NON È UN ELEFANTINO, È UN TOPOLINO - ROMA, APPENA 200 ANIME PER IL PRIMO COMIZIO DI FERRARA - SLOGAN DELLE FEMMINISTE IN PIAZZA: "MEGLIO ABORTIRE OGGI CHE PARTORIRE GIULIANO FERRARA DOMANI".
M. Antonietta Calabrò per il Corriere della Sera
Per il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, bisogna lasciare alle donne «l'autonomia delle decisioni riconosciute dalla legge ». Lo ha detto al Quirinale, celebrando in una cerimonia ufficiale il centenario dell'8 marzo, presente il ministro delle Pari opportunità Pollastrini, e Stefania Prestigiacomo di FI che l'ha preceduta nell'incarico.
In questo passaggio del suo discorso è parso implicito, ma trasparente, il riferimento di Napolitano alla legge sull'aborto oggetto in questi mesi di polemiche e di interventi, anche di magistratura e polizia (come è avvenuto a Napoli), che evidentemente preoccupano il capo dello Stato.
......
Una pesante critica alle parole di Napolitano è giunta da Giuliano Ferrara, promotore della lista «Aborto? no grazie » che ha organizzato ieri pomeriggio una manifestazione a Piazza Farnese. «In un ispirato discorso maschile - ha detto dal palco - il capo dello Stato invita a non ferire l'autonomia di decisione delle donne. Avrebbe dovuto aggiungere che la libertà delle donne non si realizza spingendole in braccio ai chirurghi negli ambulatori abortisti. E io mi chiedo perché non sia stata invitata al Quirinale la nostra capolista Paola Bonzi, anima del Centro aiuto alla vita della clinica Mangiagalli di Milano, una donna che in tanti anni ha aiutato centinaia e centinaia di donne ». L'attacco non è piaciuto affatto al ministro Pollastrini: «Ferrara - ha detto - ha superato il senso del limite».
Ieri intanto sono state decine di migliaia le donne in piazza in tutta Italia (da Napoli a Cagliari, da Milano a Chioggia) per le varie manifestazioni. A Roma, si è svolta quella, nazionale, di Cgil, Cisl e Uil. Lo striscione in testa al corteo chiedeva: «Lavoro, libertà di scelta, sviluppo, qualità della vita». Oltre 30mila i partecipanti, secondo le stime degli organizzatori. Si sono sentiti fischi contro Ferrara. Presenti i tre leader sindacali Epifani, Bonanni, Angeletti.
«Una manifestazione non oceanica», invece, ammette Ferrara, quella di piazza Farnese: ci sono tra le duecento e le trecento persone. Molte bandiere rimangono arrotolate vicino al palco dell'organizzazione. Niente di più di un Hyde Park Corner, come ha detto lo stesso Ferrara, cioè l'angolo dell'omonimo parco londinese dove, si può parlare liberamente su tutto, quasi sempre nell'indifferenza generale. Poi arriva la stilettata al candidato Pd Umberto Veronesi: «Guru in camice bianco di una nuova eugenetica».
Sul palco, anche Giovanni Lindo Ferretti, l'ex voce dei Cccp, gruppo punk filosovietico, ritornato alla fede cattolica che è rimasto fulminato da Ratzinger. Gabriella, una femminista, si mette a fischiare. Poco più in là un gruppetto di ragazze si fermano a cantare, battere i tamburelli, distribuire volantini con il logo «In difesa della 194. Meglio abortire oggi che partorire Giuliano Ferrara domani».
Dagospia 09 Marzo 2008
Per il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, bisogna lasciare alle donne «l'autonomia delle decisioni riconosciute dalla legge ». Lo ha detto al Quirinale, celebrando in una cerimonia ufficiale il centenario dell'8 marzo, presente il ministro delle Pari opportunità Pollastrini, e Stefania Prestigiacomo di FI che l'ha preceduta nell'incarico.
In questo passaggio del suo discorso è parso implicito, ma trasparente, il riferimento di Napolitano alla legge sull'aborto oggetto in questi mesi di polemiche e di interventi, anche di magistratura e polizia (come è avvenuto a Napoli), che evidentemente preoccupano il capo dello Stato.
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Una pesante critica alle parole di Napolitano è giunta da Giuliano Ferrara, promotore della lista «Aborto? no grazie » che ha organizzato ieri pomeriggio una manifestazione a Piazza Farnese. «In un ispirato discorso maschile - ha detto dal palco - il capo dello Stato invita a non ferire l'autonomia di decisione delle donne. Avrebbe dovuto aggiungere che la libertà delle donne non si realizza spingendole in braccio ai chirurghi negli ambulatori abortisti. E io mi chiedo perché non sia stata invitata al Quirinale la nostra capolista Paola Bonzi, anima del Centro aiuto alla vita della clinica Mangiagalli di Milano, una donna che in tanti anni ha aiutato centinaia e centinaia di donne ». L'attacco non è piaciuto affatto al ministro Pollastrini: «Ferrara - ha detto - ha superato il senso del limite».
Ieri intanto sono state decine di migliaia le donne in piazza in tutta Italia (da Napoli a Cagliari, da Milano a Chioggia) per le varie manifestazioni. A Roma, si è svolta quella, nazionale, di Cgil, Cisl e Uil. Lo striscione in testa al corteo chiedeva: «Lavoro, libertà di scelta, sviluppo, qualità della vita». Oltre 30mila i partecipanti, secondo le stime degli organizzatori. Si sono sentiti fischi contro Ferrara. Presenti i tre leader sindacali Epifani, Bonanni, Angeletti.
«Una manifestazione non oceanica», invece, ammette Ferrara, quella di piazza Farnese: ci sono tra le duecento e le trecento persone. Molte bandiere rimangono arrotolate vicino al palco dell'organizzazione. Niente di più di un Hyde Park Corner, come ha detto lo stesso Ferrara, cioè l'angolo dell'omonimo parco londinese dove, si può parlare liberamente su tutto, quasi sempre nell'indifferenza generale. Poi arriva la stilettata al candidato Pd Umberto Veronesi: «Guru in camice bianco di una nuova eugenetica».
Sul palco, anche Giovanni Lindo Ferretti, l'ex voce dei Cccp, gruppo punk filosovietico, ritornato alla fede cattolica che è rimasto fulminato da Ratzinger. Gabriella, una femminista, si mette a fischiare. Poco più in là un gruppetto di ragazze si fermano a cantare, battere i tamburelli, distribuire volantini con il logo «In difesa della 194. Meglio abortire oggi che partorire Giuliano Ferrara domani».
Dagospia 09 Marzo 2008