ALE' MANNO È RITARDANTE, FINI È PRAECOX (E HA TROMBATO I "COLONNELLI")
FESTA DA UN MILIONE DI EURO DEL CANDIDATO AN ALLA CARICA DI SINDACO DI ROMA
IL SEGRETO DELLA VITTORIA DI GIANFRY: SONO UN TIPO PERBENE ANZICHÉ PER-BENITO
FESTA DA UN MILIONE DI EURO DEL CANDIDATO AN ALLA CARICA DI SINDACO DI ROMA
IL SEGRETO DELLA VITTORIA DI GIANFRY: SONO UN TIPO PERBENE ANZICHÉ PER-BENITO
Foto di Umberto Pizzi da Zagarolo
Dov'è Alemanno? Chi l'ha visto? Lo sguardo di Fini va alla ricerca del festeggiato e ovviamente sa benissimo di non trovarlo. La fama di ritardante che aureola il candidato di Alleanza Nazionale alla carica di sindaco di Roma è celeberrima. Forse solo Valeriona Marini riesce a batterlo. La parola puntualità non esiste nel suo vocabolario. A una delle prime cene romane (Hotel Ambasciatori) in onore del neo ambasciatore americano Ronald Spogli il posto a tavola di Ale' Manno rimase desolatamente vuoto per mezz'ora.
L'Agi racconta così la serata: "Alla cena del comitato elettorale per Alemanno sindaco di Roma sono stati raccolti un milione di euro per la campagna elettorale del ministro. Alla cena, organizzata all'hotel Cavalieri Hilton di Roma, sono stati venduti 100 tavoli a 10mila euro l'uno.
Gli invitati, oltre 1.000, tra cui c'erano il ministro degli esteri Gianfranco Fini, il ministro della Sanità Francesco Storace e gli onorevoli Maurizio Gasparri, Teodoro Bontempo, Learco Saporito, Antonio Mazzocchi e Cesare Cursi, erano soprattutto imprenditori (Santoboni, Carpignoli) e liberi professionisti romani (Principato). Il ministro delle attività agricole Gianni Alemanno si è detto molto soddisfatto della riuscita organizzativa della serata".
Sarà pure contento Little Gianni ma va detto che - rispetto alle adunate oceaniche che sa mettere in piedi Veltroni - la serata era ben poca cosa. Soprattutto a livello imprenditoriale; che poi sono coloro che aprono il portafogli. Eppoi, un convivio di Alleanza Nazionale senza la presenza variopinta di Donna Assunta Almirante, lascia perplessi.
Nel salone dell'Hilton si vede di tutto: "Er Pecora", al secolo (scorso) Teodoro Buontempo che si fa immortalare nei pressi di un tavolo dove troneggia il numero 33, il comunicatore Alessandro Casali con la moglie Alessandra, Corrado Pesci e signora, l'avvocato e senatore Giuseppe Consolo con moglie Romanoff, l'ex pallonaro laziale Vincenzo D'Amico, oltre alle consorti dei parlamentari di An (a cominciare dall'editrice Lia Cursi, moglie di Cesare).
Sul Messaggero, nella cronaca romana, si legge: "All'appello non potevano mancare consiglieri comunali e regionali, amici e funzionari di partito". Come Cirielli, Benedetti Valentini, Angelilli, Saporito, Consolo, Arrighi, Rositani, Tofani. Già, Guglielmo Rositani, a lungo componente del collegio sindacale della Rai.
E' da notare che proprio il quotidiano di Francesco Gaetano Caltagirone riporta un curioso commento, alla fine dell'articolo: "E' opinione comune che risorse, programma e passione politica in questa lunga campagna elettorale, in cui conta vincere ma è importante anche il risultato personale, faranno la differenza."
Al termine dei brindisi, quello che doveva essere l'intronizzazione di Alemanno, si è risolta nel trionfo di Fini. Dopo le intercettazioni gossipare della Caffetteria, Gianfry era dato per sepolto vivo. Invece, ha tirato fuori gli attributi e ha sistemato per le feste i "colonnelli" chiacchieroni, quindi ha messo a tacere le correnti ribelli, ed è oggi il leader indiscusso del partito, dimostrando a tutti di essere un tipo perbene anziché per-Benito.
Dagospia 13 Febbraio 2006
Dov'è Alemanno? Chi l'ha visto? Lo sguardo di Fini va alla ricerca del festeggiato e ovviamente sa benissimo di non trovarlo. La fama di ritardante che aureola il candidato di Alleanza Nazionale alla carica di sindaco di Roma è celeberrima. Forse solo Valeriona Marini riesce a batterlo. La parola puntualità non esiste nel suo vocabolario. A una delle prime cene romane (Hotel Ambasciatori) in onore del neo ambasciatore americano Ronald Spogli il posto a tavola di Ale' Manno rimase desolatamente vuoto per mezz'ora.
L'Agi racconta così la serata: "Alla cena del comitato elettorale per Alemanno sindaco di Roma sono stati raccolti un milione di euro per la campagna elettorale del ministro. Alla cena, organizzata all'hotel Cavalieri Hilton di Roma, sono stati venduti 100 tavoli a 10mila euro l'uno.
Gli invitati, oltre 1.000, tra cui c'erano il ministro degli esteri Gianfranco Fini, il ministro della Sanità Francesco Storace e gli onorevoli Maurizio Gasparri, Teodoro Bontempo, Learco Saporito, Antonio Mazzocchi e Cesare Cursi, erano soprattutto imprenditori (Santoboni, Carpignoli) e liberi professionisti romani (Principato). Il ministro delle attività agricole Gianni Alemanno si è detto molto soddisfatto della riuscita organizzativa della serata".
Sarà pure contento Little Gianni ma va detto che - rispetto alle adunate oceaniche che sa mettere in piedi Veltroni - la serata era ben poca cosa. Soprattutto a livello imprenditoriale; che poi sono coloro che aprono il portafogli. Eppoi, un convivio di Alleanza Nazionale senza la presenza variopinta di Donna Assunta Almirante, lascia perplessi.
Nel salone dell'Hilton si vede di tutto: "Er Pecora", al secolo (scorso) Teodoro Buontempo che si fa immortalare nei pressi di un tavolo dove troneggia il numero 33, il comunicatore Alessandro Casali con la moglie Alessandra, Corrado Pesci e signora, l'avvocato e senatore Giuseppe Consolo con moglie Romanoff, l'ex pallonaro laziale Vincenzo D'Amico, oltre alle consorti dei parlamentari di An (a cominciare dall'editrice Lia Cursi, moglie di Cesare).
Sul Messaggero, nella cronaca romana, si legge: "All'appello non potevano mancare consiglieri comunali e regionali, amici e funzionari di partito". Come Cirielli, Benedetti Valentini, Angelilli, Saporito, Consolo, Arrighi, Rositani, Tofani. Già, Guglielmo Rositani, a lungo componente del collegio sindacale della Rai.
E' da notare che proprio il quotidiano di Francesco Gaetano Caltagirone riporta un curioso commento, alla fine dell'articolo: "E' opinione comune che risorse, programma e passione politica in questa lunga campagna elettorale, in cui conta vincere ma è importante anche il risultato personale, faranno la differenza."
Al termine dei brindisi, quello che doveva essere l'intronizzazione di Alemanno, si è risolta nel trionfo di Fini. Dopo le intercettazioni gossipare della Caffetteria, Gianfry era dato per sepolto vivo. Invece, ha tirato fuori gli attributi e ha sistemato per le feste i "colonnelli" chiacchieroni, quindi ha messo a tacere le correnti ribelli, ed è oggi il leader indiscusso del partito, dimostrando a tutti di essere un tipo perbene anziché per-Benito.
Dagospia 13 Febbraio 2006