AL QUAEDA VS RATZINGA: CERCA SOSTEGNO PER CROCIATI - PERA: L'EUROPA DEBOLE LASCIA IL PAPA DA SOLO - CARDINI: VIAGGIO STRATEGICO PER L'ASSETTO MONDIALE - LA SCRITTRICE ANTI-OSAMA: IL VELO UN PROFILATTICO CHE IMPEDISCE DI PENSARE.
1 - PAPA IN TURCHIA: AL QAEDA, .
(Agi/Afp) - Per al Qaeda, la visita in Turchia di Benedetto XVI e' solo l'avanguardia di una nuova crociata. L'accusa e' contenuta in un comunicato diramato via internet dal portavoce dello 'Stato islamico dell'Iraq', affiliato alla rete terroristica. "Dopo il fallimento dei leader crociati in Afghanistan e in Iraq, il papa del Vaticano e' venuto in Turchia per mobilitare" un consenso alla "campagna dei crociati contro l'islam", si legge. Il pontefice, poi, secondo l'organizzazione starebbe cercando di "estinguere le fiamme dell'Islam tra i fratelli musulmani in Turchia, cosi' da tenerli nel fango dello stato laico fondato dall'ebreo (Mustafa' Kemal) Ataturk e spingerli nel grembo dell'Unione europea".
2 - IL PAPA NELLA CASA DI MARIA: "PACE PER GERUSALEMME E MONDO INTERO".
(Agi) - "Domandiamo la pace per Gerusalemme e il mondo intero". Benedetto XVI lo ha detto nella celebrazione di Efeso, nel Santuario della Casa di Maria Santissima, che, ha ricordato "sappiamo essere amata e venerata anche dai musulmani".
"Da questo lembo della Penisola anatolica, ponte naturale tra continenti - ha scandito il Papa - invochiamo pace e riconciliazione anzitutto per coloro che abitano nella Terra che chiamiamo santa, e che tale e' ritenuta sia dai cristiani, che dagli ebrei e dai musulmani: e' la terra di Abramo, di Isacco e di Giacobbe, destinata ad ospitare un popolo che diventasse benedizione per tutte le genti".
Quella del Pontefice e' stata "una speciale preghiera per la pace tra i popoli". "Pace - ha continuato - per l'intera umanita': possa presto realizzarsi la profezia di Isaia: ' forgeranno le loro spade in vomeri, le loro lance in falci; un popolo non alzera' piu' la spada contro una altro popolo, non si eserciteranno piu' nell'arte della guerra'" .
"Di questa pace universale - ha spiegato Papa Ratzinger - abbiamo tutti bisogno; di questa pace la Chiesa e' chiamata ad essere non solo annunciatrice profetica ma, piu' ancora, segno e strumento". "In questa prospettiva di universale pacificazione - ha aggiunto - piu' profondo ed intenso si fa l'anelito verso la piena comunione e concordia fra tutti i cristiani".
Il Papa ha poi sottolineato la presenza al Santuario mariano di fedeli cattolici di diversi Riti: "questo - ha osservato - e' motivo di gioia e di lode a Dio.
Tali Riti, infatti, sono espressione di quella mirabile varieta' di cui è adornata la Sposa di Cristo, purche' sappiano convergere nell'unita' e nella comune testimonianza. Esemplare a tal fine - ha concluso - deve essere l'unità tra gli Ordinari nella Conferenza Episcopale, nella comunione e nella condivisione degli sforzi pastorali".
3 - PERA: EUROPA DEBOLE E INSINCERA HA LASCIATO SOLO IL PAPA.
(Adnkronos) - ''E' una visita importante, in cui un'Europa debole e insincera ha lasciato solo il Papa, investendolo di fatto di un ruolo politico che lo stesso Ratzinger esplicitamente rifiuta in virtu' di una laicita' correttamente intesa, contrapposta al laicismo imperante, cioe' l'esclusione ideologica del ruolo pubblico della religione''. E' quanto dichiara, in un'intervista a ''L'Avvenire'', il senatore Marcello Pera, commentando il viaggio del Papa in Turchia. ''Il punto per me importante e coinvolgente - sostiene l'ex presidente del Senato - e' che la predicazione di Ratzinger si riferisce prima alla societa' che alla politica. La sua e' un'azione educativa, culturale, pastorale per portare il messaggio religioso nella coscienza civile secolarizzata. Il Papa non si rivolge come Chiesa allo Stato, bensi' come pastore ai singoli individui''.
''Personalmente - continua Pera - ritengo che il dialogo interreligioso non sia praticabile, e' possibile, invece, il dialogo interculturale, dove basta l'appello alla sola ragione umana, che e' uguale per tutti. Chiediamoci se nel mondo musulmano vi e' spazio per il Dio-logos, come accade nel cristianesimo''. Quanto all'apertura della Santa Sede all'ingresso della Turchia nell'Unione europea, l'ex presidente del Senato afferma: ''Continuo a rimanere contrario all'idea di una Turchia europea, non e' compito del Papa decidere, lo deve fare l'Europa''. E conclude: ''Benedetto XVI e' lasciato solo nel compito di tenere alti i principi fondanti dell'Occidente. Per questo la sua visita in Turchia e' interpretata, dalle stesse autorita' di Ankara, come un 'esame europeo'''.
4 - CARDINI: IL VIAGGIO DEL PAPA STRATEGICO PER L'ASSETTO MONDIALE.
(Adnkronos) - ''La Turchia e' una porta di accesso all'Asia centrale e al Medio Oriente, dove si gioca una partita cruciale per l'assetto geopolitico mondiale in trasformazione, ben oltre gli stereotipi mediatici di sedicenti scontri di civilta' o di contrapposizioni tra laicismi e fondamentalismi. E la visita del Papa riveste, in questo scenario, un ruolo strategico''. Lo afferma a ''Il Mattino'' Franco Cardini, ordinario di Storia medievale all'Universita' di Firenze.
''E' evidente che il Papa -spiega lo storico- ha un progetto nei confronti dei Paesi musulmani come il suo predecessore, 'miles pacificus' che aveva pero' un diverso carisma. E la scelta di iniziare questo progetto proprio dalla Turchia ha anche un valore simbolico di continuita', legato alla provenienza geografica dell'attentatore di Wojtyla: un ulteriore segnale di distensione''. ''L'arrivo e l'appoggio del Papa che ha un sentire fortemente europeistico, diventa fondamentale -dice ancora- per un'immagine di credibilita' internazionale, avendo il governo di Erdogan perso, con la crisi di Bush nella questione irachena, uno dei suoi principali sponsor per l'ingresso in Europa''.
5 - MANJI (SCRITTRICE MUSULMANA): IL VELO E' UN PROFILATTICO IMPEDISCE DI PENSARE.
(Adnkronos) - ''Quando frequentavo la madrassa (la scuola religiosa) a Vancouver era obbligatorio portare proprio il chador, fatto in modo che non uscisse nemmeno una ciocca. Quando lasciavo la madrassa, il sabato, il mio spirito era afflosciato, come i miei capelli, e mi sentivo come se avessi passato la giornata con un profilattico in testa che mi mettesse al riparo da qualsiasi attivita' intellettuale''. Lo afferma in un'intervista a ''Libero'' Irshad Manji, femminista musulmana scrittrice del libro ''Quando abbiamo smesso di pensare''.
Il New York Times l'ha definita ''Il peggior incubo di Osama Bin Laden'' e lei a riguardo commenta: ''Per me e' un grandissimo complimento perche' io disprezzo tutto cio' che lui rappresenta. Anzi, c'e' una cosa che posso dire di non disprezzare''. ''Ho saputo - spiega - che tutte le sue mogli sono molte istruite e alcune tengono delle lezioni all'universita', quindi lui non e' andato a scegliersi delle oche. Ma sono i suoi valori che mi trovano del tutto contraria. Lui - conclude - non offre nessun tipo di riforma e liberazione, ma solo un'ulteriore dittatura che viene dal deserto e quindi essere per lui incubo mi riempie di gioia''.
Dagospia 29 Novembre 2006
(Agi/Afp) - Per al Qaeda, la visita in Turchia di Benedetto XVI e' solo l'avanguardia di una nuova crociata. L'accusa e' contenuta in un comunicato diramato via internet dal portavoce dello 'Stato islamico dell'Iraq', affiliato alla rete terroristica. "Dopo il fallimento dei leader crociati in Afghanistan e in Iraq, il papa del Vaticano e' venuto in Turchia per mobilitare" un consenso alla "campagna dei crociati contro l'islam", si legge. Il pontefice, poi, secondo l'organizzazione starebbe cercando di "estinguere le fiamme dell'Islam tra i fratelli musulmani in Turchia, cosi' da tenerli nel fango dello stato laico fondato dall'ebreo (Mustafa' Kemal) Ataturk e spingerli nel grembo dell'Unione europea".
2 - IL PAPA NELLA CASA DI MARIA: "PACE PER GERUSALEMME E MONDO INTERO".
(Agi) - "Domandiamo la pace per Gerusalemme e il mondo intero". Benedetto XVI lo ha detto nella celebrazione di Efeso, nel Santuario della Casa di Maria Santissima, che, ha ricordato "sappiamo essere amata e venerata anche dai musulmani".
"Da questo lembo della Penisola anatolica, ponte naturale tra continenti - ha scandito il Papa - invochiamo pace e riconciliazione anzitutto per coloro che abitano nella Terra che chiamiamo santa, e che tale e' ritenuta sia dai cristiani, che dagli ebrei e dai musulmani: e' la terra di Abramo, di Isacco e di Giacobbe, destinata ad ospitare un popolo che diventasse benedizione per tutte le genti".
Quella del Pontefice e' stata "una speciale preghiera per la pace tra i popoli". "Pace - ha continuato - per l'intera umanita': possa presto realizzarsi la profezia di Isaia: ' forgeranno le loro spade in vomeri, le loro lance in falci; un popolo non alzera' piu' la spada contro una altro popolo, non si eserciteranno piu' nell'arte della guerra'" .
"Di questa pace universale - ha spiegato Papa Ratzinger - abbiamo tutti bisogno; di questa pace la Chiesa e' chiamata ad essere non solo annunciatrice profetica ma, piu' ancora, segno e strumento". "In questa prospettiva di universale pacificazione - ha aggiunto - piu' profondo ed intenso si fa l'anelito verso la piena comunione e concordia fra tutti i cristiani".
Il Papa ha poi sottolineato la presenza al Santuario mariano di fedeli cattolici di diversi Riti: "questo - ha osservato - e' motivo di gioia e di lode a Dio.
Tali Riti, infatti, sono espressione di quella mirabile varieta' di cui è adornata la Sposa di Cristo, purche' sappiano convergere nell'unita' e nella comune testimonianza. Esemplare a tal fine - ha concluso - deve essere l'unità tra gli Ordinari nella Conferenza Episcopale, nella comunione e nella condivisione degli sforzi pastorali".
3 - PERA: EUROPA DEBOLE E INSINCERA HA LASCIATO SOLO IL PAPA.
(Adnkronos) - ''E' una visita importante, in cui un'Europa debole e insincera ha lasciato solo il Papa, investendolo di fatto di un ruolo politico che lo stesso Ratzinger esplicitamente rifiuta in virtu' di una laicita' correttamente intesa, contrapposta al laicismo imperante, cioe' l'esclusione ideologica del ruolo pubblico della religione''. E' quanto dichiara, in un'intervista a ''L'Avvenire'', il senatore Marcello Pera, commentando il viaggio del Papa in Turchia. ''Il punto per me importante e coinvolgente - sostiene l'ex presidente del Senato - e' che la predicazione di Ratzinger si riferisce prima alla societa' che alla politica. La sua e' un'azione educativa, culturale, pastorale per portare il messaggio religioso nella coscienza civile secolarizzata. Il Papa non si rivolge come Chiesa allo Stato, bensi' come pastore ai singoli individui''.
''Personalmente - continua Pera - ritengo che il dialogo interreligioso non sia praticabile, e' possibile, invece, il dialogo interculturale, dove basta l'appello alla sola ragione umana, che e' uguale per tutti. Chiediamoci se nel mondo musulmano vi e' spazio per il Dio-logos, come accade nel cristianesimo''. Quanto all'apertura della Santa Sede all'ingresso della Turchia nell'Unione europea, l'ex presidente del Senato afferma: ''Continuo a rimanere contrario all'idea di una Turchia europea, non e' compito del Papa decidere, lo deve fare l'Europa''. E conclude: ''Benedetto XVI e' lasciato solo nel compito di tenere alti i principi fondanti dell'Occidente. Per questo la sua visita in Turchia e' interpretata, dalle stesse autorita' di Ankara, come un 'esame europeo'''.
4 - CARDINI: IL VIAGGIO DEL PAPA STRATEGICO PER L'ASSETTO MONDIALE.
(Adnkronos) - ''La Turchia e' una porta di accesso all'Asia centrale e al Medio Oriente, dove si gioca una partita cruciale per l'assetto geopolitico mondiale in trasformazione, ben oltre gli stereotipi mediatici di sedicenti scontri di civilta' o di contrapposizioni tra laicismi e fondamentalismi. E la visita del Papa riveste, in questo scenario, un ruolo strategico''. Lo afferma a ''Il Mattino'' Franco Cardini, ordinario di Storia medievale all'Universita' di Firenze.
''E' evidente che il Papa -spiega lo storico- ha un progetto nei confronti dei Paesi musulmani come il suo predecessore, 'miles pacificus' che aveva pero' un diverso carisma. E la scelta di iniziare questo progetto proprio dalla Turchia ha anche un valore simbolico di continuita', legato alla provenienza geografica dell'attentatore di Wojtyla: un ulteriore segnale di distensione''. ''L'arrivo e l'appoggio del Papa che ha un sentire fortemente europeistico, diventa fondamentale -dice ancora- per un'immagine di credibilita' internazionale, avendo il governo di Erdogan perso, con la crisi di Bush nella questione irachena, uno dei suoi principali sponsor per l'ingresso in Europa''.
5 - MANJI (SCRITTRICE MUSULMANA): IL VELO E' UN PROFILATTICO IMPEDISCE DI PENSARE.
(Adnkronos) - ''Quando frequentavo la madrassa (la scuola religiosa) a Vancouver era obbligatorio portare proprio il chador, fatto in modo che non uscisse nemmeno una ciocca. Quando lasciavo la madrassa, il sabato, il mio spirito era afflosciato, come i miei capelli, e mi sentivo come se avessi passato la giornata con un profilattico in testa che mi mettesse al riparo da qualsiasi attivita' intellettuale''. Lo afferma in un'intervista a ''Libero'' Irshad Manji, femminista musulmana scrittrice del libro ''Quando abbiamo smesso di pensare''.
Il New York Times l'ha definita ''Il peggior incubo di Osama Bin Laden'' e lei a riguardo commenta: ''Per me e' un grandissimo complimento perche' io disprezzo tutto cio' che lui rappresenta. Anzi, c'e' una cosa che posso dire di non disprezzare''. ''Ho saputo - spiega - che tutte le sue mogli sono molte istruite e alcune tengono delle lezioni all'universita', quindi lui non e' andato a scegliersi delle oche. Ma sono i suoi valori che mi trovano del tutto contraria. Lui - conclude - non offre nessun tipo di riforma e liberazione, ma solo un'ulteriore dittatura che viene dal deserto e quindi essere per lui incubo mi riempie di gioia''.
Dagospia 29 Novembre 2006