ALITALIA A UN PASSO DAGLI ARABI – SI PUNTA A CHIUDERE L’ACCORDO SUI 1.900 ESUBERI ENTRO VENERDI’ PER FARE SPAZIO A ETIHAD. CHE TERRÀ SIA LINATE SIA MALPENSA (E MORETTI S’INCAZZA)

Lucio Cillis per ‘La Repubblica'

Trattative serrate coi sindacati per chiudere l'accordo entro venerdì sera. I vertici Alitalia e le sigle sindacali che in queste ore si stanno confrontando sui 1.900 esuberi sembrano prossimi ad un'intesa che con molta probabilità potrebbe arrivare prima del fine settimana.
Il piano industriale prevede la riduzione di 280 piloti, 350 assistenti di volo e di 1.270 unità tra del personale di terra (480 operatori terra, 190 manutenzione e 600 negli uffici).

Complessivamente il progetto firmato dall'ad Gabriele Del Torchio prevede risparmi per 295 milioni, di cui 128 sul costo del lavoro. Accanto ai tagli arrivano anche delle novità per un nutrito gruppo di piloti Alitalia, molto corteggiati dalle compagnie del Golfo per la loro professionalità. Nelle ultime ore si sarebbe profilato un prestito a favore di Etihad di circa 50 primi ufficiali che potrebbero trasferirsi ad Abu Dhabi per il biennio 2014-2015 potendo contare su stipendi e benefit di tutto rispetto se confrontati con gli standard italiani.

Intanto il corposo staff di dirigenti del vettore arabo, una quarantina, prosegue a Fiumicino nella sede di Alitalia, la due diligence: sotto esame ci sono la finanza, il marketing, l'analisi dei costi e dei fornitori e anche il settore legale della compagnia italiana.

Nel contempo un'altra delegazione di Abu Dhabi, sta verificando l'effettivo ammontare dei debiti verso le banche e i maggiori creditori di Alitalia. Per questo con molta probabilità
verrà sforato il termine dei 30 giorni riservati alla trattativa e fonti vicine al dossier ritengono sia molto più probabile una chiusura della due diligence per metà marzo.

I sindacati, in attesa del via libera definitivo all'accordo con l'azienda chiedono però ad
Etihad uno sforzo supplementare sullo sviluppo della "nuova Alitalia": «Ci aspettiamo un piano coraggioso di creazione di nuove rotte sul lungo raggio. Il nostro vettore ha un bacino di clienti prossimo ai 30 milioni e grazie anche alla ripresa dell'economia, molti italiani potrebbero riprendere a volare e a salire su aerei Alitalia anche per andare oltre l'Europa» dice Marco Veneziani, segretario nazionale trasporto aereo della Uil.

Lo stesso piano industriale che chiede ai lavoratori sacrifici per 128 milioni di euro, viene incontro alle esigenze di rilancio di alcune rotte: in particolare gli scali di Milano avranno due anime ben definite e separate. Linate, nelle intenzioni di Del Torchio, si candida a diventare il mini- hub del Nord verso l'Unione Europea, grazie al taglio obbligato di voli da e verso Roma Fiumicino, oggi semivuoti. Da Malpensa, invece, Alitalia (ed Etihad) si allungherà su nuove rotte intercontinentali.

Ma sul futuro degli aeroporti milanesi ieri è scoppiata un'inusuale quanto durissima polemica tra l'amministratore delegato di Ferrovie, Mauro Moretti, e il ministro dei Trasporti Maurizio Lupi che alle dichiarazioni del capo di Fs («due scali a Milano sono troppi, i milanesi devono scegliere tra Linate e Malpensa »), ha replicato così: «Stiamo lavorando intensamente perché non si realizzi solo tav ma ci si occupi anche di trasporti regionali che devono migliorare. Le Ferrovie dovrebbero impegnarsi su questo, visto che gli indirizzi in materia li dà il governo ».

Lupi ha poi aggiunto: «Sono di Milano e l'idea che il problema di Malpensa sia la presenza di Linate, ha un po' stancato tutti noi: non è che se si chiude un aeroporto si sviluppa un altro e Malpensa, in particolare, è strategico. Il problema è avere un sistema competitivo, o meno».

 

Mario Mauro e Maurizio Lupi Napolitano Maurizio Lupi ed Enrico Letta MAURO MORETTI CON UN CANE alitalia etihad GABRIELE DEL TORCHIOjames hogan MALPENSAAEROPORTO DI LINATE

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