ROM, CITTÀ APERTA/2 - IL TERZO MONDO È QUI! IL FALLIMENTO DELLA DISNEYLAND VELTRONIANA ARRIVA SULLA PRESTIGIOSA "THE NEW YORK REVIEW OF BOOKS": "A ROMA SI VIVE PEGGIO DI 5 ANNI FA, IL SINDACO SI OCCUPI ANCHE DI QUANTO NON FA NOTIZIA: PAVIMENTI, PULIZIE."

Il "Modello Rom" del sindaco Veltroni sbarca in America. Non sono solo i quotidiani italiani ad essersi accorti, all'improvviso e per colpa di un povero cadavere, che Roma non è la Disneyland (Gianfry Fini Copyright) tutta nottibianche e tappetirossi tanto decantata dal Campidoglio. Prima ancora che anche Repubblica si rendesse conto della situazione di Tor Bella Monaca, un quadro devastante della Capitale e del primo cittadino lo aveva dato la prestigiosissima "The New York Review of Books", affiliata alla Rivista dei Libri. Qui sotto la traduzione di un estratto.

Dopo anni di silenzio mediatico e di cronache di Roma afone sui mali della città, ora le periferie terra di nessuno, gli uffici dell'anagrafe chiusi per ponte, i ragazzini che ballano e cantano sui binari della metropolitana, l'invasione dei romeni, tutto questo sta diventando dominio di tutti, e non solo dei cittadini romani costretti al coprifuoco fin dal pomeriggio per la paura.

IL TERZO MONDO PUÒ ESSERE TROVATO PROPRIO SOTTO I PIEDI DEL SINDACO
Ingrid D. Rowland per "The New York Review of Books" (estratto)


E' triste constatare che la Roma del 2007 e' un posto meno sicuro e meno piacevole da vivere (e visitare) di quanto lo fosse cinque o sei anni fa. Gli edifici ripuliti per il Giubileo del 2000 stanno ingrigendosi di nuovo nell'aria inquinata della città, sporcata da nuove legioni di SUV e dai bus turistici giganteschi che il Sindaco precedente, Francesco Rutelli, aveva confinato alla periferia della città.

Droghe e violenza sono adesso più evidenti che negli "anni di piombo" degli anni 70 e 80. [.] Roma e' ora nelle mani di un Sindaco la cui vocazione e' altrove. Volenteroso e pronto a dare spettacolo, Walter Veltroni crea Festival del Cinema e le "Notti Bianche", accompagna studenti in Ruanda, Malawi e ad Auschwitz e si fa vedere con Bob Geldof, Leonardo Di Caprio, Rigoberta Menchu e simili dal Palazzo Comunale progettato da Michelangelo.



Ha appena scritto il suo primo romanzo. E' un uomo per lo spettacolo piuttosto che l'infrastruttura; e' vero che sta completando una nuova linea della metropolitana, ma sono le vecchie linee che hanno bisogno della sua attenzione, fisicamente deteriorate e divenute in modo allarmante spazi di violenza.

Come piace sempre più sottolineare ai Romani, il Terzo Mondo può essere trovato proprio sotto i piedi del Sindaco, nelle sporche strade di Roma piene di buchi, fra i giovani senegalesi che vendono borse firmate e false, fra i cuochi egiziani la cui abilità con la pasta e la pizza sostiene un numero sempre maggiore di ristoranti romani.

La maggior parte dei stranieri sono stati assorbiti relativamente rapidamente in Roma, ma un numero sempre più significativo sta fallendo di completare quel processo. Per aiutare quelli, servirebbe a Roma un Sindaco con la vocazione e l'umiltà di fare quanto non fa notizia ma e' comunque essenziale: pavimentazione, sorveglianza, pulizie, riparazioni [.]


http://www.nybooks.com/articles/20675



Dagospia 04 Novembre 2007