PICCOLA POSTA - L'"HA" MORALE DELLA CARLUCCI - LA COCA, COLOMBO E TARADASH - FA SERVIZIO PUBBLICO "STRISCIA" O "AFFARI TUOI"? - L'ANDREOTTI SODOMITA DI LUTTAZZI - VIA TOSCANINI, DENTRO LENNON, E MUTI TACE.

Riceviamo e pubblichiamo:

Lettera 1

Ho spiegato ha mio figlio la potenza della giustizia divina, portando ad esempio il piccolo pastore ebreo che sfida, e vince, il gigante.
Peccato, perché la lettera non era niente male. Va beh, le sarà scappato, tra un parcheggio in divieto di sosta e un controsenso.
Ciao.
Martino

Lettera 2
"La Stampa", giovedì 27 novembre 2003, prima pagina, foto della Regina d'Inghilterra con la didascalia "Elisabetta benedice le nozze gay". Cuore di mamma!
Niente da fare...Se si tratta di Lapo, "La Stampa" si sente in dovere di lappare.
Dopo tanto strombazzare, alla fin fine, versa di più in beneficenza il cd del duo Napoli-Brianza o il libro de er Pupone?
Ma è vero che, come dice Taradash nella intervista a "Il Foglio", il Senatore Colombo oltre a usare la cocaina siede, in Senato, nel banco che fu di Giovanni Agnelli?
Leggendo Travaglio su "L'Unità" (scrive a proposito di G.FerrarA e S.Guzzanti): "Dimenticando Tognazzi e Vianello, Dario Fo e Franca Rame, Grillo e Benigni, tanti altri satiri delle migliori stagioni della Rai", mi è venuto un dubbio: erano (sono) satirici o satiri?
Io trovo che il fatto che George Bush, per andare a trovare i suoi soldati, debba farlo di nascosto, in gran segreto, sia una chiara immaginne di come stiano andando le cose nella strombazzata missione di pace...
Tubi

Lettera 3
Ma che cazzo dice Taradash? il fatto che Colombo, persona dotata di integrità morale (anche se su questo bisognerebbe discutere) faccia uso di coca significa che la cocaina non deve essere più considerata una sostanza pericolosa? E allora come la mettiamo con il fatto scientificamente accertato che la cocaina distrugge i neuroni del cervello, per cui chi la usa a lungo andare diventa imbecille (certo, bisogna vedere a quali livelli di consumo si arriva). Le droghe hanno tutte conseguenze negative sul cervello e sul comportamento umano, alcune di più, alcune di meno. La cocaina è una della più pericolose. Ma ognuno. Almeno per me, è liberissimo di far uso di sostanze stupefacenti, se se ne sta a casa propria. Se uno beve dalla mattina alla sera, liberissimo di farlo. Basta poi che non salga in auto e ammazzi la prima persona che attraversa la strada. Vuoi farti di ero? benissimo, basta poi che non picchi tua madre o che rubi in casa d'altri per procurarti i soldi della dose. Per quanto riguarda Colombo che già è in rischio di alzheimer, se in più si fa di coca, chi mi garantisce che è in grado di svolgere la sua funzione di senatore e sia in grado di valutare le leggi che poi determinano la vita di ogni singolo cittadino italiano? Qualcuno gli ha fatto un test d'intelligenza? Se Colombo vuole usare la coca, mi va benissimo se però se ne sta a casa sua e se non ricopre un incarico per cui le sue decisioni hanno conseguenze sulla pelle degli altri. Non dobbiamo pretendere solo l'integrità morale, ma anche la capacità di ragionare. E poi se Taradash vuole trovare argomenti a favore della liberalizzazione della droga, è meglio che si metta d'impegno a trovare delle valide ragioni, invece di sparare cazzate. Almeno avesse avuto la giustificazione di essere anche lui un consumatore di cocaina.
Saluti
Greg

Lettera 4

Visto che Murdoch tira... cioè come trend, cioè il vostro fiuto...no, fiuto no, cioè (è difficile però), insomma state parlando di Murdoch e spesso. Allora perché non "Quarto Potere" del mitico Jeffrey Archer? (Per chi non lo conoscesse fu nominato vicepresidente del partito conservatore dalla Tatcher nel 1985, ma restò invischiato in uno scandalo a sfondo erotico e si dovette dimettere. Nel 1992 Major gli conferì il titolo di lord). Il libro parla di vita fatti e misfatti di due poveri magnati dell'editoria in lotta perenne fra di loro, e uno è anche molto australiano. Una nota dell'autore avverte: "Questo romanzo è ispirato a eventi reali..."
ottavio.c

Lettera 5

Caro Dagostino,
da assiduo ed accanito lettore del Tuo sito ho rilevato come, a mio avviso, sia stato dedicato poco spazio e sia stato dato poco risalto alla vicenda Colombo, una vicenda inquietante che mi fa porre alcuni interrogativi:
1) Come può un Capo dello Stato promuovere "Senatore a vita" Emilio Colombo quando, sulla Costituzione, si legge che "il Presidente della Repubblica può nominare senatori a vita cinque cittadini che hanno illustrato la Patria per altissimi meriti nel campo sociale, scientifico, artistico e letterario"? Ne consegue che posso capire che il Presidente Ciampi avesse una conoscenza limitata del personaggio, (ma chi glielo ha proposto sarebbe bene che pagasse e che la cosa venisse pubblicizzata), ma in che modo Emilio Colombo ha "illustrato" la Patria (lasciamo stare gli ultimi episodi, ne parliamo dopo), quali possono essere gli "altissimi meriti"? Credo che in Italia ci sia almeno qualche altro milione di persone che la "illustrato" la patria più e meglio di Colombo.
2) Come può il Senatore a vita Emilio Colombo disporre di una scorta, e certamente anche di una macchina con autista, che paghiamo noi, quando poi viene lasciato senza scorta Marco Biagi. Chi poteva temere per la vita di Emilio Colombo? A chi poteva interessare non dico uccidere ma anche solo aggredire Emilio Colombo? Magari un ladro di portafogli (che possiamo avere tutti la ventura di incontrare), non certamente un brigatista, chè la eventuale morte di Emilio Colombo avrebbe potuto al massimo interessare qualche familiare stretto, oltre chi lo ha nominato "Senatore a Vita".
3) Come ci si può lamentare, da parte delle Istituzioni, della fuga di notizie in ordine allo sniffamento del Senatore a vita. Credo proprio che queste siano notizie che interessano tutti i cittadini che pagano per mantenere un Senatore a vita che sniffa cocaina. Forse chi l'ha nominato ha gradito meno la circostanza. Ma, c'est le vie
D'altra parte Caligola nominò Senatore un cavallo!
Grazie per l'ospitalità e corsiali saluti. Continua così.
Giuseppe Calderoni

Lettera 6

Già mi veniva l'orticaria quando alla radio sentivo le farneticazioni di Pierluigi Diaco (è suo il merito di avermi fatto riscoprire radio 105 che ascoltavo già anni fa), ma adesso questo signore che passa per essere la sua brutta copia, mi fa davvero infuriare. Possibile che non esistesse nessun'altro più in grado di questo figlio di Maffucci di parlare in Italiano ("mi raccomando delefonade allo..."). L'Italia non è solo romana!
Michela



Lettera 7

Caro Dago, il Messaggero del 26.11.03 iniziava così un articolo a pagina 9.
"Luttazzi colpisce ancora. E, stavolta, si è superato. Nel suo ultimo spettacolo, che ha debuttato al Teatro Modena di Genova, viene evocata sotto forma di dialogo una scena in cui Giulio Andreotti, davanti al cadavere di Aldo Moro chiuso nella tristemente celebre Renault 4, viene preso da eccitazione, lo denuda e lo sodomizza."
Non sono affatto un moralista e non mi scandalizzerei più di tanto a vedere una scena del genere in teatro, non capisco però lo scopo di Luttazzi. Vedere una caricatura di Andreotti, magari con la schiena curva e le orecchie a sventola, nell'atto di sodomizzare un cadavere non aggiunge nulla di nuovo alle tante imitazioni viste finora; da Noschese in poi. Allo stesso tempo, non ci sono ulteriori spunti di riflessione sulla vicenda Moro rispetto a quanto si sa.
Il Messaggero prosegue con un commento di Marco Molendini. "Difficile inventare una provocazione a tinte più forti, sgradevoli. Sarà la regola del gioco (non quella del buon gusto). Ma l'ironia, la comicità, il grottesco passano per altre strade. Per sostenere (se è questo che pensa Luttazzi) che Andreotti avrebbe goduto della morte del suo collega, ci potevano essere mille altri modi. Invece, stavolta, Luttazzi ha voluto farla grossa, più grossa della cacca di "Satyricon" che, in fondo, era solo una Pierinata. «Gli carezzava i fianchi, sedotto dalle curve femminili del corpo di Moro» racconta il suo testo. In sala è sceso il gelo."
Molendini sostiene che Luttazzi voglia solo far parlare di se, dopo i due anni e mezzo passati dietro la lavagna con le orecchie d'asino: forse ha ragione. Mi sorge però un terrificante dubbio, legato alle vicissitudini recenti di Daniele Fabbri da Sant'Arcangelo di Romagna, alias Luttazzi. Visto che il suo nome è sempre stato associato a Biagi e Santoro nella rappresentazione iconografica del messia crocifisso tra i due ladroni, cosa dovremo aspettarci di clamoroso dagli altri due? Biagi, per esempio, che rimette in onda 'Il Fatto' confessando di aver provato la coca a ottant'anni? Un'ultima notazione: feticismo, coprofagia, diffamazione e ora sodomia. Sembra la parabola delle vicende alterne che ha vissuto una fazione politica nostrana (che potrei citare per diritto di satira, ma che non faccio per evitare a Dagospia altre querele). All'inizio il culto per il lider maximo e la gioiosa macchina da guerra, poi tutti a mangiare escrementi pur di non intralciare l'abile manovratore, quindi la sconfitta e la conseguente guerra di insulti e ora il gusto di prenderlo in quel posto pur di non arrendersi all'evidenza della realtà di un Paese che vuole normalità.
Quale sarà la prossima perversione? La pedofilia? Forse leggendo Travaglio sull'Unità ne saprò di più.
A presto
Fabio Venditti
P.s. la battuta su Biagi e 'Il Fatto' è un velato doppio senso, è satira ... la coca .. il fatto ... se era su Berlusconi avrebbe fatto ridere.

Lettera 8
E' incredibile: la Rai, o meglio il Servizio Pubblico, si bea del successo del programma più stupido degli ultimi anni: "Affari tuoi". Ma con quale coscienza ci si può vantare di uno show che distribuisce miliardi senza premiare alcuna capacità, rispetto ad uno come "Striscia la notizia" - per di più su un canale commerciale dove non pago il canone - che viene premiato spesso come il miglior Tg in onda? E' un'istigazione al gioco d'azzardo, forse? Viviamo in un mondo alla rovescia: il Servizio Pubblico fa quiz scemi e miliardari, mentre la tv commerciale fa tv d'impegno e sociale. Invece di parlare di numeri e ascolti, c'e' qualche giornale che ha il coraggio di farlo notare?
Filippo Piersanti

Lettera 9

Caro Dago, vorrei rispondere ad Antonio sul caso Guzzanti. Certe affermazioni vanno argomentate, dire che la satira della Guzzanti sia a senso unico mi sembra una stupidaggine. La Guzzanti e il suo gruppo storico di appartenenza (Dandini & c.) hanno messo in piedi in questi anni una satira molto feroce anche contro il centrosinistra ed i suoi leader (avete presente D'Alema? o come venne 'massacrato' Rutelli poco prima delle elezioni? e Bertinotti?). Conoscete qualcun'altro che abbia stigmatizzato i difetti e le contraddizioni della sinistra con lo stesso accanimento? Forse qualche fantomatico talento comico di destra a cui non viene dato abbastanza spazio? Finiamola una buona volta di parlare di satira a senso unico, almeno tra di noi cerchiamo di essere obiettivi e di non abbassarci al livello di uno Schifani qualunque. Grazie per l'ospitalità
Alessandro Gardini

Lettera 10

Mentre Raiuno distribuisce milioni di Euro come noccioline in "Affari tuoi", "Striscia la notizia" evidenzia a più riprese gli scontrini "gonfiati" nei supermercati. Risultato? I giornali parlano della vittoria di Raiuno su Canale 5 in audience ma se ne infischiano dell'inchiesta meritevole del Tg satirico e del vuoto totale dello show del Servizio Pubblico. Ma chi sta dalla parte dei cittadini, dei telespettatori e dei lettori?
Gianna Biasson

Lettera 11

Caro Dago,
E dove sarebbe la novità sulla Mussolini che lascia la famiglia AN ? Già da mò che non è più per la famiglia naturale e normale, bensì a favore della coppia di fatto, come quella tra lei e la Turco, la celeberrima Tux & Mux.
Ciao
Natalino Russo Seminara
P.S. Pare che, da oggi in poi, i pentiti di mafia quando testimonieranno, dovranno pronunciare la formula: "Ciuro di dire la verità tutta la verità, niente affatto la verità. Lo Ciuro".

Lettera 12
Ho deciso: non pagherò più il canone. In pratica funziona così: noi paghiamo il canone, la Rai intasca e poi regala i nostri soldi (tanti) a gente che deve solo indovinare cosa c'è dentro le scatole. Più che "Affari tuoi", sono soldi nostri. Gli stessi che ci vengono fregati quotidianamente durante la spesa, come ha denunciato "Striscia la notizia". Gabibbo for president, del governo e della Rai.
Andrea Pasini

Lettera 13
Egr. Direttore, speriamo che Fiat Auto non debba vendere i suoi marchi. Nella malaugurata ipotesi che ciò accada, perché vendere tutti i marchi a General Motors? Personalmente farei come gli svedesi. Quindi io venderei i marchi così:
-Fiat lo darei a GM
-Alfa Romeo lo darei a Ford
-Lancia lo darei a Daimler-Chrisler
-Autobianchi lo darei a VW
-Innocenti lo darei a Toyota
Cordiali saluti
Leonardo Raschi, San Marino

Lettera 14

Lettera aperta al Ministro Urbani e al Sindaco Albertini.
Muti e Fontana se ne fregano di Toscanini.
La giunta municipale di Monza ha preferito intitolare una nuova via a John Lennon dei Beatles piuttosto che al grande direttore d'orchestra Arturo Toscanini. La decisione ha destato sconcerto e perplessità. Nel mondo della musica ha sollevato addirittura scandalo. Si sperava che Riccardo Muti e Carlo Fontana facessero delle dichiarazioni, invece si sono mostrati indifferenti. Evidentemente sono interessati più alle loro beghe che alla musica. Come sperare che la Scala imbocchi l'ascesa con questo clima culturale? Muti disse, da Tokio, che avrebbe fatto dichiarazioni roventi ("Parlerò non con la pistola ma con il cannone") insinuando che il teatro milanese fosse una specie di covo di malavitosi e alcuni dirigenti pressapoco delinquenti. Tornò a Milano Muti, e rimase misteriosamente muto. Fra le sue tante guasconate aveva minacciato: "Se non va via Fontana, me ne vado io" - Fontana è rimasto e lui non se n'è andato. Fontana, da parte sua, avrebbe dovuto accettare il posto importante che il Ministro Urbani gli offriva. Benché fosse suo diritto mantenere l'incarico alla Scala, ha fato male a restare attaccato alla poltrona mentre aveva gran parte del Consiglio di amministrazione contro di lui. Rimanere in un posto dove non si è graditi è sempre un errore; si rischia l'emarginazione e si perde potere e dignità. Per qualche anno ancora la Scala sarà in mano a Muti e Fontana... con il paravento di Mauro Meli. Con questi signori, per i quali il pentagramma non ha 7 note ma solo 3: sol-do-fa-sol-do, non si sa come farà la Scala a risalire.
Quando mi dicono che esagero nel contestare,rispondo che non faccio abbastanza. Ci amareggia non soltanto il fatto che a Toscanini è stato preferito un canzonettista, ma soprattutto che è stato dimenticato il valore di Toscanini come grande uomo, che si è battuto per la libertà e contro le ingiustizie. Questi valori, questo impegno, e il senso della nostra contestazione, Riccardo Muti li potrà capire?
Giuseppe Zecchillo


Dagospia 28 Novembre 2003