NEL WEEKEND DE SICA "DOPPIA" BOLDI, MA VANZINA GETTA ACQUA SUL FUOCO: "RAGAZZI CALMA, SI PARLA DI CINEMA, NON RICONTEREMO I BIGLIETTI" - L'ESORDIO DELLA A MOVIE DI ANNA FALCHI FA FLOP MA SI BECCA 716MILA EURO DALLO STATO.
1 - ANCHE NEL FINE SETTIMANA DE SICA «DOPPIA» BOLDI.
Dal "Corriere della Sera" - Anche nel fine settimana, come nella giornata del debutto, venerdì scorso, la guerra tra i due «cinepanettoni» si è risolta al botteghino con una vittoria schiacciante di "Natale a New York" con Christian De Sica, su "Olé" con Massimo Boldi. Tre milioni e 700 mila euro con 518 schermi per il primo, un milione e mezzo di euro con 401 schermi per il secondo, una media per schermo di 7.145 euro per "Natale a New York" contro una media di 3.756 per "Olé". Al terzo posto si piazza "Dejà Vù", il fanta-thriller con Denzel Washington, con una media migliore di "Olé" (4.205 euro su 251 schermi), mentre la "Commediasexi" di D'Alatri con Paolo Bonolis e Sergio Rubini si deve accontentare di un quarto posto e di una media per schermo veramente bassa per il periodo natalizio (1.902 euro su 314 schermi). Nella top ten, al sesto posto, entra anche la commedia di Ridley Scott con Russel Crowe "Un' ottima annata" e rimangono, al quinto e settimo posto, i due cartoon "Boog&Elliot a caccia di amici" e "Happy Feet". Di grande fair play il commento di Enrico Vanzina, sceneggiatore di "Olé" ai risultati: «Un bravo ad Aurelio De Laurentiis, Christian De Sica e Neri Parenti per lo strepitoso successo del loro film».
2 - NON RICONTEREMO I BIGLIETTI.
Enrico Vanzina per "Il Messaggero"
Facciamo il cinema comico. E quindi è giusto che sia così, una storia tutta da ridere. Sto parlando della buffa enfasi mediatica che sta accompagnando l'uscita dei film di Natale, con lo scontro nazional popolare tra Boldi e De Sica. Ragazzi calma, si parla di cinema, non di politica, con un gruppo di amici, in campi avversi, che si sfidano a suon di risate solo per divertire il pubblico, non per andare ad occupare dei ministeri. Invece, sembra quasi di vivere i momenti elettrici che accompagnano, nelle elezioni politiche, lo scrutinio delle schede.
Si fanno proiezioni, si danno risultati parziali, si annunciano comunicati trionfalistici delle segreterie di partito, si dibatte con fior di opinionisti il senso dei flussi dei voti. Naturalmente, come accade durante gli exit poll delle elezioni, si dicono un sacco di fregnacce. Infatti, per il momento, si tratta di dati non omogenei, sia per numero di copie (centodieci in più per De Sica), che solo a Natale si equipareranno, ma soprattutto per l'affluenza al "voto", ancora bassissima rispetto al totale dei "votanti".
Il primo comunicato, per esempio, della grande vittoria di De Sica su Boldi, riguardava il primo venerdì di una programmazione che durerà quasi un mese. Poi c'è stato un weekend che ha già modificato il distacco, a favore di Boldi. Adesso ci saranno i festivi e in quei giorni usciranno i bambini, le nonne, quelli che non vanno mai al cinema durante l'anno. Stabilire una classifica, tirando già somme finali, su un campione pari al due per cento degli spettatori che andranno al cinema nei prossimi giorni è assolutamente demenziale. Se fosse così, per esempio, dopo quattro giorni, il simpatico Bonolis, che arranca, dovrebbe ritirare le sue copie per manifesta inferiorità.
Ma per fortuna non è così. Anche lui ha fatto un buon film e alla lunga potrebbe crescere. I film hanno una loro vita che si modifica nel tempo. Non può essere fotografata con una istantanea. La vera notizia, semmai, è un'altra. De Sica e Boldi, stanno andando uno benissimo e l'altro molto bene. Pur se divisi, incassano globalmente molto di più che insieme. E questa è una bellissima notizia per il cinema italiano. Un cinema che stava annaspando e che adesso riprende fiato. I due eroi della risata popolare si sono caricati sulle spalle il peso di rilanciare l'economia del cinema nostrano. E ci stanno riuscendo alla grande. Questo è quello che sta accadendo veramente. Poi se vogliamo buttarla in caciara, diciamo pure che bisogna ricontare i biglietti.
3 - FLOP AL BOTTEGHINO «MESSAGGIO» DA 716MILA EURO.
G. D. per "Il Sole 24 Ore" - Nessun messaggio in segreteria, ma una pioggia di contributi dallo Stato. Un finanziamento di 716.000 euro è stato concesso, nel marzo 2005, dal ministero dei Beni culturali al film «Nessun messaggio in segreteria». È la prima pellicola della A. Movie Productions Spa, di cui è amministratore Sauro Falchi. È il fratello di Anna Falchi, moglie di Stefano Ricucci e attrice nel film insieme a Carlo Delle Piane e Valerio Mastandrea. Il film è stato un flop, come testimonia il bilancio 2005 della A. Movie, che rende noto il finanziamento pubblico e dichiara una perdita di 1,427 milioni, con ricavi quasi inesistenti, 86.911 euro. L'assemblea il 27 dicembre 2005 ha ridotto il capitale da due milioni a 400mila euro a copertura perdite. Fondata il 29 luglio 2003 da Ricucci, che la controllava attraverso la Bim Fiduciaria, la maggioranza di A. Movie il 20 aprile 2006 è stata trasferita a Palomina Srl, che oggi ne possiede l'80 per cento. Palomina è controllata da Anna Falchi (20%) e dalla madre, Kaotina Sisko Palomaki (80%). Il 20% di A. Movie è della E. & M. Invest Spa, appartenente all'avvocato Marcello Molè e al figlio Enrico.
Dagospia 19 Dicembre 2006
Dal "Corriere della Sera" - Anche nel fine settimana, come nella giornata del debutto, venerdì scorso, la guerra tra i due «cinepanettoni» si è risolta al botteghino con una vittoria schiacciante di "Natale a New York" con Christian De Sica, su "Olé" con Massimo Boldi. Tre milioni e 700 mila euro con 518 schermi per il primo, un milione e mezzo di euro con 401 schermi per il secondo, una media per schermo di 7.145 euro per "Natale a New York" contro una media di 3.756 per "Olé". Al terzo posto si piazza "Dejà Vù", il fanta-thriller con Denzel Washington, con una media migliore di "Olé" (4.205 euro su 251 schermi), mentre la "Commediasexi" di D'Alatri con Paolo Bonolis e Sergio Rubini si deve accontentare di un quarto posto e di una media per schermo veramente bassa per il periodo natalizio (1.902 euro su 314 schermi). Nella top ten, al sesto posto, entra anche la commedia di Ridley Scott con Russel Crowe "Un' ottima annata" e rimangono, al quinto e settimo posto, i due cartoon "Boog&Elliot a caccia di amici" e "Happy Feet". Di grande fair play il commento di Enrico Vanzina, sceneggiatore di "Olé" ai risultati: «Un bravo ad Aurelio De Laurentiis, Christian De Sica e Neri Parenti per lo strepitoso successo del loro film».
2 - NON RICONTEREMO I BIGLIETTI.
Enrico Vanzina per "Il Messaggero"
Facciamo il cinema comico. E quindi è giusto che sia così, una storia tutta da ridere. Sto parlando della buffa enfasi mediatica che sta accompagnando l'uscita dei film di Natale, con lo scontro nazional popolare tra Boldi e De Sica. Ragazzi calma, si parla di cinema, non di politica, con un gruppo di amici, in campi avversi, che si sfidano a suon di risate solo per divertire il pubblico, non per andare ad occupare dei ministeri. Invece, sembra quasi di vivere i momenti elettrici che accompagnano, nelle elezioni politiche, lo scrutinio delle schede.
Si fanno proiezioni, si danno risultati parziali, si annunciano comunicati trionfalistici delle segreterie di partito, si dibatte con fior di opinionisti il senso dei flussi dei voti. Naturalmente, come accade durante gli exit poll delle elezioni, si dicono un sacco di fregnacce. Infatti, per il momento, si tratta di dati non omogenei, sia per numero di copie (centodieci in più per De Sica), che solo a Natale si equipareranno, ma soprattutto per l'affluenza al "voto", ancora bassissima rispetto al totale dei "votanti".
Il primo comunicato, per esempio, della grande vittoria di De Sica su Boldi, riguardava il primo venerdì di una programmazione che durerà quasi un mese. Poi c'è stato un weekend che ha già modificato il distacco, a favore di Boldi. Adesso ci saranno i festivi e in quei giorni usciranno i bambini, le nonne, quelli che non vanno mai al cinema durante l'anno. Stabilire una classifica, tirando già somme finali, su un campione pari al due per cento degli spettatori che andranno al cinema nei prossimi giorni è assolutamente demenziale. Se fosse così, per esempio, dopo quattro giorni, il simpatico Bonolis, che arranca, dovrebbe ritirare le sue copie per manifesta inferiorità.
Ma per fortuna non è così. Anche lui ha fatto un buon film e alla lunga potrebbe crescere. I film hanno una loro vita che si modifica nel tempo. Non può essere fotografata con una istantanea. La vera notizia, semmai, è un'altra. De Sica e Boldi, stanno andando uno benissimo e l'altro molto bene. Pur se divisi, incassano globalmente molto di più che insieme. E questa è una bellissima notizia per il cinema italiano. Un cinema che stava annaspando e che adesso riprende fiato. I due eroi della risata popolare si sono caricati sulle spalle il peso di rilanciare l'economia del cinema nostrano. E ci stanno riuscendo alla grande. Questo è quello che sta accadendo veramente. Poi se vogliamo buttarla in caciara, diciamo pure che bisogna ricontare i biglietti.
3 - FLOP AL BOTTEGHINO «MESSAGGIO» DA 716MILA EURO.
G. D. per "Il Sole 24 Ore" - Nessun messaggio in segreteria, ma una pioggia di contributi dallo Stato. Un finanziamento di 716.000 euro è stato concesso, nel marzo 2005, dal ministero dei Beni culturali al film «Nessun messaggio in segreteria». È la prima pellicola della A. Movie Productions Spa, di cui è amministratore Sauro Falchi. È il fratello di Anna Falchi, moglie di Stefano Ricucci e attrice nel film insieme a Carlo Delle Piane e Valerio Mastandrea. Il film è stato un flop, come testimonia il bilancio 2005 della A. Movie, che rende noto il finanziamento pubblico e dichiara una perdita di 1,427 milioni, con ricavi quasi inesistenti, 86.911 euro. L'assemblea il 27 dicembre 2005 ha ridotto il capitale da due milioni a 400mila euro a copertura perdite. Fondata il 29 luglio 2003 da Ricucci, che la controllava attraverso la Bim Fiduciaria, la maggioranza di A. Movie il 20 aprile 2006 è stata trasferita a Palomina Srl, che oggi ne possiede l'80 per cento. Palomina è controllata da Anna Falchi (20%) e dalla madre, Kaotina Sisko Palomaki (80%). Il 20% di A. Movie è della E. & M. Invest Spa, appartenente all'avvocato Marcello Molè e al figlio Enrico.
Dagospia 19 Dicembre 2006