arianna meloni

“SAREMO TRA LA GENTE A SPIEGARE LA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA, NON ESISTE L’IPOTESI DI ELEZIONI ANTICIPATE” – VISTO CHE GIORGIA MELONI HA PAURA DI METTERE LA FACCIA SUL REFERENDUM E DI “POLITICIZZARLO”, CI PENSA SUA SORELLA ARIANNA A FARLO: “LA RIMONTA DEL NO? I SONDAGGI NON CI APPASSIONANO, VEDREMO IL GIORNO DEL VOTO QUELLO CHE SUCCEDERÀ” – DA RAFFINATA GIURISTA, QUALE NON E’, ARIANNA “SPIEGA” CHE LA RIFORMA “MANTIENE ASSOLUTAMENTE INTATTA L’AUTONOMIA E L’INDIPENDENZA DEI MAGISTRATI” - PECCATO CHE I MAGISTRATI NON SIANO PER NIENTE D’ACCORDO: “SONO CONVINTA CHE I TANTISSIMI MAGISTRATI CHE OGNI GIORNO FANNO IL LORO DOVERE SONO CON IL SÌ PERCHÉ NON DOVRANNO PIÙ ASSECONDARE IL CAPOCORRENTE DI TURNO PER FARE CARRIERA…”

Estratto dell’articolo di Paola Di Caro per il “Corriere della Sera”

 

arianna meloni (2)

[…] il referendum «non è un voto su Giorgia Meloni, come qualcuno vorrebbe far passare. Il giudizio su quello che avrà fatto il governo arriverà alle elezioni del 2027, fino a quel giorno continueremo a lavorare per gli italiani e per la nostra nazione, forti del mandato politico ricevuto. Quello che bisogna avere ben chiaro è che i governi passano, le riforme restano, e la riforma della giustizia è una grande riforma».

 

Lo chiarisce senza mezzi termini Arianna Meloni, capo della segreteria politica di Fratelli d’Italia: «Non esiste possibilità di elezioni anticipate. Finché ci sarà il sostegno della maggioranza, che non è mai venuto meno, andremo avanti. […]».

 

Temete la rimonta del No?

«I sondaggi non ci appassionano, vedremo il giorno del voto quello che succederà.

[…] Ai cittadini dico: non credete alle bugie di chi evoca cataclismi in caso di sì alla riforma, di chi ci accusa di voler rendere meno indipendente la magistratura quando è esattamente il contrario o chi addirittura si abbandona a gratuite volgarità anche offensive».

giorgia arianna meloni patrizia scurti

 

Ma quale sarebbe la verità?

«Che è una riforma di buonsenso che mantiene assolutamente intatta l’autonomia e l’indipendenza dei magistrati e si basa su tre pilastri principali: il primo è la separazione delle carriere, per avere davvero un giudice terzo e imparziale che non sia inserito nello stesso percorso del pm, il che oggi crea per forza di cose una vicinanza a volte anche umana, che rischia di non garantire appieno il diritto dei cittadini ad un processo davvero giusto. Il secondo è il sorteggio dei componenti del Csm che servirà a liberare finalmente la magistratura dal pericoloso intreccio con la politica e i magistrati dal giogo delle correnti che hanno occupato il Csm, mortificando molto spesso il merito».

arianna meloni (3)

 

I magistrati non sembrano molto d’accordo...

«Io sono convinta che i tantissimi magistrati che ogni giorno fanno il loro dovere sono con il Sì perché non dovranno più assecondare il capocorrente di turno per fare carriera, ma potranno confidare solo sulle loro capacità. Il terzo è l’istituzione dell’Alta Corte Disciplinare, qualificata e indipendente, che giudichi davvero l’operato dei magistrati che sbagliano. Come in ogni professione, chi sbaglia paga. […]».

 

Secondo il fronte del No il sorteggio è un modo per intervenire politicamente sulla magistratura.

«È assolutamente il contrario. Ma perché la carriera, la destinazione di un magistrato deve essere decisa per appartenenza a una corrente? […] Il sorteggio crea una parità di condizioni. Un magistrato dovrebbe avere come unico faro la giustizia. […]».

 

E l’indipendenza dei magistrati?

«È garantita. Con la riforma togliamo alla politica il potere di eleggere i membri laici. In questa campagna referendaria racconteremo semplicemente la verità. […] Diremo loro: se vi piace come è stata amministrata la giustizia fino a oggi e non volete cambiarla dovete votare No, se non vi piace al contrario avete l’occasione storica per cambiare e votare Sì».

arianna meloni atreju 2025 foto lapresse 7

 

Come lo farete? Prevedete iniziative comuni?

«[…] Saremo tra la gente a spiegare che non c’è nessun attacco alla libertà ma solo la voglia di rendere migliore il nostro sistema […]».

 

Quanto si spenderà la premier, sapendo appunto che il referendum potrebbe essere su di lei?

«Non so come vorrà comunicare Giorgia […] E comunque la sua su questo tema l’ha già ampiamente detta: è una riforma per gli italiani, appunto, non per la politica e non contro i magistrati».

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