BENEDETTO XVI CHI? - L'82% DEGLI AUSTRIACI NON È INTERESSATO ALLA VISITA DEL PAPA - IN AUSTRIA I CATTOLICI SONO SEMPRE DI MENO, E LE ISTANZE DI MODERNISMO DELLA CHIESA LOCALE SONO STATE SOFFOCATE DALL'INTERVENTO DI UN CERTO CARDINAL RATZINGER.

Roberto Monteforte per "l'Unità"


È già inverno a Vienna. Sarà una città fredda e grigia ad accogliere oggi papa Benedetto XVI nel suo pellegrinaggio al cuore della vecchia Europa per l'850° anniversario della fondazione del santuario mariano di Mariazell. Fredda e forse indifferente, almeno stando all'inchiesta pubblicata dal settimanale austriaco Profil per il quale ben l'82 per cento degli austriaci non si sente interessato a questa visita.

Effetto della secolarizzazione che ha portato anche in Austria i cattolici ad essere una minoranza che si assottiglia sempre più. Lo dicono le cifre. Nel 2006 erano poco più di 5 milioni i cattolici «registrati», pari al 70 per cento della popolazione, ma di questi solo il 14 per cento, circa 800mila, erano coloro che frequentano regolarmente la messa domenicale. Calano le vocazioni. Lo scorso anno si sono contati soltanto 28 ordinazioni. L'età media dei sacerdoti è 64 anni. Tutti segni evidenti di una difficoltà che è anche difficoltà nel rapporto con la Chiesa di Roma.

Ma sul tappeto vi è anche altro. La crisi di credibilità vissuta dalla Chiesa austriaca negli anni '90 per lo scandalo degli abusi sessuali che hanno visto protagonista il cardinale Hans Hermann Groer. Sono tempi non così lontani. Vi è stata una riflessione critica all'interno della Chiesa è da li che nel 1995 è nato proprio in Austria il movimento ecclesiale internazionale «Noi siamo Chiesa» con la sua piattaforma per una rinascita dal basso della Chiesa. La messa in discussione del celibato obbligatorio dei sacerdoti, l'ordinazione delle donne, il ruolo del laicato nella vita della Chiesa, l'ecumenismo.



Una discussione aperta nella Chiesa austriaca che Roma ha voluto chiudere. Normalizzare: è stata la via imposta dall'allora cardinale Joseph Ratzinger. Ora torna a Vienna da Papa. «Sarà distante dalla gente» osserva il portavoce austriaco di Noi siamo Chiesa, Hans Peter Hurha. Come altre realtà ecclesiali di base aveva chiesto un confronto con il pontefice. Non vi saranno incontri. Al pontefice sarà consegnato un loro documento. «Sarà un occasione di festa e di gioia.

Non è questo il momento per discutere faccende scottanti» ha chiarito ieri il cardinale Christoph Schoenborn, l'arcivescovo di Vienna, teologo di fama internazionale che di Ratzinger è stato allievo e collaboratore. «Il Papa con questa visita - ha aggiunto - ci incoraggerà a vivere la fede». Ma questo «pellegrinaggio» non sarà solo un sostegno ad una Chiesa in difficoltà. Lo ha ricordato lo stesso Schoenborn: con la caduta della cortina di ferro e il crollo delle ideologie Vienna e l'Austria rappresentano per Benedetto XVI «un punto focale nel centro dell'Europa».

Hanno un ruolo importante da svolgere come ponte tra Occidente e Oriente, tra cattolicesimo e mondo ortodosso: rinvigorire quelle radici cristiane senza le quali l'Europa avrà difficoltà nel suo confronto con l'Islam. Anche questo lo spinge in pellegrinaggio al santuario mariano di Mariazell tra i monti della Stiria. C'è attesa per quello che dirà papa Ratzinger durante questo viaggio. Se vi saranno momenti di forte valore simbolico come la visita al monumento che ricorda la Shoah di 65mila ebrei austriaci a Judenplaze trucidati dai nazisti dal 1938 al 1945 dove sarà accolto dal rabbino capo e dal presidente della Comunità ebraica. Vi sarà un momento di raccoglimento silenzioso.

È al corpo diplomatico che, invece, parlerà e vi è attesa per le sue parole. La capitale austriaca ospita Organizzazioni internazionali importanti come l'Aiea (Agenzia internazionale per l'energia atomica) o l'Ocse. La platea adatta per un discorso che rilanci le sfide della Chiesa alla società contemporanea, a partire dalla difesa della vita dal suo concepimento alla sua fine naturale, al rapporto tra etica e scienza, allo sviluppo nel rispetto della persona umana al disarmo e la pace.


Dagospia 07 Settembre 2007