TPG E MATLIN: OFFERTA PER ALITALIA SE TRATTIAMO I LICENZIAMENTI CON I SINDACATI - ABN: BENVENUTO IL RILANCIO BARCLAYS - CATRICALÀ: SU GENERALI VALUTIAMO RICORSO - UN BANCHIERE PER D&G - LA BORSA SI FA UNA CANNA(BIS) - TOYOTA: PRIMATO TERREMOTATO.
1 - TPG E MATLIN: OFFERTA PER ALITALIA SE TRATTIAMO CON SINDACATI.
(Ansa) - Prima di presentare un'offerta per l'Alitalia, Tpg e Matlin Patterson vogliono il permesso di negoziare con i sindacati il nodo del personale della compagnia. Lo scrive oggi il quotidiano britannico 'The Times' in un articolo dal titolo ''I pretendenti illustrano i termini dell'offerta per Alitalia'' spiegando che i due fondi statunitensi di private equity puntano ancora ad acquistare l'aviolinea ma presenteranno un'offerta solo se il governo italiano allentera' le condizioni di vendita. Ricordando che in questa settimana l'Esecutivo mettera' in campo gli ultimi sforzi per evitare la liquidazione dell'aviolinea di cui il Tesoro possiede il 49,9%, il quotidiano aggiunge che ''prima di sottoscrivere un'offerta, Tpg vorrebbe dal governo la flessibilita' per chiudere le rotte non remunerative e aprirne altre''. Inoltre, vorrebbe ''chiarezza per portare nella cordata piu' partner italiani, (attualmente c'e' solo Mediobanca, ndr), in modo che il 51% della nuova Alitalia sia posseduta da azionisti italiani, uno status per lasciare intatti i diritti di atterraggio esistenti''.
2 - ABN AMRO: BENVENUTO RILANCIO BARCLAYS, OPPORTUNITA' CRESCITA IN ASIA.
(Asca) - Abn Amro accoglie positivamente il rilancio dell'offerta di Barclays a 67,5 miliardi, in scia all'entrata di China Development Bank e Temasek nella banca britannica per un investimento complessivo da 13,4 miliardi. ''L'offerta di Barclays ha introdotto una significativa componente cash (24,8 miliardi)'' dice la banca olandese in una nota. ''La proposta di cooperazione strategica con China Develpment Bank - aggiunge Abn - rafforza ulteriormente le opportunita' di crescita del gruppo nell'attraente mercato asiatico e puo' tradursi nella creazione di valore aggiunto nel lungo termine per gli azionisti''. La banca saluta quindi ''l'opportunita' per gli azionisti di valutare le due nuove offerte concorrenti'' di Barclays e del consorzio Rbs.
3 - CATRICALA': VALUTIAMO RICORSO SENTENZA TAR SU GENERALI.
(Agi) - "Ci stiamo pensando, abbiamo chiesto un parere al giuridico, che dovra' sentire l'Avvocatura dello Stato". Cosi' Antonio Catricala', presidente dell'Antitrust, ha risposto ai giornalisti che gli chiedevano se l'Authority presentera' ricorso contro la sentenza del Tar che ha bocciato la decisione con cui l'Autorita' per la concorrenza ha imposto a Generali di cedere Nuova Tirrena come condizione per l'acquisizione di Toro Assicurazioni. Catricala' parlava a margine di un convegno di Assonime.
4 - INTESA-SANPAOLO: OFFERTA AGRICOLE E CREDEM PER 198 SPORTELLI.
(Agi/Reuters) - La banca francese Credit Agricole insieme al Credito Emiliano intendono offrire 1,5 miliardi di euro per rilevare i 198 sportelli che Banca Intesa-Sanpaolo deve cedere per dispozioni dell'Antitrust. Lo rivela il quotidiano La Tribune. In precedenza Credit Agricole aveva detto di essere interessata a d acquistare alcune attivita' di Intesa-Sanpaolo, ma senza entrare nel dettaglio dell'offerta.
5 - CONSOB: FONDAZIONE CARISBO DETIENE IL 2,171% DI MEDIOBANCA.
(Apcom) - La Fondazione Cassa di Risparmio di Bologna detiene dallo scorso 16 luglio il 2,171% del capitale di Mediobanca. Lo si apprende dalle comunicazioni odierne della Consob sulle partecipazioni rilevanti. La quota è posseduta direttamente.
6 - DEUTSCHE BANK: AL 2% IN TISCALI, CALA SOTTO 2% IN ATLANTIA E EDISON.
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Lo scorso 13 luglio Deutsche Bank Ag ha modificato il suo portafoglio di partecipazioni, comunicando l'aggiornamento alla Consob. L'istituto bancario risulta sceso sotto il 2% sia in Atlantia che in Edison, mentre registra in portafoglio il 2,092% di Tiscali. Quest'ultima quota e' detenuta come diretta proprieta' prestatore (di cui lo 0,322% senza diritto di voto).
7 - UN BANCHIERE PER D&G.
Giovanni Pons per "la Repubblica" - È sempre meglio avere un banchiere amico nel proprio consiglio di amministrazione. Così devono aver pensato i due stilisti più glamour della moda italiana, Stefano Dolce e Domenico Gabbana, che hanno fatto entrare Paolo Zannoni, managing director della Goldman Sachs, nel board della Dolce & Gabbana Luxembourg. Zannoni è entrato al posto di Dorotea Dolce, che si è dimessa, al fianco di Alfonso Dolce e Cristiana Ruella, la manager che gestisce tutta la parte finanziaria dell´azienda. Certo, vista dalla parte della Goldman Sachs è un po´ inusuale entrare nella stanza dei bottoni di un proprio cliente. Di sicuro, se Dolce & Gabbana decideranno di entrare in Borsa o avranno bisogno di finanziamenti per crescere, si rivolgeranno in primo luogo a Zannoni. Ma da ora in poi per la Goldman Sachs sarà un po´ più difficile assicurarsi nuovi clienti nell´ambito della moda italiana, più o meno tutti concorrenti diretti di D&G. A meno che Zannoni non voglia seguire le orme di Claudio Costamagna, entrato nel board di Luxottica una volta uscito da Goldman Sachs.
8 - AUTO GIAPPONESE, PRIMA MA VULNERABILE.
S. Car. per "Il Sole 24 Ore" - Ieri è stato il giorno più amaro dell'anno per Toyota, anche se il gruppo ha conseguito per la prima volta un risultato storico come il primato mondiale tra le Case automobilistiche sul piano delle vendite su base semestrale (4,716 milioni di unità nei primi sei mesi 2007 contro i 4,674 milioni di Gm). A deprimere gli umori non è stato il rilievo che nel secondo trimestre la Gm è tornata in testa, con 2,405 milioni d vetture vendute contro 2,367 milioni. Il punto è che tutti gli stabilimenti giapponesi di Toyota - la cui produzione è destinata per il 60% all'export-si sono fermati. Il terremoto di lunedì ha danneggiato le fabbriche di un fornitore-chiave di componentistica, la Riken, costringendo Toyota - e altri costruttori giapponesi - a fermarsi. È la dimostrazione della vulnerabilità dell'industria dell'auto giapponese, come effetto collaterale proprio del sistema produttivo just- in-time che con le sue efficienze ha aumentato anche i rischi di improvvise paralisi. Qualcosa dovrà ora cambiare. Con oneri aggiuntivi.
9 - ALLUCINAZIONI IN BORSA DA EFFETTO CANNABIS.
R. Fi. per "Il Sole 24 Ore" - I tempi in cui anche un presidente degli Stati Uniti, Bill Clinton, poteva ammettere di averne provato uno (forse due) sono passati. Il cannabis è in declino, o perlomeno sta vivendo una settimana "difficile". Tanto che se il nuovo primo ministro inglese, Gordon Brown, ha deciso di fare inserire la sostanza tra le droghe di classe B- quelle che comportano 5 anni di carcere per i possessori - per l'industria del cannabis sembra restringersi anche lo sbocco dei produttori di farmaci. Ieri, le autorità di Bruxelles hanno infatti cancellato l'utilizzo del Sativex, un derivato del cannabis, nel trattamento sintomatico della sclerosi multipla. Un provvedimento, con probabili benefici gli ammalati, che tuttavia apre prospettive disastrose per il produttore britannico del farmaco, la Gw Pharmaceuticals. Il titolo del gruppo ieri è tracollato, perdendo alla Borsa di Londra il 29,3% della propria capitalizzazione di mercato. Circa 30 milioni di sterline andate letteralmente «in fumo».
10 - UN CAFFÈ CORRETTO PER I RISPARMIATORI.
W. R. per "Il Sole 24 Ore" - Lo richiedono trasparenza e correttezza. Infatti c'è tutto nei prospetti informativi delle società italiane che si quotano. Ci sono una cinquantina di pagine sui rischi, anche quelli più ovvi o più strani. Ce ne sono più di cento sui bilanci degli ultimi esercizi, con note e tabelle ripetute anche due o tre volte volte. C'è tutta la storia della società, degli azionisti, degli amministratori: come è giusto che sia. Insomma c'è un mare di cose nei prospetti: a volerli leggere. Prendiamo per esempio quello della Bialetti: 386 pagine (un centinaio più di quelle usate dal colosso Usa Blackstone) dalle quali uno dovrebbe farsi un'idea dell'azienda di cui sta comprando le azioni. A parte trovare anche degli errori e proprio su quella parte che più interessa a un investitore, finalmente si arriva al paragrafo sulle stime degli utili. Liquidato in una riga: «In conformità ... la società ha scelto di non fornire previsioni», recita il prospetto di Bialetti, come quello di tutte le altre matricole.
Dagospia 23 Luglio 2007
(Ansa) - Prima di presentare un'offerta per l'Alitalia, Tpg e Matlin Patterson vogliono il permesso di negoziare con i sindacati il nodo del personale della compagnia. Lo scrive oggi il quotidiano britannico 'The Times' in un articolo dal titolo ''I pretendenti illustrano i termini dell'offerta per Alitalia'' spiegando che i due fondi statunitensi di private equity puntano ancora ad acquistare l'aviolinea ma presenteranno un'offerta solo se il governo italiano allentera' le condizioni di vendita. Ricordando che in questa settimana l'Esecutivo mettera' in campo gli ultimi sforzi per evitare la liquidazione dell'aviolinea di cui il Tesoro possiede il 49,9%, il quotidiano aggiunge che ''prima di sottoscrivere un'offerta, Tpg vorrebbe dal governo la flessibilita' per chiudere le rotte non remunerative e aprirne altre''. Inoltre, vorrebbe ''chiarezza per portare nella cordata piu' partner italiani, (attualmente c'e' solo Mediobanca, ndr), in modo che il 51% della nuova Alitalia sia posseduta da azionisti italiani, uno status per lasciare intatti i diritti di atterraggio esistenti''.
2 - ABN AMRO: BENVENUTO RILANCIO BARCLAYS, OPPORTUNITA' CRESCITA IN ASIA.
(Asca) - Abn Amro accoglie positivamente il rilancio dell'offerta di Barclays a 67,5 miliardi, in scia all'entrata di China Development Bank e Temasek nella banca britannica per un investimento complessivo da 13,4 miliardi. ''L'offerta di Barclays ha introdotto una significativa componente cash (24,8 miliardi)'' dice la banca olandese in una nota. ''La proposta di cooperazione strategica con China Develpment Bank - aggiunge Abn - rafforza ulteriormente le opportunita' di crescita del gruppo nell'attraente mercato asiatico e puo' tradursi nella creazione di valore aggiunto nel lungo termine per gli azionisti''. La banca saluta quindi ''l'opportunita' per gli azionisti di valutare le due nuove offerte concorrenti'' di Barclays e del consorzio Rbs.
3 - CATRICALA': VALUTIAMO RICORSO SENTENZA TAR SU GENERALI.
(Agi) - "Ci stiamo pensando, abbiamo chiesto un parere al giuridico, che dovra' sentire l'Avvocatura dello Stato". Cosi' Antonio Catricala', presidente dell'Antitrust, ha risposto ai giornalisti che gli chiedevano se l'Authority presentera' ricorso contro la sentenza del Tar che ha bocciato la decisione con cui l'Autorita' per la concorrenza ha imposto a Generali di cedere Nuova Tirrena come condizione per l'acquisizione di Toro Assicurazioni. Catricala' parlava a margine di un convegno di Assonime.
4 - INTESA-SANPAOLO: OFFERTA AGRICOLE E CREDEM PER 198 SPORTELLI.
(Agi/Reuters) - La banca francese Credit Agricole insieme al Credito Emiliano intendono offrire 1,5 miliardi di euro per rilevare i 198 sportelli che Banca Intesa-Sanpaolo deve cedere per dispozioni dell'Antitrust. Lo rivela il quotidiano La Tribune. In precedenza Credit Agricole aveva detto di essere interessata a d acquistare alcune attivita' di Intesa-Sanpaolo, ma senza entrare nel dettaglio dell'offerta.
5 - CONSOB: FONDAZIONE CARISBO DETIENE IL 2,171% DI MEDIOBANCA.
(Apcom) - La Fondazione Cassa di Risparmio di Bologna detiene dallo scorso 16 luglio il 2,171% del capitale di Mediobanca. Lo si apprende dalle comunicazioni odierne della Consob sulle partecipazioni rilevanti. La quota è posseduta direttamente.
6 - DEUTSCHE BANK: AL 2% IN TISCALI, CALA SOTTO 2% IN ATLANTIA E EDISON.
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Lo scorso 13 luglio Deutsche Bank Ag ha modificato il suo portafoglio di partecipazioni, comunicando l'aggiornamento alla Consob. L'istituto bancario risulta sceso sotto il 2% sia in Atlantia che in Edison, mentre registra in portafoglio il 2,092% di Tiscali. Quest'ultima quota e' detenuta come diretta proprieta' prestatore (di cui lo 0,322% senza diritto di voto).
7 - UN BANCHIERE PER D&G.
Giovanni Pons per "la Repubblica" - È sempre meglio avere un banchiere amico nel proprio consiglio di amministrazione. Così devono aver pensato i due stilisti più glamour della moda italiana, Stefano Dolce e Domenico Gabbana, che hanno fatto entrare Paolo Zannoni, managing director della Goldman Sachs, nel board della Dolce & Gabbana Luxembourg. Zannoni è entrato al posto di Dorotea Dolce, che si è dimessa, al fianco di Alfonso Dolce e Cristiana Ruella, la manager che gestisce tutta la parte finanziaria dell´azienda. Certo, vista dalla parte della Goldman Sachs è un po´ inusuale entrare nella stanza dei bottoni di un proprio cliente. Di sicuro, se Dolce & Gabbana decideranno di entrare in Borsa o avranno bisogno di finanziamenti per crescere, si rivolgeranno in primo luogo a Zannoni. Ma da ora in poi per la Goldman Sachs sarà un po´ più difficile assicurarsi nuovi clienti nell´ambito della moda italiana, più o meno tutti concorrenti diretti di D&G. A meno che Zannoni non voglia seguire le orme di Claudio Costamagna, entrato nel board di Luxottica una volta uscito da Goldman Sachs.
8 - AUTO GIAPPONESE, PRIMA MA VULNERABILE.
S. Car. per "Il Sole 24 Ore" - Ieri è stato il giorno più amaro dell'anno per Toyota, anche se il gruppo ha conseguito per la prima volta un risultato storico come il primato mondiale tra le Case automobilistiche sul piano delle vendite su base semestrale (4,716 milioni di unità nei primi sei mesi 2007 contro i 4,674 milioni di Gm). A deprimere gli umori non è stato il rilievo che nel secondo trimestre la Gm è tornata in testa, con 2,405 milioni d vetture vendute contro 2,367 milioni. Il punto è che tutti gli stabilimenti giapponesi di Toyota - la cui produzione è destinata per il 60% all'export-si sono fermati. Il terremoto di lunedì ha danneggiato le fabbriche di un fornitore-chiave di componentistica, la Riken, costringendo Toyota - e altri costruttori giapponesi - a fermarsi. È la dimostrazione della vulnerabilità dell'industria dell'auto giapponese, come effetto collaterale proprio del sistema produttivo just- in-time che con le sue efficienze ha aumentato anche i rischi di improvvise paralisi. Qualcosa dovrà ora cambiare. Con oneri aggiuntivi.
9 - ALLUCINAZIONI IN BORSA DA EFFETTO CANNABIS.
R. Fi. per "Il Sole 24 Ore" - I tempi in cui anche un presidente degli Stati Uniti, Bill Clinton, poteva ammettere di averne provato uno (forse due) sono passati. Il cannabis è in declino, o perlomeno sta vivendo una settimana "difficile". Tanto che se il nuovo primo ministro inglese, Gordon Brown, ha deciso di fare inserire la sostanza tra le droghe di classe B- quelle che comportano 5 anni di carcere per i possessori - per l'industria del cannabis sembra restringersi anche lo sbocco dei produttori di farmaci. Ieri, le autorità di Bruxelles hanno infatti cancellato l'utilizzo del Sativex, un derivato del cannabis, nel trattamento sintomatico della sclerosi multipla. Un provvedimento, con probabili benefici gli ammalati, che tuttavia apre prospettive disastrose per il produttore britannico del farmaco, la Gw Pharmaceuticals. Il titolo del gruppo ieri è tracollato, perdendo alla Borsa di Londra il 29,3% della propria capitalizzazione di mercato. Circa 30 milioni di sterline andate letteralmente «in fumo».
10 - UN CAFFÈ CORRETTO PER I RISPARMIATORI.
W. R. per "Il Sole 24 Ore" - Lo richiedono trasparenza e correttezza. Infatti c'è tutto nei prospetti informativi delle società italiane che si quotano. Ci sono una cinquantina di pagine sui rischi, anche quelli più ovvi o più strani. Ce ne sono più di cento sui bilanci degli ultimi esercizi, con note e tabelle ripetute anche due o tre volte volte. C'è tutta la storia della società, degli azionisti, degli amministratori: come è giusto che sia. Insomma c'è un mare di cose nei prospetti: a volerli leggere. Prendiamo per esempio quello della Bialetti: 386 pagine (un centinaio più di quelle usate dal colosso Usa Blackstone) dalle quali uno dovrebbe farsi un'idea dell'azienda di cui sta comprando le azioni. A parte trovare anche degli errori e proprio su quella parte che più interessa a un investitore, finalmente si arriva al paragrafo sulle stime degli utili. Liquidato in una riga: «In conformità ... la società ha scelto di non fornire previsioni», recita il prospetto di Bialetti, come quello di tutte le altre matricole.
Dagospia 23 Luglio 2007