ROSSO SANSCEMO - IL "SECOLO" DENUNCIA: CAMMARIERE UN MILITANTE, BERTÈ COMUNISTA E ZARRILLO PRO-DILIBERTO - L'ESCLUSA MANUELA VILLA CONTRO BAUDO: LA TATANGELO NON E' UN'ARTISTA, E' SOLO LA DONNA DI D'ALESSIO...

1 - A SANREMO SOLO QUELLI DI SINISTRA...
(Adnkronos) - 'Sanremo a misura di Prodi: tutti dentro se di sinistra'. 'Il secolo d'Italia', in un articolo richiamato in prima pagina oggi, critica il Festival sottolineando i casi di alcune esclusioni eccelenti dalla prossima gara canora come quelle di Povia e Francesco Baccini. "E' una storia che si ripete ogni anno, specie se a condurre la kermesse e' Pippo Baudo che, solo a parole lancia gli appelli per superare le divisioni, almeno quando si parla di canzoni", scrive il 'Secolo' nel pezzo in cui vengono raccolti gli sfoghi e le accuse 'politiche' degli esclusi.

"Spulciando tra la lista dei cantanti ammessi, si capisce che molti, al di la' dei discorsi sul livello qualitativo, hanno il 'patentino' richiesto", prosegue il quotidiano di An citando Michele Zarrillo, "che ha scritto una canzone contro Berlusconi" e il cui testo del brano di quest'anno "sembra piu' che altro un intervento congressuale di Diliberto"; Max Gazze', che "e' arrivato a fare la sua prima tappa del tour cantando al Villaggio globale di Roma in una serata con compagni dei centri sociali"; Sergio Cammariere, che "vanta una certa militanza".

Poi c'e' Loredana Berte, "orgogliosamente comunista", mentre "un altro allineato e' Federico Zampaglio, anche lui dichiaratamente di sinistra". "Superfluo -prosegue il 'Secolo'- sopffermarsi su Eugenio Bennato, cosi' come scontata e' la collocazione di Frankie Hi Nrg, che non a caso a Sanremo porta 'Rivoluzione'". Infine, paradosso per 'il Secolo', "persino i cantanti non di sinistra porteranno tematiche dal sapore prodian-progressista. Forse proprio per evitare l'esclusione a priori". Come Anna Tatangelo, che cantera' dei gay.

2 - MANUELA VILLA FURIOSA: TATANGELO RACCOMANDATA DA GIGI D'ALESSIO, BAUDO ACCONTENTA LE CASE DISCOGRAFICHE...
Alessandra Menzani per "Libero"


Credeva che questa fosse la volta buona. Ci sperava tanto. Ma il suo nome non è tra quello dei 20 "big" che parteciperanno al Festival di Sanremo 2008. Manuela Villa è amareggiata, delusa, furibonda. Attacca Pippo Baudo, conduttore, e la commissione artistica.

Come sta, Manuela?
«Non è certo Sanremo a determinare la mia vita. Sto meglio di prima, le dirò, perché in mezzo a quel mucchio non ci sarei andata. È uno scempio».

Con chi ce l'ha?
«Quelli selezionati da Baudo non sono cantanti. A parte Toto Cutugno e Max Gazzé, che mi piace moltissimo».

Dice così perché è delusa.
«Sono vent'anni che tento di partecipare al Festival. Ho perso il conto. Per me Sanremo è morto, non è più nei miei pensieri».

Perché è stata esclusa, secondo lei?
«Non so. Quest'anno avevo tutte le carte in regola: la popolarità, dopo la vittoria all' "Isola dei famosi", e il consenso del pubblico. Potevo farcela. Non capisco come mai la partecipazione della Tatangelo fosse già stata annunciata mesi prima, quando ancora non si sapeva nulla. Ci sono regole poco chiare. Non si capisce».

Perché ce l'ha così tanto con la Tatangelo?
«Un caso sfacciato. Un'imposizione palese».

Perché?
«Chissà perché... La stanno pompando da mesi, ma non verrà fuori. Ha approfittato di una tematica (i gay, argomento del suo brano, ndr), non è un'artista. L'artista è Gigi D'Alessio, il suo fidanzato, che ha scritto per lei la canzone del Festival. Me dovrò sposa' pure io con un cantante...».



Se la prende con la Tatangelo perché è sostenuta da D'Alessio. Ma lei, Manuela, non è la figlia di Claudio Villa?
«Embé, mio padre è un artista conosciuto in tutto il mondo, che rispetto. A Sanremo sono apparsi tanti "figli di...": Facchinetti, Celentano, Morandi. Tutti hanno fatto fare pessime figure ai loro padri. Per carità, magari avrei fatto peggio di loro, però chiedevo un'opportunità nella vita. A una cantante si dovrebbe dare. Poi non contesto solo la Tatangelo».

E chi altri?
«Vogliamo parlare del duo del "Gobbo di Notre Dame" Lola Ponce e Di Tonno? Sono bravi, ma non "big"».

Torniamo a lei, alla canzone scartata.
«Si chiama "Se piove vedo il sole", scritta da mio fratello Claudio. Una bella romanza, in cui dico: anche se tutto è nero, si può andare avanti. Parlo dell'ottimismo che si cerca in noi stessi e negli altri. Baudo non deve dire che il brano non gli è piaciuto».

E perchè no?
«Perché di solito dice così, ma non è credibile. Un artista non porta a Sanremo una schifezza, giocandosi la reputazione. Le motivazioni sono altre, più in là scoprirò gli altarini, non mi faccia parla' se no me arrestano... Baudo, inoltre, non può dichiarare di aver voluto accontentare i gusti del pubblico con la sua scelta. Pippo ha accontentato quello che pare a lui».

Ossia?
«Le case discografiche e le loro logiche».

Povia, altro escluso, dice che questo è un Festival di centrosinistra.
«Più che la politica in senso stretto, parlerei della politica interna delle case discografiche, del business. Io non c'ho santi in Paradiso».

Enzo Mazza, presidente dei discografici, dice che tra cinque anni Sanremo morirà.
«Per me è già morto».

Lei ha trionfato all' "Isola". Crede che esista un pregiudizio per chi ha fatto un reality?
«Anche la moglie di Baudo ha fatto un reality, la "Fattoria", e allora non la famo più canta'? Meno male che ci sono i reality, perché se dovevo aspettare Baudo a quest'ora stavo a casa a fare la calzetta...».

E ora che farà?
«Incido la canzone che volevo cantare al Festival, faccio il nuovo cd, finisco il nuovo libro, un romanzo, c'è la turnè».

Chi vincerà Sanremo 2008?
«La Tatangelo, ci scommetto».


Dagospia 08 Gennaio 2008