ANSA QUIZ - "USURA: INDAGATI LEGALI RAPPRESENTANTI BANCO AMBROSIANO VENETO, MARSALA (TRAPANI)" - INDOVINA INDOVINELLO, CHI E' IN BALLO? UN TALE "BAZOLI, DI 75, RESIDENTE A BRESCIA".
(Ansa) - Ipotizzando il reato di usura, la Procura della repubblica di Marsala ha notificato un avviso di conclusione delle indagini preliminari a Ernesto Riva, di 62 anni, residente a Seregno (Milano), e a Giovanni Bazoli, di 75, residente a Brescia, entrambi legali rappresentanti, tra il 1996 e il 1999, del Banco Ambrosiano Veneto (poi, incorporato dalla Banca Intesa).
Secondo l'accusa, gli indagati, al vertice dell'istituto di credito, "nell'esecuzione di un medesimo disegno criminoso volto ad ottenere la maggior quantità di interesse monetario.. . applicavano tassi di interesse superiori a quelli fissati dalle norme vigenti". In particolare, "calcolando la commissione di massimo scoperto non soltanto sulla parte immobilizzata del fido concesso, ma anche sulla parte effettivamente utilizzata dal cliente, determinando così per la Banca una duplice remunerazione". E ciò con l'aggravante, secondo l'accusa, di aver agito "in danno di chi svolge attività imprenditoriale e si trova in stato di bisogno".
L'indagine, condotta dalla Guardia di finanza, aveva preso le mosse da una denuncia contro ignoti presentata, due anni fa, da un imprenditore di Marsala, Vito Salvatore Vaiarello, presidente del Cda di una società operante nel settore edile (vende materiali da costruzione) entrata in crisi, secondo l'accusa, a causa degli alti tassi d'interesse praticati dalle banche sui crediti accordati all'impresa.
Dagospia 21 Novembre 2007
Secondo l'accusa, gli indagati, al vertice dell'istituto di credito, "nell'esecuzione di un medesimo disegno criminoso volto ad ottenere la maggior quantità di interesse monetario.. . applicavano tassi di interesse superiori a quelli fissati dalle norme vigenti". In particolare, "calcolando la commissione di massimo scoperto non soltanto sulla parte immobilizzata del fido concesso, ma anche sulla parte effettivamente utilizzata dal cliente, determinando così per la Banca una duplice remunerazione". E ciò con l'aggravante, secondo l'accusa, di aver agito "in danno di chi svolge attività imprenditoriale e si trova in stato di bisogno".
L'indagine, condotta dalla Guardia di finanza, aveva preso le mosse da una denuncia contro ignoti presentata, due anni fa, da un imprenditore di Marsala, Vito Salvatore Vaiarello, presidente del Cda di una società operante nel settore edile (vende materiali da costruzione) entrata in crisi, secondo l'accusa, a causa degli alti tassi d'interesse praticati dalle banche sui crediti accordati all'impresa.
Dagospia 21 Novembre 2007