benjamin netanyahu pasdaran guerra iran

"BIBI" NEL MIRINO - I PASDARAN MINACCIANO NETANYAHU ("LO BRACCHEREMO E POI LO AMMAZZEREMO"), CHE RISPONDE SBERTUCCIANDO GLI IRANIANI: "TUTT'AL PIÙ POSSO MORIRE PER UN BUON CAFFÈ" - LA PROPAGANDA DI TEHERAN AVEVA MESSO IN GIRO LA VOCE CHE IL PREMIER ISRAELIANO FOSSE MORTO O IN FUGA CON LA SUA FAMIGLIA - SMENTITA ANCHE LA NOTIZIA SECONDO CUI LO STATO EBRAICO SAREBBE A CORTO DI MISSILI PER LA CONTRAEREA - RIMANE IL MISTERO SULLE CONDIZIONI DI SALUTE DELLA NUOVA GUIDA SUPREMA, MOJTABA KHAMENEI. TRUMP: "MI GIUNGE VOCE CHE NON SIA VIVO. SE LO FOSSE, DOVREBBE ARRENDERSI..."

Bersaglio Netanyahu

Estratto dell'articolo di Fabiana Magrì per “la Stampa”

 

IRAN - PASDARAN

«Morto io? Tutt'al più posso morire per un buon caffè». Il premier israeliano Benjamin Netanyahu smentisce le voci messe in circolazione dall'agenzia di stampa iraniana Tasnim – megafono dei Pasdaran – sulla propria scomparsa. E lo fa a modo suo, con un video sfottò via social, girato all'interno di una caffetteria alla periferia di Gerusalemme e postato sul canale Telegram ufficiale dello stesso Netanyahu.

 

È la risposta di Bibi – che sta spopolando di condivisioni anche sui canali arabi – alla teoria del complotto iraniana veicolata da un comunicato del dipartimento di pubbliche relazioni delle Guardie Rivoluzionarie.

 

meme su mojtaba khamenei

I Pasdaran attribuivano la presunta «incertezza sul destino» del primo ministro israeliano – «morte» o «fuga con la famiglia» – alla «crisi e instabilità degli sionisti». Ma se anche «questo criminale assassino di bambini è ancora vivo – avevano previsto i Guardiani della Rivoluzione – continueremo a dargli la caccia con tutte le nostre forze per ucciderlo».

 

Né carenza di intercettori né colloqui diretti con il Libano. «Per entrambe le domande, la risposta è no». Così il ministro degli Esteri israeliano, Gideon Saar ha smentito due indiscrezioni. La prima: quella del sito di notizie statunitense Semafor, secondo cui Israele, dopo oltre due settimane di guerra e attacchi da parte di Iran ed Hezbollah, avrebbe informato Washington di avere scorte ridotte di intercettori di missili balistici.

 

La seconda smentita riguarda l'indiscrezione rimbalzata sui media israeliani secondo cui Gerusalemme si starebbe apprestando a tenere colloqui diretti con Beirut. Secondo la radio militare, l'ex ministro Ron Dermer, braccio destro di Netanyahu, si sarebbe recato in Arabia Saudita la scorsa settimana per esplorare la possibilità di negoziati con il Libano. [...]

pasdaran

 

E se il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato di non essere pronto a raggiungere un accordo per porre fine alla guerra, nonostante l'Iran voglia negoziare perché «i termini non sono ancora abbastanza buoni», è il ministro degli Esteri Abbas Araghchi a smentirlo: «Non abbiamo mai chiesto un cessate il fuoco e nemmeno negoziati».

 

cartonato di mojtaba khamenei a teheran

Ma Trump aggiunge anche di non sapere se la nuova Guida Suprema, Mojtaba Khamenei sia vivo: «Mi giunge voce che non lo sia e, se lo fosse, dovrebbe arrendersi». Altra provocazione, altra smentita di Araghchi: «Khamenei gode di buona salute e governa pienamente il Paese».

 

Di certo, lungo il confine tra Israele e Libano, il fronte è sempre caldo: Hezbollah ha lanciato una decina di razzi sulla città di Haifa e i suoi dintorni; le forze di pace di Unifil fanno sapere di essere state bersaglio del fuoco «probabilmente sparato da gruppi armati non statali», cioè le milizie sciite libanesi, «in tre diverse occasioni mentre effettuavano pattugliamenti nei pressi delle loro basi»; e l'esercito israeliano ha portato avanti raid sul Sud del Libano e sulla capitale Beirut.

 

Tel Aviv e la città turistica di Eilat sul Mar Rosso, invece, sono state bersagliate dai missili iraniani. Attacchi a cui Tsahal ha risposto con ondate di raid aerei su larga scala nell'Iran occidentale. La campagna militare della coalizione Usa-Israele contro l'Iran preseguirà, ha detto alla Cnn il portavoce di Tsahal, Effie Defrin, «per almeno altre tre settimane», cioè fino a Pesach, la festività della Pasqua ebraica. [...]

 

Il regime minaccia Netanyahu: «Lo inseguiremo e uccideremo»

Estratto dell'articolo di Andrea Nicastro per il “Corriere della Sera”

 

MISSILE IRANIANO ABBATTUTO IN TURCHIA

Corano e Intelligenza Artificiale. Nella Sura della Vacca, versetto 194, si legge: «a chi vi attacca, rispondente nella stessa misura in cui vi ha attaccato». La Repubblica Islamica deve seguire per Costituzione il comandamento, ma lo fa con un pizzico di pragmatismo e una spruzzata di modernità. Trump e Netanyahu hanno dichiarato di voler uccidere la nuova Guida Suprema Mojtaba Khamenei?

 

Le Guardie della Rivoluzione (Pasdaran) seguono il Corano e affermano che inseguiranno il premier israeliano fino ad ucciderlo. Di ammazzare Trump non parlano perché è parecchio più improbabile che ci riescano e in più è fuori dal raggio d’azione dei loro missili.

 

In attesa di riuscire davvero ad eliminare il premier israeliano si accontentano di un video manipolato con l’AI e una raffica di false notizie sui social media. «Netanyahu non si vede da ore. Si dice sia morto. Fonti del suo ufficio non smentiscono, l’incertezza sul destino del criminale assassino di bambini rivela la crisi dei sionisti». Tutte bufale, fino al video manipolato in modo grossolano in cui il premier veniva mostrato con sei dita.

pasdaran iraniani

 

[...] All’ingresso della terza settimana di guerra preventiva contro l’Iran e contro la sua milizia proxy in Libano, i Pasdaran continuano a lanciare missili sia verso Israele sia verso le basi americane del Golfo. Le sirene di allarme sono suonate quattro volte nella notte di sabato nella zona di Gerusalemme. Impatti segnalati nell’area di Tel Aviv e altre zone del sud di Israele. Sul Nord cadono alcuni razzi lanciati da Hezbollah.

 

Secondo alcune fonti occidentali, Israele sarebbe a corto di missili intercettori, soprattutto Patriot. Gli stessi ordigni che Washington si è rifiutata di fornire all’Ucraina e che ha chiesto agli europei di donare dalle loro scorte. Gli stessi missili che gli Usa avrebbero portato via dalla Corea del Sud. Ogni giorno di guerra costa ad Israele oltre un miliardo e agli Usa almeno due miliardi.

MEME SU DONALD TRUMP E BENJAMIN NETANYAHU CHE DIMENTICANO DI AVVERTIRE GIORGIA MELONI

 

Una delle ragioni addotte dal presidente Trump per attaccare l’Iran è il suo uranio arricchito. Teheran ha sempre negato di volerlo usare per costruire un’Atomica, ma è evidente la convenienza di un’arma del genere. Ieri il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato alla Cbs che «il nostro uranio è sepolto sotto le macerie» dei bombardamenti americani di giugno 2025. «Lo recupereremo solo sotto la supervisione dell’Agenzia atomica internazionale». [...]

 

Versione opposta dall’Idf, le forze armate israeliane che enumerano i loro successi. «Abbiamo eliminato 40 alti funzionari iraniani, tra cui Ali Khamenei, colpito oltre 700 missili e distrutto il 70% dei lanciatori. Il regime iraniano e sta cercando di nasconderlo ai suoi cittadini». [...]

BENJAMIN NETANYAHU DONALD TRUMPmeme sul cartonato di mojtaba khamenei a teheran benjamin netanyahu donald trump mar a lago 3benjamin netanyahu donald trump mar a lago. missile balistico iraniano 1

pasdaran - iran

Ultimi Dagoreport

nicole minetti giuseppe cipriani sigfrido ranucci carlo nordio giampaolo rossi francesco spadafora

DAGOREPORT – A TELE-MELONI HANNO TROVATO IL PRETESTO CHE CERCAVANO DA TEMPO PER METTERE IN GINOCCHIO SIGFRIDO RANUCCI E RAGGIUNGERE L’OBIETTIVO FINALE: ACCOMPAGNARLO ALL’USCITA DI VIALE MAZZINI – LA RAI GUIDATA DA GIAMPAOLO ROSSI HA INFATTI NEGATO LA TUTELA LEGALE AL CONDUTTORE DI "REPORT" PER LA QUERELA DA 2 MILIONI DI EURO DI GIUSEPPE CIPRIANI SUL CASO DELLA "GRAZIA" A NICOLE MINETTI - DURANTE UNA PUNTATA DI “È SEMPRE CARTABIANCA”, SU MEDIASET, SIGFRIDO SE N'E' USCITO CON L’IMPROVVIDA FRASE: “UNA FONTE CI HA DETTO DI AVER VISTO CARLO NORDIO IN URUGUAY NEL RANCH DI GIUSEPPE CIPRIANI. UNA PISTA CHE STIAMO VERIFICANDO” (FRASE DI CUI HA CHIESTO SCUSA A NORDIO) – LA MAIL DI FUOCO INVIATA DA RANUCCI A ROSSI: COME LA MELONI CON TRUMP, SCRIVE DI NON ESSERE “ABITUATO A IMPLORARE”, E CHE SI DIFENDERÀ DA SOLO, PRECISANDO CHE “I FATTI CHE MI VENGONO CONTESTATI, PUR DETTI IN ALTRA EMITTENTE, SONO STATI RIPORTATI NELLA MIA FUNZIONE DI CONDUTTORE DI ''REPORT''. E IN TALE FUNZIONE AVREI DIRITTO ALLA TUTELA LEGALE…” - VIDEO

elly schlein festa unita

DAGOREPORT - DRAG QUEEN, "POLPETTE DEMOCRATICHE" E IL PIPPARDONE SULL’ANTIFASCISMO: L'APPARIZIONE DI ELLY SCHLEIN ALLA FESTA DELL’UNITA’ DI ROMA E' UN ASSIST AI SUOI DETRATTORI -LA SEGRETARIA DEM RICICCIA I SOLITI TEMI MINORITARI E IDENTITARI (DIRITTI, ANTIFASCISMO E CONFORMISMI ASSORTITI): ANCHE STAVOLTA DIMENTICA ALCUN DEI TEMI CHE STANNO A PIÙ CUORE AGLI ITALIANI: LA SICUREZZA E IL CONTROLLO DELL'IMMIGRAZIONE - ELLY SI LAMENTA CHE UN PEZZO DI ESTABLISHMENT NON LA VUOLE A PALAZZO CHIGI MA SE CONTINUA COSI' SARA' L'INTERO PAESE A DARLE IL BENSERVITO - AVVISO AI NAVIGATI: DOPO TRE ANNI E MEZZO DI GESTIONE ELLY, IL PD NON SI SCHIODA DAL 21-22%...

giorgia meloni roberto vannacci pedro sanchez paolo mieli donald trump

DAGOREPORT - UNA VOLTA DIVENTATA “INAFFIDABILE”, AGLI OCCHI DI TRUMP A COSA PUÒ SERVIRE GIORGIA MELONI? A NIENTE, QUINDI PUÒ TORNARE A LEGGERE TOLKIEN AI GIARDINETTI DI COLLE OPPIO – PAOLINO MIELI A “OTTO E MEZZO” LANCIA LA BOMBA DOPO LO SCAZZO ROMA-WASHINGTON: “C’È UNA CERTEZZA DI VENDETTA. È QUALCOSA DI ANALOGO DEL SIGONELLA DI CRAXI. TRUMP SE LA LEGHERÀ AL DITO. A CRAXI LA FECERO PAGARE IN MANIERA DEFINITIVA. A MELONI VERRÀ PRESENTATO IL CONTO. FARANNO L’IMPOSSIBILE PER FARLE PERDERE LE ELEZIONI, PER SPUTTANARLA” – “USERANNO ANCHE VANNACCI. LO POSSONO ALIMENTARE, DA UNA PARTE GLI AMERICANI, DA UNA PARTE PUTIN. LO POSSONO GONFIARE, DANDOGLI AUTOREVOLEZZA” – COSA E QUANTO RISCHIA DAVVERO LA  SORA GIORGIA? PER CAPIRE QUANTO È “VENDI-CATTIVO” TRUMP, BASTA GUARDARE COSA È SUCCESSO A PEDRO SANCHEZ: PRIMA È SBUCATO UN DOSSIER PER CORRUZIONE SUL SUO “PADRINO” ZAPATERO. POI È ARRIVATO IL RINVIO A GIUDIZIO PER LA MOGLIE DEL PREMIER SPAGNOLO, BEGONA, A CUI È STATO RITIRATO ANCHE IL PASSAPORTO…

bernardino zapponi libro dino risi dario argento federico fellini tinto brass

IL LIBRO DEI GIUSTI: L’INEGUAGLIABILE ZAPPONI - LETTORE E SCRITTORE INSTANCABILE, CAPACE DI DARE UN SENSO, PROFONDO, A COSE MOLTO DISTANTI: DAI FUMETTI ALLA STAMPA EROTICA, DALLE SCENEGGIATURE PER FELLINI, RISI, ARGENTO, BRASS, MONICELLI, CORBUCCI, SORDI AGLI SKETCH PER “CAROSELLO” E VARIETÀ TV  IN LIBRERIA VI ASPETTA “CARISSIMO BERNARDINO…”, A CURA DI ROCCO MOCCAGATTA E ALBERTO PEZZOTTA, UN LIBRONE DI OLTRE 500 PAGINE CHE, IN QUESTO TEMPO DI FREGNACCE E CORIANDOLI, APPARE NON UN GIOCO INTELLETTUALE, MA UN MODO DI INTENDERE IL PENSIERO COME TESSITORE DI FILI E DI VOGLIA DI CONTAMINAZIONE, FIGLIA DI CURIOSITÀ E PERSINO UMILTÀ, TIPICA DI UN’ITALIA MERAVIGLIOSA CHE CHISSÀ DOVE SARÀ FINITA...

gender club degrado roma pina bausch matteo garrone

25 ANNI FA SPUNTÒ A ROMA UN CLUB IN MODALITÀ DARK-ROOM: AL "DEGRADO", IMMERSO NEL BUIO, SI FACEVA SESSO SENZA IL SENSO DEL PECCATO, IN MEZZO A TUTTI. UNO ‘’SBORRIFICIO” CHE NON HA AVUTO EGUALI E CHE DEMOLÌ I MURI DIVISORI TRA ETERO-BI-GAY-LESBO-TRANS-VATTELAPESCA - PER 9 ANNI, “CARNE ALLEGRA” PER TUTTI. OGNUNO VENIVA E SI FACEVA I CAZZI SUOI, E QUELLI DEGLI ALTRI. IL "DEGRADO'' POTEVA ESSERE RIASSUNTO IN UNA DOMANDA: CHI È NORMALE? - DAGO-INTERVISTA ALL’ARTEFICE DEL BORDELLO: “SCORTATA DA MATTEO GARRONE, UNA NOTTE È APPARSA PINA BAUSCH IMPEGNATA AL TEATRO ARGENTINA. SI ACCENDONO LE LUCI E UNA TRAVESTITA URLO': “AO' SPEGNETELE! IO STAVO A FA’ UN BOCCHINO. NUN ME NE FREGA ‘N CAZZO DE 'STA PINA!”

michele mari ciabatti d orrico

DAGOREPORT! MARI IN TEMPESTA! CI VOLEVA LO STREGA-GATE CON I PRESUNTI GIUDIZI, POI SMENTITI, SU MICHELA MURGIA (“ERA INTRANSIGENTE E VIOLENTA, PERCHÉ ERA BRUTTA E SFOGAVA COSÌ LA SUA RABBIA”) PER SCOPRIRE CHE MICHELE MARI HA UN CARATTERE FUMANTINO. NELLA SOCIETÀ LETTERARIA LA SUA IRACONDIA È UN SEGRETO DI PULCINELLA COME LA SUA IMPULSIVITÀ. LO SCRITTORE, CHE RIVENDICA UN CULTO PER GENE HACKMAN E PER GLI UOMINI “ANCHE UN PO’ CANAGLIE”, RESTA NEGLI ANNALI PER LA REAZIONE CHE EBBE DOPO UNA STRONCATURA RICEVUTA DAL CRITICO DI “SETTE”, ANTONIO D’ORRICO. MICHELE MARI ANDÒ NEGLI UFFICI DEL "CORRIERE". E TROVATOSI FACCIA A FACCIA CON IL RECENSORE, LO COLPÌ CON UNO SCHIAFFO. IL CRITICO NON REAGÌ. E MARI SI CONQUISTÒ LE STELLETTE DI VENDICATORE DEI SOPRUSI DEI CRITICI PREPOTENTI E ARROGANTI…