IL FUTURO POLITICO DI MONTEZEMOLO - NUOVE MUNIZIONI PER TRONCHETTI (LAZARD?)
CORRUZIONE A PALAZZO KOCH - LE MIRE DI CAPITALIA - GUARGUAGLINI NELLO SPAZIO
FASSINO E VIOLANTE, DIALETTO E CASTIGO - L'"AMERICANO" SCHISANO DI GETRONICS...

1 - IL FUTURO POLITICO DI MONTEZEMOLO
Quando ha dovuto indossare la giacca questa mattina Luchino di Monteprezzemolo ha avuto un attimo di incertezza. Dentro il guardaroba ben rifornito ci sono un'infinità di vestiti e di doppiopetti, da quelli che lo identificano come presidente della Ferrari fino al gessato blu che deve mettere nelle grandi occasioni. Alla fine ha deciso per quest'ultimo perchè stamane dovrà inaugurare l'anno accademico della Luiss, l'Università di Confindustria, di cui è presidente. Tutti si aspettano che Luca-Luca faccia un discorso di alto profilo con un richiamo alla pace sociale e all'esigenza di un clima civile nella lotta politica. Ieri peraltro ha fatto due gesti significativi: ha tagliato le unghie e la lingua a Dieguito Della Valle, e ha imposto al riccioluto presidente di Federmeccanica Massimo Calearo, di riaprire di corsa il negoziato per il rinnovo dei contratti operai.

Luca-Luca va avanti sulla sua strada ed è pronto a sfidare le critiche che dentro Confindustria stanno montando dalle pattuglie dei nostalgici contro la sua gestione che dopo aver strizzato l'occhio ai sindacati e alla sinistra deve adesso sterzare per evitare che scoppi nei piedi di Berlusconi la pentola bollente dei conflitti sindacali. Ma non basta, perchè il presidente della Ferrari guarda avanti, al suo futuro politico, e cerca in tutti i modi di ritagliarsi un profilo sopra le parti anche a costo di far saltare il circuito delle amicizie storiche. Il risultato più evidente è che il club di Berlino, costituito anni fa con alcuni amici che erano andati in Germania a vedere un Gran Premio, è ormai archiviato. Di quel simpatico convivio facevano parte oltre a Luchino, Maurizio Beretta, lo scarparo Masaniello-Della Valle, Chicco Mentana e Carlo Rossella. Le ultime notizie dicono che anche i rapporti tra il direttore del Tg5 e il piccolo Masaniello marchigiano si sono notevolmente raggelati perchè dietro Rossella c'è l'ombra lunga del Cavaliere mediatico che si aggira come Citizen Kane negli studi televisivi.

2 - L'"AMERICANO" SCHISANO
Quando nel 1994 è entrato con passo sicuro e sguardo di ghiaccio nel palazzone della Magliana dove ha sede l'Alitalia, è stato subito battezzato "l'americano". Roberto Schisano, 63 anni, ingegnere elettronico che ha sostenuto in un'intervista di avere addirittura antenati del Seicento "maestri di ponti e di strade", si è fatto una fama di tagliatore di teste. Adesso la sua testa è in pericolo perchè Getronics, la multinazionale olandese dell'informatica che Schisano guida dal marzo 2003, ha deciso di chiudere i battenti in Italia. In ballo ci sono 1.700 addetti e alle spalle c'è un buco di 180 milioni di euro accumulato nel triennio 2002-04. A far precipitare la decisione degli olandesi non sono solo le perdite, ma lo slittamento di un maxi contratto con il ministero del Tesoro.
A piangere in queste ore non è solo l'americano dagli occhi di ghiaccio, ma anche il vertice della Compagnia delle Opere che aveva avviato con l'ingegnere di Napoli un intenso rapporto di collaborazione. Ai meeting di Rimini di Comunione & Confusione, Schisano che ha sempre parlato in inglese con i suoi collaboratori, è stato negli ultimi anni un ospite d'onore.

3 - NUOVE MUNIZIONI PER TRONCHETTI
Giornata durissima quella di ieri per Massimiliano Paolucci, 41 anni, l'uomo della comunicazione che deve tenere a bada l'immagine di Tronchetti Provera e della sua galassia telefonica. Quando in mattinata le agenzie hanno battuto il contenuto di un report di Deutsche Bank che tagliava le stime e il target price di Telecom, Paolucci ha capito che avrebbe dovuto sudare. Sui monitor della Borsa i titoli della galassia sono crollati e ha cominciato a circolare la voce di bilanci poco esaltanti per le aziende di Tronchetti Provera. Ma tra gli analisti si è fatta strada un'altra interpretazione meno drammatica che lascia intravedere la possibilità per il capo di Pirelli-Telecom e per i Benetton di rafforzare la loro posizione sfruttando il basso valore del titolo. A dare manforte per trovare nuove munizioni potrebbero esserci la banca Lazard e alcuni fondi americani (in particolare il fondo Donaldson, Lufkin&Genrette).



4 - LE MIRE DI CAPITALIA
Mentre Telecom scendeva in Borsa, il titolo Capitalia schizzava in alto. Era l'effetto della notizia che Abn Amro avrebbe deciso di non incrementare la quota in Capitalia dal 7,68 al 9%. In poche ore sono passate di mano 55,8 milioni di pezzi e Matteo Arpe ("artista del cambiamento" come lo ha definito enfaticamente l'"Herald Tribune") ha rilasciato dichiarazioni di grande soddisfazione per l'andamento dell'ultimo trimestre e per il programma Delta2 sui nuovi servizi bancari che rappresenta per lui la prova del fuoco.
Mentre la febbre saliva tra i giovinotti che giocano in Borsa, ha preso a girare la voce che Capitalia potrebbe essere una preda scalabile e che a via Nazionale sia già pronto un dossier sulla possibile fusione con Bnl. In questo modo si creerebbe un polo bancario romanocentrico nel quale gli olandesi rimangono azionisti pur dedicando tutta la loro attenzione al polo del centro-nord costruito con la conquista di Antonveneta. Nelle stanze della Banca d'Italia sembra però che questa ipotesi abbia scarso "fondamento tecnico". Un'eventuale fusione tra Capitalia e Bnl sarebbe semplicemente un non senso perchè c'è una sovrapposizione forte tra le attività e le reti dei due istituti. Per la Banca di Luigino Abete di lobby-continua l'unica ipotesi, in attesa delle decisioni spagnole, è di una sinergia profonda con Monte Paschi di Siena. Ma se ne riparlerà dopo le elezioni politiche e dopo aver disinnescato le polemiche di questi giorni che coinvolgono i Ds, controllori della banca toscana.

5 - GUARGUAGLINI NELLO SPAZIO
Domani il comandante supremo di Finmeccanica, Pierfrancesco Guarguaglini, volerà a Berlino per una grande cerimonia. Nella città tedesca Pierfrancesco incontrerà i ministri dei Trasporti e i capi azienda degli altri tre gruppi europei (Astrium, Alcatel, Thales) che si spartiscono la bella torta da un miliardo di euro per il programma spaziale Galileo.
Se ne parla poco in Italia (l'ultima volta è avvenuto in un convegno alla vigilia di Natale organizzato da AsasSpazio, l'associazione delle imprese spaziali), ma è sui grandi progetti europei che molte imprese italiane stanno guadagnando terreno. Il programma Galileo prevede la costruzione di quattro satelliti ed è in concorrenza con il progetto americano Gps che prevede trenta satelliti. Allo spazio Guarguaglini ci crede e la joint-venture franco-italiana Alcatel Alenia Space che procede con qualche frizione per la tradizionale arroganza dei francesi, è una carta che non vuole sprecare.

6 - CIAK, CORRUZIONE A PALAZZO KOCH
Dai sotterranei di San Vittore che ricordano i romanzi di Victor Hugo, arrivano segnali terribili. Sembra infatti che il Ragioniere di Lodi, Gianpiero Fiorani, e il suo braccio destro Gianfranco Boni, stiano cantando a squarciagola. La terapia d'urto dei giudici milanesi sta avendo effetti imprevedibili che arrivano a lambire la Banca d'Italia con ipotesi di corruzione per alcuni funzionari che sarebbero stati beneficiati dal disinvolto amico di Fazio.
La rivelazione è di "Repubblica" e porta un'ombra gravissima sull'istituto dove da ieri Mario Draghi è impegnato a ricostruire la credibilità. La Banca d'Italia è stata fondata nel 1893 da Giovanni Giolitti dopo lo scandalo della Banca Romana.
"Corruzione a Palazzo Koch" è un film che non si era mai visto.

7- FASSINO E VIOLANTE, DIALETTO E CASTIGO
Aldo Cazzullo è un giornalista che conosce molto bene il mondo torinese, ha lavorato alla "Stampa" per molti anni e alla città ha dedicato il bellissimo libro "I ragazzi di via Po". Del Piemonte conosce i protagonisti, le trattorie e il dialetto. Così oggi si esercita sul "Corriere" in un divertente articolo che prende spunto dall'uso del dialetto che Fassino e Violante hanno fatto nelle loro conversazioni con Giovanni Consorte. Lo scritto di Cazzullo è delizioso e forse si colloca nella nuova linea di Paolino Mieli di abbassare il tiro sui Ds. L'esercizio letterario parte da Vittorio Emanuele II e arriva fino allo scrittore Carlo Fruttero che ai funerali dell'amico suicida Franco Lucentini esclamò in dialetto: "ridendo e scherzando, ci siamo buttati giù dalla tromba delle scale". Spiega il giornalista che i furbetti a Torino li chiamano "i lader d'Pisa" e che Norberto Bobbio traduceva la parola understatement con "esageruma nem". Sarebbe bello se Cazzullo dedicasse un intero articolo alla parola "ciula", che nei bar di Torino e tra ultimi operai del Lingotto è sinonimo di leggerezza e di stupidità. Ingredienti che nelle telefonate dei leader Ds sono stati spesi a piene mani.


Dagospia 18 Gennaio 2006