DRAGHI COMPRA ENERGIA PER 11,5 MILIONI DI EURO - DE MITA PER SAN CIRIACO ASPETTA LA PINA (PICIERNO) - MA CHE È ATTALI? A ROMA È L'ANAGRAMMA DI ATTILA - CROSETTO, IL RE DI VIA MARGUTTA.
Pierre de Nolac per Italia Oggi
1 - DRAGHI COMPRA ENERGIA PER 11,5 MILIONI DI EURO.
A tutti, quando si parla di punti, viene in mente il chirurgo. Gli amanti della velocità, magari pizzicati mentre guidavano a duecento all'ora sull'autostrada, pensano alla patente. Ma nessuno sogna di comprare l'energia "franco punti di consegna", come se si trattasse di un acquisto da fare al supermarket. Alla banca d'Italia che ha come governatore Mario Draghi, invece, ci hanno pensato: per risparmiare sulla bolletta. L'amministrazione centrale del servizio gestioni immobiliari, che ha sede a Frascati a largo Guido Carli, ha indetto una gara per procedura aperta con l'obiettivo di affidare l'appalto di fornitura di energia elettrica "franco punti di consegna" e relativa gestione dei servizi associati per gli stabili della banca d'Italia. Il quantitativo è consistente: 99 milioni di kwh, per un controvalore annuo di 11,5 milioni di euro (accise ed Iva escluse). Davvero energivora, la banca d'Italia: sarà pure dimagrita, con Draghi, ma quanto consuma. Il bando europeo sembra interessare parecchi gruppi, anche per vantare sul mercato, in futuro, il nome del famoso acquirente.
2 - ATTALI? E' L'ANAGRAMMA DI ATTILA.
Dopo un'infinita serie di annunci, ieri il sindaco di Roma Gianni Alemanno ha presentato il presidente della versione capitolina della commissione Attali, quella che è stata voluta da Nicolas Sarkozy. Sul colle è salito l'ex premier Giuliano Amato, che dopo l'esperienza vissuta al Viminale nel governo di Romano Prodi non è rimasto con le mani in mano: aveva iniziato a lavorare da casa, con passione, installando pure tra le mura domestiche una linea telefonica Adsl per usare internet senza dover inserire ogni volta il vecchio doppino nel computer. Un cronista che nella piazza dominata dalla copia del monumento a Marco Aurelio cercava di intervistare i (pochi) romani presenti sul valore di questa commissione ha però dovuto issare la bandiera bianca. Appena sentivano il cognome Attali, tutti chiedevano chi era la persona nominata. Il più simpatico lo ha ripetuto, annichilendo poi il povero giornalista con una geniale risposta: "Attali? Ma è l'anagramma di Attila. No, a Roma uno che si chiama così non può andare bene, è un nemico". Peccato, quel servizio in tv non andrà mai in onda.
3 - CROSETTO, IL RE DI VIA MARGUTTA.
Ha perso il ruolo di coordinatore di Forza Italia in Piemonte, Guido Crosetto, ma in realtà lui è contentissimo. L'esperienza governativa con Silvio Berlusconi lo appassiona, e aver lasciato lo scettro all'ex presidente della regione Enzo Ghigo non è stata per lui una delusione. Anzi. Chi lo conosce bene sa che Roma è nel cuore di Crosetto: viene soprannominato "il re di via Margutta". Sì, perché nella strada che nell'immaginario collettivo è dedicata ai pittori, lui ha una bellissima casa: non manca di frequentare il vicino hotel de Russie, in via del Babuino. E inoltre ha stretto amicizia con altri personaggi che abitano nella stessa via (dove non mancano attrici famose). In particolare, uno dei vicini che più frequenta è il vicepresidente del gruppo Arion, Daniele Ciccaglioni: nella catena di librerie della famiglia c'è pure quella situata a due passi da Montecitorio, la storica ex Paesi Nuovi, dove spesso si danno appuntamento i parlamentari della maggioranza e dell'opposizione per cercare accordi bipartisan. E poi nel suo salotto marguttiano le belle ragazze non mancano mai.
4 - DE MITA PER SAN CIRIACO ASPETTA LA PINA.
Quando era presidente del consiglio dei ministri, nella villa di Ciriaco De Mita arrivava ogni genere di regalo anche in occasione della festa del suo santo, l'8 agosto. Nella natia Nusco si celebravano solenni cerimonie per il politico democristiano. Tradizione continuata con passione e che pure oggi, data dedicata dalla Chiesa cattolica a san Ciriaco (diacono e martire), troverà l'ultraottantenne "intellettuale della Magna Grecia" (per usare la nota definizione di Gianni Agnelli) sempre protagonista. In quella casa è passata tutta la prima repubblica, e anche la seconda: già, perché nell'Irpinia demitiana prima o poi arrivavano i colleghi della Dc, i socialisti, i comunisti. E più recentemente Francesco Rutelli, pronto ad ascoltare i "ragionamenti" di Ciriaco, e Pina Picierno, la neodeputata del Pd voluta nella lista da Walter Veltroni. Sì, non mancherà l'affetto di Pier Ferdinando Casini, numero uno dell'Udc, ma in fondo ciò che De Mita si aspetta è una visita di quella Pina, che è stata una sua allieva tanto da dedicare al suo maestro una tesi di laurea. Sarebbe un bel gesto.
Dagospia 08 Agosto 2008
1 - DRAGHI COMPRA ENERGIA PER 11,5 MILIONI DI EURO.
A tutti, quando si parla di punti, viene in mente il chirurgo. Gli amanti della velocità, magari pizzicati mentre guidavano a duecento all'ora sull'autostrada, pensano alla patente. Ma nessuno sogna di comprare l'energia "franco punti di consegna", come se si trattasse di un acquisto da fare al supermarket. Alla banca d'Italia che ha come governatore Mario Draghi, invece, ci hanno pensato: per risparmiare sulla bolletta. L'amministrazione centrale del servizio gestioni immobiliari, che ha sede a Frascati a largo Guido Carli, ha indetto una gara per procedura aperta con l'obiettivo di affidare l'appalto di fornitura di energia elettrica "franco punti di consegna" e relativa gestione dei servizi associati per gli stabili della banca d'Italia. Il quantitativo è consistente: 99 milioni di kwh, per un controvalore annuo di 11,5 milioni di euro (accise ed Iva escluse). Davvero energivora, la banca d'Italia: sarà pure dimagrita, con Draghi, ma quanto consuma. Il bando europeo sembra interessare parecchi gruppi, anche per vantare sul mercato, in futuro, il nome del famoso acquirente.
2 - ATTALI? E' L'ANAGRAMMA DI ATTILA.
Dopo un'infinita serie di annunci, ieri il sindaco di Roma Gianni Alemanno ha presentato il presidente della versione capitolina della commissione Attali, quella che è stata voluta da Nicolas Sarkozy. Sul colle è salito l'ex premier Giuliano Amato, che dopo l'esperienza vissuta al Viminale nel governo di Romano Prodi non è rimasto con le mani in mano: aveva iniziato a lavorare da casa, con passione, installando pure tra le mura domestiche una linea telefonica Adsl per usare internet senza dover inserire ogni volta il vecchio doppino nel computer. Un cronista che nella piazza dominata dalla copia del monumento a Marco Aurelio cercava di intervistare i (pochi) romani presenti sul valore di questa commissione ha però dovuto issare la bandiera bianca. Appena sentivano il cognome Attali, tutti chiedevano chi era la persona nominata. Il più simpatico lo ha ripetuto, annichilendo poi il povero giornalista con una geniale risposta: "Attali? Ma è l'anagramma di Attila. No, a Roma uno che si chiama così non può andare bene, è un nemico". Peccato, quel servizio in tv non andrà mai in onda.
3 - CROSETTO, IL RE DI VIA MARGUTTA.
Ha perso il ruolo di coordinatore di Forza Italia in Piemonte, Guido Crosetto, ma in realtà lui è contentissimo. L'esperienza governativa con Silvio Berlusconi lo appassiona, e aver lasciato lo scettro all'ex presidente della regione Enzo Ghigo non è stata per lui una delusione. Anzi. Chi lo conosce bene sa che Roma è nel cuore di Crosetto: viene soprannominato "il re di via Margutta". Sì, perché nella strada che nell'immaginario collettivo è dedicata ai pittori, lui ha una bellissima casa: non manca di frequentare il vicino hotel de Russie, in via del Babuino. E inoltre ha stretto amicizia con altri personaggi che abitano nella stessa via (dove non mancano attrici famose). In particolare, uno dei vicini che più frequenta è il vicepresidente del gruppo Arion, Daniele Ciccaglioni: nella catena di librerie della famiglia c'è pure quella situata a due passi da Montecitorio, la storica ex Paesi Nuovi, dove spesso si danno appuntamento i parlamentari della maggioranza e dell'opposizione per cercare accordi bipartisan. E poi nel suo salotto marguttiano le belle ragazze non mancano mai.
4 - DE MITA PER SAN CIRIACO ASPETTA LA PINA.
Quando era presidente del consiglio dei ministri, nella villa di Ciriaco De Mita arrivava ogni genere di regalo anche in occasione della festa del suo santo, l'8 agosto. Nella natia Nusco si celebravano solenni cerimonie per il politico democristiano. Tradizione continuata con passione e che pure oggi, data dedicata dalla Chiesa cattolica a san Ciriaco (diacono e martire), troverà l'ultraottantenne "intellettuale della Magna Grecia" (per usare la nota definizione di Gianni Agnelli) sempre protagonista. In quella casa è passata tutta la prima repubblica, e anche la seconda: già, perché nell'Irpinia demitiana prima o poi arrivavano i colleghi della Dc, i socialisti, i comunisti. E più recentemente Francesco Rutelli, pronto ad ascoltare i "ragionamenti" di Ciriaco, e Pina Picierno, la neodeputata del Pd voluta nella lista da Walter Veltroni. Sì, non mancherà l'affetto di Pier Ferdinando Casini, numero uno dell'Udc, ma in fondo ciò che De Mita si aspetta è una visita di quella Pina, che è stata una sua allieva tanto da dedicare al suo maestro una tesi di laurea. Sarebbe un bel gesto.
Dagospia 08 Agosto 2008