SPOMPATI DELLA SETTIMANA - ZELIG, IL BAGAGLINO DELLA SINISTRA: LE LENTICCHIE DEPRESSE DI MANERA, IL MARTUFELLO DI CIRILLI, L'AVARO VITALI DI SCONSOLATA.(COSA C'E' DA RIDERE?)
Da Il Riformista
Zelig? È ufficialmente il Bagaglino di sinistra
C'è voluto Jannacci - «Zelig mi deprime, tutte braccia rubate all'agricoltura» - per incrinare l'immunità critica del programma più intoccabile degli ultimi anni, divenuto in questi giorni anche spettacolo teatrale itinerante. Il 30% di share e l'avvilente livello qualitativo medio hanno incentivato la furbetta sopravvalutazione di una trasmissione che, senza Bisio, la Hunziker e il duo Ale-Franz, risulterebbe inguardabile. Comicità rigorosamente d'evasione (guai a parlare di politica, oltre il cerchiobottismo non si va), comici che quando va bene reggono due minuti di monologo e che, ancor prima di scriversi un repertorio valido, sfornano libri. Due mentori navigati ma permalosi, Gino&Michele, il secondo dei quali ha più o meno dato del «rincoglionito» a Jannacci. Battute vecchie di cent'anni, allusioni, doppi sensi. L'unica differenza tra il Bagaglino e Zelig è che il primo è di destra e il secondo di sinistra.
Le lenticchie depresse di Leonardo Manera
Leonardo "energia pura" Manera ha tentato di tramutare l'assenza di carisma in cifra artistica. Sguardo depresso, alopecia depressa, passato depresso (parlava con le Valleverde nei primi «Quelli che il calcio»), Manera insegue l'effetto ironico raccontando barzellette (idea originale, nevvero). Cliente: «Cameriere, come mai le mie lenticchie non sono ancora arrivate?». Cameriere: Perché sono. lenticchie». Non fa molto ridere, sì, ma Manera è il primo a saperlo. Infatti, infrangendo fragorosamente - e con piglio avanguardista - il postulato primo delle barzellette, egli è subito prodigo nello spiegare la battuta. Nel dirci quando ridere. «Qui la comicità sta nel fatto che le lenticchie sono i legumi col tempo di cottura più veloce», aggiunge. E allora sì che non si ride.
Cirilli, una versione en travesti di Martufello
Gabriele Cirilli deve il suo successo al tormentone «Chi è Tatiana?». Vestito come una drag queen daltonica, Cirilli-Kruska sciorina urlante un florilegio di battute mai simili fra loro: «Tatiana è l'amica mia grassa, tarmente grassa che s'è voluta fa' er piercing all'ombelico: ha dovuto usa' l'hula-hoop». «Tatiana è l'amica mia grassa, tarmente grassa che quanno se scaccola ce deve mette' un cartello: "Caduta massi!"». Artista finissimo, il Cirilli. La versione en travesti di Martufello.
Esilaranti sopracciglia targate Soccmaker
Qualche anno fa, Marco della Noce riuscì in un'impresa epica: essere l'unico comico di «Mai dire gol» a non far ridere mai. Non solo. Sul suo curriculum figurano due film memorabili, palesemente debitori di Kieslowski, «Bibo per sempre» e «Operazione rosmarino». Che interpreti Larsen, Nocs o il meccanico Ferrari, della Noce ricorre ai medesimi stilemi: copiosi arricciamenti di sopracciglia, farsetti cacofonici, la finzione scenica - ma realissima - di un perenne stato di tossicodipendenza. Battuta forte: «Per entrare ai box, a Soccmaker abbiamo dato il telecomando, Irvine deve scendere e suonare il campanello». È stato quello che più se l'è presa con Jannacci: «Lo facevo più intelligente, dai suoi tempi la comicità è cambiata molto». Moltissimo. Prima si rideva e ora no.
Leggiadra Sconsolata Just like Alvaro Vitali
È lei, Sconsy, la quintessenza elegante e leggiadra del programma. La futura eroina di «Domenica In», la nuova Musa di Pieraccioni. Annamaria Barbera, il cui sogno è «tornare al teatro tragico » (ma già così come tragicità andiamo bene), attinge da un humus ricolmo di lapsus, doppi sensi sessuali e slang sudista. «Se sei ghei, dimmelo! Perkè io non ò pregiudizi, ma esiggenze...». «Se pratico il cunnilingus? Come no, anke il senzalingus.». «L'uomo ideale? A mi deve...Amare, E mi deve...Entusiasmare, H mi deve... Haccarezzare, Q mi deve... Qustodire, T mi deve... Trombare». La comicità non liposolubile di Sconsolata rimanda per eleganza ad Alvaro Vitali. Solo che Vitali, quando ruttava, non aveva velleità culturali. Ruttava e basta.
Dagospia.com 8 Luglio 2003
Zelig? È ufficialmente il Bagaglino di sinistra
C'è voluto Jannacci - «Zelig mi deprime, tutte braccia rubate all'agricoltura» - per incrinare l'immunità critica del programma più intoccabile degli ultimi anni, divenuto in questi giorni anche spettacolo teatrale itinerante. Il 30% di share e l'avvilente livello qualitativo medio hanno incentivato la furbetta sopravvalutazione di una trasmissione che, senza Bisio, la Hunziker e il duo Ale-Franz, risulterebbe inguardabile. Comicità rigorosamente d'evasione (guai a parlare di politica, oltre il cerchiobottismo non si va), comici che quando va bene reggono due minuti di monologo e che, ancor prima di scriversi un repertorio valido, sfornano libri. Due mentori navigati ma permalosi, Gino&Michele, il secondo dei quali ha più o meno dato del «rincoglionito» a Jannacci. Battute vecchie di cent'anni, allusioni, doppi sensi. L'unica differenza tra il Bagaglino e Zelig è che il primo è di destra e il secondo di sinistra.
Le lenticchie depresse di Leonardo Manera
Leonardo "energia pura" Manera ha tentato di tramutare l'assenza di carisma in cifra artistica. Sguardo depresso, alopecia depressa, passato depresso (parlava con le Valleverde nei primi «Quelli che il calcio»), Manera insegue l'effetto ironico raccontando barzellette (idea originale, nevvero). Cliente: «Cameriere, come mai le mie lenticchie non sono ancora arrivate?». Cameriere: Perché sono. lenticchie». Non fa molto ridere, sì, ma Manera è il primo a saperlo. Infatti, infrangendo fragorosamente - e con piglio avanguardista - il postulato primo delle barzellette, egli è subito prodigo nello spiegare la battuta. Nel dirci quando ridere. «Qui la comicità sta nel fatto che le lenticchie sono i legumi col tempo di cottura più veloce», aggiunge. E allora sì che non si ride.
Cirilli, una versione en travesti di Martufello
Gabriele Cirilli deve il suo successo al tormentone «Chi è Tatiana?». Vestito come una drag queen daltonica, Cirilli-Kruska sciorina urlante un florilegio di battute mai simili fra loro: «Tatiana è l'amica mia grassa, tarmente grassa che s'è voluta fa' er piercing all'ombelico: ha dovuto usa' l'hula-hoop». «Tatiana è l'amica mia grassa, tarmente grassa che quanno se scaccola ce deve mette' un cartello: "Caduta massi!"». Artista finissimo, il Cirilli. La versione en travesti di Martufello.
Esilaranti sopracciglia targate Soccmaker
Qualche anno fa, Marco della Noce riuscì in un'impresa epica: essere l'unico comico di «Mai dire gol» a non far ridere mai. Non solo. Sul suo curriculum figurano due film memorabili, palesemente debitori di Kieslowski, «Bibo per sempre» e «Operazione rosmarino». Che interpreti Larsen, Nocs o il meccanico Ferrari, della Noce ricorre ai medesimi stilemi: copiosi arricciamenti di sopracciglia, farsetti cacofonici, la finzione scenica - ma realissima - di un perenne stato di tossicodipendenza. Battuta forte: «Per entrare ai box, a Soccmaker abbiamo dato il telecomando, Irvine deve scendere e suonare il campanello». È stato quello che più se l'è presa con Jannacci: «Lo facevo più intelligente, dai suoi tempi la comicità è cambiata molto». Moltissimo. Prima si rideva e ora no.
Leggiadra Sconsolata Just like Alvaro Vitali
È lei, Sconsy, la quintessenza elegante e leggiadra del programma. La futura eroina di «Domenica In», la nuova Musa di Pieraccioni. Annamaria Barbera, il cui sogno è «tornare al teatro tragico » (ma già così come tragicità andiamo bene), attinge da un humus ricolmo di lapsus, doppi sensi sessuali e slang sudista. «Se sei ghei, dimmelo! Perkè io non ò pregiudizi, ma esiggenze...». «Se pratico il cunnilingus? Come no, anke il senzalingus.». «L'uomo ideale? A mi deve...Amare, E mi deve...Entusiasmare, H mi deve... Haccarezzare, Q mi deve... Qustodire, T mi deve... Trombare». La comicità non liposolubile di Sconsolata rimanda per eleganza ad Alvaro Vitali. Solo che Vitali, quando ruttava, non aveva velleità culturali. Ruttava e basta.
Dagospia.com 8 Luglio 2003