marina pier silvio berlusconi antonio tajani maurizio gasparri paolo barelli

TAJANI-MARINA: ATTO FINALE – IL "SACRIFICIO INEVITABILE" DI PAOLO BARELLI E I CONGRESSI REGIONALI SONO NEL MENU' DELL’INCONTRO TRA QUEL MERLUZZONE DEL LEADER DI FORZA ITALIA E LA PROPRIETARIA DEL PARTITO, MARINA BERLUSCONI (CI SARANNO ANCHE GIANNI LETTA E PIER SILVIO). PER BARELLI, CHE E' CONSUOCERO DI TAJANI, E’ PRONTO UN POSTICINO DA SOTTOSEGRETARIO (MA DOVREBBE RINUNCIARE ALLA PRESIDENZA DI FEDERNUOTO). AL SUO POSTO, COME CAPOGRUPPO DEI DEPUTATI FORZISTI, E’ IN POLE GIORGIO MULE’, CAPO DELLA MINORANZA INTERNA DI FORZA ITALIA – CON TAJANI COMMISSARIATO, NEL PARTITO AFFIORANO MAL DI PANCIA VERSO MARINA: “NOI STIAMO QUI A SPACCARCI LA SCHIENA, MENTRE NELLA FAMIGLIA LA FANNO FACILE, LORO HANNO TANTE DI QUELLE ATTIVITÀ CHE CONSIDERANO FORZA ITALIA UNA SPECIE DI GIOCATTOLO” (MA SONO LORO CHE METTONO I DANE')

1 - TAJANI CERCA L’INTESA DENTRO FI E VEDE MARINA E PIER SILVIO PER LA CAMERA C’È LA CARTA MULÈ 

Adriana Logroscino per il “Corriere della Sera” - Estratti

 

tajani barelli

Arriva il giorno dell’atteso vertice, a Milano, tra Antonio Tajani e Marina Berlusconi. Al pranzo parteciperà anche Pier Silvio Berlusconi (oltre a Gianni Letta) e questo è il segnale dell’interesse che i figli del Cavaliere hanno sulla tenuta di Forza Italia, il partito fondato dal padre. L’obiettivo è chiaro: la pace deve essere siglata.

 

E la pace, alla vigilia, sembra passare per uno scambio che appare clamoroso. Al posto di Paolo Barelli, capogruppo forzista alla Camera sulla graticola da settimane per l’avvicendamento chiesto dalla famiglia, potrebbe essere indicato proprio Giorgio Mulè, cioè il volto numero uno della minoranza interna. 

 

Mulè, che una settimana fa era stato a Milano per un faccia a faccia con Marina Berlusconi, e fin dall’inizio indicato dai «ribelli» come il nome su cui puntare per il dopo Barelli, sembrava improponibile come capogruppo, per il segretario. «Uno sgarbo inaccettabile ad Antonio e una fonte di ulteriori turbolenze», dicevano i parlamentari più vicini a Tajani. Da ieri sera, invece, lo stesso leader pare essersi convinto che l’unica chiave per chiudere lo scontro interno sia quella di un cambiamento vero e così si presenterà all’incontro. 

MARINA E PIER SILVIO BERLUSCONI

 

(…) con i colleghi deputati. Ma per questo insufficiente come espressione di rinnovamento. 

Di qui la carta Mulè. Attuale vicepresidente della Camera è giudicato perfetto per il ruolo, è un volto di Forza Italia in tv e ha una storia nel gruppo di famiglia: è stato vicedirettore di Panorama e di Videonews.

 

Resta il problema di come compensare Barelli, vicino e consuocero di Tajani. Il ventilato ruolo di sottosegretario, in una delle 5 caselle vuote, sarebbe incompatibile con l’incarico di presidente della Federazione italiana nuoto al quale Barelli dovrebbe rinunciare.

 

FLAMINIA TAJANI - GIANPAOLO BARELLI

Un approdo alternativo per lui sarebbe la presidenza della commissione di Vigilanza sull’analisi tributaria, al posto di Maurizio Casasco, promosso in un ruolo di sottogoverno. Oppure proprio il posto lasciato da Mulè di vicepresidente della Camera. 

L’altro nodo, quello dei congressi regionali del partito, si potrebbe sciogliere con una soluzione a macchia di leopardo: avanti dove non ci sono tensioni, rinvio nelle regioni più turbolente. Ma ai dettagli, appunto, si lavora nelle ultime ore che separano Tajani dall’incontro con i fratelli Berlusconi. 

 

2 - IL «SACRIFICIO» INEVITABILE DI BARELLI, ETERNO NUOTATORE DELLA PISCINA POLITICA 

Roberto Gressi per il “Corriere della Sera” - Estratti

 

Quando si nuota, si sta zitti. È una regola che i pesci hanno sempre seguito, e non risulta che ce ne sia nemmeno uno che sia mai morto affogato. E Paolo nell’acqua, che sia quella di una piscina o della politica, ci sa stare eccome. (...)

 

pier silvio e marina funerali silvio berlusconi.

E così ieri, quando ha pronunciato il suo discorso a Montecitorio come capogruppo di Forza Italia, chi si aspettava che ne approfittasse per togliersi qualche sassolino, è rimasto deluso. Sostegno granitico al governo e a Giorgia Meloni nel nome di Forza Italia, e, soprattutto, sguardo al futuro: «Bisogna affrontare l’emergenza energetica — ha detto — pensare al nucleare come una delle principali alternative alle fonti fossili, e poi c’è da sostenere il sistema produttivo». 

 

(...)

 

antonio tajani paolo barelli

Barelli Paolo, da Roma, nato il 7 giugno del 1954 sotto il segno dei Gemelli, che, come principale caratteristica, ha quella di sapersi ben adattare. 

Presidente quasi a vita della Federazione italiana del nuoto, tante legislature da fare invidia allo stuolo dei peones che oggi ci sono e domani chissà. Fedelissimo del segretario Antonio Tajani, di cui è anche consuocero, perché il suo rampollo Gianpaolo ha sposato la di lui figlia, Flaminia. Assolutamente innocenti i due, ma va da sé: da una parte spalle coperte per Paolo, ma anche accuse di nepotismo. 

 

La famiglia ha detto basta, aria nuova, specialmente dopo il tonfo del referendum. 

Prima è toccata a Maurizio Gasparri, e lì c’è voluta la levata di scudi dei senatori. Per Barelli invece basterà il pollice verso di Marina e Pier Silvio. 

 

ANTONIO TAJANI - ELISABETTA CASELLATI - CLAUDIO LOTITO - PAOLO BARELLI

Anche se qui le versioni divergono. Nel cerchio magico del segretario si giura che lui sia ben visto nel gruppo. I detrattori sostengono invece che sarebbe bastato un segnale perché si scatenasse l’inferno. «Con lui non c’è discussione — è l’accusa —. Non si cura dei singoli, se c’è da fare una nomina non sente nessuno». 

 

 

Tajani per un po’ ha provato a resistere, ha chiesto se nella sostituzione non ci fosse anche una sfiducia nei suoi confronti, nel qual caso si è detto anche pronto a dimettersi. Ma no che non è così, rassicura la famiglia, avanti con Tajani che ha tenuto con onore a galla il partito dopo la morte di Silvio Berlusconi. Ma cambiare bisogna, anche perché, si pensa a Milano, il potere in Forza Italia è davvero troppo concentrato a Roma e dintorni. Chiacchiere, leggerezze, o forse pure malignità.

 

antonio tajani maurizio gasparri paolo barelli festa dei 30 anni di forza italia

Si vocifera di una cena, dove qualcuno, alla presenza di Barelli, si sarebbe lasciato andare con qualche parola di troppo, al momento dell’ammazzacaffè: «Noi stiamo qui a spaccarci la schiena, mentre nella famiglia la fanno facile, ma si sa, loro hanno tante di quelle attività che considerano Forza Italia una specie di giocattolo».

 

Chiunque abbia partecipato anche a una sola delle cene capitoline della politica, non solo di Forza Italia, sa bene che il generone romano è un po’ così, anche innocentemente «sbrasone». Apriti cielo. Le chiacchiere sono state riferite, e chi lo ha fatto sicuramente ci ha messo del suo. Marina però non aveva nessuna voglia di riderci su. 

 

gianni letta (2)

Ma certo non è che tutto si riduca a una battuta. Forza Italia fibrilla, polemiche e divisioni dalla Sicilia alla Lombardia, e mal di pancia sulla stagione dei congressi, che tanti vorrebbero rinviati al grido di «siamo il partito del merito, non dei signori delle tessere». Magari con poca gratitudine verso Tajani, che nei sondaggi viaggia ben al di sopra di Matteo Salvini, e si avvicina alle due cifre. 

giorgio mule

 

Ma la frittata è ormai fatta, e tocca proprio a Tajani portare il consuocero Barelli sul monte Moriah. Lì un angelo fermò il coltello di Abramo e Isacco fu salvo. Qui il sacrificio, seppure incruento, ci sarà. Ma un posto da sottosegretario è pronto, e Paolo se la caverà con poco più di uno scappellotto. 

PAOLO BARELLI - LICIA RONZULLI - ANTONIO TAJANI tajani e barelli foto mezzelani gmt 023tajani e barelli foto mezzelani gmt 022annamaria bernini flavio tosi antonio tajani paolo barelli

 

Ultimi Dagoreport

nicole minetti giuseppe cipriani sigfrido ranucci carlo nordio giampaolo rossi francesco spadafora

DAGOREPORT – A TELE-MELONI HANNO TROVATO IL PRETESTO CHE CERCAVANO DA TEMPO PER METTERE IN GINOCCHIO SIGFRIDO RANUCCI E RAGGIUNGERE L’OBIETTIVO FINALE: ACCOMPAGNARLO ALL’USCITA DI VIALE MAZZINI – LA RAI GUIDATA DA GIAMPAOLO ROSSI HA INFATTI NEGATO LA TUTELA LEGALE AL CONDUTTORE DI "REPORT" PER LA QUERELA DA 2 MILIONI DI EURO DI GIUSEPPE CIPRIANI SUL CASO DELLA "GRAZIA" A NICOLE MINETTI - DURANTE UNA PUNTATA DI “È SEMPRE CARTABIANCA”, SU MEDIASET, SIGFRIDO SE N'E' USCITO CON L’IMPROVVIDA FRASE: “UNA FONTE CI HA DETTO DI AVER VISTO CARLO NORDIO IN URUGUAY NEL RANCH DI GIUSEPPE CIPRIANI. UNA PISTA CHE STIAMO VERIFICANDO” (FRASE DI CUI HA CHIESTO SCUSA A NORDIO) – LA MAIL DI FUOCO INVIATA DA RANUCCI A ROSSI: COME LA MELONI CON TRUMP, SCRIVE DI NON ESSERE “ABITUATO A IMPLORARE”, E CHE SI DIFENDERÀ DA SOLO, PRECISANDO CHE “I FATTI CHE MI VENGONO CONTESTATI, PUR DETTI IN ALTRA EMITTENTE, SONO STATI RIPORTATI NELLA MIA FUNZIONE DI CONDUTTORE DI ''REPORT''. E IN TALE FUNZIONE AVREI DIRITTO ALLA TUTELA LEGALE…” - VIDEO

elly schlein festa unita

DAGOREPORT - DRAG QUEEN, "POLPETTE DEMOCRATICHE" E IL PIPPARDONE SULL’ANTIFASCISMO: L'APPARIZIONE DI ELLY SCHLEIN ALLA FESTA DELL’UNITA’ DI ROMA E' UN ASSIST AI SUOI DETRATTORI -LA SEGRETARIA DEM RICICCIA I SOLITI TEMI MINORITARI E IDENTITARI (DIRITTI, ANTIFASCISMO E CONFORMISMI ASSORTITI): ANCHE STAVOLTA DIMENTICA ALCUN DEI TEMI CHE STANNO A PIÙ CUORE AGLI ITALIANI: LA SICUREZZA E IL CONTROLLO DELL'IMMIGRAZIONE - ELLY SI LAMENTA CHE UN PEZZO DI ESTABLISHMENT NON LA VUOLE A PALAZZO CHIGI MA SE CONTINUA COSI' SARA' L'INTERO PAESE A DARLE IL BENSERVITO - AVVISO AI NAVIGATI: DOPO TRE ANNI E MEZZO DI GESTIONE ELLY, IL PD NON SI SCHIODA DAL 21-22%...

giorgia meloni roberto vannacci pedro sanchez paolo mieli donald trump

DAGOREPORT - UNA VOLTA DIVENTATA “INAFFIDABILE”, AGLI OCCHI DI TRUMP A COSA PUÒ SERVIRE GIORGIA MELONI? A NIENTE, QUINDI PUÒ TORNARE A LEGGERE TOLKIEN AI GIARDINETTI DI COLLE OPPIO – PAOLINO MIELI A “OTTO E MEZZO” LANCIA LA BOMBA DOPO LO SCAZZO ROMA-WASHINGTON: “C’È UNA CERTEZZA DI VENDETTA. È QUALCOSA DI ANALOGO DEL SIGONELLA DI CRAXI. TRUMP SE LA LEGHERÀ AL DITO. A CRAXI LA FECERO PAGARE IN MANIERA DEFINITIVA. A MELONI VERRÀ PRESENTATO IL CONTO. FARANNO L’IMPOSSIBILE PER FARLE PERDERE LE ELEZIONI, PER SPUTTANARLA” – “USERANNO ANCHE VANNACCI. LO POSSONO ALIMENTARE, DA UNA PARTE GLI AMERICANI, DA UNA PARTE PUTIN. LO POSSONO GONFIARE, DANDOGLI AUTOREVOLEZZA” – COSA E QUANTO RISCHIA DAVVERO LA  SORA GIORGIA? PER CAPIRE QUANTO È “VENDI-CATTIVO” TRUMP, BASTA GUARDARE COSA È SUCCESSO A PEDRO SANCHEZ: PRIMA È SBUCATO UN DOSSIER PER CORRUZIONE SUL SUO “PADRINO” ZAPATERO. POI È ARRIVATO IL RINVIO A GIUDIZIO PER LA MOGLIE DEL PREMIER SPAGNOLO, BEGONA, A CUI È STATO RITIRATO ANCHE IL PASSAPORTO…

bernardino zapponi libro dino risi dario argento federico fellini tinto brass

IL LIBRO DEI GIUSTI: L’INEGUAGLIABILE ZAPPONI - LETTORE E SCRITTORE INSTANCABILE, CAPACE DI DARE UN SENSO, PROFONDO, A COSE MOLTO DISTANTI: DAI FUMETTI ALLA STAMPA EROTICA, DALLE SCENEGGIATURE PER FELLINI, RISI, ARGENTO, BRASS, MONICELLI, CORBUCCI, SORDI AGLI SKETCH PER “CAROSELLO” E VARIETÀ TV  IN LIBRERIA VI ASPETTA “CARISSIMO BERNARDINO…”, A CURA DI ROCCO MOCCAGATTA E ALBERTO PEZZOTTA, UN LIBRONE DI OLTRE 500 PAGINE CHE, IN QUESTO TEMPO DI FREGNACCE E CORIANDOLI, APPARE NON UN GIOCO INTELLETTUALE, MA UN MODO DI INTENDERE IL PENSIERO COME TESSITORE DI FILI E DI VOGLIA DI CONTAMINAZIONE, FIGLIA DI CURIOSITÀ E PERSINO UMILTÀ, TIPICA DI UN’ITALIA MERAVIGLIOSA CHE CHISSÀ DOVE SARÀ FINITA...

gender club degrado roma pina bausch matteo garrone

25 ANNI FA SPUNTÒ A ROMA UN CLUB IN MODALITÀ DARK-ROOM: AL "DEGRADO", IMMERSO NEL BUIO, SI FACEVA SESSO SENZA IL SENSO DEL PECCATO, IN MEZZO A TUTTI. UNO ‘’SBORRIFICIO” CHE NON HA AVUTO EGUALI E CHE DEMOLÌ I MURI DIVISORI TRA ETERO-BI-GAY-LESBO-TRANS-VATTELAPESCA - PER 9 ANNI, “CARNE ALLEGRA” PER TUTTI. OGNUNO VENIVA E SI FACEVA I CAZZI SUOI, E QUELLI DEGLI ALTRI. IL "DEGRADO'' POTEVA ESSERE RIASSUNTO IN UNA DOMANDA: CHI È NORMALE? - DAGO-INTERVISTA ALL’ARTEFICE DEL BORDELLO: “SCORTATA DA MATTEO GARRONE, UNA NOTTE È APPARSA PINA BAUSCH IMPEGNATA AL TEATRO ARGENTINA. SI ACCENDONO LE LUCI E UNA TRAVESTITA URLO': “AO' SPEGNETELE! IO STAVO A FA’ UN BOCCHINO. NUN ME NE FREGA ‘N CAZZO DE 'STA PINA!”

michele mari ciabatti d orrico

DAGOREPORT! MARI IN TEMPESTA! CI VOLEVA LO STREGA-GATE CON I PRESUNTI GIUDIZI, POI SMENTITI, SU MICHELA MURGIA (“ERA INTRANSIGENTE E VIOLENTA, PERCHÉ ERA BRUTTA E SFOGAVA COSÌ LA SUA RABBIA”) PER SCOPRIRE CHE MICHELE MARI HA UN CARATTERE FUMANTINO. NELLA SOCIETÀ LETTERARIA LA SUA IRACONDIA È UN SEGRETO DI PULCINELLA COME LA SUA IMPULSIVITÀ. LO SCRITTORE, CHE RIVENDICA UN CULTO PER GENE HACKMAN E PER GLI UOMINI “ANCHE UN PO’ CANAGLIE”, RESTA NEGLI ANNALI PER LA REAZIONE CHE EBBE DOPO UNA STRONCATURA RICEVUTA DAL CRITICO DI “SETTE”, ANTONIO D’ORRICO. MICHELE MARI ANDÒ NEGLI UFFICI DEL "CORRIERE". E TROVATOSI FACCIA A FACCIA CON IL RECENSORE, LO COLPÌ CON UNO SCHIAFFO. IL CRITICO NON REAGÌ. E MARI SI CONQUISTÒ LE STELLETTE DI VENDICATORE DEI SOPRUSI DEI CRITICI PREPOTENTI E ARROGANTI…