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“ATATURK 2” IL GIGANTE – PROCEDE SPEDITA LA COSTRUZIONE DEL NUOVO AEREOPORTO DI ISTANBUL, UN ‘MOSTRO’ CHE GESTIRA’ UN TRAFFICO DI 160 MILIONI DI PASSEGGERI L’ANNO E SARA’ GRANDE 4 VOLTE L’AEROPORTO DI FRANCOFORTE – 42 MESI PER REALIZZARLO, APERTURA NEL 2018

Marco Ansaldo per “Affari & Finanza - la Repubblica”

 

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Un giorno qui voleranno tutti. Già lo fanno. Ma presto, molto più presto di quanto potremmo pensare, avverrà ancora di più, e da ogni continente. A Istanbul, nell' istmo dove l' Europa incontra l' Asia, e longitudinalmente fra il Mar Nero e il Mare di Marmara, si prepara l' aeroporto del futuro: 76,5 milioni di metri quadrati. Quattro volte più grande dello scalo internazionale di Francoforte. Tirato su a tempo di record, 42 mesi. Data prevista di apertura: febbraio 2018.

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E così la Turchia dei miracoli economici (per quelli politici ci vorrebbe il decorso normale di una normale democrazia) si prepara a un nuovo fronte: quello della conquista dell' aria e delle rotte del cielo. Istanbul in questo è già avanti. Pochi giorni fa la Airport Council International ha diffuso i suoi ultimi dati stabilendo che l' attuale scalo, l' Aeroporto Ataturk, è divenuto il terzo in Europa, dopo Londra e Parigi, scalzando proprio il grande aeroporto internazionale tedesco.

 

 

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Ma le ambizioni che attraversano il Bosforo sono globali e puntano più in alto. Se adesso il traffico annuale dell' Ataturk segna i 60 milioni di passeggeri, il nuovo aeroporto ne potrà sostenere fino a 160 milioni, con l' interazione fra 3 terminali diversi. Lo scalo in fervida costruzione sulle rive del Mar Nero, fra le zone di Tayakadin e Akpinar, sarebbe addirittura il terzo della metropoli.

 

 

Nella parte asiatica di Istanbul, da alcuni anni ormai, è operativo anche lo scalo di Sabiha Gokcen, nome della prima aviatrice turca, figlia adottiva di Ataturk, cioè di Mustafa Kemal, il fondatore della Turchia moderna della quale nel 2023 si celebreranno i 100 anni di nascita.

 

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A favorire la Turchia oggi non è soltanto la formidabile spinta economica, ma la geografia, che ha spostato l' asse internazionale dal continente europeo ad altri mondi e nuovi mercati. Il Paese della Mezzaluna punta a convogliare su di sé l' enorme serbatoio della Cina, e da lì la Corea, la Cina, l' intera Asia che vola. Istanbul diviene così il collettore ideale fra l' Europa, l' Asia e l' Africa, senza contare il Medio Oriente.

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Gli operatori considerano l' equilibrio del traffico aereo ormai spostato verso l' Oriente, e che a raccogliere la gran parte dei volumi di movimento sarà proprio la metropoli sul Bosforo. Ad assorbire buona parte di questo flusso sarà proprio la compagnia aerea di bandiera, la Turkish Airlines. Un marchio riconosciuto, oggi. Eppure, nemmeno troppi anni fa, le linee aeree turche non avevano grande reputazione. Qualche tragico incidente aveva infine compromesso la loro fama, pure in patria divenuta fonte di amare battute.

 

 

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Bene, nel giro di pochissimo tempo l' azienda è stata rivoltata come un guanto. La parola d' ordine è diventata: affidabilità. Nuove rotte, nuovi scali, nuovi aerei.

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E a cominciare dal Millennio in corso la Turkish Airlines è cresciuta moltissimo, e tanto sul solo piano dell' immagine.

 

 

Prendete l' Italia: l' azienda turca ci ha puntato con grande fiducia. Così ormai da anni, alle destinazioni tradizionali che toccano Roma e Milano se ne sono aggiunte parecchie altre: Genova, Torino, Venezia, Bologna, Napoli, Bari, Catania. E sono moltissimi gli italiani, non solo turisti, ma pure diplomatici e uomini d' affari, a scegliere di volare sotto il simbolo della Mezzaluna turca.

 

 

La qualità del servizio e dei pasti a bordo migliora di anno in anno. Non è un caso se nello scorso decennio la compagnia risulti una delle aziende del cielo più premiate a livello mondiale.

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Gli investimenti sono stati forti, e soprattutto sul piano pubblicitario. La Turkish ha arruolato calibri internazionali come il quattro volte Pallone d' oro Lionel Messi, il cestista americano James LeBron, l' attore statunitense Ben Affleck, e prima ancora l' altra star hollywoodiana Kevin Costner e la scrittrice nazionale Elif Shafak.

 

 

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Oggi è una compagnia che conosce una vasta espansione sulle rotte internazionali. Dai 10 milioni di passeggeri nel 2003, siamo adesso a 61 milioni, e si punta a 72 per la fine del 2016. La flotta aerea è passata da 65 aerei nel 2003, ai 299 di oggi, ai 442 con le ordinazioni previste entro il 2019.

 

 

Di fronte a tanta potenza è come se i classici aeroporti europei, persino quelli tedeschi, perdessero smalto e vigore di fronte a destinazioni che considerano preminenti le metropoli orientali di Pechino, Dubai, Giakarta, Tokyo, Shanghai, tutte per l' appunto ai primi posti degli scali mondiali.

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E se l' aeroporto di Atlanta resta tuttora saldamente in testa con 101,5 passeggeri all' anno, lo scalo Ataturk ha ormai raggiunto l' 11° posto.

"Istanbul è l' hub perfetto", sostiene il presidente di Turkish Airlines, Temel Kotil, che è da 10 anni alla guida della compagnia nazionale e ne ha guidato il rilancio.

 

 

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La sua filosofia è concreta: i passeggeri d' Oltreoceano arrivano a Istanbul normalmente a bordo di grossi velivoli. Lui li raccoglie e li fa volare per destinazioni interne, lontane non più di 3-4 ore su aerei di media e relativamente piccola stazza (Airbus 320 e Boeing 737). Il che significa ottimizzare i costi per almeno della metà rispetto ai velivoli giganteschi delle altre flotte.

 

 

I turchi sono ottimi commercianti, e negoziatori sofisticati. La strategia di Kotil ha fatto crescere l' azienda da lui presieduta più di ogni altra compagnia aerea al mondo. "Ma adesso - spiega - abbiamo bisogno di questo nuovo aeroporto, per poter crescere ancora".

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Istanbul non è una città facile, dal punto di vista del traffico. Altro che Roma, o Milano.

Qui siamo al livello di Bangkok, purtroppo, e si rischia di trascorrere giornate intere in automobile. Il progetto dello scalo sul Mar Nero non può dunque prescindere da una razionalizzazione del traffico cittadino.

 

 

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Una metropolitana che possa raggiungere il centro della città in soli 26 minuti dall' aeroporto Ataturk è così anch' essa in costruzione. Perché pensare in piccolo, in questa città, è proprio impossibile. "È stata la capitale di 3 Imperi - dice con orgoglio Yusuf Akcayoglu, CEO del consorzio IGA che si occupa della costruzione del nuovo aeroporto - Non può essere certo un caso che tutto questo oggi accada qui". E sembra voler dire: è naturale, a Istanbul ci troviamo in un nuovo centro del mondo.

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