BRIGATE ROSSE (AGAIN) - TRA GLI OBIETTIVI BERLUSCONI, MEDIASET, SKY E IL PROFESSOR ICHINO, "LIBERO" ED ENI - INDAGINE PARTITA DAL RITROVAMENTO DI UNA BICICLETTA: AVEVA UNA TELECAMERA NEL FANALE - BOCCASSINI: I CAPI ERANO QUATTRO.
1 - TRA OBIETTIVI DEI TERRORISTI CASA BERLUSCONI, MEDIASET, SKY E IL PROFESSOR ICHINO.
(Adnkronos) - Ci sarebbe stata la casa di Silvio Berlusconi in via Rovani a Milano, le sedi Mediaset e l'emittente Sky tra gli obiettivi degli arrestati nell'indagine antiterrorismo eseguita oggi su ordine della Procura di Milano nel nord Italia. Tra gli obiettivi che emergono nell'ordinanza del gip milanese Guido Salvini, anche il professor Pietro Ichino.
2 - NEL MIRINO ANCHE SEDE QUOTIDIANO LIBERO ED ENI.
(Adnkronos) - Tra gli obiettivi degli arrestati oggi nell'inchiesta antiterrorismo nel nord Italia, ci sarebbero anche la sede del quotidiano fondato da Vittorio Feltri, "Libero", in Viale Maino, e la sede dell'Eni a San Donato Milanese. Stando ai piani del gruppo terroristico smantellato dalla Polizia di Stato, l'attentato al quotidiano di Feltri sarebbe dovuto avvenire nei giorni precedenti alla Pasqua.
3 - TRA OBIETTIVI EX DIRIGENTI BREDA.
(Adnkronos) - Ci sono anche ex dirigenti della Breda tra gli obiettivi dei 15 arrestati oggi nell'inchiesta antiterrorismo, scattata nel nord Italia. E' questo quanto emerge nell'ordinanza del gip Salvini, dove si legge che ad esempio nell'incontro del 7 aprile 2006, Claudio Latino e Bruno Ghirardi ''discutono di un''azione da porre in essere contro alcuni dirigenti della ex Breda, ritenuti responsabili della morte di operai per malattie collegate alla presenza in fabbrica dell'amianto, e tra essi Vito Schirone, nei cui confronti viene iniziata una embrionale attivita' d'inchiesta''.
4 - INDAGINE PARTITA DA RITROVAMENTO DI UNA BICICLETTA: AVEVA TELECAMERA NEL FANALE.
(Adnkronos) - L'indagine ha condotto all'operazione antiterrorismo di questa mattina e' partita oltre due anni fa dal ritrovamento di una bicicletta in una cantina milanese, in via Guglielmo Pepe. La bicicletta ha subito insospettito gli inquirenti perche' era assemblata in modo anomalo con una telecamera nel fanale e una trasmittente nel telaio. La bicicletta serviva per seguire i movimenti delle persone nel mirino dei terroristi.
5 - BLITZ POLIZIA: PROGETTO 'MOVIMENTISTA' ERA CELLULE RIVOLUZIONARIE IN FABBRICA
(Adnkronos) - Era la costituzione di cellule rivoluzionarie in tutte le fabbriche l'obiettivo che animava il progetto stroncato oggi dall'operazione antiterrorismo condotta dalla Polizia.Le persone arrestate dalla Polizia sarebbero militanti di una organizzazione con finalità eversive dell'ordine democratico, attestata ideologicamente sulle posizioni espresse dall'ala 'movimentista' delle Brigate Rosse, la cosiddetta ''seconda posizione'', frazione minoritaria derivante dalla scissione delle Brigate Rosse del 1984, con la conseguente suddivisione in due filoni principali: militaristi e movimentaristi.
In passato, la principale espressione militare della ''seconda posizione'' è stata rappresentata dall' Unione dei Comunisti Combattenti - UdCC, che ha rivendicato l'attentato compiuto a Roma il 21 febbraio 1986 ai anni di Antonio Da Empoli, capo del Dipartimento Economico della Presidenza del Consiglio (nel corso del quale rimane uccisa la militante Wilma Monaco) e l'omicidio, il 20 marzo 1987, del generale dell'aeronautica Licio Giorgieri.
In seguito agli arresti del maggio-giugno 1987, questa organizzazione cessò di esistere. Dopo il declino dell'UdCC si è evidenziata un'altra formazione attestata sulla II Posizione, le cui linee strategiche vengono sviluppate in un documento a firma "Nucleo per la fondazione del Partito Comunista Combattente", datato novembre '86, rinvenuto nella sua stesura integrale solo il 30 ottobre 1989, a Robassomero (Torino). Il gruppo non ha rivendicato attentati, privilegiando il "lavoro politico" : tra la fine del 1988 e l'inizio del 1989, ha poi assunto la più significativa denominazione di Cellula per la costituzione del P.C.C., diffondendo poi in forma clandestina numerose pubblicazioni teorizzanti la lotta armata.
Negli anni successivi sono stati diffusi clandestinamente tre documenti della cellula (aprile 1999, ottobre 2000 e gennaio 2002), che evidenziano l'evoluzione del progetto politico proposto, fondato sulla necessità della costituzione di un Partito Comunista caratterizzato dall'unità del politico e del militare e dalla clandestinità.
In particolare, nella teorizzazione "movimentista" c'è un riferimento al maoismo e alla "guerra popolare rivoluzionaria", assente invece nelle posizioni dell'ala militarista delle BR-PCC (Lioce-Galesi).
In altri termini, i movimentisti ipotizzano un doppio livello di attività: legale e clandestino, allo scopo di radicare il loro progetto eversivo, all'interno delle lotte sociali e dei movimenti di massa. In un passaggio da "L'Aurora", foglio clandestino del gruppo disarticolato dalla Polizia di Stato, si teorizza la costituzione di cellule rivoluzionarie in ogni fabbrica.
6 - BLITZ POLIZIA: DAL 2003 'L'AURORA' FOGLIO CLANDESTINO PROPAGANDA.
(Adnkronos) - Il foglio di propaganda rivoluzionaria 'L'Aurora - per la costruzione del Partito Comunista Politico-Militare', foglio clandestino del gruppo smantellato dalla Polizia, circola clandestinamente dal febbraio del 2003. Dell'opuscolo sono stati distribuiti finora quattro numeri. In esso si teorizza la costituzione di cellule rivoluzionarie in ogni fabbrica. Nell'estate del 2003, durante l'abitazione parigina di un esponente della 'Cellula per la costituzione del P.C.C.', fu sequestrato anche un 'menabò' del numero 0 dell'Aurora.
Il progetto di fondo farebbe riferimento al modello maoista della guerra popolare di lunga durata. Nella congiuntura attuale, l'unico livello su cui si potrebbe esercitare l'azione rivoluzionaria è la cosiddetta 'propaganda armata', vale a dire l'attività combattente di natura essenzialmente dimostrativa per ottenere i massimi risultati aggregativi con la minima esposizione in termini di rischio. Si tratta di un impianto di chiara derivazione 'movimentista', che pur criticando l'impostazione militarista delle Br-Pcc si distacca dalle posizioni espresse dai Carc.
Nel programma dell'Aurora avrebbe un ruolo essenziale la filosofia dell''entrismo', ovvero l'inserimento in tutti i possibili scenari di conflitto sociale e sindacale per indirizzare la protesta verso l'alveo rivoluzionario. In quest'ottica non sembrerebbe casuale la scelta di diffondere l'opuscolo in ristretti ambiti del sindacalismo di base e in centri di aggregazione dell'estremismo antagonista. Le indagini avrebbero consentito di riscontrare che al gruppo disarticolato con l'operazione di oggi sarebbe riconducibile la redazione e la diffusione di 'Aurora'.
7 - PER IL PARTITO COMUNISTA POLITICO-MILITARE CONTATTI ESTERI.
(Adnkronos) - Oltre ad Alfredo D'Avanzo e Bruno Ghirardi, sono altri 13 gli arrestati nell'inchiesta contro il terrorismo. A finire in manette Davide Bertolato, Amarilli Caprio, Massimiliano Gaeta, Claudio Latino, Alfredo Mazzamauro, Valentino Rossin, Davide Rotondi, Federico Salotto, Andrea Scantamburlo, Vincenzo Sisi, Alessandro e Massimiliano Toschi, Salvatore Scivoli.
Per tutti, tranne per Salvatore Scivoli, l'accusa e' di avere agito in concorso al fine di commettere '' il delitto di associazione al terrorismo, ad una banda armata e dall'altro costituito, diretto, organizzato, finalizzato e partecipato a tale associazione avente iniziale denominazione Pcp-M , Partito Comunista politico-militare, che si propone il compimento, anche con l'uso delle armi, (contro l'ordine pubblico, la vita e l'incolumita' delle persone ed altri obiettivi politici) con finalita' terroristiche e di eversione dell'ordine democratico''.
Associazioni, si spiega nell'ordinanza, ''caratterizzate da rapporti con altri gruppi operanti anche all'estero, in particolare in Svizzera, aventi analoghi obiettivi''. Una struttura avente un ''vertice operante in stato di clandestinita' e di un foglio di propaganda, clandestinamente diffuso, denominato l'Aurora. Una struttura con associazioni costituite a Milano, tra il 2003 e 2004, tuttora operanti, aventi loro principale centro operativo e logistico a Milano ma dotato anche di altre strutture operanti in altre zone d'Italia tra cui Veneto e Piemonte''.
Secondo l'accusa tra i promotori capi dell'organizzazione dell'associazione eversiva, ci sono Claudio Latino, Vincenzo Sisi, Davide Bertolato che hanno il compito di dirigere ''le cellule rispettivamente operative a Milano, Torino e Padova''. Alfredo Davanzo, invece, dopo il suo rientro clandestino in Italia lo scorso 12 novembre, assume ''funzione di collegamento tra le cellule operanti in Italia e analoghe strutture eversive all'estero nonche' la gestione e redazione del foglio di propaganda l'Aurora''.
Ad occuparsi di predisporre il rifugio a Raveo per Davanzo e' Davide Rotondi. Tra gli organizzatori anche Bruno Ghirardi che oltre a reperire armi e munizioni per il gruppo si occupa ''di organizzare l'addestramento di militari all'uso delle armi, di svolgere inchieste nei confronti degli obiettivi da colpire, di curare - si legge nell'ordinanza- l'autofinanziamento del gruppo attraverso furti e rapine''.
Il compito di Massimiliano Gaeta, altro organizzatore della banda, e' ''di reperire materiale idoneo alle contraffazioni, di mezzi utilizzati anche per le funzioni di autofinanziamento (come il furgone sequestrato a Milano il 12 giugno 2005)''. Oltre alla preparazione ''di ordini e apparecchiature idonee a neutralizzare eventuali controlli di polizia''.
Di individuare i luoghi piu' idonei per le esercitazioni paramilitari, come quella effettivamente esvoltasi il 19 novembre scorso, e' Valentino Rossin. E' accusato invece di avere preparato ed attuato l'attentato dinamitardo contro la sede di Forza Nuova di Padova, Massimiliano Toschi. Secondo l'ordinanza e' sempre lui, lo scorso 17 novembre, a rivendicare l'attentato, attraverso una lettera inviata al Mattino di Padova cinque giorni piu' tardi. Massimiliano Toschi avrebbe inoltre avuto il compito di mantenere contatti costanti con la cellula padovana e tra questa e i membri della cellula milanese.
8 - BOCCASSINI: D'AVANZO SI E' DICHIARATO PRIGIONIERO POLITICO.
(Adnkronos) - Alfredo D'avanzo uno degli arrestati questa mattina nell'inchiesta sulle Br, si e' dichiarato prigioniero politico. Lo ha annunciato il pm Ilda Boccassini che ha spiegato che c'erano ''tre cellule attive e operative che avevano dei progetti con anche degli obiettivi umani''.
9 - BOCCASSINI: I CAPI ERANO QUATTRO: DAVANZO, SISI, LATINO E BORTOLATO.
(Adnkronos) - Non era un'organizzazione verticista pero' c'erano delle figure dirigenti. Cosi' Ilda Boccassini ha descritto l'organizzazione terrorista oggetto dell'operazione di oggi. I quattro 'capi' erano Alfredo Davanzo, che stata in Friuli e viveva come fosse latitante malgrado non avesse provvedimenti restrittivi dopo il suo ritorno in Italia dalla latitanza francese. Davide Bortolato guidava l'organizzazione a Padova, Vincenzo Sisi e Claudio Latino erano i capi di Torino e Milano.
10 - BOCCASSINI: SI SENTIVANO IN GUERRA CONTRO LO STATO IN GIOCO VITE UMANE.
(Adnkronos) - "Si sentivano in guerra contro lo Stato, erano pericolosi, avevano in corso la preparazione di azioni. Erano persone disposte a tutto, persone che credevano nel loro progetto. E' stata un'indagine pericolosissima, un'indagine con delle vite umane in gioco". Lo ha detto il pubblico ministero Ilda Boccassini presentando l'operazione antiterrorismo effettuata questa mattina.
La Boccassini ha molto lodato la Digos milanese affermando che ''dovrebbero fare vedere questa idagine nelle scuole di polizia di tutto il mondo" e ha spiegato che "abbiamo sentito parlare gli stessi indagati, abbiamo sentito le loro parole senza che si accorgessero di nulla. Questa mattina erano molto sorpresi quando li abbiamo arrestati. Tra loro parlavano con i nomi di battaglia e erano scupolossimi nell'incontrarsi in modo clandestino". Il nome di battaglia di Alfredo Davanzo era 'Antonio'.
11 - BOCCASSINI: ATTENTATO A UN QUOTIDIANO NAZIONALE PREVISTO PER PASQUA.
(Adnkronos) - ''Abbiamo deciso di intervenire ora perche' alcune azioni stavano per entrare in fase operativa, tra queste un attentato a un quotidiano nazionale con sede a Milano previsto per Pasqua. C'erano poi altre azioni per finanziarsi, compreso un sequestro di persona''. Lo ha detto il pm Ilda Boccassini, nel corso della conferenza stampa indetta per presentare l'azione antiterrorismo di oggi.
Dagospia 12 Febbraio 2007
(Adnkronos) - Ci sarebbe stata la casa di Silvio Berlusconi in via Rovani a Milano, le sedi Mediaset e l'emittente Sky tra gli obiettivi degli arrestati nell'indagine antiterrorismo eseguita oggi su ordine della Procura di Milano nel nord Italia. Tra gli obiettivi che emergono nell'ordinanza del gip milanese Guido Salvini, anche il professor Pietro Ichino.
2 - NEL MIRINO ANCHE SEDE QUOTIDIANO LIBERO ED ENI.
(Adnkronos) - Tra gli obiettivi degli arrestati oggi nell'inchiesta antiterrorismo nel nord Italia, ci sarebbero anche la sede del quotidiano fondato da Vittorio Feltri, "Libero", in Viale Maino, e la sede dell'Eni a San Donato Milanese. Stando ai piani del gruppo terroristico smantellato dalla Polizia di Stato, l'attentato al quotidiano di Feltri sarebbe dovuto avvenire nei giorni precedenti alla Pasqua.
3 - TRA OBIETTIVI EX DIRIGENTI BREDA.
(Adnkronos) - Ci sono anche ex dirigenti della Breda tra gli obiettivi dei 15 arrestati oggi nell'inchiesta antiterrorismo, scattata nel nord Italia. E' questo quanto emerge nell'ordinanza del gip Salvini, dove si legge che ad esempio nell'incontro del 7 aprile 2006, Claudio Latino e Bruno Ghirardi ''discutono di un''azione da porre in essere contro alcuni dirigenti della ex Breda, ritenuti responsabili della morte di operai per malattie collegate alla presenza in fabbrica dell'amianto, e tra essi Vito Schirone, nei cui confronti viene iniziata una embrionale attivita' d'inchiesta''.
4 - INDAGINE PARTITA DA RITROVAMENTO DI UNA BICICLETTA: AVEVA TELECAMERA NEL FANALE.
(Adnkronos) - L'indagine ha condotto all'operazione antiterrorismo di questa mattina e' partita oltre due anni fa dal ritrovamento di una bicicletta in una cantina milanese, in via Guglielmo Pepe. La bicicletta ha subito insospettito gli inquirenti perche' era assemblata in modo anomalo con una telecamera nel fanale e una trasmittente nel telaio. La bicicletta serviva per seguire i movimenti delle persone nel mirino dei terroristi.
5 - BLITZ POLIZIA: PROGETTO 'MOVIMENTISTA' ERA CELLULE RIVOLUZIONARIE IN FABBRICA
(Adnkronos) - Era la costituzione di cellule rivoluzionarie in tutte le fabbriche l'obiettivo che animava il progetto stroncato oggi dall'operazione antiterrorismo condotta dalla Polizia.Le persone arrestate dalla Polizia sarebbero militanti di una organizzazione con finalità eversive dell'ordine democratico, attestata ideologicamente sulle posizioni espresse dall'ala 'movimentista' delle Brigate Rosse, la cosiddetta ''seconda posizione'', frazione minoritaria derivante dalla scissione delle Brigate Rosse del 1984, con la conseguente suddivisione in due filoni principali: militaristi e movimentaristi.
In passato, la principale espressione militare della ''seconda posizione'' è stata rappresentata dall' Unione dei Comunisti Combattenti - UdCC, che ha rivendicato l'attentato compiuto a Roma il 21 febbraio 1986 ai anni di Antonio Da Empoli, capo del Dipartimento Economico della Presidenza del Consiglio (nel corso del quale rimane uccisa la militante Wilma Monaco) e l'omicidio, il 20 marzo 1987, del generale dell'aeronautica Licio Giorgieri.
In seguito agli arresti del maggio-giugno 1987, questa organizzazione cessò di esistere. Dopo il declino dell'UdCC si è evidenziata un'altra formazione attestata sulla II Posizione, le cui linee strategiche vengono sviluppate in un documento a firma "Nucleo per la fondazione del Partito Comunista Combattente", datato novembre '86, rinvenuto nella sua stesura integrale solo il 30 ottobre 1989, a Robassomero (Torino). Il gruppo non ha rivendicato attentati, privilegiando il "lavoro politico" : tra la fine del 1988 e l'inizio del 1989, ha poi assunto la più significativa denominazione di Cellula per la costituzione del P.C.C., diffondendo poi in forma clandestina numerose pubblicazioni teorizzanti la lotta armata.
Negli anni successivi sono stati diffusi clandestinamente tre documenti della cellula (aprile 1999, ottobre 2000 e gennaio 2002), che evidenziano l'evoluzione del progetto politico proposto, fondato sulla necessità della costituzione di un Partito Comunista caratterizzato dall'unità del politico e del militare e dalla clandestinità.
In particolare, nella teorizzazione "movimentista" c'è un riferimento al maoismo e alla "guerra popolare rivoluzionaria", assente invece nelle posizioni dell'ala militarista delle BR-PCC (Lioce-Galesi).
In altri termini, i movimentisti ipotizzano un doppio livello di attività: legale e clandestino, allo scopo di radicare il loro progetto eversivo, all'interno delle lotte sociali e dei movimenti di massa. In un passaggio da "L'Aurora", foglio clandestino del gruppo disarticolato dalla Polizia di Stato, si teorizza la costituzione di cellule rivoluzionarie in ogni fabbrica.
6 - BLITZ POLIZIA: DAL 2003 'L'AURORA' FOGLIO CLANDESTINO PROPAGANDA.
(Adnkronos) - Il foglio di propaganda rivoluzionaria 'L'Aurora - per la costruzione del Partito Comunista Politico-Militare', foglio clandestino del gruppo smantellato dalla Polizia, circola clandestinamente dal febbraio del 2003. Dell'opuscolo sono stati distribuiti finora quattro numeri. In esso si teorizza la costituzione di cellule rivoluzionarie in ogni fabbrica. Nell'estate del 2003, durante l'abitazione parigina di un esponente della 'Cellula per la costituzione del P.C.C.', fu sequestrato anche un 'menabò' del numero 0 dell'Aurora.
Il progetto di fondo farebbe riferimento al modello maoista della guerra popolare di lunga durata. Nella congiuntura attuale, l'unico livello su cui si potrebbe esercitare l'azione rivoluzionaria è la cosiddetta 'propaganda armata', vale a dire l'attività combattente di natura essenzialmente dimostrativa per ottenere i massimi risultati aggregativi con la minima esposizione in termini di rischio. Si tratta di un impianto di chiara derivazione 'movimentista', che pur criticando l'impostazione militarista delle Br-Pcc si distacca dalle posizioni espresse dai Carc.
Nel programma dell'Aurora avrebbe un ruolo essenziale la filosofia dell''entrismo', ovvero l'inserimento in tutti i possibili scenari di conflitto sociale e sindacale per indirizzare la protesta verso l'alveo rivoluzionario. In quest'ottica non sembrerebbe casuale la scelta di diffondere l'opuscolo in ristretti ambiti del sindacalismo di base e in centri di aggregazione dell'estremismo antagonista. Le indagini avrebbero consentito di riscontrare che al gruppo disarticolato con l'operazione di oggi sarebbe riconducibile la redazione e la diffusione di 'Aurora'.
7 - PER IL PARTITO COMUNISTA POLITICO-MILITARE CONTATTI ESTERI.
(Adnkronos) - Oltre ad Alfredo D'Avanzo e Bruno Ghirardi, sono altri 13 gli arrestati nell'inchiesta contro il terrorismo. A finire in manette Davide Bertolato, Amarilli Caprio, Massimiliano Gaeta, Claudio Latino, Alfredo Mazzamauro, Valentino Rossin, Davide Rotondi, Federico Salotto, Andrea Scantamburlo, Vincenzo Sisi, Alessandro e Massimiliano Toschi, Salvatore Scivoli.
Per tutti, tranne per Salvatore Scivoli, l'accusa e' di avere agito in concorso al fine di commettere '' il delitto di associazione al terrorismo, ad una banda armata e dall'altro costituito, diretto, organizzato, finalizzato e partecipato a tale associazione avente iniziale denominazione Pcp-M , Partito Comunista politico-militare, che si propone il compimento, anche con l'uso delle armi, (contro l'ordine pubblico, la vita e l'incolumita' delle persone ed altri obiettivi politici) con finalita' terroristiche e di eversione dell'ordine democratico''.
Associazioni, si spiega nell'ordinanza, ''caratterizzate da rapporti con altri gruppi operanti anche all'estero, in particolare in Svizzera, aventi analoghi obiettivi''. Una struttura avente un ''vertice operante in stato di clandestinita' e di un foglio di propaganda, clandestinamente diffuso, denominato l'Aurora. Una struttura con associazioni costituite a Milano, tra il 2003 e 2004, tuttora operanti, aventi loro principale centro operativo e logistico a Milano ma dotato anche di altre strutture operanti in altre zone d'Italia tra cui Veneto e Piemonte''.
Secondo l'accusa tra i promotori capi dell'organizzazione dell'associazione eversiva, ci sono Claudio Latino, Vincenzo Sisi, Davide Bertolato che hanno il compito di dirigere ''le cellule rispettivamente operative a Milano, Torino e Padova''. Alfredo Davanzo, invece, dopo il suo rientro clandestino in Italia lo scorso 12 novembre, assume ''funzione di collegamento tra le cellule operanti in Italia e analoghe strutture eversive all'estero nonche' la gestione e redazione del foglio di propaganda l'Aurora''.
Ad occuparsi di predisporre il rifugio a Raveo per Davanzo e' Davide Rotondi. Tra gli organizzatori anche Bruno Ghirardi che oltre a reperire armi e munizioni per il gruppo si occupa ''di organizzare l'addestramento di militari all'uso delle armi, di svolgere inchieste nei confronti degli obiettivi da colpire, di curare - si legge nell'ordinanza- l'autofinanziamento del gruppo attraverso furti e rapine''.
Il compito di Massimiliano Gaeta, altro organizzatore della banda, e' ''di reperire materiale idoneo alle contraffazioni, di mezzi utilizzati anche per le funzioni di autofinanziamento (come il furgone sequestrato a Milano il 12 giugno 2005)''. Oltre alla preparazione ''di ordini e apparecchiature idonee a neutralizzare eventuali controlli di polizia''.
Di individuare i luoghi piu' idonei per le esercitazioni paramilitari, come quella effettivamente esvoltasi il 19 novembre scorso, e' Valentino Rossin. E' accusato invece di avere preparato ed attuato l'attentato dinamitardo contro la sede di Forza Nuova di Padova, Massimiliano Toschi. Secondo l'ordinanza e' sempre lui, lo scorso 17 novembre, a rivendicare l'attentato, attraverso una lettera inviata al Mattino di Padova cinque giorni piu' tardi. Massimiliano Toschi avrebbe inoltre avuto il compito di mantenere contatti costanti con la cellula padovana e tra questa e i membri della cellula milanese.
8 - BOCCASSINI: D'AVANZO SI E' DICHIARATO PRIGIONIERO POLITICO.
(Adnkronos) - Alfredo D'avanzo uno degli arrestati questa mattina nell'inchiesta sulle Br, si e' dichiarato prigioniero politico. Lo ha annunciato il pm Ilda Boccassini che ha spiegato che c'erano ''tre cellule attive e operative che avevano dei progetti con anche degli obiettivi umani''.
9 - BOCCASSINI: I CAPI ERANO QUATTRO: DAVANZO, SISI, LATINO E BORTOLATO.
(Adnkronos) - Non era un'organizzazione verticista pero' c'erano delle figure dirigenti. Cosi' Ilda Boccassini ha descritto l'organizzazione terrorista oggetto dell'operazione di oggi. I quattro 'capi' erano Alfredo Davanzo, che stata in Friuli e viveva come fosse latitante malgrado non avesse provvedimenti restrittivi dopo il suo ritorno in Italia dalla latitanza francese. Davide Bortolato guidava l'organizzazione a Padova, Vincenzo Sisi e Claudio Latino erano i capi di Torino e Milano.
10 - BOCCASSINI: SI SENTIVANO IN GUERRA CONTRO LO STATO IN GIOCO VITE UMANE.
(Adnkronos) - "Si sentivano in guerra contro lo Stato, erano pericolosi, avevano in corso la preparazione di azioni. Erano persone disposte a tutto, persone che credevano nel loro progetto. E' stata un'indagine pericolosissima, un'indagine con delle vite umane in gioco". Lo ha detto il pubblico ministero Ilda Boccassini presentando l'operazione antiterrorismo effettuata questa mattina.
La Boccassini ha molto lodato la Digos milanese affermando che ''dovrebbero fare vedere questa idagine nelle scuole di polizia di tutto il mondo" e ha spiegato che "abbiamo sentito parlare gli stessi indagati, abbiamo sentito le loro parole senza che si accorgessero di nulla. Questa mattina erano molto sorpresi quando li abbiamo arrestati. Tra loro parlavano con i nomi di battaglia e erano scupolossimi nell'incontrarsi in modo clandestino". Il nome di battaglia di Alfredo Davanzo era 'Antonio'.
11 - BOCCASSINI: ATTENTATO A UN QUOTIDIANO NAZIONALE PREVISTO PER PASQUA.
(Adnkronos) - ''Abbiamo deciso di intervenire ora perche' alcune azioni stavano per entrare in fase operativa, tra queste un attentato a un quotidiano nazionale con sede a Milano previsto per Pasqua. C'erano poi altre azioni per finanziarsi, compreso un sequestro di persona''. Lo ha detto il pm Ilda Boccassini, nel corso della conferenza stampa indetta per presentare l'azione antiterrorismo di oggi.
Dagospia 12 Febbraio 2007