OCSE, CHE FRENATA! - ROSA CON SPINE PER ZUNINO - TELECOM, JPMORGAN SCENDE - ROMA VOLA IN BORSA (+6%) - SOROS: COLPA DI REAGAN - AIRBUS E BOEING, MAL COMUNE - ZALESKI PUNTA SU PARIGI - AUTOGOL BENETTON.
1 - OCSE: CRESCITA GLOBALE IN FRENATA. PER L'ITALIA SUPERINDICE FEBBRAIO -0,2 PUNTI.
(Apcom) - Continuano e deteriorarsi le prospettive di crescita economica dell'Italia, assieme a quelle di tutte le economie avanzate e, come emerso negli ultimi mesi, anche dei nuovi giganti globali Cina e India. E' quanto rileva l'Ocse sulla base degli ultimi risultati del suo superindice previsionale per l'economia. A febbraio per la penisola segnala "rallentamento", con una flessione di 0,2 punti dal mese precedente, mentre la variazione su base annua del superindice si è aggravata al meno 4,1%, la seconda peggiore dopo quella del Giappone.
Per le sette maggior economie avanzate il supetrindice ha registrato un calo da 0,1 punti su base mensile e da 2,8 punti su base annua, per l'area dell'Ocse un progresso da 0,1 punti dal mese precedente ma un calo da 2,4 punti su base annua. Flessione mensile da 0,1 punti anche per gli Usa - prosegue l'Ocse con una nota - mentre su base annua a febbraio il superindice risulta di 2,5 punti più basso.
In Europa il calo mensile più forte investe la Francia, meno 0,6 punti mentre la variazione annua è negativa per 1,9 punti. Per la Germania il superindice ha mostrato una flessione mensile di 0,1 punti e di 2,7 punti su base annua. In Gran Bretagna il calo è stato di 0,3 punti dal mese precedente e di 1,3 punti rispetto al febbraio del 2007.
Recupera il Giappone, seconda maggiore economia globale, con 0,4 punti in più dal mese precedente, ma nonostante questo la flessione su base annua, con meno 4,7 punti, resta la più grave tra quelle rilevate dall'Ocse.
E in Asia si profilano frenate anche per la gigantesca Cina, con una caduta di ben 0,7 punti dal mese precedente e 3,5 punti su base annua, e per l'India, meno 0,7 punti in un mese e meno 1,9 punti su base annua. Cali mensili anche per Brasile e Russia, rispettivamente meno 0,6 e meno 0,1 punti, ma su base annua le variazioni del superindice restano positive, per 2,4 e 2,9 punti.
2 - TELECOM, JP MORGAN SCENDE SOTTO LA SOGLIA DEL 2%...
(Apcom) - Jp Morgan dallo scorso 1 aprile è scesa sotto la soglia del 2% nel capitale di Telecom Italia rispetto alla quota del 2,028% risalente al 28 marzo. Lo si apprende dalle comunicazioni odierne della Consob sulle partecipazioni rilevanti.
3 - AS ROMA, PROSEGUE IL RALLY IN BORSA +6%...
(Apcom) - Corre in Borsa il titolo As Roma nonostante la smentita della famiglia Sensi che ieri ha dichiarato che non è in corso alcun processo per la dismissione della propria partecipazione nel club giallorosso. Le azioni mettono a segno a metà mattinata un rialzo di oltre il 6% con un massimo intraday toccato a 0,925 euro. Il mercato specula così sull'arrivo di un'offerta da parte del finanziere George Soros.
4 - UNA ROSA DI MANAGER SUI TERRENI DI ZUNINO.
R. Fi. per "Il Sole 24 Ore" - Il riassetto di Risanamento potrebbe essere vicino a una svolta. L'obiettivo, si sa, è individuare un manager collaudato, gradito alle banche, in grado di interagire con Luigi Zunino con il compito di rimettere in sesto la struttura finanziaria della società. In un primo momento, la rosa dei possibili candidati includeva i nomi di Tommaso Pompei, Luigi Gubitosi e Alberto Lina, ma ora se ne sarebbero aggiunti altri: quello di Caputo Nassetti (Deutche bank), Francesco Di Giovanni (Adr) e Pierfrancesco Saviotti (ex Comit). Si è ancora lontani da una scelta definitiva, ma i tempi sono stretti, anche perché la situazione finanziaria del gruppo impone una soluzione veloce. Sembra però che dopo l'ipotesi iniziale di nominare un amministratore delegato e un direttore finanziario, l'intenzione siadi procedere con la nomina di un presidente di garanzia e di un direttore finanziario.
5 - SOROS, I SUBPRIME E L'EREDITÀ DI REAGAN.
R. Fi. per "Il Sole 24 Ore" - Il mercato ha dato molto a George Soros, ma non per questo il miliardario americano gli riconosce grande considerazione. Anzi, secondo Soros anche la crisi dei subprime ha origine dalle teorie ultraliberali e "fondamentaliste" degli anni Ottanta, quelle dell'epoca di Ronald Reagan: «Abbiamo creduto allora che i mercati erano efficienti, che potevano correggere i loro stessi eccessi. Ma questo paradigma - dice il miliardario americano - è sbagliato».
E pure di grosso, visto che il settantasettenne Soros è più pessimista del Fondo Monetario Internazionale: secondo lui il costo della crisi dei subprime, il cui fondo non è ancora stato toccato, potrebbe superare i 945 miliardi di dollari stimati dall'Fmi. La soluzione? Secondo Soros è in parte regolamentare «le Autorità hanno lasciato correre il mercato del credito fuori dalla loro sorveglianza» - ma è anche culturale: «Noi non dobbiamo dimenticarci dell'incertezza propria dei mercati».
6 - IL MAL COMUNE DI AIRBUS E BOEING.
R. Fi. per "Il Sole 24 Ore" - Non basteranno i guai della Boeing a riportare la calma in Airbus, ma è certo che dopo la stagione dei ritardi dell'europeo A380 e le indagini per insider trading nella holding Eads, a Parigi ora guardano con una certa soddisfazione alle turbolenze in cui viaggia il concorrente di Chicago e il suo modello 787 Dreamliner. Il dato di fatto è che i due aerei simbolo della battaglia fra Airbus e Boeing, il colossale A380 e il performante 787 Dreamliner, hanno accusato ritardi progettuali. Ma l'A380 è in servizio, mentre il 787 Dreamliner fatto per il 50% in fibra di carbonio non è ancora pronto a volare e la prima consegna arriverà (salvo ulteriori slittamenti) nel terzo trimestre del 2009. Nel frattempo Boeing deve fare fronte alle richieste di risarcimento minacciate dagli acquirenti Air NewZealand, Air India, All Nippon Airways, Japan Airlines e Qantas.
7 - IL CHIP DI ZALESKI SULLA ROULETTE DI PARIGI.
Mar. Man. per "Il Sole 24 Ore" - In Francia il settore delle costruzioni è in pieno fermento. La battaglia legale in corso sul gruppo francese Eiffage e gli appetiti degli spagnoli di Sacyr sembrano solo il primo passo di un riassetto che si preannuncia di dimensioni ben più rilevanti. Questo pensano gli addetti ai lavori. E questo (forse) pensa Romain Zaleski. Il finanziere franco polacco, si sa, compra e vende in modo «ragionato». E difficilmente sbaglia: prova ne è il ritorno miliardario di investimenti come quello in Edison e Arcelor Mittal. Ieri Zaleski - è emerso - ha scelto proprio il settore delle costruzioni per parcheggiare un po' di liquidità: la Carlo Tassara è salita nel capitale del gruppo francese Vinci, leader nel settore delle costruzioni in Europa, oltre la soglia del 3%. Zaleski era salito a oltre il 2% in Vinci nel luglio 2007, mentre nel maggio 2007 era sopra l'1%. Che ci sia qualcosa in ballo?
8 - SUPEREURO E FMI FRENANO IL LUSSO.
Da "La Stampa" - Lusso in difficoltà in Europa, dopo le revisioni al ribasso sulla crescita mondiale da parte del Fondo monetario internazionale (Fmi). La nuova impennata dell'euro su dollaro e sterlina ha contribuito, poi, ad alimentare le vendite sui titoli del lusso in Italia e Francia. A Piazza Affari, Bulgari e Luxottica perdono rispettivamente il 3,33% e il 2,44%, a fronte di un S&P/Mib in calo dello 0,71%. La casa di gioielleria Bulgari risulta penalizzata anche dagli analisti di Exane Bnp Paribas, che hanno abbassato la raccomandazione sul titolo da neutral a underperform. Stessa revisione al ribasso è stata fatta da Exane su Hermes, che sulla Borsa di Parigi ha perso l'1,59%. Sempre a Parigi, nel Cac40 vendite su due big del settore Lvmh (-1,51%), e Ppr (-1,61%). A Zurigo è debole Richemont, che ha ceduto l'1,48%.
9 - L'AUTOGOL DI BENETTON.
Andrea Greco per "la Repubblica" - Entro lunedì la Consob tornerà sui sindaci di Generali. Ribadirà, con più forza, che i soci del patto di Mediobanca la controllano congiuntamente. Quindi c´è collegamento con Generali, di cui piazzetta Cuccia ha il 15,6%. Quindi non è rispettato il Regolamento Emittenti se Benetton, socio e pattista di Mediobanca, presenta una lista di minoranza a Trieste. Così ai Benetton resteranno due opzioni: dire «abbiamo scherzato» e ritirare una lista che promette molti più guai che vantaggi; proseguire nell´iniziativa, dritto allo scontro in tribunale col fondo Algebris, l´hedge che promise battaglia sul Leone (e la mantiene). A Ponzano si attende, convinti d´essere nel giusto. Ma lo stesso establishment che ha chiesto un favore sulla lista potrebbe chiedere di ritirarla, alla mala parata. E anche allora resterà il problema che il vaso di Pandora dell´intreccio Mediobanca-Generali è stato aperto. Scoperchiato anzi
Dagospia 11 Aprile 2008
(Apcom) - Continuano e deteriorarsi le prospettive di crescita economica dell'Italia, assieme a quelle di tutte le economie avanzate e, come emerso negli ultimi mesi, anche dei nuovi giganti globali Cina e India. E' quanto rileva l'Ocse sulla base degli ultimi risultati del suo superindice previsionale per l'economia. A febbraio per la penisola segnala "rallentamento", con una flessione di 0,2 punti dal mese precedente, mentre la variazione su base annua del superindice si è aggravata al meno 4,1%, la seconda peggiore dopo quella del Giappone.
Per le sette maggior economie avanzate il supetrindice ha registrato un calo da 0,1 punti su base mensile e da 2,8 punti su base annua, per l'area dell'Ocse un progresso da 0,1 punti dal mese precedente ma un calo da 2,4 punti su base annua. Flessione mensile da 0,1 punti anche per gli Usa - prosegue l'Ocse con una nota - mentre su base annua a febbraio il superindice risulta di 2,5 punti più basso.
In Europa il calo mensile più forte investe la Francia, meno 0,6 punti mentre la variazione annua è negativa per 1,9 punti. Per la Germania il superindice ha mostrato una flessione mensile di 0,1 punti e di 2,7 punti su base annua. In Gran Bretagna il calo è stato di 0,3 punti dal mese precedente e di 1,3 punti rispetto al febbraio del 2007.
Recupera il Giappone, seconda maggiore economia globale, con 0,4 punti in più dal mese precedente, ma nonostante questo la flessione su base annua, con meno 4,7 punti, resta la più grave tra quelle rilevate dall'Ocse.
E in Asia si profilano frenate anche per la gigantesca Cina, con una caduta di ben 0,7 punti dal mese precedente e 3,5 punti su base annua, e per l'India, meno 0,7 punti in un mese e meno 1,9 punti su base annua. Cali mensili anche per Brasile e Russia, rispettivamente meno 0,6 e meno 0,1 punti, ma su base annua le variazioni del superindice restano positive, per 2,4 e 2,9 punti.
2 - TELECOM, JP MORGAN SCENDE SOTTO LA SOGLIA DEL 2%...
(Apcom) - Jp Morgan dallo scorso 1 aprile è scesa sotto la soglia del 2% nel capitale di Telecom Italia rispetto alla quota del 2,028% risalente al 28 marzo. Lo si apprende dalle comunicazioni odierne della Consob sulle partecipazioni rilevanti.
3 - AS ROMA, PROSEGUE IL RALLY IN BORSA +6%...
(Apcom) - Corre in Borsa il titolo As Roma nonostante la smentita della famiglia Sensi che ieri ha dichiarato che non è in corso alcun processo per la dismissione della propria partecipazione nel club giallorosso. Le azioni mettono a segno a metà mattinata un rialzo di oltre il 6% con un massimo intraday toccato a 0,925 euro. Il mercato specula così sull'arrivo di un'offerta da parte del finanziere George Soros.
4 - UNA ROSA DI MANAGER SUI TERRENI DI ZUNINO.
R. Fi. per "Il Sole 24 Ore" - Il riassetto di Risanamento potrebbe essere vicino a una svolta. L'obiettivo, si sa, è individuare un manager collaudato, gradito alle banche, in grado di interagire con Luigi Zunino con il compito di rimettere in sesto la struttura finanziaria della società. In un primo momento, la rosa dei possibili candidati includeva i nomi di Tommaso Pompei, Luigi Gubitosi e Alberto Lina, ma ora se ne sarebbero aggiunti altri: quello di Caputo Nassetti (Deutche bank), Francesco Di Giovanni (Adr) e Pierfrancesco Saviotti (ex Comit). Si è ancora lontani da una scelta definitiva, ma i tempi sono stretti, anche perché la situazione finanziaria del gruppo impone una soluzione veloce. Sembra però che dopo l'ipotesi iniziale di nominare un amministratore delegato e un direttore finanziario, l'intenzione siadi procedere con la nomina di un presidente di garanzia e di un direttore finanziario.
5 - SOROS, I SUBPRIME E L'EREDITÀ DI REAGAN.
R. Fi. per "Il Sole 24 Ore" - Il mercato ha dato molto a George Soros, ma non per questo il miliardario americano gli riconosce grande considerazione. Anzi, secondo Soros anche la crisi dei subprime ha origine dalle teorie ultraliberali e "fondamentaliste" degli anni Ottanta, quelle dell'epoca di Ronald Reagan: «Abbiamo creduto allora che i mercati erano efficienti, che potevano correggere i loro stessi eccessi. Ma questo paradigma - dice il miliardario americano - è sbagliato».
E pure di grosso, visto che il settantasettenne Soros è più pessimista del Fondo Monetario Internazionale: secondo lui il costo della crisi dei subprime, il cui fondo non è ancora stato toccato, potrebbe superare i 945 miliardi di dollari stimati dall'Fmi. La soluzione? Secondo Soros è in parte regolamentare «le Autorità hanno lasciato correre il mercato del credito fuori dalla loro sorveglianza» - ma è anche culturale: «Noi non dobbiamo dimenticarci dell'incertezza propria dei mercati».
6 - IL MAL COMUNE DI AIRBUS E BOEING.
R. Fi. per "Il Sole 24 Ore" - Non basteranno i guai della Boeing a riportare la calma in Airbus, ma è certo che dopo la stagione dei ritardi dell'europeo A380 e le indagini per insider trading nella holding Eads, a Parigi ora guardano con una certa soddisfazione alle turbolenze in cui viaggia il concorrente di Chicago e il suo modello 787 Dreamliner. Il dato di fatto è che i due aerei simbolo della battaglia fra Airbus e Boeing, il colossale A380 e il performante 787 Dreamliner, hanno accusato ritardi progettuali. Ma l'A380 è in servizio, mentre il 787 Dreamliner fatto per il 50% in fibra di carbonio non è ancora pronto a volare e la prima consegna arriverà (salvo ulteriori slittamenti) nel terzo trimestre del 2009. Nel frattempo Boeing deve fare fronte alle richieste di risarcimento minacciate dagli acquirenti Air NewZealand, Air India, All Nippon Airways, Japan Airlines e Qantas.
7 - IL CHIP DI ZALESKI SULLA ROULETTE DI PARIGI.
Mar. Man. per "Il Sole 24 Ore" - In Francia il settore delle costruzioni è in pieno fermento. La battaglia legale in corso sul gruppo francese Eiffage e gli appetiti degli spagnoli di Sacyr sembrano solo il primo passo di un riassetto che si preannuncia di dimensioni ben più rilevanti. Questo pensano gli addetti ai lavori. E questo (forse) pensa Romain Zaleski. Il finanziere franco polacco, si sa, compra e vende in modo «ragionato». E difficilmente sbaglia: prova ne è il ritorno miliardario di investimenti come quello in Edison e Arcelor Mittal. Ieri Zaleski - è emerso - ha scelto proprio il settore delle costruzioni per parcheggiare un po' di liquidità: la Carlo Tassara è salita nel capitale del gruppo francese Vinci, leader nel settore delle costruzioni in Europa, oltre la soglia del 3%. Zaleski era salito a oltre il 2% in Vinci nel luglio 2007, mentre nel maggio 2007 era sopra l'1%. Che ci sia qualcosa in ballo?
8 - SUPEREURO E FMI FRENANO IL LUSSO.
Da "La Stampa" - Lusso in difficoltà in Europa, dopo le revisioni al ribasso sulla crescita mondiale da parte del Fondo monetario internazionale (Fmi). La nuova impennata dell'euro su dollaro e sterlina ha contribuito, poi, ad alimentare le vendite sui titoli del lusso in Italia e Francia. A Piazza Affari, Bulgari e Luxottica perdono rispettivamente il 3,33% e il 2,44%, a fronte di un S&P/Mib in calo dello 0,71%. La casa di gioielleria Bulgari risulta penalizzata anche dagli analisti di Exane Bnp Paribas, che hanno abbassato la raccomandazione sul titolo da neutral a underperform. Stessa revisione al ribasso è stata fatta da Exane su Hermes, che sulla Borsa di Parigi ha perso l'1,59%. Sempre a Parigi, nel Cac40 vendite su due big del settore Lvmh (-1,51%), e Ppr (-1,61%). A Zurigo è debole Richemont, che ha ceduto l'1,48%.
9 - L'AUTOGOL DI BENETTON.
Andrea Greco per "la Repubblica" - Entro lunedì la Consob tornerà sui sindaci di Generali. Ribadirà, con più forza, che i soci del patto di Mediobanca la controllano congiuntamente. Quindi c´è collegamento con Generali, di cui piazzetta Cuccia ha il 15,6%. Quindi non è rispettato il Regolamento Emittenti se Benetton, socio e pattista di Mediobanca, presenta una lista di minoranza a Trieste. Così ai Benetton resteranno due opzioni: dire «abbiamo scherzato» e ritirare una lista che promette molti più guai che vantaggi; proseguire nell´iniziativa, dritto allo scontro in tribunale col fondo Algebris, l´hedge che promise battaglia sul Leone (e la mantiene). A Ponzano si attende, convinti d´essere nel giusto. Ma lo stesso establishment che ha chiesto un favore sulla lista potrebbe chiedere di ritirarla, alla mala parata. E anche allora resterà il problema che il vaso di Pandora dell´intreccio Mediobanca-Generali è stato aperto. Scoperchiato anzi
Dagospia 11 Aprile 2008