERRITORE... (CE N'E' ANCHE PER PETRUCCIOLI).
A conclusione di un'intervista a "Domenica In", quella birba di Simona Ventura ha confessato a Mara Venier che vorrebbe fare "il sabato sera di Ballandi" prima di passare dall'altra parte della telecamera, più come dirigente che come autore. "Potrei fare il direttore generale della Rai, così magari trovo l'amore...". Un riferimento che ci porta subito a un articolo di Antonella Amendola pubblicato da "Oggi".
L'AFFAIRE FERILLI-CATTANEO: ALLA FINE NESSUNO SMENTISCE
Antonella Amendola per "Oggi"
L'uomo è cacciatore, si sa, ma quando si accomoda sulla poltrona al vertice dell'azienda mediatica specchio del Paése, finisce infilzato. Al cuore. Gli amori Rai sono una sindrome imperscrutabile ma ineluttabile, come l'aviaria. Colpiscono trasversalmente, in maniera democratica, a destra e a sinistra. Incastrano pensosi giuristi dalle tempie bianche e manager dalla zazzera scura, tennisti della domenica e sciatori dal fiato lungo. Ma, soprattutto, provocano faide, vendette subliminali e interrogazioni parlamentari a dir poco meschine.
La Ferilli ha appena finito di dire, con evidente compiacimento, che «sì, Cattaneo è un bel ragazzo» (Striscia la notizia, 2 novembre) che già in Rai si cominciano a far le bucce all'ex direttore generale. «Per pubblicizzare il trittico dell'attrice romana schierò persino gli autobus», ci dicono, rancorosi, riferendosi ai cartelloni pubblicitari dei tre film "Angela, Matilde, Lucia" da poco mandati in onda sulla tv. «Non era mai successo, mai si era fatto un battage così sfacciato e costoso per un prodotto a ben vedere atipico.
Zingaretti, col suo Montalbano, avrà avuto un decimo di quello che ha avuto la Ferilli ed è Zingaretti. Non parliamo di Banfi e di Proietti, trattati come fanalini di coda». Montano le critiche contro l'ex direttore generale e col senno di poi bisogna andare a rileggersi l'exploit anti Ferillí dell'onorevole Francesca Martini. «Basta, della Ferilli non ne posso più», si sfogò a settembre la bellicosa parlamentare leghista. «Dopo essersi proposta come disastrosa icona della campagna referendaria per la fecondazione assistita, dopo essersi fatta fotografare a braccetto con Piero Fassino alle feste dell'Unità, ora ci angustia con un eccesso di presenze anche sulla Tv di Stato».
«Settembre, è tempo di migrare...», cantava il poeta e la sfuriata della Lega, un tempo primo sponsor politico di Cattaneo, sembrò a chi sta dentro alle segrete cose di mamma Rai una rampogna al manager che stava migrando verso altri approdi politici. Gli amori Rai si librano da fotine, ine-ine, rubate, s'ingrassano di smentite e trionfano in un applauso corale perché gli italiani, a destra e a sinistra, fanno il tifo per chi può esibire al fianco una sventola e poco solidarizzano con le mogli che soffrono con dignità.
Monica Guerritore, già signora Lavia, e il costituzionalista Roberto Zaccaria, molto stimato da Prodi, furono beccati per le strade dell'Aquila nel novembre 2001 come due teen-ager in libera uscita. Arrivò subito un'interrogazione parlamentare di due deputati di An, Michele Bonatesta e Giuseppe Menardi, per monitorare il lavoro dell'attrice e i suoi contratti con viale Mazzini. «Sono l'attrice notoriamente meno presente in Rai», si difese, sdegnata, l'interessata.
Una lunga sequela di gossip su Zaccaria, che avrebbe posato i suoi sguardi su altre chiome rosse, prima di rimanere abbacinato dalla fulva Guerritore, condì la storia che raggiunse il suo acme emotivo quando la moglie di lui, Barbara, in un'intervista raccontò quanto fosse stato penoso inseguire un marito facile alle distrazioni e lanciò il suo grido accorato: «Monica, spero che tu non soffra come me».
Gabriele Lavia, al contrario, si lasciò sfuggire uno striminzito «non me ne importa niente». La coppia, non più segreta, assaporò la prestigiosa vetrina per poco perché Zaccaria fu scalzato dal Polo e i portieri di viale Mazzini ricordano l'ultimo giorno di mandato, con la Guerritore venuta a prenderlo al volante di una utilitaria e lui che diceva bye bye in maniche di camicia.
Terza coppia, superchiacchierata, Flavio Cattaneo e Sabrina Ferilli. Dopo il weekend parigino dell'ex direttore generale, oggi amministratore delegato di Terna, documentato da questo giornale, non abbiamo ricevuto né smentite né querele da parte dei diretti interessati. Sabrina è stata laconica e criptica di fronte alle telecamere mentre riceveva il Tapiro di Striscia: «Le storie d'amore sono una cosa seria e importante e non si può parlare di una storia d'amore tra due persone che si conoscono!».
Parole così generiche che vogliono dire tutto e il contrario di tutto. In compenso i telefoni romani sono entrati in fibrillazione. Dopo il nostro scoop l'attrice avrebbe chiamato al telefono l'ex marito Andrea Perone, fresco di separazione consensuale, per negare, indignata, e, ciliegina sulla torta, criticare gli stivaletti bianchi che Sara Varone, nuova compagna dell'imprenditore, indossa con piacere.
Sarà vero? La scena madre e il pettegolezzo? L'utile e il futile? Va a sapere. Se ne dicono tante. Secondo i bene informati Andrea in questi giorni si sente sollevato, quasi riabilitato e ha il suo bel daffare nello smentire le voci che lo accreditano presto papà. È ferita, invece, chiusa in se stessa, ma determinata a salvare il suo matrimonio, dopo un'estate di tribolazioni, la moglie di Cattaneo, Cristina, una donna speciale, intelligente, devota e fascinosa, capace di annichilire una diva.
Come andrà a finire? A viale Mazzini si accettano scommesse e si cominciano a puntare i riflettori sul nuovo presidente Claudio Petruccioli, con le sue giacche british e le sue credenziali che vanno bene a destra e a sinistra. A conti fatti dovrebbe aver già dato. Non somiglia al misterioso politico protagonista del romanzo "Antigone e l'onorevole", scritto da Paola Pitagora?
Dagospia 14 Novembre 2005
L'AFFAIRE FERILLI-CATTANEO: ALLA FINE NESSUNO SMENTISCE
Antonella Amendola per "Oggi"
L'uomo è cacciatore, si sa, ma quando si accomoda sulla poltrona al vertice dell'azienda mediatica specchio del Paése, finisce infilzato. Al cuore. Gli amori Rai sono una sindrome imperscrutabile ma ineluttabile, come l'aviaria. Colpiscono trasversalmente, in maniera democratica, a destra e a sinistra. Incastrano pensosi giuristi dalle tempie bianche e manager dalla zazzera scura, tennisti della domenica e sciatori dal fiato lungo. Ma, soprattutto, provocano faide, vendette subliminali e interrogazioni parlamentari a dir poco meschine.
La Ferilli ha appena finito di dire, con evidente compiacimento, che «sì, Cattaneo è un bel ragazzo» (Striscia la notizia, 2 novembre) che già in Rai si cominciano a far le bucce all'ex direttore generale. «Per pubblicizzare il trittico dell'attrice romana schierò persino gli autobus», ci dicono, rancorosi, riferendosi ai cartelloni pubblicitari dei tre film "Angela, Matilde, Lucia" da poco mandati in onda sulla tv. «Non era mai successo, mai si era fatto un battage così sfacciato e costoso per un prodotto a ben vedere atipico.
Zingaretti, col suo Montalbano, avrà avuto un decimo di quello che ha avuto la Ferilli ed è Zingaretti. Non parliamo di Banfi e di Proietti, trattati come fanalini di coda». Montano le critiche contro l'ex direttore generale e col senno di poi bisogna andare a rileggersi l'exploit anti Ferillí dell'onorevole Francesca Martini. «Basta, della Ferilli non ne posso più», si sfogò a settembre la bellicosa parlamentare leghista. «Dopo essersi proposta come disastrosa icona della campagna referendaria per la fecondazione assistita, dopo essersi fatta fotografare a braccetto con Piero Fassino alle feste dell'Unità, ora ci angustia con un eccesso di presenze anche sulla Tv di Stato».
«Settembre, è tempo di migrare...», cantava il poeta e la sfuriata della Lega, un tempo primo sponsor politico di Cattaneo, sembrò a chi sta dentro alle segrete cose di mamma Rai una rampogna al manager che stava migrando verso altri approdi politici. Gli amori Rai si librano da fotine, ine-ine, rubate, s'ingrassano di smentite e trionfano in un applauso corale perché gli italiani, a destra e a sinistra, fanno il tifo per chi può esibire al fianco una sventola e poco solidarizzano con le mogli che soffrono con dignità.
Monica Guerritore, già signora Lavia, e il costituzionalista Roberto Zaccaria, molto stimato da Prodi, furono beccati per le strade dell'Aquila nel novembre 2001 come due teen-ager in libera uscita. Arrivò subito un'interrogazione parlamentare di due deputati di An, Michele Bonatesta e Giuseppe Menardi, per monitorare il lavoro dell'attrice e i suoi contratti con viale Mazzini. «Sono l'attrice notoriamente meno presente in Rai», si difese, sdegnata, l'interessata.
Una lunga sequela di gossip su Zaccaria, che avrebbe posato i suoi sguardi su altre chiome rosse, prima di rimanere abbacinato dalla fulva Guerritore, condì la storia che raggiunse il suo acme emotivo quando la moglie di lui, Barbara, in un'intervista raccontò quanto fosse stato penoso inseguire un marito facile alle distrazioni e lanciò il suo grido accorato: «Monica, spero che tu non soffra come me».
Gabriele Lavia, al contrario, si lasciò sfuggire uno striminzito «non me ne importa niente». La coppia, non più segreta, assaporò la prestigiosa vetrina per poco perché Zaccaria fu scalzato dal Polo e i portieri di viale Mazzini ricordano l'ultimo giorno di mandato, con la Guerritore venuta a prenderlo al volante di una utilitaria e lui che diceva bye bye in maniche di camicia.
Terza coppia, superchiacchierata, Flavio Cattaneo e Sabrina Ferilli. Dopo il weekend parigino dell'ex direttore generale, oggi amministratore delegato di Terna, documentato da questo giornale, non abbiamo ricevuto né smentite né querele da parte dei diretti interessati. Sabrina è stata laconica e criptica di fronte alle telecamere mentre riceveva il Tapiro di Striscia: «Le storie d'amore sono una cosa seria e importante e non si può parlare di una storia d'amore tra due persone che si conoscono!».
Parole così generiche che vogliono dire tutto e il contrario di tutto. In compenso i telefoni romani sono entrati in fibrillazione. Dopo il nostro scoop l'attrice avrebbe chiamato al telefono l'ex marito Andrea Perone, fresco di separazione consensuale, per negare, indignata, e, ciliegina sulla torta, criticare gli stivaletti bianchi che Sara Varone, nuova compagna dell'imprenditore, indossa con piacere.
Sarà vero? La scena madre e il pettegolezzo? L'utile e il futile? Va a sapere. Se ne dicono tante. Secondo i bene informati Andrea in questi giorni si sente sollevato, quasi riabilitato e ha il suo bel daffare nello smentire le voci che lo accreditano presto papà. È ferita, invece, chiusa in se stessa, ma determinata a salvare il suo matrimonio, dopo un'estate di tribolazioni, la moglie di Cattaneo, Cristina, una donna speciale, intelligente, devota e fascinosa, capace di annichilire una diva.
Come andrà a finire? A viale Mazzini si accettano scommesse e si cominciano a puntare i riflettori sul nuovo presidente Claudio Petruccioli, con le sue giacche british e le sue credenziali che vanno bene a destra e a sinistra. A conti fatti dovrebbe aver già dato. Non somiglia al misterioso politico protagonista del romanzo "Antigone e l'onorevole", scritto da Paola Pitagora?
Dagospia 14 Novembre 2005