sergio mattarella giorgia meloni marina berlusconi gianni letta elly schlein

AVVISATE GIORGIA MELONI: SI STANNO INTENSIFICANDO I CONTATTI (VIA GIANNI LETTA) TRA MARINA BERLUSCONI E IL PARTITO DEMOCRATICO. L’OBIETTIVO È TESSERE LA TELA PER L’ELEZIONE DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA NEL 2029, E GARANTIRE CHE IL SUCCESSORE DI MATTARELLA NON SIA ESPRESSIONE DIRETTA DELLA DESTRA MELONIANA. POSSIBILE UN INCONTRO CON SCHLEIN – PRIMA, PERÒ, CI SONO LE ELEZIONI DEL PROSSIMO ANNO: CON CHI STARÀ FORZA ITALIA? LA FIGLIA DEL CAV. FRENA SULLA RIFORMA ELETTORALE PROPOSTA DA FRATELLI D’ITALIA, E VORREBBE RICALIBRARLA IN SENSO PROPORZIONALE (UN’IDEA CHE NON DISPIACE A MOLTI NEL PD) – “LA STAMPA”: “IL RISULTATO FINALE È UNA SCOMMESSA POLITICA: LA POSSIBILITÀ DI UNA NON-VITTORIA, UN PAREGGIO, CHE SCARDINI I POLI E CONSENTA MAGGIORANZE ALTERNATIVE. PER UN GOVERNO CHE ABBIA UNA DURATA MINIMA DI DUE ANNI E ABBIA IN CIMA AL PROGRAMMA COME PRIMO PUNTO IL PROSSIMO PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA…”

Estratto dell’articolo di Ilario Lombardo per “La Stampa”

 

gianni letta - marina berlusconi

L’operazione si sta delineando, e indiscrezione dopo indiscrezione sta assumendo una forma precisa. Con una data ideale, che è anche l’obiettivo: l’elezione del prossimo presidente della Repubblica, a inizio 2029.

 

Mancano meno di tre anni, ma non è prematuro parlarne. Tutt’altro: è adesso che vanno piantate le radici. Ed è per questo che si stanno intensificando i contatti tra gli uomini che rispondono a Marina Berlusconi e il Partito democratico.

 

E chi se non Gianni Letta, novantuno anni portati divinamente, l’eleganza di un lungo tempo trascorso a tessere la tela del potere berlusconiano, poteva assumersi il compito di riannodare i fili degli interessi comuni con i democratici?

 

elly schlein

I contatti ci sono stati e ci sono, riferiscono fonti del Pd e di Forza Italia, con Dario Franceschini, con Francesco Boccia, capogruppo in Senato, e referente vicino alla segretaria Elly Schlein, e con Pierferdinando Casini.

 

L’ex presidente della Camera è il nome sul quale si soffermano gli scenari quirinalizi. Le sue chance di diventare il candidato numero uno per il Colle possono crescere. A Marina, proprietaria di fatto di FI, non dispiace, e ha il sostegno dei riformisti del Pd e di Matteo Renzi.

 

PIERFERDINANDO CASINI E MATTEO RENZI - FOTO LAPRESSE

La convergenza tra la […]  primogenita del fondatore di Forza Italia Silvio Berlusconi, e i democratici nasce dalla necessità di garantire all’Italia che il successore di Sergio Mattarella non sia la diretta espressione della destra meloniana. Ma ci sarà modo e tempo per ragionare di nomi. Ora è il momento di pensare […] a come arrivare al voto, tra un anno. Ed è attorno a questa necessità che si fa strada l’ipotesi - di cui Gianni Letta ha il mandato di verificare la fattibilità - di un incontro tra Marina Berlusconi e Schlein.

 

La fretta di Giorgia Meloni sulla legge elettorale, la sua voglia di chiudere entro l’estate almeno la prima lettura alla Camera, rende ancora più urgenti i colloqui tra gli emissari della presidente di Fininvest ed esponenti del Pd impegnati a evitare che la premier stravolga le regole del voto per assicurarsi una maggioranza in Parlamento sufficiente a decidere chi mandare al Colle.

 

giorgia meloni - foto lapresse

Al vertice voluto ieri a Palazzo Chigi da Meloni, nella delegazione di Forza Italia assieme al segretario Antonio Tajani, era presente anche Stefano Benigni, una delle leve più giovani su cui puntano i fratelli Berlusconi (anche il secondogenito Pier Silvio, amministratore delegato Mediaset) per la svolta liberale del partito.

 

La ricostruzione filtrata al termine del confronto contiene l’invito alle opposizioni a sedersi al tavolo della riforma in nome «dell’obiettivo comune della stabilità».

 

gianni letta e marina berlusconi inaugurazione mondadori roma foto lapresse

Un modo per sondare se invece – è il pensiero di Meloni – gli avversari del campo largo «preferiscano sistemi che, non garantendo un risultato chiaro, consentono di governare anche a chi non ha il consenso della maggioranza dei cittadini». Indirettamente è un messaggio che la premier manda anche a Marina Berlusconi, come chiunque era seduto in quella sala ha capito all’istante.

 

 

La manager ha dato mandato di frenare sul modello proposto da Fratelli d’Italia. Troppo alto il premio di maggioranza, troppo sbilanciato il risultato, nella coalizione, a favore di Meloni.  Meglio, secondo Marina Berlusconi, ricalibrare la legge in senso proporzionale.

 

Berlusconi incontra Renzi, Patto Nazareno del 2014

È un terreno su cui si è naturalmente ritrovata con chi nel Pd spinge per una soluzione che dia più libertà di giocarsela ai singoli partiti, valorizzando la propria identità durante la campagna elettorale.

 

Il risultato finale di questi algoritmi è una scommessa politica: la possibilità di una non-vittoria, un pareggio, che scardini i poli e consenta maggioranze alternative. Per un governo che abbia una durata minima di due anni e abbia in cima al programma come primo punto il prossimo presidente della Repubblica.

 

lorenzo guerini foto lapresse

Per Gianni Letta è materia nota, un’esperienza già vissuta ai tempi di Silvio Berlusconi. Era al suo fianco quando, nel gennaio 2014, fu siglato il Patto di Nazareno con l’allora premier e leader del Pd Matteo Renzi. […] 

 

La storia si potrebbe ripetere dodici anni dopo. Ad accompagnare Renzi, al tempo, c’era Lorenzo Guerini. Oggi è tra i leader della corrente dei riformisti del Pd, quella che non fa mistero che si troverebbe tranquillamente a proprio agio in un’alleanza allargata a Forza Italia. Un governo europeista, atlantista ma assolutamente non trumpiano e sovranista, dove - numeri alla mano - sarebbe però ancora difficile rinunciare alle percentuali garantite dal M5S.

 

Sembra fantascienza, ma qualcuno ricorda che ai tempi del Covid anche con l’ allora presidente del Consiglio Giuseppe Conte Marina Berlusconi aveva ottimi rapporti. E questo, nel business come in politica, è un ingrediente fondamentale.

dario franceschini foto lapresse

marina berlusconi mondadori bookstore roma foto lapresse

Ultimi Dagoreport

tajani meloni salvini

DAGOREPORT – CHE SUCCEDERA' ALLA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE QUANDO VERRA' RIPRESENTATA ALLA CAMERA, CON IL TERRIBILE VOTO SEGRETO, ALL'INIZIO DI SETTEMBRE? - SE LA LEGA E' SCOPPIATA, FORZA ITALIA E' ALLO SBANDO, CON SALVINI E TAJANI CHE NON CONTROLLANO PIÙ I LORO PARLAMENTARI, ANCHE GIORGIA MELONI HA QUALCHE PROBLEMUCCIO: ALL'INTERNO DEL SUO PARTITO UN COACERVO DI SERPI E' PRONTA A MORDERLA SE NON SARANNO RICANDIDATI ALLE POLITICHE DEL 2027 – IL BOOM DI FDI DEL 2022 FU TALMENTE INASPETTATO CHE ARRIVARONO IN PARLAMENTO TANTI TIZI E TROPPI CAIETTI UN PO’ IMPROVVISATI O INADEGUATI O SEMPLICEMENTE FANCAZZISTI, CHE SANNO BENISSIMO CHE SARANNO SPAZZATI VIA DALLA RAMAZZA DELLA DUCETTA. E NON VEDONO L’ORA DI CONSUMARE LA VENDETTA…

francesco guccini con angela signorini e la figlia teresa

DAGOREPORT - E’ ACCADUTO RARAMENTE CHE FRANCESCO GUCCINI ABBIA CANTATO LA SUA VITA SENTIMENTALE MA QUANDO È ACCADUTO, HA DATO VITA A UNA DEI BRANI PIÙ INTENSI E STRAZIANTI DELLA STORIA DELLA CANZONE ITALIANA - ACCADDE NEL 1996, CON “QUATTRO STRACCI”, IN CUI IL RISERVATISSIMO GUCCINI DI COLPO LASCIA TUTTI BASITI METTENDO DAVVERO IN PIAZZA GLI STRACCI DELLA SUA LUNGA STORIA CON ANGELA SIGNORINI, DA CUI EBBE NEL 1978 L'UNICA FIGLIA, TERESA - DOPO AVERLA INCHIODATA COME UNA SIGNORA "CASTA CHE SOGNA D'ESSER PUTTANA / QUANDO SEI DENTRO VUOI ESSER FUORI / CERCANDO SEMPRE I PASSATI AMORI / ED HAI ANNULLATO TUTTI FUORI CHE TE”, IL DOLORE DI GUCCINI PER L'ABBANDONO DEFLAGRA IN RABBIA SPREZZANTE: "OGNUNO VADA DOVE VUOL ANDARE, OGNUNO INVECCHI COME GLI PARE, MA NON RACCONTARE A ME COS'È LA LIBERTÀ. LA LIBERTÀ DELLE TUE POSIZIONI YOGA, DI ERBE, DI PSICHE E DI OMEOPATIA; DI MANUALI CONTRO LE FRUSTRAZIONI, LE INIBIZIONI CHE PROVAVI QUI A CASA MIA…’’ - VIDEO

giuseppe conte vladimir putin marco travaglio elly schlein beppe grillo

DAGOREPORT – CARO CONTE... MA PERCHÉ NON TE NE VAI A FARE IN CULO?! - NEL PARTITO DEMOCRATICO CRESCE UNA FRONDA SOTTERRANEA DI CHI VUOLE MOLLARE PEPPINIELLO AL SUO DESTINO DI “RAS-PUTIN” – AL NAZARENO, NONOSTANTE LA LINEA “TESTARDAMENTE UNITARIA” (SENZA M5S NON SI VINCE) DI ELLY SCHLEIN, MOLTI VORREBBERO ANDARE A VEDERE IL BLUFF DELL’EX PREMIER: SE VUOLE INTESTARDIRSI SU POSIZIONI FILO-RUSSE E ANTI-EUROPEE (NO AL FONDO SAFE PER LA DIFESA), FACCIA PURE, MA SAPPIA CHE ANDARE DA SOLO AL VOTO NON CONVIENE AL M5S NE' ALLA SUA OSSESSIONE DI TORNARE A PALAZZO CHIGI (CONTE METTERÀ SEMPRE IL VETO A CHIUNQUE NON SI CHIAMI CONTE) - A CONDIZIONARE IL LEADER M5S NON È DI DI BATTISTA, MA LA LINEA INTRANSIGENTE DI TRAVAGLIO, VERO IDEOLOGO DELLA GALASSIA PENTASTELLATA - LE CHIAMATE DI BEPPE GRILLO AI PIDDINI PER SABOTARE IL "CAMALEONTE CON LA POCHETTE'' - AMORALE DELLA FAVA: ORA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI È PRONTA A PERDERE, IL CENTROSINISTRA NON È PRONTO A VINCERE. 'STO "CAMPO LARGO" A PALAZZO CHIGI DIVENTA CAMPO SANTO IN SEI MESI... - VIDEO

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - LE ULTIME SPERANZE DELL’IRRIDUCIBILE LUIGI LOVAGLIO DI SALVARE MPS DALL’OPAS DI INTESA SONO APPESE ALLA FUSIONE CON MEDIOBANCA, CHE INGLOBEREBBE L’OGGETTO DEL DESIDERIO DI TUTTI I PROTAGONISTI DEL RISIKONE: IL 13% DI GENERALI - OLTRE ALLA DELFIN DI MILLERI, A DAGOSPIA RISULTA IN GRAN MOVIMENTO IL CEO DEL LEONE DI TRIESTE, PHILIPPE DONNET, PRESSO I FONDI DI INVESTIMENTO, COME GIÀ SUCCESSE CON LA RESURREZIONE DI LOVAGLIO PER SBARRARE LA STRADA A CALTAGIRONE - SE FALLISSE LA FUSIONE MPS-MEDIOBANCA, A PIAZZA AFFARI C’È CHI IPOTIZZA UN’OPA SU PIAZZETTA CUCCIA, CHI CONGETTURA OPERAZIONI CHE COINVOLGEREBBERO BANCA GENERALI - UNA COSA È CERTA: PIÙ SI ANDRÀ AVANTI E PIÙ L’ASTICELLA DEL RISIKO SI IMPENNERÀ, PERCHÉ SOCI E GRANDI FONDI DOVRANNO SCEGLIERE: MESSINA O DONNET? BANCA INTESA CHE PRENDE LA LEVA DI COMANDO DI GENERALI (SALVO PROBLEMI CON L'ANTITRUST) O TRASFORMARE IL LEONE DI TRIESTE IN UNA VERA PUBLIC-COMPANY?

giuseppe conte donald trump mario draghi joe biden sergio mattarella matteo renzi gennaro vecchione william barr

DAGOREPORT – LA STORIA MAI RACCONTATA DELL'''ASTIO SPUMANTE'' DI GIUSEPPE CONTE VERSO MARIO DRAGHI - IL "TRASFORMISMO DAL VOLTO UMANO" NON HA MAI METABOLIZZATO LA CACCIATA DA PALAZZO CHIGI DEL 2021, DETRONIZZATO DA "SUPERMARIO" PER LA GIOIA DI ANGELA MERKEL, CONTRARIA A FAR GESTIRE I 200 MILIARDI DEL PNRR AL POPULISMO 5STELLE - I TWEET D'AMORE DI TRUMP A "GIUSEPPI" CHE PORTO' IL PREMIER CONTE AD AUTORIZZARE L'INSOSTENIBILE INCONTRO A ROMA DEI VERTICI DEI SERVIZI SEGRETI CON IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA DEGLI STATI UNITI, A CACCIA DI "MAIL IMBARAZZANTI SU HILLARY CLINTON IN POSSESSO DEI RUSSI" - DESTINO VOLLE CHE DOPO SEI GIORNI DAL GIURAMENTO DI BIDEN, LA FAVOLA DI "GIUSEPPI" FINI' ED INIZIO' LA VENDETTA CONTRO "DRAGHI, L'USURPATORE" (OGGI, A PAGARNE LE CONSEGUENZE, E' L'EX SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DI "MARIOPIO", FRANCO GABRIELLI) - VIDEO