LETTA LAUREATO HONORIS CAUSA IN "PUBLIC SERVICE" DALLA JOHN CABOT UNIVERSITY
"IO AVVOCATO MANCATO, GIORNALISTA PERDUTO, NON PARTECIPERÒ AL CAROSELLO
INFINITO DEL BLA-BLA POLITICO. CI VUOLE QUALCUNO CHE LAVORI TANTO E PARLI POCO"
"IO AVVOCATO MANCATO, GIORNALISTA PERDUTO, NON PARTECIPERÒ AL CAROSELLO
INFINITO DEL BLA-BLA POLITICO. CI VUOLE QUALCUNO CHE LAVORI TANTO E PARLI POCO"
Foto di Mario Pizzi da Zagarolo
(Adnkronos) - Lo scenario e' dei migliori, immerso nel verde e con vista sulla capitale dall'alto del Gianicolo e Gianni Letta, sottosegretario alla presidenza del Consiglio, si capisce che a questa cerimonia di conferimento della laurea honoris causa da parte dell'americana 'John Cabot University' non sarebbe mancato per nessuna ragione al mondo. A Villa Aurelia il parterre accademico e' schierato al completo per la 'Commencement ceremony', la cerimonia di laurea per quasi cinquanta neo-dottori, chiamata cosi' a simboleggiare un nuovo inizio, un rito di passaggio verso il futuro.
Ci sono il Rettore Franco Pavoncello, il presidente del 'Board of trustees' dell'ateneo, Joseph Hagan, il Cardinale John Patrick Foley e un pezzo significativo della comunita' americana in Italia, anche se i giovani che frequentano la 'Jcu' vengono da ogni parte del mondo.
Insomma, per Letta un momento importante anche se e' fissato ad appena tre quarti d'ora dall'inizio del Consiglio dei ministri chiamato a rivelare 'l'arcano' dei nomi di sottosegretari e vice ministri ma in suo onore il cerimoniale viene modificato in modo da consentirgli di accettare il prestigioso titolo, indossando tocco e toga.
In perfetto stile lettiano, si profonde in scuse: "Sapete, ho un altro impegno -minimizza- e quando ho accettato non pensavo che la giornata di oggi avrebbe coinciso con il mio ruolo di sottosegretario nel Consiglio dei ministri. Ora direte: ecco il solito italiano che con il suo disordine ha portato una variazione imprevista".
Invece, nessuno lo biasima, tanto piu' dopo le parole di lode sul suo "contributo all'amicizia con gli Stati Uniti", la sua "opera per la pace e il dialogo", il suo impegno "per la prosperita' e il rispetto reciproco" pronunciate da Pavoncello, Hagan e il Card. Foley.
Insomma, una 'star' nel vero senso americano del termine, tanto piu' apprezzata da una platea consapevole della rarita' delle sue apparizioni, e dei suoi interventi, in pubblico. E quando prende la parola emerge un Letta sconosciuto ai piu', che ha espressioni di rammarico per essere, lui ex direttore de 'Il Tempo', un "giornalista perduto", lui, laureato in Legge e gia' avviato alla professione forense, "un avvocato mancato".
"SÌ AL DIALOGO, NON ANDRÒ IN TV".
Da "la Repubblica" - «Chi ha a cuore l´interesse nazionale deve ricucire, riannodare nella ricerca del bene comune». Dopo aver ricevuto una laurea Honoris causa in "Public service" dall´università americana John Cabot, Gianni Letta ieri ha auspicato il dialogo tre le forze responsabili del Paese. Ha promesso di svolgere il suo lavoro da sottosegretario «con impegno e rigore istituzionale» senza alcuna «proiezione esterna: non andrò in tv, non parteciperò al carosello infinito fatto più di dichiarazioni che di politica. Ci vuole qualcuno che lavori tanto e parli poco».
Letta spera quindi in un confronto bipartisan. «La situazione - ha detto - è ancora grave, sia per le prospettive economiche, sia gli assetti sociali, anche a causa delle lacerazioni prodotte dalle vicende politiche e da una aspra campagna elettorale».
Dagospia 13 Maggio 2008
(Adnkronos) - Lo scenario e' dei migliori, immerso nel verde e con vista sulla capitale dall'alto del Gianicolo e Gianni Letta, sottosegretario alla presidenza del Consiglio, si capisce che a questa cerimonia di conferimento della laurea honoris causa da parte dell'americana 'John Cabot University' non sarebbe mancato per nessuna ragione al mondo. A Villa Aurelia il parterre accademico e' schierato al completo per la 'Commencement ceremony', la cerimonia di laurea per quasi cinquanta neo-dottori, chiamata cosi' a simboleggiare un nuovo inizio, un rito di passaggio verso il futuro.
Ci sono il Rettore Franco Pavoncello, il presidente del 'Board of trustees' dell'ateneo, Joseph Hagan, il Cardinale John Patrick Foley e un pezzo significativo della comunita' americana in Italia, anche se i giovani che frequentano la 'Jcu' vengono da ogni parte del mondo.
Insomma, per Letta un momento importante anche se e' fissato ad appena tre quarti d'ora dall'inizio del Consiglio dei ministri chiamato a rivelare 'l'arcano' dei nomi di sottosegretari e vice ministri ma in suo onore il cerimoniale viene modificato in modo da consentirgli di accettare il prestigioso titolo, indossando tocco e toga.
In perfetto stile lettiano, si profonde in scuse: "Sapete, ho un altro impegno -minimizza- e quando ho accettato non pensavo che la giornata di oggi avrebbe coinciso con il mio ruolo di sottosegretario nel Consiglio dei ministri. Ora direte: ecco il solito italiano che con il suo disordine ha portato una variazione imprevista".
Invece, nessuno lo biasima, tanto piu' dopo le parole di lode sul suo "contributo all'amicizia con gli Stati Uniti", la sua "opera per la pace e il dialogo", il suo impegno "per la prosperita' e il rispetto reciproco" pronunciate da Pavoncello, Hagan e il Card. Foley.
Insomma, una 'star' nel vero senso americano del termine, tanto piu' apprezzata da una platea consapevole della rarita' delle sue apparizioni, e dei suoi interventi, in pubblico. E quando prende la parola emerge un Letta sconosciuto ai piu', che ha espressioni di rammarico per essere, lui ex direttore de 'Il Tempo', un "giornalista perduto", lui, laureato in Legge e gia' avviato alla professione forense, "un avvocato mancato".
"SÌ AL DIALOGO, NON ANDRÒ IN TV".
Da "la Repubblica" - «Chi ha a cuore l´interesse nazionale deve ricucire, riannodare nella ricerca del bene comune». Dopo aver ricevuto una laurea Honoris causa in "Public service" dall´università americana John Cabot, Gianni Letta ieri ha auspicato il dialogo tre le forze responsabili del Paese. Ha promesso di svolgere il suo lavoro da sottosegretario «con impegno e rigore istituzionale» senza alcuna «proiezione esterna: non andrò in tv, non parteciperò al carosello infinito fatto più di dichiarazioni che di politica. Ci vuole qualcuno che lavori tanto e parli poco».
Letta spera quindi in un confronto bipartisan. «La situazione - ha detto - è ancora grave, sia per le prospettive economiche, sia gli assetti sociali, anche a causa delle lacerazioni prodotte dalle vicende politiche e da una aspra campagna elettorale».
Dagospia 13 Maggio 2008