dieselgate

ANCHE I TEDESCHI BARANO – AD APRILE VOLKSWAGEN E AUDI AVEVANO SCRITTO AI PROPRIETARI CALIFORNIANI DI AUTO DIESEL PER INFORMARLI DELLA NECESSITÀ DI “UN RICHIAMO PER PROBLEMI DI EMISSIONI” – LA CASA TEDESCA RISCHIA CLASS ACTION IN TUTTO IL MONDO DA 50 MLD DI DOLLARI

1. VOLKSWAGEN: GIÀ AD APRILE LETTERA A PROPRIETARI AUTO USA

Da “ansa.it

 

MARTIN WINTERKORN jpegMARTIN WINTERKORN jpeg

Nell'aprile scorso, Volkswagen ha inviato ai proprietari californiani di vetture diesel per informarli della necessità di "un richiamo per problemi di emissioni". E' quanto si legge sul sito internet di Reuters, in cui si spiega che ai proprietari di auto Volkswagen e Audi è stato chiesto di portare le loro auto ad un concessionario per l'installazione di un nuovo software che assicurasse che le emissioni fossero "ottimizzate per renderle efficienti".

 

Venerdì primo board per scelta nuovo a.d  - Volkswagen potrebbe scegliere il nome del nuovo amministratore delegato, dopo le dimissioni di Martin Winterkorn, già venerdì prossimo. E' quanto scrive Bloomberg, sottolineando che il supervisory board starebbe guardando a due nomi: Matthias Mueller, appoggiato dalle famiglie che controllano Vw, e Herbert Diess, un ex dirigente Bmw e scelto quest'anno per guidare la nuova divisione Brand del gruppo.

MATTHIAS MULLER MATTHIAS MULLER

 

Secondo alcuni analisti, a Mueller potrebbe venire affidato un interim necessario a stabilizzare la società, che verrebbe poi affidata a Diess, oppure a Andreas Renschler, numero uno della divisione veicoli commerciali. Ma per Commerzbank un possibile candidato sarebbe anche Sascha Gommel, capo di Skoda, la società ceca controllata dalla casa di Wolfsburg. L'unica cosa al momento certa è che il successore non sarà un esterno al gruppo, considerato che il 51% di Vw è in mano alle famiglie Porsche e Piech con la Bassa Sassonia che detiene un ulteriore 20%.

HERBERT DIESSHERBERT DIESS

 

All'ex Ceo di Volkswagen Martin Winterkorn spetterà una pensione da 28,6 milioni di euro. E' quanto emerge dall'ultimo report annuale, che, spiega Bloomberg, "non indica condizioni per cui la somma potrebbe non venire pagata". A Winterkorn potrebbero anche andare due annualità in caso di uscita per totali 33 milioni, ma la parola spetta al board che potrebbe ridurre la somma.

 

 

2. IPOTESI CLASS ACTION MONDIALE DA 50 MILIARDI DI DOLLARI

Paolo Griseri per “la Repubblica

 

Decine di miliardi di dollari di risarcimenti, un’apocalisse che potrebbe addirittura travolgere il gruppo di Wolfsburg. Fino a far sorgere l’ipotesi che possa partire una class action mondiale con 11 milioni di potenziali aderenti. Le conseguenze del “Dieselgate” promettono di essere economicamente devastanti. Solo per le 482 mila auto taroccate vendute negli Usa la Volkswagen potrebbe sborsare una cifra vicina ai 25 miliardi di dollari.

volkswagen volkswagen

 

E non è esagerato prevedere che per i 10,5 milioni di auto che restano nel resto del mondo Wolfsburg debba mettere in conto un esborso almeno pari. Una fucilata da 50 miliardi di dollari che avrebbe l’unico vantaggio di arrivare diluita negli anni.

 

Il calcolo di quel che potrebbe accadere nei soli Stati Uniti lo fa Emily Maxwell, avvocato californaino con un’esperienza ventennale nelle iniziative legali a tutela dei consumatori. “Per prevedere le conseguenze - premette Maxwell - è decisivo capire se la Volkswagen è in grado di modificare il motore delle auto incriminate in modo da farlo tornare al di sotto delle soglie di emissione previste dalla legge degli Stati Uniti. In caso contrario quelle automobili sarebbero illegali e inutilizzabili, così come prevede la legge federale. Così ai 18 miliardi di multa massima ipotizzata in questi giorni da parte dell’Epa, l’ente di controllo sulle emissioni, se ne dovrebbero aggiungere altri 12 da risarcire ai consumatori calcolando un valore medio delle vetture di 25 mila dollari.

 

volkswagen  volkswagen

Se anche non si arriverà a comminare il massimo della multa da 18 miliardi è prevedibile che la somma di multa e risarcimenti arrivi a 25 miliardi di dollari. Ai denari dovuti ai consumatori si dovranno infatti aggiungere quelli da pagare alla rete dei concessionari che ora potrebbero trovarsi con auto invendibili in magazzino”.

 

Una cifra gigantesca che servirebbe solo a sanare l’irregolarità di 482 mila auto su un totale di 11 milioni. Negli Stati Uniti sono già state annunciate 25 class action e altre se ne prevedono nei prossimi giorni. Poi si tratterà di decidere quale stato ha la titolarità per giudicare e a quale tribunale affidare la pratica.

 

volkswagen    volkswagen

In Europa i governi di Francia, Italia e della stessa Germania hanno promesso di fare chiarezza. L’Ue ha invitato gli stati membri “a svolgere indagini sui singoli mercati e poi riferire alla Commissione”. Da parte italiana il ministro dei trasporti Graziano Delrio ha “chiesto chiarimenti alle autorità di omologazione” assicurando che successivamente l’Italia farà le sue verifiche. Anche il ministro per lo sviluppo economico Federica Guidi ha promesso di fare “rapidamente luce sullo scandalo delle emissioni truccate”. E il ministro dell’ambiente Galletti ha aggiunto di aver ottenuto da Volkswagen la garanzia che i nuovi motori euro 6 sono privi del dispositivo incriminato.

 

volkswagen     volkswagen

Mai come in questa occasione si è dimostrata grave la scelta dell’Europa di non dotarsi di un’unica autorità di controllo sulle emissioni, ipotesi più volte avanzata nel corso degli anni e sempre fieramente contrastata dai costruttori nella speranza di giocare sui differenti sistemi di verifica nei 28 paesi dell’Unione.

 

Le diverse regole in Usa e in Europa si misureranno nei prossimi mesi quando si tireranno le somme di multe e risarcimenti. Uno dei problemi è legato al fatto che mentre l’Europa è più rigida sulle emissioni di inquinanti consentite per i motori a benzina, gli Usa sono più severi sul diesel. Ma è certo che se anche nei paesi europei il trucco del software ha consentito di mettere in circolazione motori fuori regola o di categoria euro diversa, i milioni di europei che faranno causa potrebbero facilmente arrivare ai 25 miliardi di risarcimenti che vengono ipotizzati in Usa per meno di mezzo milione di automobili irregolari.

 

Ultimi Dagoreport

dagospia 25 anni

DAGOSPIA, 25 ANNI A FIL DI RETE - “UNA MATTINA DEL 22 MAGGIO 2000, ALL’ALBA DEL NUOVO SECOLO, SI È AFFACCIATO SUI COMPUTER QUESTO SITO SANTO E DANNATO - FINALMENTE LIBERO DA PADRONI E PADRINI, TRA MASSACRO E PROFANO, SENZA OGNI CONFORMISMO, HAI POTUTO RAGGIUNGERE IL NIRVANA DIGITALE CON LA TITOLAZIONE, BEFFARDA, IRRIDENTE A VOLTE SFACCIATA AL LIMITE DELLA TRASH. ADDIO AL “POLITICHESE”, ALLA RETORICA DEL PALAZZO VOLUTAMENTE INCOMPRENSIBILE MA ANCORA DI MODA NEGLI EX GIORNALONI - “ET VOILÀ”, OSSERVAVA IL VENERATO MAESTRO, EDMONDO BERSELLI: “IL SITO SI TRASFORMA IN UN NETWORK DOVE NEL GIOCO DURO FINISCONO MANAGER, BANCHIERI, DIRETTORI DI GIORNALI. SBOCCIANO I POTERI MARCI. D’INCANTO TUTTI I PROTAGONISTI DELLA NOSTRA SOCIETÀ CONTEMPORANEA ESISTONO IN QUANTO FIGURINE DI DAGOSPIA. UN GIOCO DI PRESTIGIO…”

nando pagnoncelli elly schlein giorgia meloni

DAGOREPORT - SE GIORGIA MELONI  HA UN GRADIMENTO COSÌ STABILE, DOPO TRE ANNI DI GOVERNO, NONOSTANTE L'INFLAZIONE E LE MOLTE PROMESSE NON MANTENUTE, È TUTTO MERITO DELLO SCARSISSIMO APPEAL DI ELLY SCHLEIN - IL SONDAGGIONE DI PAGNONCELLI CERTIFICA: MENTRE FRATELLI D'ITALIA TIENE, IL PD, PRINCIPALE PARTITO DI OPPOSIZIONE, CALA AL 21,3% - CON I SUOI BALLI SUL CARRO DEL GAYPRIDE E GLI SCIOPERI A TRAINO DELLA CGIL PER LA PALESTINA, LA MIRACOLATA CON TRE PASSAPORTI E UNA FIDANZATA FA SCAPPARE L'ELETTORATO MODERATO (IL 28,4% DI ITALIANI CHE VOTA FRATELLI D'ITALIA NON È FATTO SOLO DI NOSTALGICI DELLA FIAMMA COME LA RUSSA) - IN UN MONDO DOMINATO DALLA COMUNICAZIONE, "IO SO' GIORGIA", CHE CITA IL MERCANTE IN FIERA E INDOSSA MAGLIONI SIMPATICI PER NATALE, SEMBRA UNA "DER POPOLO", MENTRE ELLY RISULTA INDIGESTA COME UNA PEPERONATA - A PROPOSITO DI POPOLO: IL 41,8% DI CITTADINI CHE NON VA A VOTARE, COME SI COMPORTEREBBE CON UN LEADER DIVERSO ALL'OPPOSIZIONE?

giorgia meloni ignazio la russa

DAGOREPORT - LA RISSA CONTINUA DI LA RUSSA - L’ORGOGLIOSA  CELEBRAZIONE DELL’ANNIVERSARIO DELLA FONDAZIONE DEL MOVIMENTO SOCIALE, NUME TUTELARE DEI DELLE RADICI POST-FASCISTE DEI FRATELLINI D'ITALIA, DI SICURO NON AVRÀ FATTO UN GRANCHÉ PIACERE A SUA ALTEZZA, LA REGINA GIORGIA, CHE SI SBATTE COME UN MOULINEX IN EUROPA PER ENTRARE UN SANTO GIORNO NELLE GRAZIE DEMOCRISTIANE DI MERZ E URSULA VON DER LEYEN - DA MESI 'GNAZIO INTIGNA A FAR DISPETTI ALLE SORELLE MELONI CHE NON VOGLIONO METTERSI IN TESTA CHE A MILANO NON COMANDANO I FRATELLI D'ITALIA BENSI' I FRATELLI ROMANO E IGNAZIO LA RUSSA – DALLA SCALATA A MEDIOBANCA ALLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA, DAL CASO GAROFANI-QUIRINALE ALLO SVUOTA-CARCERI NATALIZIO, FINO A PROPORSI COME INTERMEDIARIO TRA I GIORNALISTI DI ‘’REPUBBLICA’’ E ‘’STAMPA’’ E IL MAGNATE GRECO IN NOME DELLA LIBERTÀ D’INFORMAZIONE – L’ULTIMO DISPETTUCCIO DI ‘GNAZIO-STRAZIO ALLA LADY MACBETH DEL COLLE OPPIO… - VIDEO

brunello cucinelli giorgia meloni giuseppe tornatore

A PROPOSITO DI…. TORNATORE – CRISI DEL CINEMA? MA QUALE CRISI! E DA REGISTA TAUMATURGO, NOBILITATO DA UN PREMIO OSCAR, CIAK!, È PASSATO A PETTINARE IL CASHMERE DELLE PECORE DEL SARTO-CESAREO CUCINELLI - MICA UN CAROSELLO DA QUATTRO SOLDI IL SUO “BRUNELLO IL VISIONARIO GARBATO”. NO, MEGA PRODUZIONE CON UN BUDGET DI 10 MILIONI, DISTRIBUITO NELLE SALE DA RAI CINEMA, ALLIETATO DAL MINISTERO DELLA CULTURA CON TAX CREDIT DI 4 MILIONCINI (ALLA FINE PAGA SEMPRE PURE PANTALONE) E DA UN PARTY A CINECITTA' BENEDETTO DALLA PRESENZA DI GIORGIA MELONI E MARIO DRAGHI - ET VOILÀ, ECCO A VOI SUI GRANDI SCHERMI IL “QUO VADIS” DELLA PUBBLICITÀ (OCCULTA) SPACCIATO PER FILM D’AUTORE - DAL CINEPANETTONE AL CINESPOTTONE, NASCE UN NUOVO GENERE, E LA CRISI DELLA SETTIMA ARTE NON C’È PIÙ. PER PEPPUCCIO TORNATORE, VECCHIO O NUOVO, È SEMPRE CINEMA PARADISO…

theodore kyriakou la repubblica mario orfeo gedi

FLASH! – PROCEDE A PASSO SPEDITO L’OPERA DEI DUE EMISSARI DEL GRUPPO ANTENNA SPEDITI IN ITALIA A SPULCIARE I BILANCI DEI GIORNALI E RADIO DEL GRUPPO GEDI (IL CLOSING È PREVISTO PER FINE GENNAIO 2026) - INTANTO, CON UN PO’ DI RITARDO, IL MAGNATE GRECO KYRIAKOU HA COMMISSIONATO A UN ISTITUTO DEMOSCOPICO DI CONDURRE UN’INDAGINE SUL BUSINESS DELLA PUBBLICITÀ TRICOLORE E SULLO SPAZIO POLITICO LASCIATO ANCORA PRIVO DI COPERTURA DAI MEDIA ITALIANI – SONO ALTE LE PREVISIONI CHE DANNO, COME SEGNO DI CONTINUITÀ EDITORIALE, MARIO ORFEO SALDO SUL POSTO DI COMANDO DI ‘’REPUBBLICA’’. DEL RESTO, ALTRA VIA NON C’È PER CONTENERE IL MONTANTE ‘’NERVOSISMO’’ DEI GIORNALISTI…