FURBETTI DI NIENTE (TANTO RUMORE PER NULLA?) - DOPO 7 ANNI SI CONTEMPLA LA VITTORIA DI CALTAGIRONE-COPPOLA-STATUTO-RICUCCI-GNUTTI-GRILLO-BONSIGNORE, PER I GIUDICI L’OPERAZIONE UNIPOL-BNL ERA LEGITTIMA - ILLEGALE INVECE L’OPERAZIONE LODI-ANTONVENETA, PER CUI SONO STATI CONDANNATI FAZIO E FIORANI - SCONFITTI SU TUTTA LA LINEA GLI EX CAPI DI UNIPOL (CARI AI DS) CONSORTE E SACCHETTI: TRE CONDANNE (PER QUANTO RIDOTTE), TRA CUI INSIDER TRADING PER AVER CHIAMATO FASSINO E LATORRE…

Luigi Ferrarella per il "Corriere della Sera"

Nell'estate 2005 delle scalata bancarie della Popolare Lodi di Fiorani ad Antonveneta e dell'Unipol di Consorte a Bnl, tra Unipol e gli immobiliaristi del «contropatto» di Francesco Gaetano Caltagirone, detentori del 27% delle azioni Bnl non ci fu un accordo parasociale tenuto nascosto al mercato, e finalizzato a realizzare il progetto dell'allora governatore di Banca d'Italia Antonio Fazio per preservare l'italianità della Bnl e far fallire l'Opa degli spagnoli del Banco di Bilbao, ma vi fu una trattativa in più fasi e fra più interlocutori, che solo il 18 luglio incrociò le volontà delle parti e gli acquisti delle azioni del contropatto.

E senza accordo parasociale vincolante (escluso in passato già dalla Consob, che non si è costituita parte civile, e dalla Corte d'appello civile di Bologna), ora cade in Appello a Milano l'aggiotaggio per il quale il Tribunale il 31 ottobre 2011 aveva condannato 13 imputati.

Stesso disegno per le due scalate, ma modalità esecutive illecite per Lodi-Antonveneta e lecite invece per Unipol-Bnl: perciò ieri la seconda Corte d'appello (Lapertosa-Spina-Scarlini) ha annullato tutte le condanne per aggiotaggio (intorno ai 3 anni e mezzo e 1 milione di multa) e assolto «perché il fatto non sussiste» Giovanni Consorte e Ivano Sacchetti al pari dell'allora direttore finanziario e oggi amministratore delegato di Unipol Carlo Cimbri, l'ex governatore di Bankitalia Antonio Fazio, il costruttore vicepresidente di Generali ed editore di Messaggero, Mattino e Gazzettino, Francesco Gaetano Caltagirone, gli immobiliaristi Stefano Ricucci, Danilo Coppola e Giuseppe Statuto, il pdl (ex udc) vicepresidente del Parlamento europeo Vito Bonsignore, gli industriali Ettore e Tiberio Lonati, il finanziere Emilio Gnutti, il banchiere Guido Leoni della Bper.

I «contropattisti» conservano i 1.200 milioni di euro di plusvalenze nella vendita nel 2005 del loro pacchetto di Bnl, mentre la sconfitta parte civile Banco di Bilbao non solo perde i 15 milioni di provvisionale e il diritto a risarcimenti, ma è anche condannata a pagare le spese di giudizio.

La sentenza arride dunque a Caltagirone, presente a quasi tutte le udienze del processo e in mattinata intervenuto per rimarcare alla Corte che «non sono mai stato condannato prima d'ora e sono qui oggi perché ho fiducia nella giustizia», ritenendo «ingiusta la mia condanna per fatti di cui non ho alcuna consapevolezza», ed essendo «gli interessi nostri e di Unipol contrapposti come tra venditore e compratore».

L'assoluzione vale oro anche per Cimbri, che in questo momento è alle prese con la controversa fusione Unipol-Fonsai (Ligresti) e per la seconda volta rimonta con un'assoluzione in Appello una condanna in Tribunale (era già successo nel 2010 sulle azioni privilegiate).

L'assoluzione sposa la tesi sempre propugnata da Consorte, e cioè «la liceità dell'operazione Bnl da parte di Unipol, ora riconosciuta dalla Corte d'appello dopo 7 anni». Ma Consorte (già con 1 anno e 8 mesi in Appello per aggiotaggio nel processo Antonveneta e 10 mesi per appropriazione indebita e truffa allo Stato) non può gioirne del tutto perché lui e Sacchetti restano gli unici condannati dal verdetto di ieri: 1 anno e 7 mesi (1 in meno a Sacchetti) per ostacolo alla vigilanza della Consob e insider trading. Il primo reato riguarda una lettera di Unipol a Consob il 23 maggio 2005, imputata anche a Cimbri che ne viene però assolto.

L'insider trading, invece, non c'entra con lo sfruttamento in Borsa di notizie per lucrarne profitti, ma nasce dall'aver Consorte comunicato al telefono riservate notizie sulla scalata (partecipanti, schemi, supporti finanziari) a persone diverse da quelle legittimate dalla legge a riceverle per il loro ruolo: e cioè al segretario ds Piero Fassino nelle telefonate intercettate il 5 e 9 luglio (non in quella dell'«abbiamo una banca?»), e al senatore ds Nicola Latorre, per il quale i pm si videro negare dal Parlamento l'uso delle intercettazioni di Consorte il 6-7-14-15-17 luglio 2005.

La Procura già lunedì scorso ha visto barcollare l'edificio del processo per la scalata Antonveneta, la cui sentenza d'Appello ha confermato la condanna di Fazio-Fiorani-Consorte per aggiotaggio ma assolto molti imputati e restituito 90 milioni inizialmente confiscati.

Ed è quindi scontato farà ricorso in Cassazione contro l'assoluzione Unipol/Bnl, tanto più che già ieri alcuni avvocati la chiosavano: «L'Italia ha perso una banca: se nel 2005 non ci fosse stato un intervento così pesante da parte dei magistrati, le cose sarebbero andate diversamente per Bnl finita ai francesi di Bnp Paribas». Ma il ricorso servirà solo a riproporre la questione di diritto: infatti, quand'anche la Cassazione dovesse annullare l'assoluzione e ordinare un nuovo Appello, non ci sarebbe più tempo prima della prescrizione nel gennaio 2013.

 

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