patuano recchi

ARROCCO TELECOM – RECCHI FA UN BEL BLITZ E PORTA A CASA LA CONVERSIONE DELLE AZIONI DI RISPARMIO, RENDENDO IL GRUPPO MENO SCALABILE – XAVIER NIEL IN DIFFICOLTÀ E L’AD PATUANO, MOLTO STIMATO DAL RAIDER FRANCESE, NON NE SAPEVA NULLA (QUANTO DURA LA COPPIA?)

1.SORPRESA TELECOM CONVERTE LE RISPARMIO E RISPONDE AI FRANCESI

Sara Bennewitz per “la Repubblica”

 

Scaroni Giuseppe Recchi Patuano e Bernab Scaroni Giuseppe Recchi Patuano e Bernab

Era da almeno 15 anni che il mercato aspettava la conversione delle risparmio in ordinarie. Ieri finalmente il cda di Telecom Italia ad unanimità ha votato il progetto di trasformare i titoli rnc in azioni con diritto di voto. Il fatto curioso è che l’operazione che comporterà una diluizione di un terzo del capitale ordinario, avviene proprio ora che il miliardario francese Xavier Niel ha rilevato opzioni sul 15,2% della società, a valle degli acquisti della connazionale Vivendi (socia al 20,5%).

 

Ma proprio l’ingresso di Niel in Telecom ha fatto sì che gli investitori tornassero a puntare sulle ordinarie, a scapito delle risparmio, rendendo possibile che si verificassero le condizioni di mercato necessarie per rendere l’operazione conveniente per entrambe le classi di azioni.

maria pace odescalchi giuseppe recchi marcella loglimaria pace odescalchi giuseppe recchi marcella logli

 

Le risparmio rinunciano alla maggiorazione sul dividendo (pari al 2% del capitale sociale), ma ottengono i diritti di voto e un premio ben superiore a quei 9,5 centesimi di conguaglio che gli vengono chiesti per la conversione. Se la conversione facoltativa non avesse successo, ne seguirà una obbligatoria che prevede un conguaglio di 0,87 rnc per ogni ordinaria e una terza via resta il recesso, che però non è conveniente perché equivale a 0,9241 euro.

 

maria pace odescalchi  giuseppe recchimaria pace odescalchi giuseppe recchi

L’operazione deve essere approvata dalle assemble ma ci sono pochi margini di errore, perché crea valore per tutti gli stakeholders. Telecom incassa 570 milioni e ne risparmia 166 di extra cedole, un valore che attualizzato al costo medio del capitale ponderato significa sinergie per 2,3 miliardi.

 

Morale, anche le azioni ordinarie, il cui peso viene ridimensionato del 31% sui diritti di voto, ne guadagnano subito circa 15 centesimi per azione, più il beneficio che deriverà al gruppo, dopo la conversione, di tornar a far parte dell’Eurostoxx 50, dove nel calcolo della capitalizzazione e della liquidità di un azienda sono escluse le azioni senza diritti di voto.

 

marco patuano ad telecom italiamarco patuano ad telecom italia

Nessuna delle grandi aziende europee del settore ha azioni rnc, e se da una parte la conversione equivale a un adeguamento agli standard internazionali, dall’altra facilita anche matrimoni futuri tra rivali sia del comparto media che della telefonia. Fonti finanziarie riferiscono inoltre, che nei mesi scorsi si sono notati acquisti di azioni rnc sia da parte di investitori d’Oltralpe, che di gruppi finanziari brasiliani, ipotesi che sono però difficili da verificare dato che le azioni di risparmio sono al portatore.

 

Infine ieri Telecom ha approvato una modifica della sua organizzazione interna, che è stata discussa in serata tra i vertici e i sindacati, e i risultati della trimestrale: fatturato di 14,9 miliardi di euro (-6,9%), un ebitda di 5,6 miliardi in calo per oneri non ricorrenti pari a 460 milioni. L’utile scende a 362 milioni (985 mln nel 2014).

 

CARLO DE BENEDETTI ROBERTO COLANINNO FOTO LAPRESSE CARLO DE BENEDETTI ROBERTO COLANINNO FOTO LAPRESSE

 

2. BLITZ DEL PRESIDENTE RECCHI E L’AD PATUANO RESTA ISOLATO

Giovanni Pons per “la Repubblica”

 

Della conversione delle azioni rnc Telecom per la prima volta parlò Roberto Colaninno nel lontano 2000, dopo aver scalato la società con la famosa Opa. Telecom l’ha finalmente approvata ma con una particolarità non di poco conto: l’operazione non è stata proposta dall’attuale amministratore delegato Marco Patuano. Anzi, quando si è trattato di votarla, il risultato è stato 12 a 1, poi lo stesso Patuano ha deciso di convertire il suo voto, da contrario a favorevole.

 

E così il risultato ufficiale è l’unanimità ma è evidente che si è creato un solco profondo tra l’ad e il suo cda. Un solco scavato in primo luogo dal presidente Giuseppe Recchi che ieri non ha messo l’operazione risparmio all’ordine del giorno e a inizio seduta ha introdotto il tema della conversione chiamando al tavolo le risultanze di uno studio di Equita sim, l’advisor dei consiglieri indipendenti.

XAVIER NIEL DELPHINE ARNAULTXAVIER NIEL DELPHINE ARNAULT

 

Dallo studio emergeva come grazie al rialzo in Borsa delle azioni ordinarie di questi ultimi giorni, provocato dall’incursione nel capitale di Xavier Niel, la convenienza per la conversione fosse diventata evidente. Possibile che Patuano, il quale aveva annunciato al mercato ad agosto che l’operazione conversione era allo studio, non si fosse accorto di questa finestra di opportunità?

 

Difficile, più che altro lo scollamento tra l’ad e il consiglio si è inasprito nelle ultime settimane, quando Patuano ha riportato all’attenzione il dossier Metroweb in base alle nuove indicazioni ricevute dalla Cdp. Un’operazione che non piace alla gran parte dei consiglieri che ritengono non opportuno fare affari con una controparte pubblica.

xavier nielxavier niel

 

Ora bisognerà vedere quali saranno le conseguenze di questa operazione a livello di azionariato Telecom e di guida della società. La Vivendi di Vincent Bollorè dovrebbe venir diluita al 14% ma potrebbe risalire velocemente, anche perchè forse possiede anche azioni di risparmio. E non si può escludere che possa tornare fino alla soglia del 20%, anche se si tratta di spendere molti altri soldi. Mentre è più difficile prevedere che cosa cosa farà Niel, che al momento ha in mano solo opzioni che possono essere esercitate dal giugno prossimo.

 

GIUSEPPE RECCHI GIUSEPPE RECCHI

A oggi l’imprenditore francese ha speso 200 milioni in opzioni per un valore sottostante di circa 1,2 per azione, ritenendo che Telecom abbia ulteriori spazi di crescita. La fusione in corso tra Wind e H3G avrebbe avvalorato questo scenario e Niel, nella visita a Milano di qualche giorno fa, ha speso parole di apprezzamento per Patuano e per la sua strategia di società infrastrutturale che fa accordi commerciali non in esclusiva con i produttori di contenuti.

 

Ora però con Patuano in difficoltà, con Vivendi in pole position e con una società più grande da scalare il gioco si fa molto più duro.

 

 

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