PASSERA: NESSUN CONTRASTO CON MODIANO, PISTORIO HA L'APPOGGIO DEI SOCI TELECOM - WSJ: MURDOCH A UN PASSO DALL'ACCORDO - PALENZONA: INCERTEZZA NEL SETTORE AUTOSTRADE - ABN: OK DA CORTE SUPREMA A CESSIONE LASALLE - NINTENDO SURCLASSA SONY IN BORSA.
1 - PASSERA (INTESA SANPAOLO): CONTRASTI? ANDIAMO TUTTI D'ACCORDO.
(Ansa) - In Intesa Sanpaolo vanno tutti d'accordo. A ribadirlo e' stato l'amministratore delegato del gruppo milanese, Corrado Passera, rispondendo ai giornalisti che gli chiedevano se fossero veri i contrasti con il direttore generale Pietro Modiano. E' una provocazione ''che non e' neanche da raccogliere'', ha detto Passera precisando che ''a molti non va giu' che andiamo tutti d'accordo''.
2 - PASSERA SU TELECOM : OGGI PISTORIO HA APPOGGIO DI TUTTI SOCI.
(Agi) - Il presidente di Telecom Italia Pasquale Pistorio "ha oggi l'appoggio di tutti noi: sta facendo un ottimo lavoro". Lo ha detto a margine dell'assemblea di Ucimu l'amministratore delegato di Intesa Sanpaolo Corrado Passera. Riferendosi alle ipotesi di un cambio al vertice della compagnia telefonica dopo il passaggio della proprieta' ad un gruppo di banche e della spagnola Telefonica, Passera ha detto che "le decisioni verranno prese al momento giuste da tutti gli azionisti insieme. Pensiamo - ha proseguito il banchiere - che Telecom Italia sia un'azienda con grandi potenzialita'. La stabilita' e robustezza dei nuovi azionisti possono assicurare ad un management forte una fase di grande crescita. Telecom Italia puo' giocarsela come protagonista nel processo di consolidamento europeo - ha concluso - e noi pensiamo di aver fatto un ottimo investimento".
3 - PALENZONA (AISCAT): DOPO CIPE ANCORA INCERTEZZA NEL SETTORE AUTOSTRADE.
(Apcom) - Dopo la delibera del Cipe del 13 giugno che ha 'aggiustato' l'interpretazione delle nuove norme per le concessionarie varate con la Finanziaria 2007, nel settore delle autostrade "ancora oggi siamo di fronte all'incertezza". Così il presidente dell'Aiscat, Fabrizio Palenzona, intervenendo all'assemblea ordinaria dell'associazione che rappresenta le concessionarie autostradali, lancia una stoccata al Governo. "Ancora oggi siamo di fronte all'incertezza: si fa una delibera del Cipe che si dice essere unica, ma poi unica non è, perché per ogni concessione ci sono condizioni diverse.
E' difficile - spiega Palenzona - che una delibera del Cipe, pur dimostrando una buona attitudine, possa cambiare dei principi fissati dalla legge, come è difficile che qualcuno decida a priori la remuneratività del capitale. La finanza non può accettare incertezza sulla sicurezza sui termini del ritorno del capitale e dei contratti. E' un danno per la competitività del sistema". La Commissione europea, ricorda Palenzona, "ha stabilito che le grandi reti si fanno attraverso lo strumento della partecipazione del pubblico e del privato, che sono le concessioni. Abbiamo sempre detto che le concessioni e la partecipazione del mercato dei capitali agli investimenti a lungo termine hanno bisogno di certezze. L'Unione europea ha scritto recentemente che queste certezze non ci sarebbero. Sta di fatto che nel nostro settore invece di mettersi al tavolo e ragionare si è arrivati a stabilire le regole con un decreto".
4 - QUANDO LE POPOLARI PERDONO IL PULLMAN.
A.Grass. per "Il Sole 24 Ore" - Alla maggioranza dei soci può anche non piacere, ma bastano 60 pullman e 3mila azioni per decidere il futuro della Popolare di Milano. Anzi, tenendo conto che ai soci-dipendenti è concesso di votare anche con delega dei figli minorenni, per fare saltare l'integrazione fra Bpm e Bper forse bastano una trentina di pullman bene organizzati. I numeri dicono infatti che alle assemblee della Bpm non si presentano di solito più di 6-7mila soci e che per varare la fusione con la Bper servono i 3/4 dei voti. In altre parole, con 3mila voti, e il sistema capitario, si ha quasi la certezza di bloccare tutto.
Ora senza volere mettere in discussione il valore positivo della partecipazione dei dipendenti alla vita societaria, è evidente che grazie al voto capitario la dialettica nelle assemblee delle popolari - per il quale i 20 milioni di azioni Bpm possedute da JP Morgan e Amber contano come i due diritti di voto del dipendente con delega del figlio - sta assumendo un connotato "logistico". In cui, più che la creazione di valore, vince chi ha la capacità di organizzare pullman.
5 - GERONZI: OCCORRE RIDURRE RIGIDITA' MERCATO.
(Agi) - "E' necessario accrescere la concorrenza e ridurre le rigidita' in tutti i comparti del mercato; offrire maggiori incentivi alla formazione e ridurre ulteriormente sussidi e protezioni; rinunciare a parte della tassazione e usare meglio le risorse per le politiche di protezione sociale. Una socialita' che rallenta spesso la creazione di nuovi posti di lavoro, contentandosi di difendere quelli vecchi". E' la 'ricetta' di Cesare Geronzi, presidente di Capitalia, per un rilancio dell'Europa, e della nostra competitivita', sui mercati internazionali, in particolare rispetto a quelli emergenti, Cina e India. Nel suo intervento introduttivo alla conferenza internazionale "Europe: the view from China", Geronzi ha ricordato la necessita' di un "rilancio del processo di unificazione europea, rimasto a meta' del guado" per evitare che l'influenza del vecchio continente "si riduca progressivamente" trovandosi "ridimensionata", "schiacciata - ha insistito Geronzi - da una duplice spinta: quella della concorrenza mossa dai servizi ad alta tecnologia dell'America e da quella, non meno preoccupante, delle manifatture a basso costo dell'Asia".
La risposta alla globalizzazione che i mercati emergenti pongono all'Europa e' per il numero uno di Capitalia quella di aprire il mercato, evitando di cadere in "nuove forme di protezionismo"; "Non e' proteggendosi dagli effetti dell'integrazione economica- ha sottolineato - e della globalizzazione, che si fa molta strada". In chiusura l'invito a favorire l'apertura del mercato attraverso "tagli della spesa e non aumenti di imposte" e un invito alla politica a "portare avanti con coraggio una riforma delle pensioni spostando il peso sull'iniziativa individuale".
6 - FT SU ENERGIA: 8 PAESI CHIEDONO A UE SEPARAZIONE PRODUZIONE E RETE.
(Agi) - La maggioranza dei Paesi europei e' a favore della separazione proprietaria tra produzione e distribuzione di energia per incoraggiare la concorrenza nel settore e le ipotesi alternative all''unboundling' non sono 'convincenti'. E' quanto sostengono otto Paesi europei in una lettera inviata al commissario Ue per l'Energia Andris Piebalgs e per la Concorrenza Neelie Kroes, su iniziativa della Danimarca, appoggiata da Gran Bretagna, Spagna, Olanda, Svezia, Finlandia e Romania. Lo riferisce il Financial Times. Nella lettera gli otto Paesi affermano di condividere le proposte del pacchetto energia presentato a gennaio dall'esecutivo Ue e argomentano che la separazione proprietaria delle grandi aziende europee, come la tedesca Eon, la francese Edf e l'italiana Eni, e' il metodo migliore per assicurare la concorrenza sul mercato dell'energia.
Dopo un incontro avvenuto questo mese con i ministri europei responsabili del settore, Piebalgs aveva dichiarato che c'era "una situazione molto, molto difficile" perche' la maggioranza degli Stati membri era contraria alla separazione e nella riunione era emersa l'ipotesi di lasciare la la proprieta' delle reti del gas e dell'elettricita' alle aziende affidando la gestione a degli enti indipendenti. Il risultato della riunione e' pero' contestato dagli otto Paesi firmatari della lettera. Nell'incontro "c'era una chiara maggioranza in favore della separazione proprietaria al livello della trasmissione", si legge nel testo, in cui si sostiene anche che "gli argomenti in favore dei modelli alternativi per separare la produzione e la fornitura dalla trasmissione non sono convicenti".
7 - ABN AMRO, DA PROCURATORE GENERALE OK A CESSIONE LASALLE.
(Apcom) - La banca britannica Barclays e l'olandese Abn Amro si sono viste riconoscere oggi un punto a favore nella disputa giudiziaria scatenata nelle passate settimane sul loro piano di fusione: secondo il procuratore generale della Corte suprema olandese, la cessione a Bank of America di LaSalle - la controllata statunitense di Abn, per circa 15,5 miliardi di dollari - non richiedeva la preventiva approvazione degli azionisti. Il parere non è vincolante, come sottolinea la stessa Abn Amro in una nota, aggiungendo che le conclusioni depositate oggi dal procuratore generale verranno studiate nei dettagli, in attesa della sentenza decisiva da parte della Corte suprema.
Si tratta comunque di uno sviluppo positivo per il piano di fusione mediante acquisizione di Abn da parte di Barclays, e all'opposto sfavorevole al progetto rivale e alla possibile controfferta da parte del trio Royal Bank of Scotland-Santander-Fortis. La cessione di LaSalle, asset cruciale per l'interesse di Rbs nell'operazione, era stata decisa 'all'ultimo minuto' prima della chiusura dell'accordo con Barclays, ed è considerata una mossa volutamente diretta a spiazzare il trio rivale. La cessione è stata però bloccata a seguito di un ricorso promosso da parte di alcuni azionisti di Abn, che premono a favore della controfferta del trio di banche. In termini assoluti Rbs-Santander-Fortis, che puntando ad uno spacchettamento degli asset Abn, sarebbero disposte ad offrire circa il 10% in più rispetto a Barclays.
8 - WSJ: NEWS CORP E DOW JONES A UN PASSO DALL'ACCORDO.
(Adnkronos) - Ieri notte Dow Jones e News Corp sono state a un passo dall'accordo per garantire l'indipendenza editoriale del gruppo statunitense. E' quanto scrive oggi il 'Wall Street Journal', aggiungendo come l'accordo spianerebbe la strada alla vendita della gruppo che edita il 'Wall Street Journal' a Rupert Murdoch per 5 miliardi di dollari. "Se da un lato sara' possibile arrivare a un accordo oggi stesso, la principale preoccupazione di entrambe le parti e' se la famiglia Bancroft dara' il suo supporto al compromesso. Sebbene la famiglia abbia superato alcuni dei dubbi relativi alla cessione della compagnia, la situazione rimane infatti fluida e alcuni membri potrebbero continuare a esprimere il loro dissenso in forma privata". La svolta nelle trattative e' arrivata la settimana scorsa quando il clan che controlla il Wsj ha ceduto la titolarita' delle trattative sull'indipendenza giornalistica del Wsj al cda della compagnia.
Malgrado quella decisione, i Bancroft controllano ancora la maggior parte delle azioni con diritto di voto della Dow Jones e questo da' loro il potere di opporsi a un eventuale accordo. I riflettori sono puntati sulla figura di Michael B. Elefante, il fiduciario di Bancroft e alto dirigente della Dow Jones che avra' la responsabilita' di "prendere la temperatura" della famiglia sull'accordo. Fino a ieri sera, continua il Wsj, Elefante doveva ancora consultare la famiglia sulla questione e non era ancora chiaro quando avrebbe iniziato a farlo. Stando al quotidiano finanziario Usa, al fine di sconfiggere le ultime resistenze dei Bancroft il cda della Dow Jones potrebbe cercare di spuntare un prezzo piu' alto dei 60 dollari per azione offerti da Ruert Murdoch. "Sebbene non si sia fatta avanti nessuna cordata concorrente in grado di mettere pressione sul prezzo, il cda della Dow jones spera di ottere qualche dollaro per convincere i membri della famiglia ancora riluttanti alla cessione alla News Corp", conclude il Wsj.
9 - SUPERMARIO BATTE ANCHE SONY.
S.Car. per "Il Sole 24 Ore" - Il mercato è impietoso nell'indicare e variare le gerarchie societarie: ieri lo ha dimostrato umiliando Sony, la cui capitalizzazione di Borsa è stata superata nel corso della giornata da un'azienda che ha un giro d'affari otto volte inferiore. Nintendo è entrata nella classifica dei primi dieci gruppi giapponesi, toccando una capitalizzazione di 53 miliardi di dollari, dopo aver surclassato già settimana scorsa anche Matsushita. Il numero uno di Sony, Howard Stringer, ha di recente sottolineato i progressi nel rilancio della società, il cui titolo negli ultimi due anni ha battuto Nikkei l'indice crescendo del 66%.
Ma nello stesso periodo le azioni della Nintendo sono balzate di 4 volte, perché è riuscita a scalzare il dominio Sony nel mercato dei videogiochi, con prodotti innovativi, dal Ds al Wii. Dinamica che ha fatto una vittima: il padre della Playstation Ken Kutaragi, che si è appena dimesso. Dai tempi lontani del lancio di Mario e SuperMario, Nintendo si è distinta nell'innovazione, premiata dagli investitori come foriera di profitti superiori.
Dagospia 26 Giugno 2007
(Ansa) - In Intesa Sanpaolo vanno tutti d'accordo. A ribadirlo e' stato l'amministratore delegato del gruppo milanese, Corrado Passera, rispondendo ai giornalisti che gli chiedevano se fossero veri i contrasti con il direttore generale Pietro Modiano. E' una provocazione ''che non e' neanche da raccogliere'', ha detto Passera precisando che ''a molti non va giu' che andiamo tutti d'accordo''.
2 - PASSERA SU TELECOM : OGGI PISTORIO HA APPOGGIO DI TUTTI SOCI.
(Agi) - Il presidente di Telecom Italia Pasquale Pistorio "ha oggi l'appoggio di tutti noi: sta facendo un ottimo lavoro". Lo ha detto a margine dell'assemblea di Ucimu l'amministratore delegato di Intesa Sanpaolo Corrado Passera. Riferendosi alle ipotesi di un cambio al vertice della compagnia telefonica dopo il passaggio della proprieta' ad un gruppo di banche e della spagnola Telefonica, Passera ha detto che "le decisioni verranno prese al momento giuste da tutti gli azionisti insieme. Pensiamo - ha proseguito il banchiere - che Telecom Italia sia un'azienda con grandi potenzialita'. La stabilita' e robustezza dei nuovi azionisti possono assicurare ad un management forte una fase di grande crescita. Telecom Italia puo' giocarsela come protagonista nel processo di consolidamento europeo - ha concluso - e noi pensiamo di aver fatto un ottimo investimento".
3 - PALENZONA (AISCAT): DOPO CIPE ANCORA INCERTEZZA NEL SETTORE AUTOSTRADE.
(Apcom) - Dopo la delibera del Cipe del 13 giugno che ha 'aggiustato' l'interpretazione delle nuove norme per le concessionarie varate con la Finanziaria 2007, nel settore delle autostrade "ancora oggi siamo di fronte all'incertezza". Così il presidente dell'Aiscat, Fabrizio Palenzona, intervenendo all'assemblea ordinaria dell'associazione che rappresenta le concessionarie autostradali, lancia una stoccata al Governo. "Ancora oggi siamo di fronte all'incertezza: si fa una delibera del Cipe che si dice essere unica, ma poi unica non è, perché per ogni concessione ci sono condizioni diverse.
E' difficile - spiega Palenzona - che una delibera del Cipe, pur dimostrando una buona attitudine, possa cambiare dei principi fissati dalla legge, come è difficile che qualcuno decida a priori la remuneratività del capitale. La finanza non può accettare incertezza sulla sicurezza sui termini del ritorno del capitale e dei contratti. E' un danno per la competitività del sistema". La Commissione europea, ricorda Palenzona, "ha stabilito che le grandi reti si fanno attraverso lo strumento della partecipazione del pubblico e del privato, che sono le concessioni. Abbiamo sempre detto che le concessioni e la partecipazione del mercato dei capitali agli investimenti a lungo termine hanno bisogno di certezze. L'Unione europea ha scritto recentemente che queste certezze non ci sarebbero. Sta di fatto che nel nostro settore invece di mettersi al tavolo e ragionare si è arrivati a stabilire le regole con un decreto".
4 - QUANDO LE POPOLARI PERDONO IL PULLMAN.
A.Grass. per "Il Sole 24 Ore" - Alla maggioranza dei soci può anche non piacere, ma bastano 60 pullman e 3mila azioni per decidere il futuro della Popolare di Milano. Anzi, tenendo conto che ai soci-dipendenti è concesso di votare anche con delega dei figli minorenni, per fare saltare l'integrazione fra Bpm e Bper forse bastano una trentina di pullman bene organizzati. I numeri dicono infatti che alle assemblee della Bpm non si presentano di solito più di 6-7mila soci e che per varare la fusione con la Bper servono i 3/4 dei voti. In altre parole, con 3mila voti, e il sistema capitario, si ha quasi la certezza di bloccare tutto.
Ora senza volere mettere in discussione il valore positivo della partecipazione dei dipendenti alla vita societaria, è evidente che grazie al voto capitario la dialettica nelle assemblee delle popolari - per il quale i 20 milioni di azioni Bpm possedute da JP Morgan e Amber contano come i due diritti di voto del dipendente con delega del figlio - sta assumendo un connotato "logistico". In cui, più che la creazione di valore, vince chi ha la capacità di organizzare pullman.
5 - GERONZI: OCCORRE RIDURRE RIGIDITA' MERCATO.
(Agi) - "E' necessario accrescere la concorrenza e ridurre le rigidita' in tutti i comparti del mercato; offrire maggiori incentivi alla formazione e ridurre ulteriormente sussidi e protezioni; rinunciare a parte della tassazione e usare meglio le risorse per le politiche di protezione sociale. Una socialita' che rallenta spesso la creazione di nuovi posti di lavoro, contentandosi di difendere quelli vecchi". E' la 'ricetta' di Cesare Geronzi, presidente di Capitalia, per un rilancio dell'Europa, e della nostra competitivita', sui mercati internazionali, in particolare rispetto a quelli emergenti, Cina e India. Nel suo intervento introduttivo alla conferenza internazionale "Europe: the view from China", Geronzi ha ricordato la necessita' di un "rilancio del processo di unificazione europea, rimasto a meta' del guado" per evitare che l'influenza del vecchio continente "si riduca progressivamente" trovandosi "ridimensionata", "schiacciata - ha insistito Geronzi - da una duplice spinta: quella della concorrenza mossa dai servizi ad alta tecnologia dell'America e da quella, non meno preoccupante, delle manifatture a basso costo dell'Asia".
La risposta alla globalizzazione che i mercati emergenti pongono all'Europa e' per il numero uno di Capitalia quella di aprire il mercato, evitando di cadere in "nuove forme di protezionismo"; "Non e' proteggendosi dagli effetti dell'integrazione economica- ha sottolineato - e della globalizzazione, che si fa molta strada". In chiusura l'invito a favorire l'apertura del mercato attraverso "tagli della spesa e non aumenti di imposte" e un invito alla politica a "portare avanti con coraggio una riforma delle pensioni spostando il peso sull'iniziativa individuale".
6 - FT SU ENERGIA: 8 PAESI CHIEDONO A UE SEPARAZIONE PRODUZIONE E RETE.
(Agi) - La maggioranza dei Paesi europei e' a favore della separazione proprietaria tra produzione e distribuzione di energia per incoraggiare la concorrenza nel settore e le ipotesi alternative all''unboundling' non sono 'convincenti'. E' quanto sostengono otto Paesi europei in una lettera inviata al commissario Ue per l'Energia Andris Piebalgs e per la Concorrenza Neelie Kroes, su iniziativa della Danimarca, appoggiata da Gran Bretagna, Spagna, Olanda, Svezia, Finlandia e Romania. Lo riferisce il Financial Times. Nella lettera gli otto Paesi affermano di condividere le proposte del pacchetto energia presentato a gennaio dall'esecutivo Ue e argomentano che la separazione proprietaria delle grandi aziende europee, come la tedesca Eon, la francese Edf e l'italiana Eni, e' il metodo migliore per assicurare la concorrenza sul mercato dell'energia.
Dopo un incontro avvenuto questo mese con i ministri europei responsabili del settore, Piebalgs aveva dichiarato che c'era "una situazione molto, molto difficile" perche' la maggioranza degli Stati membri era contraria alla separazione e nella riunione era emersa l'ipotesi di lasciare la la proprieta' delle reti del gas e dell'elettricita' alle aziende affidando la gestione a degli enti indipendenti. Il risultato della riunione e' pero' contestato dagli otto Paesi firmatari della lettera. Nell'incontro "c'era una chiara maggioranza in favore della separazione proprietaria al livello della trasmissione", si legge nel testo, in cui si sostiene anche che "gli argomenti in favore dei modelli alternativi per separare la produzione e la fornitura dalla trasmissione non sono convicenti".
7 - ABN AMRO, DA PROCURATORE GENERALE OK A CESSIONE LASALLE.
(Apcom) - La banca britannica Barclays e l'olandese Abn Amro si sono viste riconoscere oggi un punto a favore nella disputa giudiziaria scatenata nelle passate settimane sul loro piano di fusione: secondo il procuratore generale della Corte suprema olandese, la cessione a Bank of America di LaSalle - la controllata statunitense di Abn, per circa 15,5 miliardi di dollari - non richiedeva la preventiva approvazione degli azionisti. Il parere non è vincolante, come sottolinea la stessa Abn Amro in una nota, aggiungendo che le conclusioni depositate oggi dal procuratore generale verranno studiate nei dettagli, in attesa della sentenza decisiva da parte della Corte suprema.
Si tratta comunque di uno sviluppo positivo per il piano di fusione mediante acquisizione di Abn da parte di Barclays, e all'opposto sfavorevole al progetto rivale e alla possibile controfferta da parte del trio Royal Bank of Scotland-Santander-Fortis. La cessione di LaSalle, asset cruciale per l'interesse di Rbs nell'operazione, era stata decisa 'all'ultimo minuto' prima della chiusura dell'accordo con Barclays, ed è considerata una mossa volutamente diretta a spiazzare il trio rivale. La cessione è stata però bloccata a seguito di un ricorso promosso da parte di alcuni azionisti di Abn, che premono a favore della controfferta del trio di banche. In termini assoluti Rbs-Santander-Fortis, che puntando ad uno spacchettamento degli asset Abn, sarebbero disposte ad offrire circa il 10% in più rispetto a Barclays.
8 - WSJ: NEWS CORP E DOW JONES A UN PASSO DALL'ACCORDO.
(Adnkronos) - Ieri notte Dow Jones e News Corp sono state a un passo dall'accordo per garantire l'indipendenza editoriale del gruppo statunitense. E' quanto scrive oggi il 'Wall Street Journal', aggiungendo come l'accordo spianerebbe la strada alla vendita della gruppo che edita il 'Wall Street Journal' a Rupert Murdoch per 5 miliardi di dollari. "Se da un lato sara' possibile arrivare a un accordo oggi stesso, la principale preoccupazione di entrambe le parti e' se la famiglia Bancroft dara' il suo supporto al compromesso. Sebbene la famiglia abbia superato alcuni dei dubbi relativi alla cessione della compagnia, la situazione rimane infatti fluida e alcuni membri potrebbero continuare a esprimere il loro dissenso in forma privata". La svolta nelle trattative e' arrivata la settimana scorsa quando il clan che controlla il Wsj ha ceduto la titolarita' delle trattative sull'indipendenza giornalistica del Wsj al cda della compagnia.
Malgrado quella decisione, i Bancroft controllano ancora la maggior parte delle azioni con diritto di voto della Dow Jones e questo da' loro il potere di opporsi a un eventuale accordo. I riflettori sono puntati sulla figura di Michael B. Elefante, il fiduciario di Bancroft e alto dirigente della Dow Jones che avra' la responsabilita' di "prendere la temperatura" della famiglia sull'accordo. Fino a ieri sera, continua il Wsj, Elefante doveva ancora consultare la famiglia sulla questione e non era ancora chiaro quando avrebbe iniziato a farlo. Stando al quotidiano finanziario Usa, al fine di sconfiggere le ultime resistenze dei Bancroft il cda della Dow Jones potrebbe cercare di spuntare un prezzo piu' alto dei 60 dollari per azione offerti da Ruert Murdoch. "Sebbene non si sia fatta avanti nessuna cordata concorrente in grado di mettere pressione sul prezzo, il cda della Dow jones spera di ottere qualche dollaro per convincere i membri della famiglia ancora riluttanti alla cessione alla News Corp", conclude il Wsj.
9 - SUPERMARIO BATTE ANCHE SONY.
S.Car. per "Il Sole 24 Ore" - Il mercato è impietoso nell'indicare e variare le gerarchie societarie: ieri lo ha dimostrato umiliando Sony, la cui capitalizzazione di Borsa è stata superata nel corso della giornata da un'azienda che ha un giro d'affari otto volte inferiore. Nintendo è entrata nella classifica dei primi dieci gruppi giapponesi, toccando una capitalizzazione di 53 miliardi di dollari, dopo aver surclassato già settimana scorsa anche Matsushita. Il numero uno di Sony, Howard Stringer, ha di recente sottolineato i progressi nel rilancio della società, il cui titolo negli ultimi due anni ha battuto Nikkei l'indice crescendo del 66%.
Ma nello stesso periodo le azioni della Nintendo sono balzate di 4 volte, perché è riuscita a scalzare il dominio Sony nel mercato dei videogiochi, con prodotti innovativi, dal Ds al Wii. Dinamica che ha fatto una vittima: il padre della Playstation Ken Kutaragi, che si è appena dimesso. Dai tempi lontani del lancio di Mario e SuperMario, Nintendo si è distinta nell'innovazione, premiata dagli investitori come foriera di profitti superiori.
Dagospia 26 Giugno 2007