donald trump bitcoin criptovalute

BERLUSCONI ERA UN PRINCIPIANTE: I CONFLITTI DI INTERESSI DI TRUMP SONO I PIÙ GRANDI DELLA STORIA – LE AZIENDE LEGATE ALLA FAMIGLIA DEL TYCOON HANNO INCASSATO ALMENO UN MILIARDO DI DOLLARI GRAZIE AGLI INVESTIMENTI IN  CRIPTOVALUTE – IL CASO PIÙ CLAMOROSO È QUELLO DELLA "WORLD LIBERTY FINANCIAL COMPANY", CHE VALE 4 MILIARDI DI DOLLARI: TRA I FINANZIATORI CI SONO GLI EMIRATI ARABI UNITI, CHE HANNO VERSATO 2 MILIARDI – “DOMANI”: "PAESI INTERESSATI A INFLUENZARE LA POLITICA AMERICANA COMPRANO LA BENEVOLENZA DEL PRESIDENTE INVESTENDO SOMME COLOSSALI” – IL MEME-COIN “$TRUMP”, IL TRUST AMMINISTRATO DA DONALD JR, IL MERCATO PREDITTIVO: TUTTI GLI AFFARI DEL TYCOON...

Estratto dell’articolo di Vittorio Malagutti per “Domani”

 

donald trump criptovalute

Scommettere sulle scommesse, pagando in criptovalute. È la nuova frontiera della speculazione finanziaria, una ruota della fortuna di ultima generazione che a Wall Street va di gran moda. A tal punto che anche la famiglia Trump ha deciso di investire nei prediction market, piattaforme che consentono di puntare sui risultati dei più diversi eventi, da quelli politici, a cominciare dalle elezioni, fino a quelli sportivi.

 

In sostanza si compra un “titolo”, in formato digitale, che rappresenta la probabilità che la competizione abbia un determinato esito. A tenere il banco sono i proprietari di questa sorta di roulette, che finiscono per incassare laute commissioni.

 

Eric Trump e Donald Trump Jr

L’affare ha fatto gola a Eric e Donald Trump junior, i figli del presidente Usa, che da quando il padre ha conquistato la Casa Bianca sono impegnati in una frenetica attività affaristica.

 

Per i soldi non c’è problema. Ricchi finanziatori fanno la fila per dare una mano alla coppia di rampolli del tycoon, il quale, a sua volta, ha solo formalmente messo in pausa l’attività di businessman.

 

I suoi investimenti sono custoditi da un trust amministrato dal figlio Don junior e non da un cosiddetto blind trust affidato a un amministratore terzo e indipendente rispetto alla famiglia, com’è sempre successo per tutti i precedenti presidenti […].

 

WLFI - WORLD LIBERTY FINANCIAL - LA CRIPTOVALUTA DELLA FAMIGLIA TRUMP

[…] Il presidente […] va di fretta: a 79 anni, giunto al suo secondo e ultimo mandato (a meno di ribaltoni costituzionali), deve spingere la giostra degli affari alla massima velocità. Si spiega anche in questo modo la scelta di puntare sul mondo delle criptovalute, dove le regole sono ancora poche e, volendo, relativamente facili da aggirare.

 

Nei mesi scorsi, su esplicita richiesta della Casa Bianca, il congresso Usa ha varato nuove norme per spianare la strada agli investimenti in questo settore in rapidissima espansione. Tutto questo mentre Trump padre si vanta di essere il primo “cripto presidente” della storia.

Donald Trump Jr - Eric Trump - Zach Witkoff - lancio della societa di criptomonete World Liberty Financial

 

Secondo una ricostruzione pubblicata di recente dal Financial Times, le società variamente riconducibili alla famiglia del tycoon avrebbero già guadagnato circa un miliardo di dollari grazie agli investimenti nelle più svariate criptoattività.

 

L’ultima operazione di una lunga serie, come detto, è lo sbarco nei prediction market, annunciato a fine ottobre con il marchio Truth Predict. In sostanza, secondo quanto comunicato nei giorni scorsi, gli utenti del social trumpiano Truth avranno la possibilità di scommettere sui risultati degli eventi utilizzando la moneta digitale sviluppata dalla piattaforma Crypto.com.

 

WLFI - WORLD LIBERTY FINANCIAL - LA CRIPTOVALUTA DELLA FAMIGLIA TRUMP

Quest’ultima, ad agosto, ha annunciato un accordo con il Trump Media & Technology Group (Tmtg) per creare una società comune, denominata Cro, da riempire con valuta digitale, i cosiddetti token, per un valore di 6,5 miliardi di dollari. Questa somma colossale dovrebbe essere raccolta sul mercato finanziario anche grazie a una semisconosciuta (finora) banca d’affari, la Yorkville corp.

 

[…] Del resto, il mandato chiaro affidato a Paul Atkins, il nuovo presidente della Sec, l’organo di vigilanza sui mercati finanziari, è proprio quello di assecondare la crescita degli investimenti nelle criptoattività, smantellando l’impalcatura dei controlli, soprattutto in chiave antiriciclaggio, creata dal suo predecessore Gary Gensler.

 

Non è una sorpresa, allora, se nei mesi scorsi operatori grandi e piccoli di Wall Street, dai semplici investitori fino alle più paludate istituzioni bancarie, si sono buttati a capofitto in un settore fino a poco tempo fa guardato con un certo distacco, se non con sospetto.

 

PAUL ATKINS

La quotazione del bitcoin, termometro di questo particolare mercato, ha fatto segnare un rialzo del 30 per cento nell’arco di dodici mesi, dopo la vittoria elettorale di Trump, e solo nelle ultime settimane i timori di una bolla speculativa hanno un po’ sgonfiato il prezzo.

 

Nel frattempo, i rampolli del presidente hanno seguito l’onda investendo anche in una società che si dedica al cosiddetto mining di criptovalute, cioè alla loro produzione e convalida attraverso una complessa procedura gestita da una rete di computer.

 

DONALD TRUMP - BITCOIN E CRIPTOVALUTE

American Bitcoin, questo il nome dell’azienda, è quotata in Borsa al Nasdaq, dove vale oltre 4 miliardi di dollari, ed è controllata da Eric e Donald jr. Un’altra società di famiglia, la World Liberty Financial Company (Wlfi), ha lanciato un proprio token, una sorta di titolo digitale, e una stablecoin, cioè una criptovaluta ancorata al valore del dollaro.

 

Il collocamento di queste attività ha fruttato centinaia di milioni di dollari, anche se non è chiaro chi siano gli investitori che hanno aperto il portafoglio per finanziare una società che ha come principali soci la famiglia Trump, con una quota del 38 per cento, e quella di Steve Witkoff, il costruttore amico del presidente che lo ha nominato proprio inviato personale in Medio Oriente e anche in Ucraina.

 

[…] Il nome di qualche finanziatore è filtrato nelle settimane scorse. Si è così scoperto che un fiume di soldi è arrivato dai paesi del Golfo. Da Abu Dhabi 2 miliardi di dollari investiti sulla stablecoin di WLFI, e altri 100 milioni per il token.

 

jared kushner e steve witkoff

Il conflitto d’interessi è evidente. Paesi interessati a influenzare la politica americana nei loro confronti di fatto comprano la benevolenza del presidente investendo somme colossali in una sua società di famiglia. Tra i soci di World Liberty Financial è comparso anche il nome del finanziere Justin Sun, che ha sottoscritto azioni per 75 milioni di dollari.

 

In sospetta coincidenza con questo investimento, la Sec ha messo in pausa l’indagine sull’uomo d’affari di origine cinese, sotto inchiesta per manipolazione dei mercati finanziari.

Il caso di Sun non è isolato. Fin dai primi giorni della presidenza Trump, decine di donatori hanno comprato l’accesso alla Casa Bianca pagando in criptovalute.

 

justin sun trump

Tra aprile e maggio, una sorta di concorso riservato ai sottoscrittori del meme coin $Trump, una criptoattività collocata nelle settimane precedenti, ha messo in palio la partecipazione a una cena gala nel golf club del presidente nei dintorni di Washington. Il contest ha fruttato circa 147 milioni di dollari versati da 220 partecipanti. […]

 

Conflitto d’interessi? Finanziamenti anonimi e sospetti? A ogni richiesta di informazioni la Casa Bianca ha replicato che tutto è stato fatto nell’interesse del popolo americano. Parola di Trump, il primo criptopresidente della storia.

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