D'AVANZO LASCIA, GUZZANTI RADDOPPIA, EZIO MAURO FA SUSHI

Lunedì di fuoco a piazza Indipendenza. All'assemblea dei giornalisti di Repubblica va ad aggiungersi le dimissioni di Giuseppe D'Avanzo dal suo incarico di vice. Nel momento in cui scriviamo il glabro Ezio Mauro e il baffuto dimissionario sono ben serrati nella stanza del direttore a baccaiare.
D'Avanzo - secondo le rivelazioni del Barbiera della Sera - "ha mosso alla direzione di Repubblica critiche durissime. In particolare, il vice direttore ha accusato Ezio Mauro di tradire lo spirito di Repubblica, di penalizzare i giovani e le firme tradizionali del giornale, di fare un "giornalismo sushi", frivolo e virtuale".
Visto che era in ballo, D'Avanzo ha inviato per conoscenza la lettera di dimissioni all'amministratore delegato del Gruppo Espresso Marco Benedetto, all'editore Caracciolo, al fondatore Eugenio Scalfari, al padrone Carlo De Benedetti. Ed è facile immaginare la reazione di Mauro, un direttore che ha momenti splendidi, ma quarto d'ora terribili. Con quella voce somigliante a un trispazzatura in cui sia rimasto preso un coltello da macellaio, si comporta davanti alla redazione come un pubblico ministero che si rivolge a una giuria ostile. D'altra parte, il colonnello D'Avanzo non è da meno. Più che una stanza, era meglio scegliere un ring.

Comunque l'aria di crisi tra i due non è nuova. Già tempo fa Dagospia registrò turbolenze che sfociarono in dimissioni che poi rientrarono. D'Avanzo accusa Mauro di mancata valorizzazione delle sue scooppevoli inchieste, vedi il caso Telecom serbo. Insomma, di contare poco e niente, lontano dalle scelte operative e assente dalla linea del giornale. Da parte sua Mauro, che aveva strappato D'Avanzo a suon di decine di milioni dalla prima pagina del "Corriere della Sera", imputa al suo vice una manifesta incapacità a fare il numero due del quotidiano di piazza d'Indipendenza, poiché caratterialmente maldestro nel gestire la macchina del giornale: urla, da i numeri, esce fuori di matto. E la cosa non confà (a un vice).
Che la vita di un cronista giudiziario sia particolarmente accidentata ne troviamo conferma leggendo pagina 48 di "Prima Comunicazione". "Sono fuori dalla grazia di Dio i due più arrapati giornalisti giudiziari d'Europa: Giuseppe D'Avanzo e Carlo Bonini ce l'hanno a morte con il loro direttore Ezio Mauro, e con il loro giornale Repubblica, colpevoli di averli mollati sul più bello senza un sostegno, una parola, un aiutino, nemmeno una liquorizia Golia di consolazione. E sì che l'avevano fatto lo "scooppone" dell'anno con quella torbida storia di Telekom in Serbia. S'aspettavano il Pulitzer nostrano, la legion d'onore dal direttore... E invece niente di niente. Il loro colpo giornalistico è stato lasciato affondare giorno dopo giorno, senza nemmeno un merdoso editoriale di sostegno".
A questo punto di non ritorno, Mauro spera che D'Avanzo sappia gestire almeno se stesso: non tanto come editorialista (non ha lasciato tracce), piuttosto come super-inviato, tosto cronista pistarolo, dato i suoi teneri legami con le forze dell'ordine nel campo dell'antico giustizialismo meneghino e della mafia, nazionale e russa. Al posto vacante dell'irascibile D'Avanzo è molto probabile l'up-grade dell'attuale capo della redazione centrale Gregorio Botta, fido soldatino di Mauro.

Se D'Avanzo lascia, Mauro fa sushi, Paolo Guzzanti raddoppia. Deluso dalla mancata nomina a direttore de "Il Giornale", il babbo di Sabina e Corrado sarà candidato per la Casa delle Libertà, in un collegio senatoriale di Brescia. Lo ha reso noto il quotidiano "Bresciaoggi" e la notizia è stata sostanzialmente confermata dallo stesso Guzzanti.
"In realtà - ha detto il vicedirettore del Giornale al sito Affari Italiani- ho appreso anch'io da Bresciaoggi che mi sarebbe stato assegnato un collegio a Brescia. Io non ne so nulla, però posso dire di avere effettivamente dato la mia disponibilità per una candidatura".
Guzzanti ha ricordato anche che già nel '96 aveva esaminato la proposta di candidatura: "Poi pero' ho rinunciato perchè ho pensato che avrei potuto fare meglio come giornalista".
"Se il collegio assegnato dalla Casa delle Libertà a Guzzanti sarà veramente quello di Brescia", sottolinea sempre Affari Italiani, "il vicedirettore del Giornale dovrebbe avere come sfidante del Centrosinistra Ombretta Fumagalli Carulli".

(Copyright 26-03-2001)